LA DUREZZA TOTALE
GH


Tutti i tipi d'acqua, ad eccezione di quella distillata, contengono sali, soprattutto di calcio e di magnesio.
La durezza dell'acqua dipende dalla quantità di questi sali in essa contenuti.

In acquariofilia il valore di durezza totale convenzionalmente viene espresso in gradi tedeschi °d-GH ed è comunemente indicato come GH.

C'è chi, per conoscere i valori dell'acqua della propria rete idrica, si rivolge direttamente agli uffici comunali; alcuni Comuni hanno questi dati nel proprio sito web.
Attenzione: in Italia la durezza totale dell'acqua viene misurata in gradi francesi °f
E' bene sapere che 1°f corrisponde a 0,56 GH quindi per l'uso acquariofilo è necessario effettuare la conversione.
Pertanto se ad esempio l'acqua della rete idrica ha una durezza di 24°f sarà sufficiente operare una semplice moltiplicazione:
24x0,56= 13,44 GH

Tanto piú il GH è alto, tanto piú l'acqua è dura.
Non possiamo però stabilire la proporzione tra calcio e magnesio.
Il GH ne indica semplicemente il contenuto totale.
Questo implica che l'acqua potrebbe contenere quasi esclusivamente calcio e scarsissimo magnesio e quindi pur avendo un valore GH apparentemente adatto all'uso acquariofilo, in realtà potrebbe essere non adatta per i pesci perché carente di magnesio.

Per questo motivo è consigliabile aggiungere un po' di soluzione contenente oligoelementi in occasione dei cambi d'acqua.
Questi oligoelementi sono contenuti anche nei fertilizzanti per piante d'acquario, quindi una regolare fertilizzazione generalmente fornisce un adeguato apporto di essi, rendendo l'acqua idonea anche per i pesci che vivono nel nostro acquario, senza necessità di ulteriori aggiunte.

In Italia la stragrande maggioranza delle acque potabili e non potabili va da mediamente a molto dura.
E' assai più raro trovare acque con durezza scarsa o addirittura prossima allo zero; in questi casi, volendo tenere pesci tipici di acque dure, sarà necessario provvedere ad aggiungere gli appositi sali in vendita nei negozi di acquariofilia ed attenersi alle istruzioni per l'uso.

Per chi invece desidera allevare pesci di acque tenere ed ha a disposizione solo acqua dura, sarà necessario addolcire l'acqua, tagliandola con acqua di osmosi (detta RO) o utilizzando unicamente quella osmotica, ma in tal caso è assolutamente necessario arricchirla con i sali specifici per uso acquariofilo, perché il processo di osmotizzazione demineralizza pressoché totalmente l'acqua rendendola inadatta ad ospitare l'ittiofauna.

Considerando però che non è affatto auspicabile trasformare l'acquario nella succursale di un laboratorio chimico, e che molti acquariofili sono contrari a certi interventi e preferiscono una conduzione più naturale, allora sarebbe meglio rivolgersi a pesci che naturalmente vivono in acqua con caratteristiche compatibili con quella che abbiamo a disposizione.
L'acquariofilia non deve diventare fonte di stress, né per i pesci, né per l'acquariofilo e basta curiosare nei numerosi forum per rendersi conto di quanto sia diffuso lo "stress da conduzione" .

test JBL per il GH Un acquariofilo che si rispetti non si accontenta di conoscere la durezza dell'acqua desunta dai dati forniti dal Comune, perché sa benissimo che questa indicazione serve unicamente per avere un'idea del tipo di acqua a disposizione, prima di allestire l'acquario.
In seguito, numerosi fattori potranno portare a variazioni del valore di durezza (sia GH che KH) e sarà quindi assolutamente indispensabile procedere a regolari misurazioni utilizzando uno dei test in commercio.

test JBL per il GH Questi test non sono forniti con la scala colorimetrica, in quanto sarebbe perfettamente inutile.
Per utilizzarli è sufficiente mettere nella provetta una determinata quantità d'acqua dell'acquario (generalmente 5ml).
Si comincia quindi con l'aggiungere una goccia di reagente, agitare per favorire la miscelazione ed osservare il colore ottenuto, che sarà di un rosa più o meno intenso.
Si aggiunge una seconda goccia, si agita, si osserva il colore, si aggiunge un'altra goccia e così via, fino a quando la soluzione virerà al verde.
Bisogna tenere il conto di quante gocce in tutto vengono messe; il loro numero esprime il valore di GH, quindi se ad esempio sono state necessarie 8 gocce per far virare la soluzione dal rosa al verde, avremo GH=8.

Volendo una misurazione più accurata, che vada di mezzo grado in mezzo grado, si dovranno mettere nella provetta 10ml di acqua, poi si procederà con il reagente goccia a goccia fino al viraggio al colore verde.
In questo caso, avendo utilizzato una quantità doppia di acqua, ogni goccia non avrà il valore 1 bensì la metà e cioè 0,5.
Pertanto per conoscere il GH si dovrà dividere per 2 il numero di gocce.

In casi rarissimi l'acqua della provetta potrebbe virare al verde già dopo la prima goccia di reagente; si tratterebbe di un'acqua estremamente tenera, praticamente demineralizzata.







