Estate, emergenza temperature in acquario

Mantenere la giusta temperatura dell'acqua in un acquario per pesci tropicali d'acqua dolce è semplice perché il termoriscaldatore viene in aiuto.
Decisamente problematico è invece gestire la temperatura in piena estate, perché sovente si assiste a rilevanti quanto indesiderati innalzamenti che possono danneggiare anche seriamente i pesci più sensibili e molti tipi di piante acquatiche.
Sono poche le specie ittiche e quelle vegetali che gradiscono o sopportano senza problemi temperature dai 28 ai 30 gradi ed ancora meno quelle che resistono a temperature maggiori.
Un tempo l'arrivo del grande caldo estivo era segnato dall'instaurarsi dell'anticiclone delle Azzorre che impediva all'aria rovente proveniente dall'entroterra subsahariano di spingersi alle nostre latitudini.
Il normale caldo estivo era appannaggio delle regioni meridionali, al nord le temperature erano decisamente inferiori, ma oramai con i cambiamenti climatici in atto l'anticiclone delle Azzorre stenta a stabilirsi sull'Europa e l'aria africana la fa da padrona, al sud come al nord.



SISTEMI DI RAFFREDDAMENTO

In piena estate può dunque succedere di avere oltre 30 gradi in casa e di conseguenza l'acqua dell'acquario sarà alla stessa temperatura, se non addirittura maggiore, perché si deve sommare anche il calore prodotto dall'impianto di illuminazione.
Ci sono acquariofili che si sono ritrovati con 32-35 gradi in vasca, piante che quasi si scioglievano, pesci che boccheggiavano o che morivano e naturalmente la situzione è tanto peggiore quanto più dura il caldo eccessivo.

Per porre rimedio e far scendere la temperatura ci sono molti sistemi, alcuni ottimi, altri decisamente sconsigliabili, così come si possono ottenere buoni risultati spendendo davvero poco o spendendo tanto.
Prima di tutto occorre fare una distinzione fra acquari chiusi e acquari aperti, perché non tutti i sistemi si adattano ad entrambi.

Impianto di refrigerazione professionale
C'è chi avendo la possibilità di spendere anche centinaia e persino migliaia di euro, acquista un impianto di refrigerazione; questo soluzione è idonea sia per acquari aperti che per acquari con il coperchio.

Il ventilatore di casa
Decisamente più economico è ricorrere ad un comune ventilatore, che più o meno tutti hanno in casa, da posizionare accanto all'acquario, ad un'altezza tale che il flusso d'aria corra sul pelo dell'acqua.
Per un semplice principio fisico il calore (sia dell'acqua che dell'aria) tende sempre a salire verso l'alto e pertanto il flusso del ventilatore lo spazzerà via e un po' alla volta la temperatura in vasca scenderà.
Naturalmente sarà necessario monitorare la temperatura dell'acqua, perché dopo alcune ore potrebbe essersi troppo abbassata; questo pericolo si ha soprattutto di notte, quando l'acquariofilo dorme.
E' altresì vero che in vasca c'è il termoriscaldatore, che interverrebbe qualora la temperatura scendesse troppo, ma se il ventilatore è molto efficiente, il riscaldatore verosimilmente non ce la fa a compensare l'abbassamento.

Il metodo del ventilatore va bene se l'acquario è aperto; volendolo utilizzare con un acquario chiuso si deve per forza di cose aprire il coperchio.
In questo secondo caso però c'è il problema della luce, poichè i neon sono generalmente attaccati sotto al coperchio e tenendolo aperto la luce si disperde nell'ambiente e in acqua ne arriva una quantità decisamente inferiore al necessario.
Inoltre l'evaporazione sarà decisamente maggiore del solito.
L'impatto estetico di un comune ventilatore è inoltre poco gradevole in un acquario aperto e decisamente peggiore in un acquario con il coperchio sollevato.

Ventoline a bordo vasca e incassate
ventoline multiple ventolina singola
Decisamente meglio è utilizzare le ventoline da attaccare a bordo vasca; ce ne sono di singole, per piccoli acquari e ce ne sono di multiple, adatte a vasche più capienti.

Una soluzione valida per gli acquari chiusi, in quanto non è necessario tenere sollevato il coperchio, consiste nel ricorrere a ventoline da incassare nel coperchio stesso, dopo aver provveduto a praticare un foro di adeguate dimensioni.
ventolina pc Chi ha un po' di manualità può farsi da sè l'impianto, utilizzando le ventoline dei computer ed un alimentatore da 12-13 volt.
In questo caso bisogna usare un accorgimento: mettere la ventolina in modo che aspiri l'aria dalla vasca perché in questo modo allontanerà il calore dal pelo dell'acqua.
Se invece la ventola fosse messa in modo da spingere l'aria ambiente contro la superficie dell'acqua, il sistema risulterebbe ben poco efficiente, perché l'aria ambiente è di per sè troppo calda.

