Grasso bianco e grasso bruno

Il tessuto adiposo corporeo è quello che comunemente viene chiamato "grasso".
E' presente negli animali ed ovviamente anche nell'uomo.
E' costituito da particolari cellule, dette cellule adipose o adipociti, presenti, a seconda del tipo di grasso, in diverse parti del corpo: tessuto sottocutaneo, muscoli, midollo osseo, intorno ad organi come reni e visceri, muscolo cardiaco, ecc.

Si distinguono due tipi di tessuto adiposo, che nell'individuo in vita differiscono per colore, morfologia, distribuzione corporea e funzioni:
  • grasso bianco, presente in tutti gli animali
  • grasso bruno, presente solo nei mammiferi
adipocita bianco
Immagine al microscopio:
a sinistra adipociti bianchi         a destra adipociti bruni

Gli animali che d'inverno sospendono la loro abituale attività e vivono la fase detta letargo, ibernazione, vita latente, o come altro dir si voglia, nei mesi che vanno dalla primavera all'autunno si alimentano non solo per le normali esigenze di vita quotidiana, ma anche per poter accumulare la notevole quantità di grasso corporeo che servirà loro per superare l'inverno.
E' importante che riescano ad accumulare adeguate scorte di grasso, sia bianco che bruno, prima dell'arrivo della stagione critica.




Grasso bianco
Il grasso bianco (in realtà il colore varia dal bianco al giallo, a seconda della specie animale e del tipo di alimentazione) è localizzato prevalentemente nei tessuti sottocutanei, ma anche intorno agli organi interni (es: reni, cuore), nel midollo osseo giallo, nonché in sede ascellare e inguinale.
Questo tessuto adiposo può arrivare a costituire circa un terzo dell'intero peso corporeo dell'animale.

adipocita biancoOgni cellula adiposa bianca è costituita da una membrana (membrana cellulare) contenente una specie di sostanza gelatinosa detta citoplasma, un nucleo che contiene il DNA e alcuni corpuscoli con varie funzioni, ma la maggior parte dello spazio cellulare è occupato da un'unica, grossa goccia di grasso e proprio a causa di questa conformazione il nucleo della cellula è quasi schiacciato contro la membrana cellulare.
La cellula adiposa bianca è a sezione pressoché circolare.

Il grasso bianco è un ottimo isolante dal freddo esterno, tanto che consente la sopravvivenza ad animali che non vanno in letargo, ma che vivono in luoghi dove le temperature invernali sono assai rigide, come camosci, stambecchi, volpi e lepri alpine, ma non solo.
Ci sono animali come ad esempio gli orsi polari, alcune specie di pinguino, foche, balene, che riescono a sopravvivere in condizioni ambientali davvero estreme, come quelle dei due circoli polari.

Il grasso bianco, isolando il corpo dal freddo esterno, evita la dispersione di calore, ma la sua importanza non si ferma qui.
Quando fa freddo anche il fabbisogno energetico dell'organismo aumenta e non sempre l'animale riesce a procurarsi cibo in quantità adeguata, pertanto ricorre alle riserve di grasso bianco, ottenendo così l'energia di cui abbisogna.

Il grasso bianco produce anche sostanze biologicamente attive ed alcuni ormoni.




Grasso bruno
Come detto in precedenza, il grasso bruno è presente solo nei mammiferi.

Si riscontra in abbondanza in quegli animali che in alcuni periodi dell'anno entrano in uno stato di "vita sospesa" cioè che vanno in letargo o che semplicemente alternano brevi periodi di inattività ad altri di attività; esempi ne sono il pipistrello, il riccio, il criceto, lo scoiattolo, il ghiro, la marmotta, l'orso bruno.

Il grasso bruno deve il suo nome alla tipica colorazione scura.
Essa è dovuta sia al fatto di essere riccamente vascolarizzato, sia alla presenza di ferro e di particolari corpuscoli all'interno delle cellule adipose. adipocita bruno

Gli adipociti bruni sono di dimensioni più piccole rispetto alle cellule adipose bianche.
Sono a sezione pressoché poligonale, mentre gli adipociti bianchi, come detto in precedenza, sono a sezione pressoché circolare.

