PIUMINI E PIUMONI
caldi, morbidi, ma...


Le trapunte imbottite di piumino d'oca un tempo erano diffuse nelle zone caratterizzate da inverni rigidi ed in particolare nei Paesi nordici.

Nelle campagne italiane quasi tutti i contadini allevavano qualche oca; durante l'epoca della muta e dopo la riproduzione, allorché le uova erano schiuse e i piccoli paperi seguivano la madre, si raccoglieva tutto il caldo piumino rimasto nel nido e che le oche non avrebbero più riutilizzato.
Altro piumino lo si raccoglieva dopo che erano state uccise per diventare cibo...

Naturalmente non si riusciva a ricavarne una grandissima quantità e ben presto a più d'uno venne l'idea di aumentare il quantitativo spennando a più riprese le oche ancora vive, tanto le piume sarebbero ricresciute...
L'oca non veniva completamente spogliata, ma si strappava il morbidissimo e lieve piumino del petto.
In questo modo oltre ad averne a sufficienza per sè, ne aveva anche in sovrappiù, da vendere.
Per quel che riguarda il dolore provato dalle oche cui veniva strappato...beh, la sensibilità del contadino era a livello zero...non gliene fregava un bel niente...

Chi non aveva oche utilizzava comunemente le piume morbide di gallina come imbottitura per i cuscini; ovviamente non spennavano gli animali vivi, ma semplicemente recuperavano le piume delle galline che mangiavano.

Invece tutti coloro che non possedevano oche e desideravano trapunte o cuscini di piumino d'oca dovevano necessariamente comperarli.
Fino ad alcuni decenni fa si trattava di un tipo di acquisto non certo alla portata di tutti, a causa del costo decisamente elevato ed inoltre per il letto era consuetudine usare coperte di lana.

Poi con la globalizzazione è scoppiato il boom del piumone; negli anni '90 la richiesta ha cominciato a crescere, ma era ancora scarsa.
Qualcuno però ha "annusato" il ghiotto affare e con abili operazioni di marketing è riuscito a far acquistare piumoni persino agli abitanti di quelle zone dove il clima invernale l'avrebbe reso superfluo ...un po' come vendere congelatori al Polo Nord...eppure ci sono riusciti.
Inoltre non era più necessario adoperare solo il piumino d'oca vero e proprio, ma si sarebbero utilizzate anche le piumette e le piume, di minor efficacia riscaldante e di maggior peso...ma tanto i consumatori non ci avrebbero fatto caso...
Era però necessario produrne grandi quantità con poca spesa, per riuscire ad ottenere un prodotto finito da poter vendere a bassissimo prezzo, in modo da invogliare tutti ad acquistarlo, compensando così con la maggior quantità venduta il minor guadagno per ogni singolo pezzo.
E qui a qualcuno viene in mente un nuovo sistema: spennare ripetutamente le oche vive e spennarle ancora giovanissime, perché il piumino dei cuccioli è molto più caldo, morbido e leggero...!

Qualcuno si chiederà per quale motivo non vengano invece utilizzate le piume degli animali degli allevamenti industriali finalizzati alla produzione di carne; questi animali non arrivano sui banchi delle macellerie ancora impiumati, dunque che fine fa tutto il loro piumaggio?
E' presto detto: oggigiorno dato che tutto è a livello industriale, dopo l'uccisione degli animali si usano spiumatrici meccaniche con ausilio di acqua quasi bollente e il piumino si rovina e diviene inutilizzabile.
La scelta della meccanizzazione viene fatta per risparmiare sui costi della mano d'opera e le piume ormai inutilizzabili vanno al compostaggio, tanto per fare piumini da letto e imbottiture di giacche a vento c'è il piumino che viene strappato dagli animali vivi.

Non c'è Paese che non abbia prontamente adottato questa crudele pratica: dalla Svizzera, ai Paesi nordici (Islanda e Gran Bretagna, quest'ultima con un mercato che produrrebbe un giro d'affari di circa 2,5 milioni di sterline annue) ed anche l'Italia.
La maggior produzione però avviene in Cina e in altre nazioni come la Turchia e alcuni Paesi dell'Est (Polonia, Ungheria, Romania), dove la mano d'opera costa pochissimo, lavorano a cottimo e riescono a spogliare un animale in 3 o 4 minuti.

A seguito delle tante voci di protesta levatesi in difesa delle povere oche, in Italia il 1° gennaio 2004 è entrato in vigore, ai sensi dell' articolo 19 del Decreto Legislativo 146/2001, il divieto di spennare gli animali vivi per recuperarne il piumino; a partire da quella data sarebbe dovuto provenire solo da animali morti.
Naturalmente all'atto pratico nulla è cambiato, perché non è stata emanata una legge che vieti l'importazione di piumino ottenuto dalla spennatura di animali vivi e tanto meno il divieto di importazione di prodotti finiti confezionati con piumino ottenuto secondo tale barbaro metodo.
La solita legislazione ipocrita, un po' come quella che vieta di allevare sul suolo italiano animali da destinare alla sperimentazione e alla vivisezione, ma non vieta l'importazione di queste cavie, purché allevate all'estero.

Tornando alle oche, siamo quindi stati letteralmente invasi da piumino a bassissimo costo, proveniente soprattutto dai Paesi sopra citati.

Ma come riconoscere questi prodotti?
Il prezzo è certamente un buon indicatore.
Parecchi anni prima che il piumino venisse ottenuto in questo modo, i prezzi delle trapunte in piumino d'oca erano piuttosto alti; un matrimoniale di non eccelsa qualità 30 anni fa aveva prezzi oscillanti fra le 500.000 e le 750.000 lire, ma chi lo voleva in piumino di primissima qualità e si rivolgeveva nei negozi specializzati lo pagava ben di più.

