MANGI "PINK SLIME"?
wurstel, rollé, burger, kebab e non solo...


C'è chi fa la scelta veg di tipo etico, per evitare sofferenze agli animali.
Altri diventano veg per per motivi salutistici.
Altri ancora lo fanno semplicemente per "moda".

E naturalmente ci sono tutti quelli, e sono la stragrande maggioranza, che continuano a mangiare animali, perché amano il sapore della carne o del pesce e non vi rinuncerebbero per niente al mondo, se non costretti.
Tra questi ultimi troviamo anche i consumatori di cibi "lavorati" industrialmente, come ad esempio wurstel, finti arrosti rollé o che dir si voglia, finte cotolette di pollo o tacchino, che della cotoletta vera e propria hanno tuttt'al più la forma, cordon bleu e roba simile, polpettine, hamburger freschi o surgelati, pasta ripena, salsicce, burger dei fast-food, ecc.

Oggi tra i wurstel vanno alla grande quelli di pollo, reclamizzati come i più salutari, senza colesterolo e meno calorici.
Peccato che molti acquirenti non facciano caso al fatto che si tratta di un prodotto che, come tutti gli insaccati, è zeppo di conservanti: nitriti e polifosfati, estremamente nocivi e tanto più se somministrati ai bambini.

Molte mamme oggi dicono di non aver più tempo per cucinare un pasto decente per i figli perché lavorano; in realtà non hanno più voglia di impegnarsi.
Solo pochi decenni fa le donne che lavoravano trovavano anche il tempo per cucinare.
Oggigiono che anche molti mariti e padri aiutano in casa, il "non aver tempo" è solo una scusa bella e buona per mascherare una certa dose di pelandronaggine; è molto più comodo acquistare alimenti inscatolati, precotti o surgelati, scaldarli velocemente nel microonde e portarli in tavola.

Tutti voi che siete amanti dei cibi sopra menzionati, provate a leggere con molta attenzione le etichette: nei prodotti che contengono carne troverete quasi sempre la dicitura "carni separate meccanicamente".
Cosa significa?
E' presto detto: i volatili vengono privati di petto, cosce, zampe (queste ultime vengono esportate in Cina, dove sono molto apprezzate) e pelle; le carcasse che ne risultano, grasso e teste comprese, giusto per fare un esempio soft, sono trasferite in speciali presse per essere spremute fino all'inverosimile.
Ciò che ne risulta viene fatto passare attraverso setacci per eliminare i residui delle ossa: il risultato è una poltiglia melmosa di colore rosa.
Aggiungendo addensanti e conservanti e a volte anche polifosfati, per aumentare la quantità di acqua trattenuta (così acquistate anche una bella dose d'acqua allo stesso prezzo) il lavoro è fatto e si può procedere a dare alla poltiglia la forma desiderata o ad insaccarla.

Siete consumatori di wurstel di pollo, sì, proprio quelli di ben note marche, come Aia, Wuber, Principe, Fiorucci, Maso Antico, ecc.?
Leggete l'elenco degli ingredienti e noterete che in una percentuale oscillante tra l'85 e il 90% si tatta di "carne separata meccanicamente" (in sigla CSM).
Il sapore è ottenuto immergendoli in bagni di acqua di cottura aromatizzata con spezie ed esaltatori dell'aroma; anche il grasso contenuto esalta il sapore.

pink slime-melma rosaLa spremitura delle carcasse è un sistema efficace, che permette di non buttare via niente, ma la qualità del prodotto che ne risulta è mediocre o scarsa.
La poltiglia rosa ha una composizione simile alla carne, ma il contenuto osseo è molto maggiore (ingerire calcio è indispensabile, ma se è troppo risulta dannoso); anche e le fibre tipiche della carne "vera" sono scomparse, tutto è diventato pappetta.
I soli wurstel ancora fatti con vera carne di maiale sono di produzione tedesca di qualità e costano anche il 50% in più.

Seguite con attenzione questo filmato nel quale viene spiegata la procedura per ottenere i wurstel di pollo.


Clicca il logo per leggere un interessante articolo del sito

A completamento ecco un altro documento pdf tratto dallo stesso sito che riporta anche le tabelle con le varie marche di wurstel e l'indicazione degli ingredienti.



Fattori che hanno favorito "pink slime"

La produzione di "pink slime" permette di non sprecare nulla e molti accettano tranquillamente di trovarsi nel piatto questa melmetta "ricompattata".
E' vero che non bisogna sprecare il cibo, ma vi siete mai chiesti come mai si è arrivati a poter produrre tonnellate di poltiglia rosa?
Certo non per "colpa" dell'industria alimentare, che ha semplicemente visto la possibilità di maggiori guadagni a fronte di una spesa minima.

La vera responsabilità è tutta del consumatore, che vuole mangiare pollo e tacchino, ma vuole solamente petto, fuso e coscia.
pink slime-melma rosa

Un tempo si acquistava mezzo pollo o un pollo intero e lo si cucinava, utilizzandone tutte le parti edibili.
In tal modo gli scarti "all'origine" erano davvero minimi e trascurabili.

Oggi vi ostinate a volere solo petto e coscia?
E allora rassegnatevi a mangiare la melma rosa camuffata da cibo di qualità, che vi ritroverete nel piatto dopo l'acquisto di cibi pronti o quasi.



