Oestrus ovis (famiglia Oestridae)

Mosca Oestrus ovisLe larve di Oestrus ovis, mosca della famiglia Oestridae, sono responsabili dell'infestazione parassitaria denominata Estriasi.
Si tratta di una miasi tipica di animali ungulati, come ad esempio cervi, caprioli, mufloni, pecore, capre, cinghiali, maiali ed è ben nota agli allevatori di ovi-caprini che vengono condotti al pascolo.
I parassiti talvolta possono attaccare anche l'uomo, ma in genere si tratta di allevatori; anche i cani da pastore possono esserne colpiti.

Pecore  Cerva con il cucciolo

L'Estriasi, di frequente riscontro nei climi temperati, è presente nel nostro Paese, anche se la sua distribuzione non è omogenea sul territorio.
Il periodo nel quale il parassita è più attivo va da maggio a luglio.

Larve di  Oestrus ovis nelle cavità nasali di un ovino

Questa miasi, interessando gli ungulati, è nota anche ai cacciatori, che rinvengono le larve nelle cavità nasali e nei seni frontali delle loro vittime.



Ciclo riproduttivo di Oestrus ovis
Ciclo riproduttivo
Oestrus ovis adotta un singolare sistema di riproduzione: vola sulle potenziali vittime e per mezzo di un particolare organo ovodepositore schizza le uova sul muso dell'animale, da 10-15 centimetri di distanza; se un umano si trova, sfortunatamente, nel raggio d'azione della mosca, egli stesso può esserne colpito senza accorgersene.



Uova della mosca Oestrus ovis

Le uova, leggermente appiccicose, aderiscono facilmente al pelo e alla pelle.
Grazie al calore corporeo schiudono quasi subito e le minuscole larve, che misurano meno di un millimetro di lunghezza, strisciano fin dentro le cavità nasali, attraverso le quali raggiungono facilmente i seni frontali, dove si insediano per compiere parte del loro ciclo vitale.
Questa tipica localizzazione prende il nome generico di rinomiasi (rino, che si riferisce al naso).


Capriolo con larve di  Oestrus ovis nelle cavità nasali


Le larve soggiornano nell'animale per un periodo che può essere anche di alcuni mesi; a maturità misurano circa 3 centimetri di lunghezza.



Una volta pronte per affrontare la fase di metamorfosi successiva, escono all'esterno con le secrezioni nasali dell'ospite; cadono al suolo, insinuandosi nel terreno.
Nel giro di 24 ore si imupano e restano così per circa un mese, dopodiché dal bozzolo uscirà una nuova mosca, che avrà vita breve: infatti l'insetto adulto non vive più di due settimane, nel corso delle quali riesce però a riprodursi.
Quando le condizioni climatiche e ambientali diventano sfavorevoli, la pupa resta in uno stato di vita sospesa per molti mesi, fino alla successiva primavera, dopodiché il ciclo riprenderà.

Le larve di Oestrus ovis non sempre si localizzano nelle cavità naso frontali.
Quando la mosca schizza le uova, esse possono colpire anche gli occhi, aderendo al bordo delle palpebre; le larve che nascono riescono facilmente a penetrare nei tessuti oculari ed in questo caso si parla genericamente di oftalmomiasi (oftalmo, che si riferisce all'occhio).
E' detta primaria perché il parassita entra direttamente dall'occhio, non vi arriva migrando da altre zone interne del corpo.

L'Estriasi a localizzazione oftalmica secondaria è una complicazione che si verifica quando le larve, dalle cavità nasali, passano attraverso le fessure ossee che servono da passaggio per nervi e vasi sanguigni e raggiungono l'orbita oculare, aggredendo la congiuntiva o il canale lacrimale, causando dolore acuto e un importante processo infiammatorio, con ripercussioni più o meno gravi a carico dell'occhio.

Quando invece le larve si insediano nel condotto uditivo si parla genericamente di otomiasi (oto, che si riferisce all'orecchio), ma sembra che succeda solo se i tessuti del canale uditivo sono già colpiti da qualche affezione.

Le larve di Oestrus possono insediarsi anche nella trachea ed in tal caso provocano catarro e difficoltà respiratorie.

Secrezioni nasali in animale affetto da Estriasi

La presenza delle larve conduce sempre ad uno stato infiammatorio delle mucose nelle quali il parassita vive; inevitabili conseguenze sono riniti e sinusiti, che diventano sempre più intense man mano che le larve crescono.

Osservando un animale colpito da questa miasi si vedranno le secrezioni nasali che colando dalle narici imbrattano il muso, talvolta provocando erosioni.



In caso di forti infestazioni la prognosi è grave; si possono avere meningite, disturbi neurologici con incoordinazione dei movimenti, anomalie nella locomozione, roteamento dell'occhio e convulsioni, fino ad arrivare al decesso.

Quando l'infestazione non è massiccia e le larve non migrano in zone cruciali, la guarigione avviene spontaneamente, dopo che le larve mature abbandonano l'animale, fuoruscendo insieme alle secrezioni nasali che le porteranno nell'ambiente esterno, così che esse cadranno al suolo, nel quale si impuperanno.

Quando si trova un animale che presenta sintomi riconducibili a questa miasi e che sta così male da lasciarsi avvicinare, è indispensabile contattare un veterinario.
Per debellare la miasi con tutta probabilità praticherà all'animale un'iniezione di Ivermectina, farmaco specifico per debellare molti parassiti, tra i quali Oestrus ovis.



Per prevenire o almeno ridurre il rischio di infestazione è opportuno adottare alcune precauzioni: nelle ore calde più calde del giorno, allorché le mosche sono più attive, gli animali non dovrebbero rimanere al pascolo.
E' importantissimo adottare questa misura soprattutto nelle zone dove la mosca è più diffusa.



Un'altra specie di mosca della famiglia Oestridae è Rhinoestrus purpureus che parassitizza gli equini; è presente anche in Italia.





Appello urgente!!





    


Né a Pasqua, né mai!


Articolo di Beatrice Montini (Corriere della Sera)
Investigazioni di Animal Equality Italia




Malata di sclerosi multipla e contraria alla sperimentazione animale
Dottor Stefano Cagno

Clicca la foto per l'articolo del dott. Stefano Cagno, Dirigente Medico Ospedaliero dell'Az. Osped. Desio e Vimercate (MB)
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