CARATTERISTICHE DELL'ACQUA

L'acqua di rubinetto è resa potabile per mezzo di trattamenti per l'abbattimento della carica batterica.
In alcuni casi ciò viene fatto mediante esposizione ai raggi UV e l'acqua di questo tipo, se non è inquinata da metalli pesanti, come rame, cromo, piombo, zinco, ecc., è adatta per uso acquariofilo, così come sgorga dal rubinetto.

Nella stragrande maggioranza dei casi però si ricorre ancora al vecchio sistema della clorazione.
L'acqua viene quindi arricchita con cloro, in concentrazioni fino a 0,1-0,2 mg per litro.
Quest'acqua clorata non è immediatamente utilizzabile per l'uso acquariofilo, perché il cloro è tossico per gli organismi acquatici.
Questo gas però è molto volatile ed evapora in breve tempo se si mette l'acqua in un secchio e vi si immerge un aeratore o una pompa di movimento, al fine di rimescolare intensamente la massa d'acqua per una decina di minuti.
In alternativa è sufficiente lasciare l'acqua a riposo nel secchio per 24 ore, rigorosamente scoperto, altrimenti il cloro non potrà evaporare nell'aria.
Se abbiamo messo l'acqua in bottiglie, anche se queste fosse aperte l'evaporazione sarebbe lentissima, a causa della minima superficie d'acqua a contatto con l'aria e occorrerebbero molti giorni.

L'utilizzo dei cosiddetti "biocondizionatori" cioè quelli che "eliminano il cloro e legano i metalli pesanti presenti nell'acqua" è del tutto superfluo se abitiamo in una località dove l'acqua di rubinetto è di buona qualità.
Diverso è il discorso se abitiamo in una grande città, in una zona industriale o dove si pratica l'agricoltura intensiva, perché spesso le falde acquifere sono inquinate e residui tossici nell'acqua ce ne sono, pur se entro i limiti consentiti dalle vigenti leggi.
Queste acque sono dichiarate idonee per il consumo umano, ma purtroppo, quando non si riesce a stare entro i limiti, si ricorre, con un decreto "ad hoc" all'innalzamento della soglia massima (è successo per l'Atrazina, antiparassitario utilizzato in agricoltura).
Pertanto queste acque non sono adatte per l'uso acquariofilo, ma devono prima essere trattate mediante l'uso di biocondizionatori.
Essi contengono sostanze chimiche, come il sodio tiosolfato che agisce sul cloro e l'acido etilendiamminotetraacetico (EDTA), che si lega ad eventuali metalli pesanti presenti nell'acqua, trasformandoli in composti meno tossici per i pesci.

Chi ha la fortuna di avere accesso ad una sorgente naturale non contaminata, non ha di questi problemi.

Guppy Platy Ciclidi del lago Malawi


Anche in quest'ultimo caso però l'acqua però non può ancora essere utilizzata per l'acquario, perché bisogna prima accertarsi di alcune sue caratteristiche: se è acida, neutra o alcalina; se è dura o tenera, in modo da capire quali pesci vi possiamo allevare.







Nella maggioranza dei casi, nel nostro Paese l'acqua è alcalina, presentando un pH fra 7-8 ed anche più, ed una durezza elevata, per la gran quantità di sali minerali in essa contenuti, dilavati dal passaggio delle acque di falda su strati di roccia tenera.





Questi valori sono ben tollerati da alcuni pesci che in natura vivono in acque con caratteristiche simili alle nostre, come i Poecilidi (Guppy, Platy, ecc.).
Anche i Ciclidi africani dei laghi Malawi e Tanganyika amano acque dure e alcaline.







Microgeophagus ramirezi Symphysodon discus Paracheirodon innesi Rasbora heteromorpha

Se invece intendiamo dedicare l'acquario a specie ittiche che in natura vivono in acque acide e tenere, come ad esempio Ciclidi e Caracidi del bacino amazzonico o alcuni Ciprinidi asiatici, dovremo modificare la dura e alcalina acqua dei nostri rubinetti oppure utilizzare acqua di osmosi, integrata con gli appositi sali.




I pesci comunemente in commercio, anche se originari di acque con caratteristiche chimico-fisiche molto diverse dalle nostre, negli allevamenti vengono tenuti in acque che nulla hanno a che vedere con quelle dei loro luoghi d'origine.
E' vero che i pesci hanno una certa capacità di adattamento e dopo generazioni riprodotte in cattività si sono per così dire "abituati" ad acque inadatte, ma non lasciamoci ingannare dal fatto che riescano a viverci.
Come ci vivono? Bene...o vivicchiano?

In apparenza li vediamo vispi, di bell'aspetto, mangiano con appetito, finché improvvisamente muoiono, senza una causa apparente.
Molti sono convinti che un pesce viva pochi mesi; le specie ittiche più diffuse sono di costo abbordabile e questo fa sì che parecchi acquariofili non si cruccino troppo per le perdite; ne acquisteranno altri.
Invece, se allevati in acque idonee, alcune specie possono vivere moltissimi anni, 10-15 e anche 20 o più.

Altre volte l'acquariofilo si chiede perché i suoi pesci non riescano a riprodursi, oppure perché le eventuali uova deposte ammuffiscano e non riescano a schiudersi.

