Il "colpevole ideale" è quello che non sa di essere accusato, non ha voce e quindi non può difendersi, pertanto sarà sicuramente giudicato colpevole e condannato.



IL CORMORANO

Il Cormorano o Marangone (Phalacrocorax carbo) è un grande uccello acquatico che molti avranno già avuto modo di osservare nelle zone fluviali e lacustri del nostro Paese.
E' diffuso in tutto il mondo, ad eccezione del Sud America e dell'Antartide; vive sia lungo le coste marine, che nelle acque interne.
Fa parte della famiglia dei Phalacrocoracidae e appartiene allo stesso ordine di Pellicani e Sule.
Ce ne sono di varie specie, distinguibili soprattutto dal colore del piumaggio e dalla taglia.
Questo uccello ha il corpo affusolato e può arrivare fino a novanta centimetri di lunghezza.
I giovani hanno il piumaggio bruno con addome variamente chiazzato di bianco; dopo circa un anno il piumaggio diventa tutto grigiastro per poi in età matura diventare nero.
L'adulto durante l'inverno è completamente nero, ad eccezione di una zona biancastra sulla gola, sulle guance e talvolta sulle cosce; gli occhi sono di un brillante verde smeraldo.
Il becco del cormorano è di colore giallo; è robusto e termina ad uncino, per catturare pesci, molluschi e anfibi che trattiene temporaneamente in una piccola sacca della gola simile a quella dei pellicani; il collo è lungo e flessibile e i piedi sono palmati.
Una sua particolarità è che pur essendo un uccello acquatico non ha le penne impermeabili, come ad esempio le anatre.
E' questa particolarità che permette al cormorano di tuffarsi in acqua e di raggiungere notevoli profondità per l'approvvigionamento di cibo.


Tuttavia proprio per il fatto di non avere il piumaggio impermeabile è costretto ad assumere la posizione ad ali aperte quando è a riposo, in quanto necessita di far asciugare le penne, specialmente quelle delle ali, per poter volare in modo sicuro e veloce.




I cormorani delle zone costiere nidificano in grandi colonie sulle rive e sulle scogliere e nelle zone umide alla foce dei fiumi.
Quelli che vivono nelle zone interne oltre a scegliere i canneti degli habitat paludosi, si spingono a nidificare anche sugli alberi.
La femmina depone tre o quattro uova macchiettate irregolarmente.
Alla cova, così come alla costruzione del nido e alla cura dei piccoli, partecipa anche il maschio.

Questi uccelli frequentano dormitori comuni situati su alti alberi, prediligendo le foci dei fiumi .


In Italia questa specie è presente in modo particolare nel delta del Po.
Da qualche anno tuttavia, complici i cambiamenti climatici, i cormorani hanno preso a frequentare assiduamente anche i laghi prealpini e quelli dell'Italia centrale, dove è possibile osservarli durante tutto l'inverno; col sopraggiungere della bella stagione migrano per raggiungere i luoghi di nidificazione nel nord Europa.



COLPEVOLE IDEALE
Essendo un animale che si nutre in prevalenza di pesce, ovviamente la sua presenza in gran numero di esemplari in acque dove il pesce già scarseggia porta inevitabilmente ad un ulteriore depauperamento della fauna ittica.
Tuttavia è bene tener presente che la scarsità di pesce, che diventa sempre più evidente anno dopo anno, non è cosa recente; sono decenni che si assiste a questo preoccupante calo...e sono decenni che vengono presi provvedimenti decisamente inadeguati o non ne vengono presi affatto...

Ma ora per fortuna è arrivato il cormorano e siccome non parla e non può difendersi, ecco che qualcuno ha già pensato di additarlo quale colpevole del disastro e la condanna è già stata emessa: pena di morte.