LA DUREZZA CARBONATICA
KH


test JBL per il GH
Il KH esprime il contenuto di carbonati e bicarbonati nell'acqua e più precisamente indica la capacita' tampone dell'acqua nei confronti degli acidi che inevitabilmente si formano in acquario, derivando dalla decomposizione delle sostanze organiche, che danno origine ad acidi umici e tannici, nonché dai processi metabolici di pesci ed altri abitanti dell'acquario, piante comprese.

Il KH è molto importante perché il suo valore influenza direttamente il valore di pH.
Quanto piú il KH è alto, tanto piú tamponerà l'azione degli acidi e fará tendere l'acqua verso il valore neutro di pH 7 oppure alcalino quando il valore di pH è maggiore di 7.

Se il KH è molto alto, e di conseguenza lo è anche il pH, aggiungendo acidi in acquario il pH diminuirà, ma l'effetto sarà solo temporaneo e nel volgere di poche ore il pH tornerà a salire ai livelli precedenti.

E' bene tener presente che il KH è spesso pesantemente influenzato dall'arredo dell'acquario: ghiaino, sabbia, rocce, sovente sono molto ricchi di carbonati e gli acidi presenti in acquario li scioglieranno, provocando così l'aumento di KH e pH.
Tutti i materiali d'arredo dovrebbero essere neutri, quindi sono da evitare tutti i materiali calcarei.
Purtroppo non è sufficiente fidarsi delle assicurazioni dei negozianti o di quanto è scritto sulle confezioni; quanti acquariofili hanno dovuto riallestire nuovamente l'acquario proprio perché si sono fidati ciecamente!

Meglio quindi testare i materiali, prima di immetterli in acquario; meglio ancora poter fare il test prima di procedere all'acquisto.
Basta prendere una piccolissima quantità di sabbia o ghiaia e versarsi sopra qualche goccia di acido muriatico, che si trova comunemente in vendita nei supermercati; anche per testare le rocce basta versarvi sopra poche gocce di acido muriatico.
Se avviene la reazione chimica, si possono notare effervescenza e bollicine o schiumetta biancastra, indicatori certi della presenza di materiale calcareo e quindi inadatto all'acquario dolce.
Andrà bene solo se si vogliono allevare pesci di acque calcaree come ad esempio quelli tipici dei laghi Malawi o Tanganyika, oppure per l'acquario marino.

I negozianti più seri sono disponibili ad effettuare essi stessi il test al momento dell'acquisto, oppure forniranno un campione del materiale, in modo che l'acquariofilo possa fare il test a casa.
Se ghiaino e sabbia sono anche solo debolmente calcarei, non vanno utilizzarli; inutile sperare che dopo qualche tempo non cedano più carbonati; purtroppo la reazione chimica continuerà per anni e anni e annni...fino a che tutto il calcare si sarà disciolto.
Se ci accorgiamo di avere arredi e fondo inadatti, è inutile cercare di risolvere il problema usando prodotti chimici; l'unica, radicale soluzione, è armarsi di buona volontà e rifare tutto l'allestimento usando i materiali giusti.

Un KH troppo basso si può aumentare aggiungendo bicarbonato di sodio; questo provoca anche l'aumento del pH verso valori alcalini.
Non si tratta però di una soluzione definitiva, perché dopo alcune ore tutto tenderà a tornare come prima.

Ricordare che qualsiasi intervento di tipo chimico (anche aggiungere bicarbonato è un intervento di tipo chimico) per aumentare o abbassare la durezza dell'acqua, sia quella totale che quella carbonatica, deve essere fatto con gradualità e tenendo costantemente monitorati i valori, onde evitare spiacevoli e talora irrimediabili conseguenze per la salute e la vita stessa dei pesci.

test JBL per il GH


Il test per la determinazione del KH si effettua esattamente come quello per il GH; l'unica differenza sta nel colore, che inizialmente è azzurro e infine vira al giallo.
Nel caso del KH non è infrequente che possa essere a zero o prossimo ad esso; in tal caso già con la prima goccia di reagente si avrà il colore giallino.











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Né a Pasqua, né mai!


Articolo di Beatrice Montini (Corriere della Sera)
Investigazioni di Animal Equality Italia






Malata di sclerosi multipla e contraria alla sperimentazione animale
Dottor Stefano Cagno

Clicca la foto per l'articolo del dott. Stefano Cagno, Dirigente Medico Ospedaliero dell'Az. Osped. Desio e Vimercate (MB)
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MAIUSCOLA...o minuscola?

I gradi francesi vanno scritti sempre con la lettera minuscola, quindi °f e non maiuscola come purtroppo capita di veder scritto in qualche forum di acquariofilia!

°F indica i gradi Farenheit, che non hanno niente a che fare con la durezza dell'acqua.
Si tratta di un sistema di misurazione della temperatura, oggi utilizzato prevalentemente negli USA e in pochi altri Paesi, come ad esempio Belize, Birmania, Liberia, Giamaica e alcune zone di Canada e Gran Bretagna.

In Italia, così come nella gran parte del mondo, si utilizzano i gradi Celsius °C comunemente detti "gradi centigradi" in quanto la scala di misurazione va dallo zero (punto di congelamento dell'acqua) fino a 100 (punto di ebollizione).



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