IL TERMORISCALDATORE

E' uno strumento presente in ogni acquario tropicale che consente di mantenere l'acqua alla temperatura ideale per i pesci ed anche per le piante che costituiscono una parte importantissima del piccolo ecosistema ed è talmente conosciuto che è superfluo descriverlo.
Sovente però si leggono nei forum quesiti che hanno come tema proprio il termoriscaldatore e la difficoltà ad impostare o mantenere stabile la temperatura in vasca.
Questi acquariofili notano che in inverno la temperatura scende e non sanno darsene una spiegazione.
Vediamo quindi di fare un po' di chiarezza.

La temperatura in acquario è garantita dalla presenza del termoriscaldatore, che viene impostato sul valore che desideriamo ci sia in vasca, a seconda del tipo di pesci che ospitiamo; ci sono quelli che in natura vivono in acque decisamente calde, mentre altri amano acque anche solo intorno ai 20°.
Se non ci fosse questo prezioso strumento, con l'arrivo del freddo la temperatura dell'acqua sarebbe quella stessa che c'è nell'ambiente, quindi se per esempio nel locale ci fossero solo 18° l'acqua avrebbe la stessa temperatura o al massimo poco più durante il giorno, perchè le lampade dell'acquario manderebbero una certa quantità di calore all'acqua, ma tornerebbe a scendere assestandosi sul livello della temperatura ambiente durante la notte, a luci spente.
L'arrivo dell'inverno NON deve provocare l'abbassamento della temperatura nel nostro acquario; quando succede questo, le cause possono essere varie.

1) Il termoriscaldatore non è tarato correttamente, ma finché non è arrivato il freddo e la temperatura di casa non è scesa, non ve ne potevate accorgere.
Non fidatevi mai ciecamente di quanto leggete sull'indicatore del termoriscaldatore, perchè spesso e volentieri non risponde al vero.
Solo i termoriscaldatori di qualità sono decisamente affidabili ed hanno la possibilità di essere tarati.
termoriscaldatore eheim jager
Molto valido è l'Eheim Jäger, che dispone di una rotella di colore azzurro per la taratura e di un indicatore a freccia rosso, che una volta tarato bene il termostato, posizioneremo sui gradi che vogliamo avere in vasca; acquistandolo online il prezzo si aggira intorno ai 20 euro per il 150watt; se acquistato in un negozio tradizionale potrebbe capitarvi di pagarlo anche il doppio, ma questo dipende solo dal grado di onestà del negoziante.
Il top fra i termoriscaldatori è lo Schego, ma il prezzo è decisamente superiore.

I termoriscaldatori più utilizzati dagli acquariofili non consentono regolazioni; vengono tarati in modo piuttosto approssimativo dalla fabbrica e non c'è possibilità di correggerli; hanno un costo di poco inferiore allo Jäger, ma vista la scarsa qualità dovrebbero farli pagare assai meno, però si sa che più un prodotto è richiesto e più il prezzo lievita, anche se la qualità lascia a desiderare; purtroppo è legge di mercato.

Quando si usano termoriscaldatori non tarabili, si può solo posizionare l'indicatore sui gradi di temperatura che desideriamo, che spesso e volentieri non è quella effettiva.
E' importantissimo quindi munirsi di un termometro di precisione del tipo di quelli da laboratorio e lasciarlo immerso nell'acqua osservando dopo qualche tempo se la temperatura che rileva corrisponde a quella che abbiamo impostato sul termoriscaldatore.
Sovente anzi, quasi sempre, noteremo che non è così; addirittura non è raro constatare che il termometro di precisione segni anche 3 o 4 gradi in meno rispetto a quelli che abbiamo impostato sul riscaldatore.
Se il termometro di precisione segna ad esempio 23°e voi avevate impostato il termoriscaldatore su 26° significa che quest'ultimo non è tarato correttamente; sembra solo che sia impostato su 26°, ma in realtà è su 23° e cioè 3° in meno di quello che volevate.

Se il vostro termoriscaldatore non prevede la possibilità di essere tarato potete ovviare alla cosa semplicemente impostandolo su un valore maggiore, nell'esempio in questione, essendo la differenza di 3°, lo imposterete su 29° perché in realtà saranno solo 26°.
Ovviamente controllate ogni tanto l'andamento lasciando sempre in vasca anche il termometro di precisione; allorché la spia luminosa del termoriscaldatore si spegnerà, leggete il valore che rileva il termometro di precisione e saprete se il vostro riscaldatore è finalmente impostato bene.

Non usate MAI come riferimento certi termometri da acquario, soprattutto quelli corti grossi, normalmente in vendita perché sono quanto di più impreciso esista nel settore.
Da una prova fatta in negozio su 8 di questi termometri, si è visto che segnavano tutti temperature diverse uno dall'altro, quindi procuratevi un termometro da laboratorio che potete reperire in farmacia; se non ne hanno disponibili, ve lo procureranno senza problemi.

