ANIMALI E SUPERSTIZIONE

Le credenze popolari che riguardano gli animali sono tanto numerose, quanto prive di ogni fondamento.
Alcune sono decisamente innocue e fanno sorridere per la loro ingenuità, altre invece sono tanto stupidamente assurde, quanto crudeli.
La maggior parte dimostrano solo come profondamente ignoranti, insensibili, malvagi, sadici e idioti possano essere gli umani, di ogni latitudine, estrazione sociale e grado di istruzione.

RICCIO
E' tipica la credenza del riccio che passa sotto gli alberi di mele, rotolandosi tra i frutti caduti a terra, infilzando le mele sugli aculei per poterle trasportare comodamente...
Rimedio per la calvizie: il riccio veniva catturato e ucciso, dopo di che le interiora e le zampe posteriori venivano bruciate e ridotte in cenere per essere poi mescolate ad una resina e utilizzate per combattere la calvizie.
Portafortuna: si credeva che seppellire un riccio vivo nelle fondamenta di una costruzione avrebbe portato fortuna.
Arma...letale: ancora al giorno d'oggi in certi ambienti rurali c'è la ferma convinzione che questo animale abbia la capacità di scagliare gli aculei negli occhi di una persona in piedi vicino lui.

PIPISTRELLO
Il piccolo mammifero alato è stato visto da sempre con ribrezzo e paura.
La credenza più diffusa era ed è tuttora, soprattutto in campagna, quella di credere che attacchi le persone per potersi aggrappare ai loro capelli, specialmente a quelli lunghi delle donne, dopo di che per liberarsene sarebbe necessario tagliare via anche la ciocca di capelli.
Se poi si venisse a contatto con le feci dei pipistrelli, si diventerebbe attaccabili dalle streghe...
I pipistrelli fin dal Medio Evo sono stati collegati alle forze del male: demoni e streghe...e sono stati perseguitati e uccisi con la benedizione di santa madre chiesa...

STAMBECCO
Magnifico animale, re incontrastato delle rupi d'alta montagna, veniva cacciato non solo per la sua carne o per il trofeo, ma soprattutto per le sue corna che polverizzate erano ritenute un rimedio contro l'impotenza maschile.
Bere sangue di stambecco si credeva fosse un valido rimedio contro l'urolitiasi.
Lo stomaco si credeva fosse utile per combattere la depressione, allora chiamata "malinconia".

MARMOTTA
Questo simpatico roditore alpino veniva cacciato sia per le carni che per l'abbondante grasso che aveva il compito di proteggere l'animale dal freddo e gli consentiva di passare indenne i lunghi mesi del letargo invernale.
Il grasso era ritenuto un ottimo unguento contro contusioni e dolori articolari ed era utilizzato sia per curare gli uomini che gli animali domestici.
Ancora intorno al 1970 era possibile trovare in vendita nelle fiere delle zone alpine le scatolette di grasso di marmotta.

BOVINI
Il bue presso molte civiltà era ritenuto un animale sacro; basti pensare al "Bue Api" dell'antico Egitto.
Era comunque universalmente rispettato perché utile nei lavori dei campi e per trainare i carri.
Una credenza popolare propone un rimedio contro l'enuresi (pipì a letto) dei bambini: si crede che cessi se il bambino mangia un brodo...di peli di bue...

La mucca in India è sacra e le si permette di girare indisturbata anche nelle stade di città.
Spesso si sente dire "ma se sono tanto poveri, perché non mangiano le mucche?" Semplice.
Al di là del fatto che il clima caldo non permetterebbe la conservazione della carne e la gran parte delle persone è tanto indigente da non avere nemmeno un frigorifero, esiste anche un altro motivo ben fondato: la mucca se uccisa fornirà cibo per poco tempo; da viva invece produrrà latte per mesi e mesi e non a caso in India sono grandi consumatori di latte, yogurth e burro.

CONIGLIO E LEPRE
In Inghilterra, durante l'epoca vittoriana, la zampa sinistra essiccata di coniglio, montata in argento, era un amuleto portafortuna di gran moda.
Anche al giorno d'oggi è viva questa superstizione, diffusasi in tutta la cultura occidentale.

La lepre, velocissima nella corsa e capace di balzi straordinari, fin dal Medio evo era considerata figlia del diavolo e quindi un animale maledetto.

