ZOONOSI

Le zoonosi sono infezioni batteriche o virali che possono essere trasmesse dagli animali vertebrati all'uomo e dall'uomo agli animali vertebrati.
Accanto a questo termine, onnicomprensivo, ne esistono altri, usati a volte in sinonimia, aventi significato più esplicativo e/o limitato, ma che vengono scarsamente utilizzati:
  • antropozoonosi (malattie trasmesse all'uomo dagli altri vertebrati),
  • zooantroponosi (malattie trasmesse dall'uomo agli altri vertebrati),
  • anfixenosi (malattie presenti sia nell'uomo sia negli altri vertebrati e reciprocamente trasmissibili).


Si stima che circa la metà (forse più, forse meno) delle infezioni che possono colpire gli esseri umani siano trasmesse dagli animali.
Detto così, di primo acchito è roba da far letteralmente rizzare i capelli sulla resta.
Ma andiamoci piano e vediamo di esaminare con un minimo di razionalità tutta la faccenda.
L'informazione, dai mass-media a certe fonti istituzionali, rifacendosi ai soliti studi dei soliti emeriti ricercatori, pubblicati sulle solite prestigiose riviste scientifiche, più di una volta ha gettato benzina sul fuoco di una delle principali paure che attanagliano l'essere umano: quella di ammalarsi e di morire; emblematico il caso della cosiddetta "influenza Aviaria" causata da un sottotipo del virus influenzale A e che, a partire dalla fine degli anni '90 è salita più volte alla ribalta di giornali e telegiornali.

E quando si parla di malattie trasmissibili dagli animali, viene spontaneo pensare principalmente a quelli con i quali condividiamo la vita, quelli con cui giocano i nostri bambini, quelli che portiamo a fare la passeggiata igienica, che dividono con noi il letto o il divano; quelli che all'ora di pranzo (il nostro pranzo) ci guardando imploranti con certi occhioni ai quali non riusciamo a dire di no.
Pensiamo anche agli animali selvatici che vediamo abitualmente nell'ambiente esterno, primi su tutti gli uccelli, tanto diffusi ovunque e, perché no, pensiano anche agli allevamenti, grandi o minuscoli che siano.

Il risultato finale dell'accoppiata fra trasmissioni televisive e comunicati che affermano, in toni allarmistici di non voler fare allarmismo (!?) e paure ancestrali dell'essere umano era inevitabile: quante persone hanno deciso di liberarsi, in un modo o nell'altro, del loro animale domestico; quanti si sono convinti che il gatto di casa avrebbe potuto trasmettere la tanto sbandierata influenza aviaria?
E quanti hanno guardato come fosse un untore e magari hanno anche preso a male parole il vicino di casa che aveva un paio di galline o una paperetta?

Ma come la mettiamo con mosche, zecche, zanzare, pidocchi, pulci, acari, crostacei, molluschi e tutta la miriade di altri piccoli invertebrati con i quali possiamo venire a contatto spesso senza nemmeno potercene rendere conto?
Non sono animali anche questi?
Qualcuno potrebbe obiettare che ad esempio pulci, pidocchi, acari e zecche stanno sugli animali e non sugli esseri umani.
Ma siamo proprio sicuri che sia sempre così?
Siamo davvero sicuri che siano solo i parassiti che stanno sugli animali a portarci malattie?

Se una persona ospitasse il cosiddetto "pidocchio dei vestiti" (sembra roba d'altri tempi, ma succede anche oggigiorno), pidocchio che a sua volta ospitasse la Rickettsia, agente patogeno che provoca il Tifo esantematico, sia il pidocchio che l'agente patogeno potrebbero tranquillamente passare da una persona ad un'altra e trasmettere l'infezione.

Pensate forse che se una zanzara sana punge un uomo che alberga nel suo organismo il Plasmodium malariae, il virus di Chikungunya, Dengue, West Nile Fever o un altro agente patogeno, pungendo in seguito voi o non possa trasmettervi l'infezione?
E il più bello è che la zanzara in questione non si ammala; essa è solamente il mezzo del quale il virus si serve per potersi trasferire da un individuo ad un altro e garantire la prosecuzione della propria specie.

Siamo tutti animali: animale-gatto, animale-pulce, animale-cane, animale-topo, ecc...e naturalmente animale-uomo.
Ci sono infezioni tipiche di una specie animale piuttosto che di un'altra, il che dipende da fattori genetici propri di ognuna.
Ci sono i batteri che possono infettare indifferentemente vari animali, uomo compreso e che possono venir trasmessi sia da animale ad uomo, che da uomo ad animale, come ad esempio il Bacillo di Koch, responsabile della Tubercolosi; sono documentati casi di cani sani che sono stati infettati dall'umano malato.

Il gatto può prendere l'influenza dal suo compagno umano; confermarlo è stata una ricerca scientifica che, nel 2009, ha analizzato alcuni campioni di sangue di gatti dell'Ohio, nel periodo in cui si era verificata la pandemia del virus influenzale A/H1N1.
Il 30% dei gatti domestici analizzati risultava contagiato dal ceppo tipico degli umani e non da quello tipico dei felini.
Inoltre i proprietari di questi gatti avevano contratto il virus prima che si ammalasse il gatto, il che significa che è stato l'umano a trasmetterlo all'animale.

Alcuni suini di un allevamento canadese sono risultati positivi al virus influenzale A/H1N1 e potrebbero essere stati infettati dall'allevatore.
Infatti secondo "ACIA" ente canadese che si occupa della vigilanza nel settore alimentare, è assai probabile che gli animali siano stati contagiati dall'uomo, rientrato da un viaggio in Messico presentando sintomi influenzali.

Chissà quante altre patologie noi umani possiamo trasmettere agli animali, ma purtroppo non si fa gran ricerca in questo senso, evidentemente perché per principio si tende a privilegiare il canale "da animale a uomo" e andrà avanti così finché si continuerà a considerarare gli animali poco più che oggetti animati e l'uomo come il re del pianeta.

Il fatto che nel nostro tempo molte malattie vengano abitualmente rilevate negli animali e non nell'uomo, e che gli animali le possano trasmettere agli umani, non significa che esse non siano o non siano state in un passato più o meno lontano, patologie che li accomunavano.

A giorno d'oggi le migliorate condizioni igienico sanitarie, di nutrizione e il non essere più quotidianamente a stretto contatto con la natura e gli animali in quanto, almeno in occidente, la gran parte delle persone vive tra appartamento e luogo di lavoro, hanno avuto come conseguenza che molte malattie compaiano raramente.
Addirittura ci si è quasi dimenticati di esse; ci sono persino operatori sanitari che non sono in grado di riconoscerle.
Eppure neanche cent'anni fa l'essere umano, come gli altri animali, ospitava piuttosto comunemente su di sè pulci, acari, pidocchi e anche le zecche ogni tanto se lo succhiavano, e tutti pronti ad infettarlo con questo o quel virus o batterio.
Ma l'uomo è di memoria corta.




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Né a Pasqua, né mai!


Articolo di Beatrice Montini (Corriere della Sera)
Investigazioni di Animal Equality Italia






Malata di sclerosi multipla e contraria alla sperimentazione animale
Dottor Stefano Cagno

Clicca la foto per l'articolo del dott. Stefano Cagno, Dirigente Medico Ospedaliero dell'Az. Osped. Desio e Vimercate (MB)
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