2) Una seconda causa che comporta l'abbassamento della temperatura in vasca durante l'inverno, anche se abbiamo un termoriscaldatore di qualità, dipende dalla sua insufficiente potenza, cioè è sottodimensionato rispetto alle effettive esigenze.
Quando si acquistano questi strumenti oltre al volume dell'acqua da riscaldare bisogna tener conto di un altro importante fattore: la temperatura invernale dell'ambiente dove è posto l'acquario.
Per esempio un termoriscaldatore da 75-100 watt può bastare per un acquario da 80-100 litri che si trova in un locale ben riscaldato della casa e lo capirete vedendo che non sta continuamente in funzione, la spia luminosa non resta sempre accesa e nemmeno continua ad accendersi e spegnersi a brevissimi intervalli.

Se però lo stesso acquario con lo stesso riscaldatore viene posto in un locale non riscaldato, dove per forza di cose la temperatura invernale sia piuttosto scarsa, vedrete che il termoriscaldatore sta acceso in continuazione o quasi e ciò nonostante la temperatura della vasca non riuscirà a salire come vorreste.
In pratica il termoriscaldatore risulta sottodimensionato e anche se ce la mette tutta per scaldare l'acqua, non ci riuscirà.

Sostituite il termoriscaldatore con uno più potente e noterete che finalmente la temperatura in vasca salirà come volevate e lo strumento non starà più in funzione in continuazione.

Ci sono acquariofili che pensano che un termoriscaldatore da 150 watt consumerà più corrente di uno da 75 watt.
Questo sarebbe vero se lo strumento fosse ininterrottamente in funzione, cioè se fosse semplicemente un riscaldatore.
In effetti nei nostri acquari non abbiamo dei semplici riscaldatori; c'è un termostato incorporato, che consente di impostare la temperatura sui livelli desiderati e che agisce facendo spegnere l'attrezzo quando tale temperatura viene raggiunta.
Siamo abituati a chiamarlo comunemente riscaldatore, ma il nome corretto è termoriscaldatore.
Se mettessimo in vasca un semplice riscaldatore, ad un cero punto avremmo pesci e piante letteralmente lessati, perché la temperatura continuerebbe a salire inesorabilmente.

Il wattaggio del termoriscaldatore è riferito al consumo orario; utilizza l'energia elettrica solamente quando le resistenze sono in funzione e lo si nota dall'accensione della spia luminosa.
Supponiamo di avere un acquario da 80-100 litri e che l'acqua abbia una temperatura di 20° che vogliamo innalzare fino a 25°.
Se usiamo un termoriscaldatore da 75 watt, ci vorranno parecchie ore di funzionamento ininterrotto per portare a 25° la temperatura dell'acqua, perché a causa della scarsa potenza faticherà a contrastare la bassa temperatura dell'aria dell'ambiente, che tenderà a raffreddare il vetro dell'acquario, il quale a sua volta raffredderà l'acqua con cui è a contatto.
Non è possibile dire quanto tempo impiegherà, perché dipende anche dalla temperatura del locale e da eventuali spifferi d'aria.

Immaginiamo ora la stessa vasca del precedente esempio, posta nello stesso locale con le stesse condizioni ambientali, ma invece di un termoriscaldatore da 75 watt ne useremo uno da 150 watt.
Essendo decisamente più potente e quindi producendo più calore, contrasterà in maniera più efficace il raffreddamento del vetro e di conseguenza impiegherà assai meno tempo per portare l'acqua a 25°, pertanto il consumo effettivo di energia elettrica sarà stato minore.
Naturalmente una volta raggiunta la temperatura che volevamo, sia un termoriscaldatore sottodimensionato, sia uno più potente, dovranno per forza di cose tornare in funzione ogni qual volta la temperatura dell'acqua tenderà ad abbassarsi.
Quello da 75 watt si attiverà con frequenza e con un tempo di funzionamento più lungo; quello da 150 si attiverà più di rado e con un tempo di funzionamento più breve, proprio perché la sua maggior potenza gli consentirà di riscaldare l'acqua più rapidamente.
Pertanto utilizzare un termoriscaldatore più potente non causerà un appesantimento della bolletta dell'energia elettrica.

Altre cause che possono influire sul rendimento di un termoriscaldatore sono il punto in cui l'abbiamo posizionato o la portata della pompa del filtro oppure entrambe.
Il termoriscaldatore va messo in un punto dove l'acqua circoli bene, senza ristagni e la pompa deve essere adeguata al volume d'acqua della vasca.
Un termoriscaldatore di potenza adeguata, però messo in un punto dell'acquario dove l'acqua circola poco, come ad esempio un angolo o una zona ingombra di ostacoli come sassi, legni o piante troppo fitte, raggiungerà presto la temperatura che avevamo impostato, ma la carenza della circolazione dell'acqua farà sì che solo una zona limitata sarà calda come desideriamo, mentre nei punti più lontani l'acqua sarà più fredda.

