ALIMENTAZIONE VEGAN
per i nostri quattrozampe?


Tutti i cibi di origine animale derivano da esseri viventi.
Gli animali sono allevati e sfruttati per produrre uova, carne, latte e derivati; gli stessi insetti sono allevati per essere utilizzati come pasto per altri animali come esca dai pescatori.

Da tempo si parla di alimentare vegan gli animali domestici, come il cane e il gatto, proprio per evitare di infliggere, seppur non di propria mano, sofferenze a quegli esseri viventi destinati a finire nelle scatolette di Miao e Bau...
Ci sono vegan che non esitano a somministrare solo cibo vegan ai loro animali, dimostrando in tal modo di avere a cuore il benessere e la sorte di tutti gli animali...tranne quella del proprio cane o del proprio gatto...

A costoro sfugge il fatto che non è possibile nutrire animali parzialmente o totalmente carnivori facendo violenza alla loro natura con l'imposizione di una dieta vegan, e questo è valido soprattutto per il gatto, che solo dalla carne riesce a trarre un aminoacido importantissimo per la sua vita: la taurina.

Il legame ancestrale che univa l'essere umano alla natura è venuto meno allorché gli uomini hanno abbandonato la vita nomade, dove il cibo veniva procurato tramite la raccolta di vegetali e la caccia, optando invece per la vita sedentaria, la coltivazione, l'allevamento del bestiame e la sua conseguente uccisione.
Se pensiamo poi ai miliardi di esseri umani che vivono gli uni ammassati agli altri nelle città di ogni parte del mondo, insieme ai loro amici animali, va da sè che per nutrirsi e nutrire non possano certo andare tutti a raccogliere bacche, frutta, radici o altri vegetali, e nemmeno andare a caccia o a pesca...e se poi ci mettiamo la pressoché irresistibile attrazione che certi cibi esercitano sui sensi umani...
Ecco perché il problema degli animali d'allevamento, purtroppo, esisterà sempre...

Questa naturalmente non è una giustificazione e non significa comportarsi come coloro che buttano a terra la cartaccia perché tanto lo fanno tutti, comodo alibi per tacitare la propria coscienza.
Non importa se il gesto di attenzione e rispetto di un singolo individuo sarà solo una piccola goccia, apparentemente insignificante ed inutile; miliardi e miliardi e miliardi di gocce fanno un mare.

Ognuno si comporti dunque col massimo rispetto per ogni forma di vita, con la consapevolezza delle implicazioni delle proprie scelte e chi proprio non se la sente di alimentare per esempio il gatto come si confà ad un carnivoro, ha solo una possibilità: evitare di tenere questo felino ed orientarsi invece su un erbivoro, come ad esempio un coniglio o una cavia, ma non mettere in atto scelte integraliste come quella di nutrire un gatto con sole verdure e cerali.

C'è poi anche da dire che la scelta vegan per alcuni di costoro si limita al cibo, visto che certuni (e soprattutto certune) non rinunciano ad un indumento imbottito in piuma d'oca o ad una borsa o ad bel paio di scarpe in pelle...ma da dove credono che arrivino piume e pelle?
Purtroppo oggigiorno in certi ambienti è maledettamente trendy proclamarsi vegan; per qualcuno un piccolo esamino di coscienza non guasterebbe affatto...

E' comunque pura utopia pensare di poter eliminare dalla faccia della terra ogni allevamento e lo sfruttamento e la violenza che ne conseguono, brevi vite immancabilmente spezzate fra le mura di un macello o sull'aia del contadino.
Semmai il problema è un altro e cioè quello di scegliere un'alimentazione "cruelty free" per noi umani, provocando in tal modo una conseguente, drastica diminuzione degli animali "da cibo" e rendere al contempo meno orribile l'esistenza da reclusi e gli ultimi minuti di vita all'interno dei macelli per quegli animali che comunque verranno ancora sempre allevati, come cibo per gli animali da compagnia e per tutti quegli animali umani che mai e poi mai rinuncerebbero a nutrirsi di altri animali.

Il problema della violenza dell'uomo sugli animali si risolverà completamente ed unicamente con la scomparsa della razza umana dalla faccia del pianeta; solo a quel punto le leggi della natura, anche se durissime, tornerebbero a governare il mondo.



Quale cibo per i nostri amici carnivori a quattro zampe?

Alimentarli in modo confacente alle loro caratteristiche naturali NON significa far ricorso a scatolette e crocchette.
Teniamo ben presente che il cibo industriale per gli animali da compagnia, il cosidddetto "pet food" è sempre una vera schifezza sotto tutti i punti di vista: materie prime utilizzate, processo di produzione, additivi chimici; in definitiva è tutta robaccia che non fa bene alla salute dei nostri animali, e alla lunga causa gravi malattie.
Autorevoli studi in merito evidenziano come ad esempio il notevole aumento delle patologie renali nei gatti sia cominciato proprio dopo l'avvento dell'alimentazione industriale.

di Stefano Apuzzo e Edgar Meyer:
Fido non si fida




Non lasciamoci quindi abbindolare dalle confezioni accattivanti, da diciture del genere "naturale, holystic, senza conservanti" e via dicendo, dagli spot pubblicitari, dal fatto che alcuni di questi cibi siano caldamente consigliati da molti veterinari; purtroppo ai nostri giorni la formazione specialistica in materia di nutrizione degli animali da compagnia viene fatta basandosi largamente sugli studi dei ricercatori delle ditte produttrici di pet food, il che la dice anche troppo lunga.
E ricordiamoci che anche il prezzo alto o la notorietà di una marca non sono affatto garanzia di qualità (clicca il link in fondo a questa pagina).
L'unico "pregio" se così lo si può definire, di questi alimenti industriali è che sono pronti: basta aprire il sacchetto o la scatoletta e mettere il cibo nella ciotola.



E non dobbiamo mai dimenticare che moltissimi alimenti del "pet food" sono testati sugli animali, soprattutto i cosiddetti "cibi dietetici" o i vari "renal" e via dicendo.
I poveri animali "da sperimentazione" vengono sottoposti a gravissime sofferenze perché vengono fatti ammalare di proposito, in modo da sperimentare la dieta più adatta per quel certo tipo di malattia.
Semplicemente aberrante.

E quindi evidente che è molto meglio, sotto tutti i punti di vista, preparare in casa la pappa per i nostri amici a quattro zampe, se davvero ci teniamo alla loro salute.
E non troviamo la scusa che ci manca il tempo, non dobbiamo preparare un menù da grand hotel.



Tratto dal sito CatInfo.org del medico veterinario Lisa A. Pierson:

Nutrire il vostro gatto: conoscere le basi della nutrizione felina






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Né a Pasqua, né mai!


Articolo di Beatrice Montini (Corriere della Sera)
Investigazioni di Animal Equality Italia




Malata di sclerosi multipla e contraria alla sperimentazione animale
Dottor Stefano Cagno

Clicca la foto per l'articolo del dott. Stefano Cagno, Dirigente Medico Ospedaliero dell'Az. Osped. Desio e Vimercate (MB)
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