LE ORIGINI DEL GATTO

Circa 65 milioni di anni fa, verso la fine dell'Era Mesozoica e l'inizio dell'Era Cenozoica, una catastrofe biologica di proporzioni inimmaginabili portò all'estinzione dei tre quarti delle specie vegetali e animali che popolavano il pianeta Terra; scomparvero quindi la maggior parte delle specie viventi, come ad esempio i dinosauri.

Risalgono proprio a questo periodo le prime tracce della presenza di piccoli mammiferi carnivori, che si originarono dagli Insettivori sopravvissuti all'immane catastrofe.
Il primo di cui si ha notizia era di dimensioni assai modeste, circa 30 centimetri di lunghezza, e aveva arti corti, muniti di artigli.
Anatomicamente era assai diverso dai carnivori odierni e risulta essersi estinto nell'Epoca Geologica definita Eocene, caratterizzata dalla presenza di altri tipi di carnivori, come i Fissipedi, dotati di una dentatura più sviluppata e potente.
Proprio dai Fissipedi discenderebbero i Viverridi (come le manguste), gli Ienidi e i Felidi.

Nell'Epoca Geologica Oligocene, compresa fra 33,9 e 23,03 milioni di anni fa, i Felidi si divisero in due linee principali:
  • Eusilus, dalla corporatura grande e massiccia, poco agili, ma dotati di enormi canini ricurvi, come il Macairodus, una sorta di tigre con i denti a sciabola;
  • Proailurus, da cui discendono gli Pseudailurus, dall'aspetto di gatti di corporatura snella, ma più grandi rispetto a quelli odierni e la cui dentatura ricorda proprio quella dei moderni Felidi.
    Questi relativamente piccoli felini si adeguarono a condizioni ambientali fra le più disparate: zone desertiche, foreste, steppe aride e paludi.
In Francia sono state rinvenute tracce della presenza di un altro felide, Zelis zitelli, vissuto nel Miocene, epoca geologica che abbraccia l'arco di tempo compreso fra 23,03 e 2,588 milioni di anni fa; Zelis zitelli era molto simile al gatto selvatico odierno.

I Felidi che avevano popolato il pianeta nelle varie Ere ed Epoche Geologiche si estinsero nell'Era Neozoica, che è il periodo geologico più recente, iniziato 2,588 milioni di anni fa e nel quale stiamo tuttora vivendo; è conosciuto anche come Quaternario.
E proprio all'interno dell'Era Neozoica, nel cuore dell'Epoca del Pleistocene, circa 1,8 milioni di anni fa avrebbe fatto la sua comparsa Felis lunensis (detto anche felino selvatico di Martelli) che è considerato il progenitore per eccellenza del gatto odierno.
A Felis lunensis si fa risalire l'origine dell'attuale gatto selvatico (Felis silvestris) che comparve al termine della Seconda Era Glaciale, circa 1,3 milioni di anni fa.
Felis silvestris si diffuse rapidamente in Europa, Asia ed Africa, differenziandosi per tipologia in:
  • gatto selvatico europeo o delle foreste (Felis silvestris silvestris);
  • gatto selvatico asiatico (Felis silvestris ornata);
  • gatto selvatico africano o guantato (Felis silvestris libica); a formare questa specie, secondo alcuni studiosi, avrebbero contribuito più specie selvatiche, fra cui il sopra citato Felis silvestris ornata, diffuso in Iran, Pakistan e India.
    Felis silvestris libica presenta un mantello grigio giallastro a macchie nere tondeggianti e una lunga coda ad anelli, con l'estremità nera.
Sembrerebbe accertata da alcuni studiosi che una ben delineata differenziazione tra gatto selvatico europeo e gatto selvatico africano sarebbe avvenuta all'incirca 20 mila anni fa.