Döner Kebab

Doner kebab: una schifezza

Quella del Döner Kebab è una moda che spopola in tutta Europa, dove il kebab è diventato uno dei fast food più diffusi.
E' presente nelle grandi città e si sta diffondendo anche nei paesi più piccoli e milioni di persone lo mangiano ogni giorno.

La procedura di preparazione è identica a quella del pink slime, semplicemente anche questo è pink slime, cambiano solo i tipi di carne utilizzati.
E' una vera schifezza che non ha nulla a che vedere con l'autentico kebab originario di Iran, India e Pakistan o con il kebap della Turchia (in quest'ultimo Paese si chiama proprio kebap, con la "p" finale, ma si tratta dello stesso tipo di preparazione del kebab).

Quello che si acquista nei botteghini delle nostre città è il risultato della lavorazione industriale e della cottura di una poltiglia composta da un miscuglio di pollo, vitello, pecora, maiale, in percentuali spesso non definibili nemmeno all'analisi ed ovviamente comprende parti che nessuno vorrebbe mai mangiare...
Il tutto viene lavorato, amalgamato e pressato fino a dargli la giusta consistenza; quanto al Paese di provenienza, l'etichetta sulla confezione dovrebbe riportare le indicazioni previste dalle vigenti leggi.

Ed ora prestate attenzione a cosa versano nel tritatutto: carcasse complete dalla testa ai piedi..anzi...agli zoccoli...ma tanto poi uscirà solo pappetta e certe parti saranno irriconoscibili...





Il pink slime, che sia utilizzato per wurstel, piuttosto che per burger, per pasta ripena, per kebab o altro, tralasciando per un attimo il moto di schifo che viene nel sapere cosa contiene e come è fatto, è nocivo per la salute per l'alta percentuale di sale, grassi, conservanti ed altre sostanze chimiche che lo rendono "appetibile".



Scegli veg: rispetti gli animali e vivi meglio!




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Né a Pasqua, né mai!


Articolo di Beatrice Montini (Corriere della Sera)
Investigazioni di Animal Equality Italia






Malata di sclerosi multipla e contraria alla sperimentazione animale
Dottor Stefano Cagno

Clicca la foto per l'articolo del dott. Stefano Cagno, Dirigente Medico Ospedaliero dell'Az. Osped. Desio e Vimercate (MB)
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L'importanza di leggere l'etichetta

E' indispensabile informarsi bene su quello che si porta in tavola, ma è una buona norma che purtroppo fatica ancora ad entrare nelle abitudini di molti.
Indubbiamente il fatto che spesso le etichette siano scritte in caratteri microscopici non aiuta chi ha problemi di vista e l'uso di sigle incomprensibili o di asterischi che rimandano ad altre sezioni della confezione aggiunge difficoltà a difficoltà.

C'è però anche una nutrita schiera di consumatori dalla vista perfetta che adotta come metro di giudizio per stabilire la qualità di un alimento semplicemente quello della gradevolezza al proprio palato.
Ma costoro sono consapevoli del fatto che oggigiorno anche la cacca, se sterilizzata, deodorata chimicamente, addizionata di un po' di colorante ed insaporita al gusto di crema al cioccolato potrebbe risultare gradevole al loro palato?
Avete presente il notissimo brano musicale "Ma che bontà" interpretato da Mina..."ma che cos'è questa robina qua?...cacca...!"

Pink slime sotto forma di macinato, per ora fortunatamente non ancora in vendita nel nostro paese (o almeno lo si spera)

pink slime-melma rosa



La fiducia è una cosa seria!

Gli scandali alimentari si susseguono a ripetizione da anni: formaggi marci ed invasi da parassiti e feci di topi che nascono a nuova vita grazie alla chimica.
Salumi avariati che tornano a far bella mostra di sè come fossero di gran qualità.
Carni e pesci in putrefazione che dopo un adeguato maquillage divengono come per incanto nuovamente commestibili e, quel che è più grave, commerciabili...

Evidentemente però non sono ancora sufficienti per far aprire gli occhi e far porre la massima attenzione a quel che si acquista.
E non è garanzia di sicurezza affidarsi ad una certa marca perché molto pubblicizzata e ritenuta seria.
Solo pochi anni fa proprio aziende ritenute serie e di nota fama pluridecennale hanno dimostrato di non essere affatto serie.
Ma il consumatore spesso ha la memoria corta e passata la bufera del momento dimentica tutto.

In un vecchio carosello televisivo degli anni '60 commissionato proprio da una di quelle aziende che pochi anni fa è stata coinvolta nello scandalo dei formaggi avariati, riciclati, riconfezionati e dotati di nuove etichette, uno dei personaggi diceva a Johnny Dorelli: "Io di lei mi fido!", al che Dorelli replicava con pacata fermezza: "Calma! La fiducia è una cosa seria, che si dà alle cose serie..." e poi la frase finale "Galbani vuol dire fiducia!".

La fiducia è davvero una cosa seria, anzi, serissima, che si conquista nel tempo con l'impegno e la correttezza, ma attenzione, che per perderla e distruggere il lavoro di anni ed anni basta un attimo.
Ma per fortuna di qualcuno troppa gente ha la memoria corta.

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