LE MIASI

Il vocabolo miasi (dal greco mùia=mosca) designa l'infestazione di un animale o di un essere umano da parte di larve di insetti dell'ordine dei Ditteri, nella fattispecie mosche.
Perché si possa parlare di miasi vera e propria, il soggetto colpito deve essere necessariamente vivo e i suoi tessuti devono essere sani.
Le mosche che provocano miasi appartengono a specie le cui larve si nutrono obbligatoriamente di individui vivi.

Queste mosche appartengono a generi diversi.
Sia gli animali che l'uomo possono essere parassitati dalle loro larve.

La maggior parte di questi insetti è tipica delle zone tropicali e subtropicali caratterizzate da clima caldo-umido.
Non è infrequente che viaggiatori di ritorno da quel Paesi si portino a casa anche i parassiti.
Alcune specie vivono nei climi temperati e sono presenti anche in Italia.

Comune a tutte è l'inderogabile necessità di trascorrere sotto forma di larva un periodo di tempo, variabile da pochi giorni a diverse settimane, all'interno di un essere vivente sano, nel quale troverà l'ambiente di vita ideale.

Alcune specie restano nella parte superficiale del corpo, altre invece penetrano più in profondità, arrivando ad insediarsi in organi importanti.



Dermatobia hominis (famiglia Oestridae)

Uova di Dermatobia su zanzara
Ciclo riproduttivo
Dermatobia hominis, mosca della famiglia Oestridae, depone le uova sul corpo di insetti volanti ematofagi, più piccoli e mimetici di lei, soprattutto zanzare, ma anche tafani, mosche cavalline ed altri; li cattura senza danneggiarli e li rilascia non appena sia riuscita nel suo intento; questi ospiti inconsapevoli fungono da semplice mezzo di trasporto per le sue uova.
Il disegno mostra la posizione nella quale Dermatobia hominis appiccica le uova (evidenziate in giallo) al corpo di una zanzara.

Uova di Dermatobia su mosca cavallina

Nella foto a fianco le uova di Dermatobia su una mosca cavallina.

Quando gli insetti vettori si posano su una persona o su un animale per pungerli e succhiarne il sangue, le uova della mosca a causa del calore corporeo si schiudono immediatamente e le larve penetrano prontamente attraverso il micro forellino della puntura oppure forando la cute anche se integra.

Le larve resteranno sotto la pelle dell'ospite fino ad 8 settimane, nutrendosi e crescendo, dopodiché si faranno strada verso l'esterno e si lasceranno cadere al suolo, infilandosi nel terreno per compiere le successive fasi della metamorfosi.
Sfarfallamento di Dermatobia hominis
Se tutto andrà per il verso giusto, dopo un'altra settimana nascerà una piccola Dermatobia, di un poco appariscente colore grigiastro che una volta adulta mostrerà le tipiche tinte vivaci, come si può vedere dalla copertina del filmato più sotto.

Nella foto a fianco, il momento dello sfarfallamento.


Ciclo della vita di   Dermatobia hominis
Il perché di questa curiosa modalità riproduttiva dipende dal fatto che Dermatobia hominis è una mosca molto vistosa ed inoltre ha un volo decisamente rumoroso, per cui avrebbe difficoltà a posarsi sulla vittima, in quanto verrebbe facilmente intercettata e scacciata.
Pertanto approfitta di insetti ematofagi molto meno vistosi di lei e dal volo piuttosto silenzioso, caratteristiche che permettono di avvicinarsi spesso inosservati; nel caso di zanzare e tafani, sovente non ci si accorge nemmeno di averne addosso e il fastidio della puntura viene avvertito quando è oramai troppo tardi e l'insetto se n'è già volato via.

Areale di diffusione di Dermatobia hominis
Nonostante questa mosca sia presente unicamente in centro e sud America, come si può rilevare dalla cartina a fianco, si tratta di una miasi che è bene conoscere.

Oggigiorno si viaggia in lungo e in largo, sia per svago che per lavoro, anche oltreoceano e sempre più spesso succede che i viaggiatori, una volta tornati in patria, abbiano la sgradita sorpresa di trovare qualche ospite indesiderato su se stessi o sul loro animale da compagnia con il quale avevano condiviso l'esperienza estera.

Purtroppo non sempre i medici europei sono in grado di riconoscere questa parassitosi, che più di una volta è stata scambiata per foruncolosi ed in alcuni casi anche per malattie ben peggiori.
Ciò dipende dal fatto che trattandosi di una parassitosi estranea al Vecchio Mondo, molti operatori sanitari non sono preparati a riconoscerla.

Il filmato che segue, girato a Panama, mostra l'estrazione di larve dalla schiena di un turista.