ASINO
Gli asini che avevano il pelo di colore che formava una specie di croce sul petto erano ritenuti sacri e quindi erano intoccabili.
In alcune zone del sud Italia si crede che il fastidio della dentizione dei lattanti possa essere evitato appendendo al collo del bambino un dente di asino che abbia già compiuto un anno di vita.
In Sardegna e in altre zone d'Italia si crede che per guarire dalla pertosse (che veniva anche chiamata "tosse asinina") sia sufficiente bere l'acqua avanzata...da un asino!
Invece nel Nuorese si ritiene che sia efficace bere latte di asina.
Nello spezzino invece non si fa bere nulla al bambino, ma semplicemente lo si fa passare fra le gambe dell'asino...

RETTILI E ANFIBI
Anticamente si credeva che vedere una lucertola con la coda doppia portasse fortuna<.br>
Il serpente è sempre stato considerato l'incarnazione del Male, del Demonio e l'iconografia cristiana è ricchissima in questo senso; basti pensare all'onnipresente Madonna che schiaccia il capo del serpente sotto il suo piede o al biblico serpente tentatore del Paradiso Terrestre, o alle streghe che usavano i serpenti per preparare le loro pozioni magiche e malefiche.

Nel Medioevo si riteneva che la salamandre fossero immuni al fuoco e che vivessero nelle fucine dei fabbri.
I rospi erano considerati velenosi e capaci di provocare fortissimi mal di testa.

RAGNI
Fin dai tempi antichi l'incontro con un ragno era ritenuto di buon auspicio.
Uccidere un ragno avrebbe portato grande sfortuna, quindi chi lo trovavava in casa e voleva liberarsene si limitava a raccoglierlo senza fargli male e a metterlo fuori.
Nelle campagne era diffusa la credenza che le spesse tele di ragno che si trovavano nelle stalle servissero per favorire la guarigione delle ferite, sopra le quali venivano stese.

API
Un amuleto a forma di ape porterebbe fortuna in affari.
L'ape che entra in casa annuncia la visita di un amico o affari redditizi in vista.
Nei Paesi del Nord africa e in particolare in Egitto è considerato portatore di fortuna un alteo insetto, lo scarabeo, e pertanto si fabbricano amuleti che lo raffigurano e che vengono indossati per favorire la buona sorte.


Negli ambienti contadini si credeva che udire a primavera il primo canto del cuculo avendo del denaro in tasca, l'anno sarebbe stato fortunato e il raccolto abbondante.

Fin dai tempi preistorici c'è stato un forte legame fra uomini e corvi; nella grotta francese di Lascaux si possono ammirare pitture rupestri dove sono rappresentati corvi e addirittura figure umane con la testa di corvo.
Probabilmente questi uccelli si fermavano volentieri nei pressi degli accampamenti umani, perché potevamo trovare cibo fra gli scarti dell'uomo.
Al tempo stesso le loro grida di allarme all'avvicinarsi di altri animali o uomini, poteva servire a dare l'allarme agli abitanti del campo.

La colomba nella religione è sempre stata considerata in modo positivo; basti pensare a quella che Noè avrebbe liberato dall'arca dopo il diluvio universale e che sarebbe tornata col ramoscello d'ulivo nel becco.
Avere fuori di casa un nido di colombe era considerato di buon auspicio.

UCCELLI RAPACI NOTTURNI
Civette, assioli, gufi, barbagianni, allocchi, bellisssimi e misteriosi uccelli dal volo silenzioso sono sempre stati considerati di cattivo auspicio e udirne la voce era ritenuto segno di grande sfortuna e addirittura annuncio di morte.
A causa di questa immotivata cattiva fama sono stati da sempre perseguitati e uccisi e anche al giorno d'oggi purtroppo in certi ambienti le cose non sono per nulla mutate.


CANE
Una vecchia superstizione afferma che quando un cane ulula è un cattivo presagio e segna la prossima morte di qualcuno.
Si pensava anche che avere un cane nero tenesse lontane le persone che fanno il malocchio.
Il venerdì era considerato un giorno "cattivo" e durante la sua notte uscire di casa avrebbe comportato il grave pericolo di incontrare diavoli e streghe, ma ci si poteva proteggere tenendo in tasca un pelo di cane nero.




I corvi della Torre di Londra
Una leggenda che richiama folti gruppi di turisti alla tristemente famosa Torre di Londra riguarda i corvi.
Si dice che il giorno in cui questi uccelli abbandoneranno la torre, la monarchia inglese cadrà per mano di un invasore straniero.

Non è ben chiaro a quale epoca risalga la profezia da cui è scaturita la leggenda; alcuni dicono che sia dal 1600, altri invece parlano del 1800.
Fatto sta che tuttora una piccola colonia vive nelle torre e ci sono persone il cui lavoro consite nell'accudire questi volatili.
Alcune penne remiganti delle ali di questi corvi vengono accorciate in modo da ridurre la loro capacità di volo ed evitare che se ne vadano via.