Sul mio acquario da 80 litri netti, dotato di coperchio, ho utilizzato una sola ventolina di cm 6x6x2 recuperata da un computer.
Nel giro di poche ore la temperatura è scesa di 4°.
Raffredda tanto bene che di notte devo spegnere l'impianto, altrimenti al mattino la temperatura in vasca è troppo bassa, tanto che il termoriscaldatore da 100 watt è costretto a funzionare di continuo, ma non riesce a raggiungere la temperatura impostata.
Evidentemente è proprio una ventolina grintosa, nonostante le ridotte dimensioni!

ventolina


Per montarla è necessario praticare sul coperchio un foro delle dimensioni della ventolina (vedi cerchio rosso).



Capovolgere il coperchio e posizionare la ventolina, poi segnare i 4 punti in cui verrà fissata. ventolina sotto





Praticare nel coperchio 4 fori di dimensioni adeguate al passaggio di bulloncini inox con i quali fissare la ventolina.



Praticare anche due fori sul bordo posteriore del coperchio, nei quali andranno inserite due boccole per spine a banana (rossa e nera) alle quali verranno saldati a stagno i due fili provenienti dalla ventolina.


ventolina sopra



Girare di nuovo il coperchio, lasciando sotto la ventolina; infilare i bulloncini ed avvitare.






alimentatore
Dall'alimentatore partiranno due fili che verranno collegati per mezzo di spine a banana alle due boccole del coperchio.

In tal modo durante i molti mesi nei quali la ventola non verrà utilizzata, o qualora si volesse togliere il coperchio per la pulizia o la manutenzione dello stesso, si potranno togliere i fili elettrici di collegamento all'alimentatore.


Tra l'alimentatore e la presa di corrente è possibile inserire un timer, nel caso si desideri programmare l'accensione e lo spegnimento della ventolina.



Un sistema da evitare: il ghiaccio
Un altro sistema, indubbiamente sconsigliabile che qualche acquariofilo utilizza consiste nel mettere in acquario dei cubetti di ghiaccio.
E' una soluzione da evitare, perché si creano improvvisamente zone molto fredde e ben si sa che sbalzi repentini di temperatura possono essere estremamente pericolosi per i pesci; ricordiamo per esempio la possibilità di un'esplosione di Ichtioftiriasi (malattia dei puntini bianchi).





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Né a Pasqua, né mai!


Articolo di Beatrice Montini (Corriere della Sera)
Investigazioni di Animal Equality Italia






Malata di sclerosi multipla e contraria alla sperimentazione animale
Dottor Stefano Cagno

Clicca la foto per l'articolo del dott. Stefano Cagno, Dirigente Medico Ospedaliero dell'Az. Osped. Desio e Vimercate (MB)
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IL TERMORISCALDATORE
d'estate

Spesso nei forum si legge di acquariofili che d'estate staccano il termoriscaldatore credendo così di evitare il riscaldamento eccessivo dell'acqua.
Altri esprimono la loro meraviglia nel notare che la temperatura dell'acqua non si abbassa.

Purtroppo costoro non hanno ben chiaro cosa sia un termoriscaldatore e quale sia la sua funzione.
L'apparecchio è composto da una resistenza elettrica che ha il solo ed unico compito di produrre calore; non potrà mai produrre freddo.

Alla resistenza è accoppiato un termostato che è un dispositivo che rileva la temperatura dell'acqua e viene impostato secondo la necessità dell'acquariofilo; quando la temperatura dell'acqua raggiunge il valore impostato dall'acquariofilo, il dispositivo comanda l'apertura del circùito elettrico che ha come conseguenza l'interruzione dell'invio di corrente alla resistenza, così che essa cessi di produrre calore.

Qualora la temperatura dell'acqua in vasca con il passare del tempo si abbassi rispetto a quella impostata dall'acquariofilo, il dispositivo comanderà la chiusura del circùito elettrico e di conseguenza arriverà corrente alla resistenza, che ricomincerà a produrre calore e scaldare l'acqua.

E' pertanto evidente come sia del tutto inutile staccare il termoriscaldatore d'estate; se abbiamo impostato la temperatura per esempio a 26° e il gran caldo ci porta ad avere 30° in casa e altrettanti o più in vasca, il termoriscaldatore non si accenderà più; tornerà a scaldare solamente quando la temperatura dell'acqua sarà scesa sotto i 26°C che avevamo impostato.

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