ANIMALI E RELIGIONI

Il 4 gennaio 2008 papa Ratzinger durante la celebrazione di una messa nella Cappella Sistina tenne un'omelia, nella quale parlò dell'essere umano, dotato di anima immortale che sopravvive alla morte fisica del corpo.
Al contrario gli animali, non essendo dotati di anima, dopo la morte fisica secondo la chiesa cattolica e secondo Ratzinger, suo capo supremo, sono destinati a scomparire nel nulla.

Tuttavia fin dai secoli passati autorevoli pensatori, filosofi e studiosi non erano affatto di questo avviso.

Per quel che riguarda l'Ebraismo, nel Libro dei Misteri di Enoch egli, in uno dei suoi viaggi celesti, arriva ad un cielo in cui le anime degli animali accusano gli esseri umani davanti al tribunale dei morti:
"Tutte le anime degli animali, nella grande era, hanno un posto per loro, un grande recinto, un grande pascolo nel cielo.
Poiché l'anima degli animali che il Signore ha creato non sarà annientata nella morte fino al giorno del Giudizio: da lì tutte le anime accusano l'uomo."


Nel "Libro della Figura" ebraico, riguardo alla crudele macellazione delle bestie si legge:
"Non arrechiamo danno agli animali affinché la loro anima non gridi contro di noi, poiché l'anima è il sangue, l'anima di ogni carne è nel sangue."

Su cosa si basa e cosa dice il Cristianesimo a riguardo?
Nella Bibbia:
Ecclesiaste 3,18-21: "C'è un soffio vitale per tutti.”

Nei Libri dei Sapienti (o Sapienziali): Sap. II 23-26 : "Poiché il tuo spirito incorruttibile è in tutte le cose."

Nel Libro di Giobbe: Gb. 34,1 "Se Egli richiamasse il suo spirito e a sè ritornasse il suo soffio, ogni carne morirebbe all'istante."

S. Giustino Martire dice: "Tutte le anime, domandò allora, discendono indifferentemente in ogni essere vivente o l'anima dell'uomo differisce da quella del cavallo o dell'asino?
No, sono tutte identiche in tutti, rispose."


Anche altre religioni trattano il problema dell'anima degli animali, affermandone l'esistenza, come per esempio anche nell'antico Egitto dove si affermava che gli animali hanno un'anima e l'uomo aveva dei doveri verso di loro.

E l'Islam come si pone nei confronti degli animali?
Nel Corano:
"Non c'è essere che si muova sulla terra o uccello che voli con le sue ali, che non appartenga ad una comunità. Non abbiamo dimenticato nulla nel Libro. Poi tutti saranno ricondotti verso il loro Signore. " (Surah VI, v. 38)

Segno inequivocabile di ritenere che gli animali sono dotati anch'essi, come l'uomo, di anima immortale.



Come mai dunque il Cristianesimo è arrivato a considerare gli animali come degli oggetti senz'anima, semplicemente dotati di movimento e al massimo di istinto?
Indubbiamente per l'infinita superbia dell'essere umano che si crede al di sopra di tutto e di tutti, e certamente anche per convenienza.
Uomini di scienza e di religione ancor oggi affermano che l'animale sia tutto istinto, che non abbia neppure un barlume di intelligenza e di coscienza, ragion per cui non può avere un'anima, ma se così fosse, una conclusione possibile sarebbe che moltissimi esseri umani non hanno neppure una briciola di anima, visto che non dimostrano la minima intelligenza...

Un'altra tesi di coloro che negano l'anima negli animali è che questi ultimi non provino sentimenti di amore, gioia, tristezza, paura e non sentano il dolore fisico come noi umani.

Una delle più celebri personalità di tutti i tempi che sostenne questa assurdità fu il filosofo e matematico francese René Descartes, meglio noto come CARTESIO.
Anche ai giorni nostri questa teoria cartesiana ha i suoi proseliti: il parroco di un piccolo paese della valle dell'Orco pochi decenni or sono affermava che gli animali non sentono il dolore come noi, quindi non c'era nulla di male a prendere un coniglio, tenerlo fermo fra le ginocchia, afferrargli con una mano le orecchie e con l'altra, armata di coltello...tagliargli a gola..; i suoi eventuali lamenti sarebbero stati solo un suono automaticamente conseguente...