GATTI
Nei Paesi di religione cristiana, gli animali che più di tutti sono stati fatti oggetto di assurde credenze e superstizioni sono i gatti, tanto che per secoli furono perseguitati in tutti i modi.

E oggigiorno ?
Siamo nel terzo millennnio, ma l'ignoranza, la superstizione e la malvagità umana provocano ancora ogni anno sofferenze e morte a decine di migliaia di gatti, colpevoli solo di essere...gatti.
E come se non bastasse, l'importata festa di Halloween è stata presa a pretesto da imbecilli frustrati, ignoranti e profondamente cattivi, per prendersela, ancora una volta, con dei poveri animali indifesi.







Animali SOS non aderisce a campagne pubblicitarie e non ha alcun interesse a far comparire sul tuo browser banner e pop-up; se ne vedi, sappi che non dipende da noi.

Blocca la pubblicità sul tuo browser Non sai come bloccare la pubblicità prima che arrivi sul tuo browser? Scoprilo cliccando sul lucchetto.


    


Né a Pasqua, né mai!


Articolo di Beatrice Montini (Corriere della Sera)
Investigazioni di Animal Equality Italia






Malata di sclerosi multipla e contraria alla sperimentazione animale
Dottor Stefano Cagno

Clicca la foto per l'articolo del dott. Stefano Cagno, Dirigente Medico Ospedaliero dell'Az. Osped. Desio e Vimercate (MB)
Visita EQUIVITA












L'ossicino "magico" dello stambecco
Nei secoli passati in molte località delle Alpi gli stambecchi rischiarono l'estinzione perché era diffusissima la credenza che un piccolo osso a forma di croce che irrobustisce i grossi vasi sanguigni alla base del cuore avesse un particolare potere di protezione e di guarigione da ogni male; pertanto gli stambecchi erano uccisi solo per poter entrare in possesso di questo amuleto; in realtà non si trattava di un osso, ma di una resistente struttura cartilaginea.
Nel 1600 questa credenza venne considerata demoniaca dalla chiesa cattolica e le cronache del tempo riportano la notizia che il principe che governava la zona dell'odierna Bressanone cercò di mettere fine a questa superstizione una volta per tutte.
Il principe in questione era anche vescovo, come d'uso a quei tempi, quando non c'era distinzione alcuna fra potere politico e potere religioso.
Il metodo attuato consistette nello sterminio di tutti gli stambecchi presenti nella zona, con la convinzione che solo così la gente avrebbe smesso di credere in quella superstizione e l'avrebbe dimenticata.
Quale ne sia stato l'esito, non è dato di saperlo.



L'asinello di Santa Lucia
Una tradizione tipica del mese di dicembre in alcune località del nord est d'Italia al confini di Austria e Paesi slavi è quella legata alla notte fra il 12 e 13 dicembre, allorché santa Lucia in groppa al suo asino scende sulla terra per portare i regali ai bambini.
C'è l'usanza di lasciare fuori della porta un po'di cibo per l'asinello.



La festa dei serpari
A Cocullo, piccolo paese abruzzese, sopravvive ancora oggi un rito chiamato "Festa dei serpari" che ha origini che si perdono nell'antico culto pagano della dea Angizia ritenuta capace di rendere innocuo ogni veleno.
In seguito questo rito pagano è stato assorbito dal cristianesimo ed è tuttora vivo; oggigiorno è legato al culto di San Domenico di Sora, molto venerato in paese.



Nei giorni che precedono la festa che si svolgeva il primo giovedì di maggio, ma dal 2012 è stata fissata al 1° maggio, alcuni abitanti del paese, i serpari , vanno alla ricerca di rettili nelle campagne circostanti.
Riallacciandosi all'antico culto della dea Angizia, tramite il suono di un corno, detto Kerallos, si crede che riescano a rendere innocuo il veleno di questi serpenti.
In realtà in Italia l'unico serpente velenoso esistente è la vipera e i serpari ben si guardano dal catturarle; prendono solo serpenti non velenosi: saettone, cervone, biacco e biscia dal colllare.



Il momento più importante della Festa dei Serpari è la processione lungo le strade del paese, con i serpari che portano la statua di san Domenico tutta ricoperta con i serpenti vivi che hanno catturato.
Al termine della festa i serpenti vengono riportati nel loro habitat naturale.

                                                                                                    Sito aggiornato a