ANIMALI IN TV

Non c'è rete televisiva che non proponga regolarmente, talvolta anche quotidianamente, programmi che hanno come tema gli animali.
E' un argomento di universale interesse, sia perché il mondo animale da sempre affascina l'uomo, sia per l'accresciuta sensibilità verso questi nostri fratelli, da tutelare in quanto importantissima componente della biodiversità, che oggi è sempre più a rischio a causa del pesante intervento antropico sugli habitat naturali.
Stupendi documentari, trasmissioni scientifiche o anche pseudo-tali, cartoni animati, film e telefilm: non c'è che l'imbarazzo della scelta.

Animali nel modo agricolo
Ci sono però anche altri contesti nei quali si parla di animali, come ad esempio nelle trasmissioni dedicate al mondo agricolo, dove si considerano gli animali e i loro prodotti in quanto fonte di reddito per l'allevatore.
Quando si parla di formaggi o di salumi immancabilmente vengono mostrati filmati di animali: mucche "libere e felici" in un pittoresco pascolo alpino, oppure maiali di particolari varietà allevati allo stato brado, anch'essi "liberi e felici"...e poi candide oche che girano per la vigna dove, prima di diventare cibo per umani fungeranno da macchine per il diserbo "ecologico" e poi teneri agnellini neonati, destinati ad essere ben presto sacrificati per il cruento rito della Pasqua, ma il conduttore della trasmissione evita ogni riferimento, mentre tiene in braccio il piccolo.

Stalle modello, asettiche come sale parto, portate ad esempio di benessere animale; avete mai fatto caso alle mucche, che non hanno corna?
taglio delle corna di una mucca mucca dopo il taglio delle corna
Sono state loro mozzate con i tronchesi, col filo diamantato o con macchine apposite, ed è una pratica dolorosa che viene fatta senza anestesia.
Anche le code vengono mozzate, perché non siano d'impiccio nelle operazioni di mungitura.
Avete visto che che le poverine vivono in box dove non possono rigirarsi?
Ma tutto questo si preferisce non farlo notare.

E quando vi mostrano una mamma con i suoi maialini, vi siete accorti che sono separati e li può allattare solo attraverso le sbarre?
Dicono sia per evitare che la madre possa schiacciare accidentalmente i suoi figli...
Di certo non vi dicono nemmeno che dopo lo svezzamento strappano loro i denti (pratica vietata dalla legge, ma ampiamente inosservata) perché non si feriscano a vicenda, cosa frequentissima nelle condizioni disumane di stabulazione in cui sono costretti prima di finire la loro breve e sfortunata vita.

E il bellissimo toro da riproduzione che l'allevatore mostra orgoglioso non si congiungerà mai materialmente con la femmina; il suo sperma verrà ricavato ricorrendo ad elettrodi applicati ai testicoli; la dolorosissima scarica elettrica provocherà l'involontaria emissione di sperma.
Un metodo che quando è messo in atto su esseri umani prende il nome di tortura.
Lo sperma verrà raccolto e usato per l'inseminazione artificiale delle vacche.

Animali nella pubblicità
Gli spot pubblicitari ci vanno a nozze con gli animali; hanno da tempo capito che associare un prodotto all'immagine di un animale fa aumentare le vendite e allora ecco Milka, la mucca viola, oppure gli animali del bosco che fabbricano cioccolato, l'altra mucca, quella che produce un latte così squisito a caratteristico che un bambino appena lo assaggia capisce subito che "...è quello della Lola!..." oppure l'elefantino che pubblicizza una nota marca di automobili e naturalmente, è superfluo dirlo, cani e gatti per gli alimenti industriali a loro destinati.

Animali nei programmi di cucina
Ci sono trasmissioni dove gli animali sono per così dire "al centro della scena" e si tratta degli oramai inflazionatissimi, quanto inutili programmi di cucina, dove pesci, polli, anatre, capre, vitelli e conigli sono presentati come "ingredienti" dei vari piatti, che i cuochi di turno o gli aspiranti tali si affannano a preparare.