Nel contempo tutto questo serve ad allontanare la responsabilità da chi avrebbe dovuto e potuto fare qualcosa già decenni or sono per tutelare la fauna ittica del nostro Paese dai veri predatori, i peggiori: i pescatori, professionisti o dilettanti che siano.
Invece è stato fatto davvero poco e quel poco...decisamente male...
Negli anni passati la colpa dell'impoverimento del popolamento ittico fluviale e lacustre è stata attribuita via via ai Germani reali, agli Svassi, alle Folaghe...
Tuttavia contro questi uccelli non erano mai stati presi provvedimenti tanto drastici.
Sono animali che prendono facilmente confidenza con gli esseri umani lasciandosi avvicinare a breve distanza, per la gioia di adulti e bambini che ogni giorno distribuiscono borsate di pane secco e scattano fotografie a questi simpatici uccelli e ucciderli avrebbe rischiato di provocare una sollevazione popolare.
Invece il cormorano è un uccello molto diffidente, con una dieta particolare, per cui non sarebbe mai attratto da un pezzo di pane; è di grande taglia, è nero come il carbone (e si sa che gli animali neri sono poco graditi; d'altra parte l'ignoranza umana è talmente grande e senza speranza che ancora oggi cani e gatti di questo colore faticano a trovare accoglienza).
Ah, se Madre Natura avesse saputo quanto è infinita la stupidità umana, avrebbe fornito i cormorani di penne candide come quelle dei cigni!



I piani di abbattimento
ovvero: LICENZA DI UCCIDERE

L'I.S.P.R.A. ha quindi predisposto un piano pluriennale per l'abbattimento di cormorani a scopo di contenimento della specie.
In ogni zona d'Italia dove sia stata segnalata la presenza di cormorani, i competenti uffici provinciali provvedono al censimento di questi uccelli.
In base ai numeri forniti, l'ISPRA determina il contingente di uccelli da uccidere.


E allora via a fare censimenti, sperando di farne una bella conta in modo di poter ottenere la concessione di un abbattimento numericamente consistente.
E pensare che sapendo dove sono situati i dormitori (sempre negli stessi luoghi, addirittura sullo stesso albero, anno dopo anno) si poteva fare in modo di dissuaderli dal restare in certe zone, ricorrendo a rumorose azioni di disturbo senza giungere ad inutili spargimenti di sangue.
Continuando, alla fine si sarebbero allontanati in cerca di più luoghi tranquilli.
Naturalmente questo avrebbe dovuto essere fatto all'unisono da tutti gli enti territorialmente competenti interessati al problema e si sarebbero ottenuti risultati migliori senza far del male a nessuno.

Notare bene che dopo il primo colpo di fucile i cormorani volano via, quindi ci rimette le penne uno solo.
Però immancabilmente il giorno seguente tutti gli altri ritornano, perché hanno fame, ma per giorni e giorni non c'è più nessuno incaricato delle esecuzioni.
Ed ecco che allora gli uccelli banchettano tranquilli, meno l'unico, sfortunato caduto del giorno precedente...
E' più che evidente che facendo così non si proteggono le specie ittiche a rischio di estinzione, ma semplicemente ci si diverte a sparare a qualcosa di vivo...
Non sarebbe meglio dedicarsi tutti i giorni a proteggere quei pochissimi siti dove sono ancora presenti i pesci utilizzando mezzi dissuasivi non letali, piuttosto che correre in lungo e in largo e sprecare in benzina i soldi dei contribuenti solo per divertirsi a cacciare?



Molti cormorani durante queste operazioni di abbattimento per contenimento vengono solamente feriti e sofferenti vanno incontro a una morte lenta e dolorosa.



Additare i cormorani come massimi responsabili dell'impoverimento delle risorse ittiche delle nostre acque interne e mettere in atto soluzioni forcaiole è solo un meschino espediente messo in campo per allontanare l'attenzione dell'opinione pubblica dalle vere cause e responsabilità dell'attuale, disastrosa situazione.






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Né a Pasqua, né mai!


Articolo di Beatrice Montini (Corriere della Sera)
Investigazioni di Animal Equality Italia




Malata di sclerosi multipla e contraria alla sperimentazione animale
Dottor Stefano Cagno

Clicca la foto per l'articolo del dott. Stefano Cagno, Dirigente Medico Ospedaliero dell'Az. Osped. Desio e Vimercate (MB)
Visita EQUIVITA































In Cina fin dall'antichità si pratica la pesca con l'aiuto di cormorani addestrati.
Questa foto è stata scattata sul fiume Li-Jang.





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