L'origine del nostro gatto domestico (Felis silvestris catus) in base ai risultati degli studi fatti sarebbe legata proprio al gatto selvatico africano Felis silvestris libica.
In origine presentava un pelo raso, grigio fulvo o grigio bruno, con presenza di strisce trasversali nere sui fianchi e la coda ad anelli con la punta nera.
Facilmente addomesticabile, è considerato il progenitore del Gatto Europeo domestico, mentre lo stesso non può dirsi per Felis silvestris silvestris, che non si sottomette affatto all'uomo, dal quale rifugge, preferendo vivere in assoluta libertà.

A quando risale l'addomesticamento del gatto?
In base a quanto emerso finora, il gatto sarebbe stato addomesticato in tempi relativamente recenti: i primi dati certi sulla convivenza del felino con l'uomo risalgono a circa 5000 anni fa, nell'antico Egitto e in Cina, mentre l'addomesticamento del cane risale a ben 30000 anni fa.

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Sono stati rinvenuti dipinti, statuine e mummie di gatto nelle tombe egizie. ...descrizione foto.....


Nell'antico Egitto il gatto occupava un posto molto importante; era un animale sacro, reincarnazione della dea Bastet e accompagnava il defunto nel suo viaggio nell'al di là e per questo motivo le classi sociali più agiate lo mummificavano, deponendolo nella camera funeraria con la mummia del padrone.

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L'immagine a sinistra mostra un particolare della decorazione del sarcofago contenente la mummia del principe Tuthmosis.






Il sodalizio tra gatti e uomini era vantaggioso per entrambi; il felino, grazie alla sua indiscussa abilità come cacciatore di topi, era utilissimo per salvaguardare i depositi di cereali dalle razzie dei topi e al tempo stesso il fatto che ci fossero questi depositi, che attiravano e favorivano l'espansione delle colonie di topi, costituiva per il gatto una comoda e inesauribile riserva di caccia.

Recentemente però la datazione di 5000 anni fa è stata spostata di molto all'indietro, in seguito al ritrovamento, sull'isola di a Cipro, di un gatto sepolto insieme a una persona, risalente a circa 9500 anni fa.

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Come già visto, si ritiene che il gatto selvatico nordafricano (Felis silvestris Lybica), a seguito di addomesticamento, abbia preso a vivere presso l'uomo e sia il progenitore del gatto europeo.
Si pensa che sia stato introdotto di contrabbando (al tempo ne era vietata l'esportazione) in Europa dai Fenici, abili navigatori e mercanti, che si arricchirono anche con questo commercio.
Il gatto selvatico nordafricano, essendo geneticamente in grado di accoppiarsi e generare prole fertile unendosi anche ad altre specie di felini, nel corso dei milleni, proprio in conseguenza di modificazioni genetiche, avrebbe dato luogo a gatti diversi dai progenitori.

Tuttavia l'origine del gatto domestico europeo non è stata ancora definitivamente accertata al di là di ogni dubbio e fra gli studiosi si registrano posizioni non pienamente concordanti.

Il gatto europeo domestico o gatto soriano
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Il gatto europeo domestico è chiamato anche "gatto soriano" ed è quello dal tipico mantello tigrato.
Il termine "soriano" prende origine dall'areale di provenienza di questo gatto, la Sorìa, nome con il quale era anticamente denominata la Siria.

Un vocabolo ampiamente utilizzato per definire il tipico mantello tigrato del soriano è "tabby", da "attabi", latinizzazione medievale dell'originaria parola araba "attabiyah" che indicava una regione, geograficamente localizzabile nell'attuale Iraq, dove veniva prodotta una seta, decorata con particolari motivi che ricordavano il pelo tigrato dei gatti locali.

Il mantello del soriano presenta colorazioni e tigrature di vario tipo; il manto fulvo contraddistingue un particolare tipo di soriano originariamente diffuso in Spagna, le cui tonalità variano dal rossiccio al ramato.





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Articolo di Beatrice Montini (Corriere della Sera)
Investigazioni di Animal Equality Italia






Malata di sclerosi multipla e contraria alla sperimentazione animale
Dottor Stefano Cagno

Clicca la foto per l'articolo del dott. Stefano Cagno, Dirigente Medico Ospedaliero dell'Az. Osped. Desio e Vimercate (MB)
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