Come tutte le cellule, anche l'adipocita bruno è costituito da una membrana cellulare contenente una specie di sostanza gelatinosa, il citoplasma.

In esso, oltre al nucleo della cellula (che contiene il DNA) e ed alcuni corpuscoli che hanno varie funzioni, sono presenti numerose goccioline di grasso, che pur non essendo avvolte da membrane, non si fondono insieme, ma restano indipendenti nel citoplasma.
Proprio il fatto della presenza di numerose, piccole gocce di grasso, consente al nucleo della cellula di di non venir schiacciato contro la membrana cellulare, a differenza di quanto accade al nucleo dell'adipocita bianco.

Il grasso bruno è localizzato soprattutto dorsalmente, fra zona cervicale, spalle, scapole, ma lo si ritrova anche frontalmente (clavicole); è presente anche intorno ai reni, lungo i grossi vasi sanguigni e nel midollo osseo rosso.

Oltre alla ricca vascolarizzazione, è anche molto innervato e per questo motivo, dovendo praticare iniezioni agli animali che vanno in letargo, si deve evitare la zona interscapolare e delle spalle, soprattutto se si ha a che fare con animali di piccole dimensioni, proprio per l'alta probabilità di lesionare queste terminazioni nervose, con il conseguente rischio di compromettere la capacità dell'animale di entrare ed uscire dal letargo.

Per la sua localizzazione, il grasso bruno non funge tanto da isolante termico, come il grasso bianco, ma riveste un'altra funzione, estremamente importante: quella di termoregolazione corporea e proprio per questo motivo riveste un'importanza fondamentale, soprattutto per gli animali che vanno in letargo.

Ovviamente, perché il grasso bruno possa svolgere la sua funzione nel corso dei lunghi mesi invernali, è indispensabile che l'animale sia riuscito ad accumularne a sufficienza prima dell'entrata in letargo.

Nel corso dell'inverno, se la temperatura corporea dovesse scendere pericolosamente in prossimità della soglia minima di sopravvivenza, il grasso bruno, grazie ad un processo di termogenesi, produrrà energia termica (calore) in grado di innalzare la temperatura corporea a livelli di sicurezza.

Il grasso bruno svolge un ruolo cruciale anche al momento del termine della fase di letargo.
Il "risveglio" dell'animale, cioè il ritorno alla normale attività, è reso possibile da un'intensa termogenesi operata dal grasso bruno, che provoca il riscaldamento del sangue e di conseguenza dell'intero corpo, fino al raggiungimento della temperatura tipica di quella certa specie animale.









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Né a Pasqua, né mai!


Articolo di Beatrice Montini (Corriere della Sera)
Investigazioni di Animal Equality Italia






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Dottor Stefano Cagno

Clicca la foto per l'articolo del dott. Stefano Cagno, Dirigente Medico Ospedaliero dell'Az. Osped. Desio e Vimercate (MB)
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Grasso bruno nell'uomo
Il grasso bruno è presente anche nell'uomo ed è riscontrabile già nel corso della vita fetale.
In passato gli scienziati ritenevano che dopo la nascita ne restassero tracce poco significative e che fosse inerte, quindi che non partecipasse ai processi metabolici dell'organismo, ma si sbagliavano.

grasso bruno nel neonato

In tempi relativamente recenti, uno studio mirato ha dimostrato che il grasso bruno esiste anche nell'adulto ed è metabolicamente attivo, come negli animali.
Sembra, che alcune popolazioni Inuit abbiano addirittura conservato la capacità di entrare in una sorta di letargo.

Nell'essere umano la maggior parte del grasso bruno presenta la stessa distribuzione riscontrata negli animali.

grasso bruno nell'adulto

Negli animali che non vanno in letargo, quindi anche nell'uomo, l'esposizione al freddo per lungo tempo pare abbia come conseguenza la trasformazione degli adipociti bianchi in adipociti bruni, in modo che questi ultimi possano svolgere l'importante funzione di termoregolazione corporea, esattamente come accade per gli animali che vanno in letargo.


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