Il cattolicesimo ha accolto a braccia aperte questo pensiero cartesiano, così come è stato accolto dalla gran parte dei fedeli, sia quelli più eruditi, sia il volgo ignorante.
Ridurre ogni animale ad un puro oggetto di cui disporre a proprio piacimento e di cui fare quel che si vuole è solo una posizione di comodo per mettersi a posto la coscienza senza che insorgano sensi di colpa.
Inoltre con queste tesi, ampiamente benedette dalla chiesa, i fedeli si illudono di non dover pagare nell'aldilà per le sofferenze e le uccisioni di tanti animali innocenti.
E' assai triste e sconsolante constatare come oggi, nel terzo millennio, queste idee barbare e oscurantiste la facciano ancora da padrone...

Ci sarebbe ancora molto di cui parlare, come per esempio le stragi di animali perpetrate nel corso dei secoli.
Quanti animali e soprattutto gatti sono stati bruciati vivi insieme alle donne accusate di stregoneria al tempo della Santa (?!) Inquisizione con la quale la Chiesa Cattolica ha seminato il terrore e insanguinato tutta Europa?

Le feste principali della gran parte delle religioni, grandi e piccole, hanno sempre grondato sangue, per offrire sacrifici a questa o quella divinità.
E siccome non risulta che nessun dio sia mai sceso in terra a banchettare con la vittima sacrificale, ecco che i celebranti di turno facevano da tramite fra la vittima e dio...mangiandosi l'animale; non per niente il sacerdote-tipo è rappresentato rotondetto e ben pasciuto...

La religione cattolica si è sempre servita degli animali per rappresentare il Male, il demonio; non c'è chiesa dove non si possano ammirare affreschi e dipinti di madonne che schiacciano il serpente sotto i piedi, oppure dove il diavolo abbia le sembianze del caprone, del gatto nero, del cane o dell'uccello, ovviamente neri...

Leggete le biografie e le autobiografie di alcuni santi (Gemma Galgani, Giovanni Bosco, Paolo della Croce): non è preistoria, si arriva addirittura alla seconda metà dell'Ottocento e ai primi anni del novecento.
Ogni ulteriore commento è superfluo.




CARTESIO(1596-1650)

Egli affermava che "...gli animali quindi sono privi di ragione e di coscienza e non provano dolore; anche quando sembrano manifestare sofferenza, in realtà reagiscono meccanicamente ad una stimolazione materiale come quando toccando una molla dell'orologio le sue lancette si muovono."

Affermazioni quelle di Cartesio pienamente accolte da coloro che in tal modo giustificavano e tuttora giustificano abusi e crudeltà verso gli animali.
Indubbiamente Cartesio è stato un grande filosofo e un grande matematico, ma le sue affermazioni riguardo agli animali hanno dimostrato che in questo settore la sua grandezza è stata davvero immensa, ma solo per ineguagliabile ignoranza, insensibilità e presunzione intellettuale.







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Né a Pasqua, né mai!


Articolo di Beatrice Montini (Corriere della Sera)
Investigazioni di Animal Equality Italia






Malata di sclerosi multipla e contraria alla sperimentazione animale
Dottor Stefano Cagno

Clicca la foto per l'articolo del dott. Stefano Cagno, Dirigente Medico Ospedaliero dell'Az. Osped. Desio e Vimercate (MB)
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LEIBNIZ(1646-1716)

"Io credo che le anime degli animali siano imperiture.
L'idea che Dio annienti l'anima dell'animale non ha alcun fondamento né logico né teologico."



PIERRE BAYLE (1647-1706)

Filosofo francese calvinista (1647-1706) scrisse:
"Nemmeno i filosofi della Scolastica sono in grado di produrre le prove che gli animali siano privi di anima o che gli uomini siano di natura diversa da quella degli animali.
Aristotele e Cicerone all'età di un anno non avevano pensieri più sublimi di quelli di un cane.
Altrimenti l'anima del bambino è diversa di quella di un adulto."



PLUTARCO(45-125)

Questo filosofo greco (45-125) scriveva: "Per un pezzetto di carne togliamo l'anima agli animali e li priviamo della luce del sole e della vita."



PITAGORA, ANASSAGORA, ZARATHUSTRA

Essi e molti altri pensatori sostenevano che gli animali possedevano un'anima immortale.



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