Italcarni Ghedi
IL MACELLO DEGLI ORRORI


Da anni in Internet circolano filmati che mostrano le atrocità dei macelli in varie parti del mondo.
E in Italia? Press'a poco niente, a parte, forse, qualche struttura abusiva scoperta di quando in quando.
Che il nostro Paese, nell'era della globalizzazione, del profitto sopra ogni altra cosa, del dio-danaro, della mancanza di empatia verso i più deboli, dell'abitudine alla crudeltà, fosse una specie di "isola felice" pareva francamente impossibile per chiunque avesse un minimo di intelletto.
Alla favola dell'isola felice potevano credere solo coloro che volevano tenere la testa sotto la sabbia per sentirsi la coscienza a posto, quelli che non volevano pensare, perché pensare stanca; già, meglio fidarsi ciecamente delle rassicurazioni di Tizio e Caio, e star sereni, così da continuare a mangiarsi tranquillamente la bistecca, l'arrosto, lo stufato, il bollito, salsiccie e salumi, tenere fettine di fegato, trippa e interiora varie.

Ma ecco che finalmente è saltato il coperchio del calderone, ecco che qualcosa comincia a venire a galla...e puzza, puzza veramente di merda!
Non quella di mucca, di cui parla il sindaco Borzi; quella di mucca è cosa nobile rispetto a quegli esseri cosiddetti "umani" che commettono o coprono certi orrori.

Ecco l'articolo della giornalista Giulia Innocenzi e il video sul caso Italcarni, più eloquente di ogni parola.

Italcarni Ghedi, il macello degli orrori. Parla il sindaco: Carne contaminata? Si sa che le mucche vivono nella merda.
di Giulia Innocenzi - 12 nov 2015

Sapevo che le immagini che vi abbiamo mostrato di quello che succedeva all'interno del "macello degli orrori" Italcarni avrebbero scosso le vostre coscienze.
Difficilmente si può rimanere indifferenti davanti a mucche trascinate con la catena e buttate a terra da un muletto, oppure spinte a muoversi con una forca.
Ma la bufera che si è scatenata non appena l'inchiesta è stata pubblicata contemporaneamente su Servizio Pubblico e sul Fatto quotidiano è andata oltre la mia immaginazione.

Partiamo dalla fine: a Ghedi si sta alzando un coro che chiede le dimissioni del sindaco Borzi.
Questo succede a seguito delle sue dichiarazioni, non sapendo di essere filmato, sul maltrattamento animale.
Il sindaco è arrivato a dire che il vero maltrattamento animale è quello di "chi tratta il proprio cane come un essere umano", anziché di chi usa catene e forca, come il proprietario del macello Italcarni.
Che, guarda caso, è proprio il cognato del sindaco.
Gruppi di animalisti e non solo si sono dati appuntamento questo sabato, fuori dal municipio, per manifestare il loro sdegno contro le frasi di Borzi.
E hanno invitato i cittadini a portare con sé i propri cani e gatti.
Sono in molti, inoltre, a chiedere al sindaco Borzi, che così potrebbe anche cogliere l'opportunità per segnare una presa di distanza dal suo parente acquisito, di costituire il comune di Ghedi parte civile nel processo.
Se questo non succederà, però, i Radicali hanno annunciato che daranno assistenza legale ai cittadini che vorranno farlo.
E Asso-Consum, un'associazione in difesa dei consumatori, ha annunciato che lo farà comunque.
Perché oltre ai gravissimi episodi di maltrattamento animale, il pm Cassiani, il titolare dell'indagine, ritiene che sia stata messa in commercio carne contaminata.
Sarebbero state proprio le pratiche di maltrattamento, infatti, a contaminare la carne, con presenza batterica fino a cinquanta volte quella consentita dalla legge.
Gli animali, infatti, strisciavano tutti sullo stesso pavimento intriso di urine, feci e sangue di animali già macellati.
In alcuni campioni l'Istituto zooprofilattico di Torino, che ha svolto le analisi, ha trovato due salmonelle pericolosissime, Livingstone e Agama, che possono portare alla morte.

E la nostra inchiesta è arrivata dritta dritta in Parlamento.
Mi hanno emozionata particolarmente le parole del deputato 5 Stelle Bernini, che in Aula ha detto che "quando tanti animali maltrattati agonizzano ignorati, siamo tutti colpevoli".
Walter Rizzetto ha presentato un'interrogazione rivolta alla Ministra Lorenzin, per chiederle come intenda procedere nei confronti di una Asl, quella di Brescia, che ha permesso a Italcarni di torturare gli animali e di mettere in commercio carne infetta, senza mai essere intervenuta.
Tanto che su due veterinari, oggi, pende la richiesta di rinvio a giudizio.

Sarebbe troppo facile, però, se circoscrivessimo i fatti di Italcarni solo a quel macello.
La Procura di Brescia lo ha messo sotto sequestro dopo aver sorvegliato per un mese, con le telecamere nascoste, quanto succedeva quotidianamente.
Ma dove vanno a finire oggi le vacche a terra che prima venivano macellate da Italcarni?
Vengono macellate secondo i criteri previsti dalla legge, cioè direttamente in allevamento oppure sul camion che le ha trasportate fino al macello, oppure anche altri usano catena e muletto?
E i veterinari omettevano i controlli solo in quel macello, oppure succede anche altrove?

Per fare chiarezza su questi interrogativi, la LAV ha chiesto alla Ministra Lorenzin di avviare una commissione d'inchiesta con osservatori europei sui macelli italiani.
E ha chiamato in causa anche Roberto Maroni, presidente della regione Lombardia, perché istituisca unindagine conoscitiva sul commercio delle carni di animali a terra e sulla loro salubrità.
Al momento i due sono silenti.

Ma è stata proprio la vostra indignazione davanti a quelle immagini a scatenare un polverone nei confronti di un sindaco che provava a sminuirle.
E questa indignazione, se non si fermasse alla reazione a caldo, potrebbe portare anche a una richiesta di trasparenza su tutti i macelli italiani.
Per mettere fine ai maltrattamenti sugli animali.
E per mettere al sicuro la carne sulle nostre tavole.

Di Giulia Innocenzi






Clicca e firma la petizione su Change.org

All'Italcarni non si macellano solo bovini, ma anche maiali e cavalli (quelli che trovate nei banchi delle macellerie graziosamente definiti "carne di puledro" o "puledrino").





Animali SOS non aderisce a campagne pubblicitarie e non ha alcun interesse a far comparire sul tuo browser banner e pop-up; se ne vedi, sappi che non dipende da noi.

Blocca la pubblicità sul tuo browser Non sai come bloccare la pubblicità prima che arrivi sul tuo browser? Scoprilo cliccando sul lucchetto.


    


Né a Pasqua, né mai!


Articolo di Beatrice Montini (Corriere della Sera)
Investigazioni di Animal Equality Italia






Malata di sclerosi multipla e contraria alla sperimentazione animale
Dottor Stefano Cagno

Clicca la foto per l'articolo del dott. Stefano Cagno, Dirigente Medico Ospedaliero dell'Az. Osped. Desio e Vimercate (MB)
Visita EQUIVITA














                                                                                                    Sito aggiornato a