La capostipite di queste trasmissioni, certamente la più nota, è la "Prova del cuoco" che RAI-1 propone ogni santo giorno dal lunedì al sabato, per una decina di mesi l'anno, o giù di lì, più talvolta alcune puntate "speciali" in onda in prima serata.
In totale dall'esordio del 2010 a ottobre 2013 sono andate in onda circa 2800-3000 puntate, senza contare i replay.
Che si tratti di un programma educativo, beh, che sorga qualche dubbio in proposito è più che legittimo.

La trasmissione andrebbe seguita e osservata per quello che realmente è, senza lasciarsi fuorviare dalle scenografie, dalle battute oramai trite e ritrite dei partecipanti, che seguono un copione-traccia, un po' come nei vari reality di ogni genere che pullulano in televisione e che sono solo una "cornice" accattivante che funge da calamita per il pubblico più ingenuo.
Porsi davati al televisore come dei contenitori vuoti, pronti a ricevere passivamente ogni cosa che altri ci propinano, senza mai esercitare un minimo di senso critico, significa aver rinunciato ad usare il nostro cervello; non lamentiamoci poi che la televisione, tutta, senza esclusione di alcuna emittente, stia scivolando sempre più in basso quanto a qualità.

Guardando la "Prova del Cuoco" con un atteggiamento non succube, non si potrà fare a meno di notare come in ogni menù sia proposto quello che cuochi e conduttrice indicano come "piatto forte", quello chissà perché ritenuto come "davvero importante", quello che immancabilmente è preparato con carne o pesce.
Bella educazione! Si porta il pubblico ad autoconvincersi che non si possa preparare un pasto degno di questo nome se si rinucia a mangiare animali!

Inoltre un simile tipo di approccio all'alimentazione significa avere una totale mancanza di considerazione per la sempre più ampia categoria di persone che hanno un'alimentazione vegetariana o vegana e che sono sempre più in aumento.

Sono poi da rilevare l'ipocrisia, il perbenismo, il "politically correct" nella peggior accezione della frase, che pèrmeano tutta la trasmissione.
Si sta cucinando e la conduttrice si mette a canticchiare una delle mielose canzoncine del tipo "Il coniglietto Tippy" o "Il Pulcino Piu" e l'estasiato pubblico va in sollucchero...mentre il cuoco mostra la preparazione della coscia di pollo o del coniglio arrosto o un altro degli "chef" insegna come massaggiare la "creatura" (termine con il quale indica abitualmente l'animale morto che ha sul tavolo...).

Nel 2010 fu scandalo: Beppe Bigazzi, una delle "colonne" della trasmissione, aveva "osato" dire che in un passato nemmeno troppo lontano nelle zone più povere del nostro Paese si usava mangiare i gatti.
Forse che non rispondeva a verità? Certo che sì!
Però una tale affermazione non era "politically correct" cioè in parole povere Bigazzi non si era comportato né da ipocrita, né da perbenista e questo "mamma RAI" gliel'ha fatto pagare estromettendolo immediatamente dalla trasmissione, dove solo è stato nuovamente accolto nel 2013; certo sarebbe stato meglio che avesse rifiutato di tornare.
Questo episodio ha messo in luce come esistano animali di serie A con tutti i diritti solo perché generalmente si tratta di animali "da compagnia" mentre nessuno si scandalizza se si cucina un coniglio mentre va in onda l'idiota canzoncina di Tippy o si spalma il patè sui crostini; evidentemente conigli, polli, pesci, vitelli, agnelli, oche, ecc. sono animali di serie Z, anzi, sono "cose" con cui riempire lo stomaco.





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Né a Pasqua, né mai!


Articolo di Beatrice Montini (Corriere della Sera)
Investigazioni di Animal Equality Italia






Malata di sclerosi multipla e contraria alla sperimentazione animale
Dottor Stefano Cagno

Clicca la foto per l'articolo del dott. Stefano Cagno, Dirigente Medico Ospedaliero dell'Az. Osped. Desio e Vimercate (MB)
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La prova del Cuoco

Logo Prova del Cuoco

Antonella Clerici
Antonella Clerici, la conduttrice

Sergio Barzetti
Sergio Barzetti, quello delle "creature"

Beppe Bigazzi
Beppe Bigazzi

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