MUCCHE CON LA FINESTRA

Il canale televisivo DMax, tra gli altri programmi ha mandato in onda la serie Lavori sporchi condotta da Mike Rowe.
In una delle innumerevoli puntate è stata presentata la mucca con la finestra.
Ovviamente viene subito da chiedersi quale sia il significato di tale titolo, ma bastano pochi attimi di visione del filmato per rendersene perfettamente conto.
Siamo negli USA, nello stato dell'Arkansas, presso la Tufts University, Cummings School of Veterinary Medicine, dove c'è una mucca con uno sportello sul fianco, che consente l'accesso al suo stomaco.
Sì, avete capito bene...

Si tratta di una mucca che non garantendo all'allevatore il profitto che costui avrebbe voluto, era destinata al macello.
E' allora intervenuta la suddetta facoltà di Medicina Veterinaria che ha preso in consegna l'animale, al fine di utilizzarlo per sperimentazione.
Che si tratti di migliorare la conoscenza dell'apparato digerente dei ruminanti oppure di sperimentazioni da applicare in ambito umano, ad esempio per il miglioramento degli interventi chirurgici che talora vengono eseguiti a seguito di malattie o incidenti che compromettono gravemente l'apparato digerente, o che si tratti ancora di altro ancora, non fa alcuna differenza.

Il nocciolo della questione è che un essere vivente che certo non ha dato il proprio consenso, viene sottoposto ad una operazione chirurgica altamente invasiva.
Il fatto che apparentemente la mucca stia bene, perché si regge in piedi e si alimenta, non significa certo che stia conducendo una vita normale; quanti farmaci devono somministrarle per farla sembrare così normale, evitare infezioni e mille altri problemi?

Simili nefandezze non sono giustificate nemmeno con la scusa che servono per salvare vite umane.
Resta il fatto che la sperimentazione non può prescindere dal consenso di chi la subisce.
E a differenza degli uomini, gli animali non possono dare il proprio consenso.




Non si creda però che si tratti di un caso unico al mondo.



Svizzera
Agroscope è un istituto per la ricerca agronomica della Confederazione Elvetica che si trova nel paese di Grangeneuve, nel Canton Friburgo.
Ospita 14 mucche alle quali i ricercatori dell'istituto hanno praticato un foro nel fianco, del diametro di circa 20 centimetri, inserendovi una bordatura nella quale è incassato un coperchio a vite.
Lo scopo è quello di monitorare visivamente il tratto digestivo del bovino, nonché di estrarre il cibo in fase di digestione.


I ricercatori devono semplicemente svitare il coperchio, infilare il braccio nello stomaco dell'animale e prelevare l'alimento per analizzarlo e capire come l'apparato digerente della mucca elabora il cibo; tutto ciò al fine di creare, a loro dire, una dieta più equilibrata.
Queste mucche sono alimentate con miscele speciali ed erba.
I ricercatori intendono migliorare l'efficienza energetica delle mucche, aumentandone la produttività e contemporaneamente riducendo la quantità di metano che l'animale produce, in modo da abbassarne l'emissione nell'atmosfera.




Texsas, USA
I due filmati che seguono provengono da un Istituto Universitario di Ricerca.
Nel primo la mucca con la finestra è un'attrazione per scolaresche e famigliole.
Da notare come persino i bambini, solitamente più portati all'empatia verso gli animali, rispetto agli adulti, si dimostrino invece del tutto indifferenti al fatto che la povera mucca sia ridotta in quello stato, come si trattasse di un oggetto curioso, di un oggetto, invece che di un essere vivente e senziente; solo una ragazzina riconosce nella mucca un essere vivente e le rivolge attenzione accarezzandole il muso.



Il filmato che segue mostra invece una delle mucche alla quale viene inserita un tubo gastrico al fine di poter pompare fuori il cibo digerito e poterlo portare in laboratorio per le analisi.
Il fine è sempre il medesimo: trovare la dieta più adatta a far sì che la mucca aumenti la produzione di latte ed emetta meno metano.
I ricercatori assicurano che l'inserimento del tubo è indolore, perché l'animale è anestetizzato e non prova alcun fastidio.
Se davvero così fosse, non si comprende perché la mucca cerchi di liberarsi dell'oggetto che le è stato infilato in profondità e che però, nonostante i suoi sforzi, non riesce ad espellere, perché è ancorato ad una pinza che è stata saldamente attaccata alle sue narici.
Nei bovini il naso è molto sensibile e la stretta pinzatura fa sì che l'animale si muova il meno possibile, per non sentir dolore.
Avete presente l'anello che veniva posto al naso del toro? Non era per bellezza, ma per toglierli la voglia di agitarsi.





Non tutti però approvano questo tipo di ricerche; ad esempio, secondo il dottor Edward J. DePeters della Davis University of California queste sperimentazioni sono crudeli ed inutili.

Purtroppo molti altri ricercatori, non solo statunitensi, ma anche europei, si sono dimostrati assai interessati a queste orribili pratiche.
Se un giorno a qualcuno venisse l'idea di studiare le modalità digestive di questi ricercatori, trasformandoli in "scienziati con la finestra (o col tubo)" forse si renderebbero pienamente consapevoli di ciò che avevano fatto patire alle povere mucche.





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Né a Pasqua, né mai!


Articolo di Beatrice Montini (Corriere della Sera)
Investigazioni di Animal Equality Italia






Malata di sclerosi multipla e contraria alla sperimentazione animale
Dottor Stefano Cagno

Clicca la foto per l'articolo del dott. Stefano Cagno, Dirigente Medico Ospedaliero dell'Az. Osped. Desio e Vimercate (MB)
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Flatulenza universale

Non solo le mucche, ma tutti gli animali scorreggiano: mammiferi, uccelli, pesci, rettili, insetti e altri invertebrati.
L'essere umano non fa eccezione, rilasciando mediamente da 0,5 a 1,5 litri di gas al giorno suddivisi all'incirca in 11-25 flati anali, non necessariamente rumorosi e non necessariamente avvertibili, né olfattivamente, né uditivamente, da chi li emette.
Il metano è uno dei componenti e contribuisce a produrre l'effetto-serra.

I ricercatori si preoccupano di ridurre le emissioni delle mucche, ma nessuno si sogna di trovare un sistema per ridurre le emissioni degli oltre 7 miliardi di esseri umani che popolano il pianeta, anzi, alcuni ricercatori dell'università di Exeter, in Gran Bretagna, dopo estenuanti e maleodoranti esperimenti sono giunti alla conclusione che le scorregge potrebbero proteggerci da alcune malattie.

La scorreggia non è composta solo da metano, ma anche da altre sostanze, tra cui una buona dose di acido solfidrico, contraddistinto dal caratteristico odore di uova marce.
Il professore Mark Wood ha spiegato in che modo questo odore può essere benefico per la nostra salute: "Quando le cellule sono stressate a causa di una malattia, utilizzano gli enzimi per produrre piccole quantità di acido solfidrico.
Quest'ultimo consente di mantenere un buon funzionamento dei mitocondri e delle cellule.
Se non venisse prodotto, le cellule morirebbero senza poter controllare le infiammazioni."


A piccole dosi l'acido solfidrico parrebbe poter prevenire malattie cardiovascolari, cancro e demenza, quindi d'ora in poi non guardate con occhio malevolo la persona che scoreggia vicino a voi, ma pensate: "Ecco qualcuno che tiene alla mia salute!"

E invece le scorregge delle mucche certi ricercatori studiano il modo di ridurle; che sia perché non sono "nobili" come quelle umane?



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