Vi chiederete il motivo per il quale il poveretto abbia del nastro adesivo che copre la parte infestata dalle larve: è un rudimentale, ma efficace strattagemma adottato per far sì che la larva, essendo chiuso il foro nella pelle umana che le permette di respirare, sentendosi soffocare cerchi di sporgersi fuori.
Togliendo il nastro si potrà afferrarla con le pinzette ed estrarla.
 Uncini delle larve di Dermatobia hominis
Questo metodo però non è molto consigliabile, in quanto può succedere che la larva resti appiccicata al nastro e strappandolo via essa potrebbe rompersi, anche perché il suo corpo, provvisto di numerosi uncini (foto a lato), potrebbe restare impigliato nelle carni dell'ospite; in tale malaugurato caso parte della larva resterebbe dentro il foro e i suoi liquidi corporei rilascerebbero sostanze tossiche.

Il sistema migliore, adottato anche dai medici, consiste nello spalmare uno strato di grasso di vaselina (ma va bene qualsiasi sostanza grassa) nel punto dove è insediato il parassita, impedendo in tal modo il passaggio dell'aria a di conseguenza la larva non riuscirà a respirare.
Non resterà che attendere quel tanto che basta e, per non morire asfissiata, sporgerà la testa che potrà essere afferrata con le pinzette e con delicatezza la si potrà estrarre tutta intera.

Miasi da  Dermatobia hominis su un bovino




Come già detto, anche gli animali possono subire l'attacco di questo parassita; eccone un esempio su un bovino.





Il filmato che segue mostra due cuccioli di cane con miasi da Dermatobia hominis.
Il veterinario effettua l'estrazione dei parassiti premendo a fianco del foro, per provocare la parziale fuoruscita della larva, che poi afferra con le dita per estrarla completamente; non viene utilizzato il sistema della vaselina, poco pratico a causa del pelo.

Questo metodo viene talvolta usato anche su soggetti umani.
Il ricorso ad un sistema piuttosto che ad un altro dipende sia dal punto nel quale si trova la larva, sia da quanto è congeniale all'operatore.









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Né a Pasqua, né mai!


Articolo di Beatrice Montini (Corriere della Sera)
Investigazioni di Animal Equality Italia






Malata di sclerosi multipla e contraria alla sperimentazione animale
Dottor Stefano Cagno

Clicca la foto per l'articolo del dott. Stefano Cagno, Dirigente Medico Ospedaliero dell'Az. Osped. Desio e Vimercate (MB)
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Modalità di ingresso delle larve

Le modalità con cui le larve delle mosche che provocano miasi penetrano in un corpo sono assai varie:
  • alcune riescono a perforare la cute anche se integra oppure si fanno strada attraverso il forellino di una puntura di zanzara o di altri insetti o dove è stata praticata un'iniezione.

  • Altre vie d'accesso sono le parti che presentano secrezioni umide, come la zona ombelicale, specialmente dei neonati, oppure la congiuntiva oculare.
    In Africa si riscontra propria una forma di miasi oculare che conduce a cecità.

  • Le larve di Wolfarthia magnifica penetrano in prevalenza attraverso le mucose degli organi genitali esterni.
Dove si insediano
  • Le larve delle mosche del genere Hypodherma (famiglia Oestridae) dopo essere penetrate nel corpo compiono migrazioni interne e dopo ed aver terminato la fase di accrescimento sbucano all'esterno forando la pelle dell'ospite.

  • Quelle di Oestrus ovis e specie affini (famiglia Oestridae) invadono le cavità oto-oculo-nasali (orecchio, occhio, naso e seni frontali) non solo degli ovini, ma degli ungulati in genere (es: cervidi) ed anche l'uomo.

  • Le larve di Wolfarthia magnifica (famiglia Sarcophagidae) e quelle di Lucilia sericata (fam. Calliphoridae) provocano lesioni cutanee e piaghe negli ovini; quelle di Cochliomya hominivorax (famiglia Calliphoridae) parassitano l'uomo e anch'esse provocano la formazione di piaghe cutanee.

  • Dermatobia hominis (fam Oestridae) e Cordylobia antropophaga (famiglia Calliphoridae) parassitano di preferenza l'essere umano.
    Non scavano in profondità, ma trascorrono lo stadio larvale nel derma dell'ospite, causando dei granulomi, che visti dall'esterno assomigliano a foruncoli, talvolta enormi.

  • Le larve di mosche della famiglia Gasterophilidae (come Gasterophilus intestinalis-haemorroidalis-pecorum) vengono introdotte per via orale con l'ingestione di acqua o alimenti contaminati e compiono una parte del ciclo di sviluppo nell'apparato gastrointestinale dell'ospite, sia uomo che animale.


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