Quanto alle piante, eccetto poche specie amanti delle acque dure e alcaline, come ad esempio Elodea e Ceratophyllum, le altre mal tollerano queste acque e reagiscono con crescita stentata anche se vengono fertilizzate.

I motivi di tanti insuccessi vanno ricercati proprio nelle caratteristiche dell'acqua utilizzata ed ecco perché è indispensabile eseguire i test, prima di acquistare i pesci.
In base ai risultati ottenuti potremo decidere quali pesci sono adatti, se intendiamo utilizzare l'acqua così com'è.
Se invece vogliamo ospitare pesci che richiedono acque diverse, dovremo preoccuparci di modificare le caratteristiche della nostra acqua, in modo da renderla idonea per loro, oppure ricorrere all'acqua di osmosi inversa (RO), da reintegrare con sali specifici.




L'acqua per l'acquario "di comunità"
L'acquario di comunità è quello che ospita pesci di varie specie e di varia provenienza geografica, nonché di biotopi diversi.
E' difficile, anzi, è impossibile che l'acqua della vasca sia veramente adatta ad ognuno di loro, pertanto si cerca di trovare la classica via di mezzo che accontenti parzialmente tutti e non scontenti totalmente nessuno.
I valori medi dell'acqua per un acquario di comunità sono:
  • pH=7
  • GH=10
  • KH=3
  • NO2=zero
  • NO3 <25mg/l
  • temperatura intorno a 26°

La maggior parte dei pesci riesce a viverci decentemente, mentre altri proprio non si adattano, quindi ricordiamoci di informarci sempre, prima di acquistare un pesce.



Acquistare consapevolmente
Acquistare, ma dove?
La prima ed ovvia risposta sarebbe: presso un negoziante.
Se non che molti di costoro più che seri e competenti professionisti sono ciò che in gergo acquariofilo si usa definire come "pescivendoli".
Puntano semplicemente a vendere, e più vendono, più guadagnano, ragion per cui vi diranno che i pesci che tanto desiderate vivranno benissimo con i valori dell'acqua che avete misurato in acquario.
Altri nemmeno si preoccuperanno di chiedervene le caratteristiche, o le dimensioni della vasca; semplicemente vi venderanno ciò che chiederete.

L'ideale è conoscere un professionista davvero serio e competente o un veramente esperto acquariofilo; in mancanza, è opportuno acquistare un buon libro di acquariologia e leggerlo e rileggerlo attentamente.
Si possono anche cercare notizie in internet, ricordando di non prendere mai per oro colato ciò che si legge nei forum, perché tutti gli utenti sono di lingua sciolta, ma ciò non è sinonimo di attendibilità, nemmeno se l'utente frequenta da molto tempo o ricopre una "carica" nel forum; troppe volte si diffondono inesattezze o anche peggio.









Animali SOS non aderisce a campagne pubblicitarie e non ha alcun interesse a far comparire sul tuo browser banner e pop-up; se ne vedi, sappi che non dipende da noi.

Blocca la pubblicità sul tuo browser Non sai come bloccare la pubblicità prima che arrivi sul tuo browser? Scoprilo cliccando sul lucchetto.


    


Né a Pasqua, né mai!


Articolo di Beatrice Montini (Corriere della Sera)
Investigazioni di Animal Equality Italia






Malata di sclerosi multipla e contraria alla sperimentazione animale
Dottor Stefano Cagno

Clicca la foto per l'articolo del dott. Stefano Cagno, Dirigente Medico Ospedaliero dell'Az. Osped. Desio e Vimercate (MB)
Visita EQUIVITA












TEST PER L'ACQUA
Prima del cambio parziale d'acqua, che è consigliabile effettuare una volta alla settimana, si procederà a misurare i valori dell'acqua.
Queste misurazioni sono importantissime soprattutto negli acquari di recente allestimento, in quanto nei primi tempi dall'avvio i valori tendono ad essere più instabili rispetto a quanto accade negli acquari maturi.
E' bene prendere nota dei risultati, così da poterli confrontare nelle successive misurazioni.

I valori dell'acqua basilari e da tenere sempre sotto controllo sono: pH e dGH-dKH (questi ultimi comunemente indicati come GH e KH) ed NO2 (nitriti, estremamente tossici).
Volendo approfondire gli accertamenti, si potranno effettuare anche i controlli di nitrati (NO3), fosfati (PO4), ammoniaca/ammonio NH3/NH4+ e quelli relativi alla fertilizzazione.

I test maggiormente diffusi si possono suddividere in tre gruppi.
  1. Test per il controllo del tipo di acqua
    • pH (se acida, neutra o basica)
    • KH (durezza carbonatica)
    • GH (durezza totale)

  2. Test per il controllo dell'attività biologica del filtro e del grado di inquinamento
    • NO2 (nitriti)
    • NH3/NH4+ (ammoniaca/ammonio)
    • NO3 (nitrati)
    • PO4 (fosfati)

  3. Test per il controllo della fertilizzazione
    • Fe (ferro)
    • CO2 (anidride carbonica)


                                                                                                    Sito aggiornato a