Pensiamo ora ai piumoni d'oca venduti oggi a meno di 50 euro, custodia compresa e abbiamo già capito da dove provengono; ma anche per quelli che costano di più non c'è da star sereni; quando poi c'è il cartellino "made in China" o "made in P.R.C."...non c'è più il benché minimo dubbio.

Il video mostra come si svolge l'operazione di spennatura.
Purtroppo la qualità lascia a desiderare, ma è comprensibile poiché le riprese, per ovvi motivi, vengono fatte senza autorizzazione.


Osservate come ridono e scherzano quelle quattro stronze addette alla spennatura...roba da far venir il prurito alle mani...
Qualcuno potrebbe dire che si tratta di persone ignoranti, magari bisognose di guadagnare quattro soldi per mantenere la famiglia.
Fosse anche vero, non è una scusante; non c'è giustificazione alcuna per simili azioni.



E se ci rendessimo conto di avere sul letto proprio uno di quei piumoni prodotti con piumino di oche spennate vive?
Oppure giacche, giubbotti per noi e per i nostri bimbi, perché nell'abbigliamento "cruelty" c'è parecchia roba di marca, come ad esempio i notissimi Moncler, azienda che utilizza piumino di oche spennate vive.

    



Probabilmente ci verrebbe la tentazione di sbarazzarcene, perché ci ricorderebbe le sofferenze che stanno dietro a quel capo d'arredo o d'abbigliamento, ma non è cosa da fare, anzi, è un motivo per usarlo "con rispetto" perché buttarlo via sarebbe uno spregio al sacrifico di tanti animali, sarebbe come spennare di nuovo quelle povere oche.



Oche: non solo bianche!





Gli edredoni del lago di Como.








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Né a Pasqua, né mai!


Articolo di Beatrice Montini (Corriere della Sera)
Investigazioni di Animal Equality Italia




Malata di sclerosi multipla e contraria alla sperimentazione animale
Dottor Stefano Cagno

Clicca la foto per l'articolo del dott. Stefano Cagno, Dirigente Medico Ospedaliero dell'Az. Osped. Desio e Vimercate (MB)
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L'EDREDONE
e il suo piumino



Questa fotografia di Andreas Trepte mostra una coppia di edredoni, uccelli della stessa famiglia delle anatre, che vivono nelle zone costiere dell'emisfero nord.
L'edredone è noto per il suo piumaggio particolarmente fitto, morbido, caldissimo, idrorepellente e traspirante, che tradizionalmente viene utilizzato, secondo una usanza diffusa nei Paesi nordici, per imbottire cuscini, trapunte e indumenti, che sono i più caldi e leggeri in assoluto.

Nei Paesi dell'estremo nord la raccolta del suo pregiato piumino è praticata tutt’ora, soprattutto in Islanda, dove è presente una delle più vaste zone di sosta per la riproduzione degli Edredoni; in questo periodo avviene anche la muta annuale del piumaggio; è sufficiente che gli uccelli si scrollino, per perdere nuvole di piumino.
Si raccolgono manualmente da terra queste piume e vengono raccolte anche quelle che restano nei nidi dopo la nascita dei piccoli e solo dopo che il nido è stato completamente abbandonato.
In tal modo l'uomo non turba l'equilibrio riproduttivo di questi uccelli e gli Edredoni tornano anno dopo anno sempre nello stesso luogo, consentendo agli islandesi di guadagnare con la vendita del pregiato piumino.
La fortuna degli edredoni è che non possono venire allevati, come invece le oche, che anche in Islanda vengono spennate vive.

Il costo di un piumone di Edredone è davvero molto alto ed arriva quasi a 4.000 euro per il singolo e quasi a 8.000 per il matrimoniale.



Certamente solo un limitato numero di persone si potrà permettere di acquistare prodotti di piumino di Edredone, ma questo non significa che tutti coloro che desiderano un piumone, ma al tempo stesso non vogliono far del male alle oche, nemmeno indirettamente, vi debbano rinunciare.
Grazie alle moderne tecnologie oggi si producono fibre sintetiche morbidissime e caldissime che vengono utilizzate in alternativa alla vera piuma.
L'importante è scegliere prodotti di qualità, non certo "cineserie" e simili...



Edredoni sul lago di Como
L'Edredone è un uccello che vive sulle coste marine del nord e che generalmente non si spinge alle nostre latitudini.
Attualmente è presente in Italia solo sul lago di Como, ramo di Lecco e in Friuli Venezia Giulia, alla foce del fiume Isonzo dove nel 1999 si registrò la prima nidificazione conosciuta in Italia.

Il primo avvistamento sul lago di Como risalirebbe al 1984.
Con il passare degli anni la specie si è diffusa anche nei laghi svizzeri.
Nel 1991 durante un censimento invernale sul lago di Como, tra Bellagio e Colico ne furono contati ben 48 esemplari.
Nel 2009 sono stati avvistati 3 individui a Varenna, giovani maschi ancora immaturi.
Purtroppo atti vandalici o di bracconaggio portano regolarmente alla scomparsa di alcuni edredoni e infatti uno degli esemplari di questo video è "misteriosamente" sparito...

La presenza di questi uccelli sul lago potrebbe dipendere dal fatto che vi trova un mollusco, la Dreissena polimorpha, popolarmente chiamata "cozza zebra" che nei suoi habitat d'origine costituisce una parte importante della sua alimentazione.



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