Si avrà lo stesso inconveniente anche se il termostato è posizionato in un punto adatto, ma il filtro è dotato di una pompa sottodimensionata rispetto alle effettive esigenze della vasca, perché non riuscirà a creare un movimento tale da provocare la miscelazione di tutta la massa, condizione necessaria per avere una temperatura omogenea e costante in tutto l'acquario.

Quando andiamo a fare il nostro acquisto, dobbiamo informare il venditore sulla temperatura invernale del locale dove è posto l'acquario; se è un professionista serio e capace, ci saprà consigliare il tipo più adatto alle nostre esigenze.
Se invece acquistiamo online, dobbiamo leggere le caratteristiche prima di fare l'ordine o, meglio ancora, inviare un'email con richiesta di informazioni dettagliate in merito oppure prendiamo contatto telefonicamente, a voce ci si spiega meglio.

Risparmiare sull'acquisto di un termoriscaldatore non è una buona scelta; questo strumento è di vitale importanza per il benessere dei nostri piccoli ospiti; deve essere tarabile, deve durare nel tempo, deve essere costruito con materiali di qualità e rispettare le norme di sicurezza.
Non deve fare condensa al suo interno, cosa che invece si verifica sovente nella gran parte dei termoriscaldatori mediocri.
Il prezzo non è un indicatore sicuro di qualità, perché ci sono termoriscaldatori molto diffusi fra gli acquariofili, sono di medio costo e di note marche nei quali presto o meno presto compaiono fenomeni di condensa; quando succede, è consigliabile cambiare lo strumento, scegliendo una marca più affidabile.
Da anni acquisto su Acquariomania e su Aquariumline trovandomi sempre molto bene; sono professionisti seri e molto disponibili.

Posizionamento ottimale
Alcuni acquari sono dotati di filtro interno nel quale è ricavata una sede per inserirvi il termoriscaldatore, in corrispondenza dello scomparto dove si trovano le bocchette di aspirazione dell'acqua che viene poi convogliata nella sezione del filtraggio meccanico e biologico.
Solitamente questo termoriscaldatore è fornito di serie e spesso è "su misura".
Apparentemente la soluzione si presenta come ottimale, ma a ben guardare non è proprio così.
Se per un qualsiasi motivo volessimo cambiare lo strumento, non sempre riusciremmo a trovarne uno con le stesse caratteristiche di lunghezza e diametro.
Se poi ne volessimo uno di wattaggio superiore, assai verosimilmente risulterebbe troppo lungo.
Altre volte invece potrebbe essere troppo grosso e passare a stento o non passare affatto nello scomparto.
La principale controindicazione al posizionamento nello scomparto del filtro è però data dal fatto che la circolazione dell'acqua può risultare un po' rallentata proprio per la presenza dell'ingombrante oggetto; basta poi non essere ben attenti a quel che capita in vasca, perché i detriti vadano ad intasare le bocchette di aspirazione, panalizzando fortemente il flusso dell'acqua.
Il punto migliore per posizionarlo è fuori dal filtro, davanti all'uscita dell'acqua, in modo che il flusso allontani rapidamente il calore, andando a distribuirlo per tutta la vasca.
Se questa sistemazione non fosse possibile, cerchiamo un punto in cui ci sia comunque una buona circolazione, evitando, come già detto, di metterlo nei punti di ristagno, ponendo attenzione a che il bulbo non sia a contatto con sassi, legni, decorazioni o materiale di fondo.





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Né a Pasqua, né mai!


Articolo di Beatrice Montini (Corriere della Sera)
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Malata di sclerosi multipla e contraria alla sperimentazione animale
Dottor Stefano Cagno

Clicca la foto per l'articolo del dott. Stefano Cagno, Dirigente Medico Ospedaliero dell'Az. Osped. Desio e Vimercate (MB)
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Griglia di protezione
Ci sono termoriscaldatori dotati di griglia di protezione in plastica; generalmente vengono acquistati proprio per questa caratteristica da quegli acquariofili che temono che la sua mancanza possa ustionare i pesci che dovessero venire a contatto con il vetro dello strumento.
Sono pochi anni che vengono usate queste protezioni, ma prima del loro avvento i pesci non si scottavano; i proprietari di Ancistrus, Otocinclus o altri pesci "con bocca a ventosa" li avranno senz'altro visti tranquillamente appiccicati al vetro del termoriscaldatore senza che riportassero alcun danno.
Se la temperatura del vetro fosse stata elevata, se ne sarebbero allontanati prontamente; invece amano molto mettersi proprio lì, perché la temperatura è piacevole.
Infatti l'acqua che circola allontana incessantemente il calore dal bulbo dello strumento, lasciandolo solo tiepido.
Quindi la protezione è superflua ed anche poco pratica, in quanto imprigiona con facilità piccoli detriti come foglioline o residui ci cibo e può venir colonizzata da eventuali alghe; se non si ha cura di tener sempre ben pulita la griglia, il calore può stentare a diffondersi nell'acqua.



Verticale, orizzontale, obliquo?
Quasi sempre il termoriscaldatore viene messo in posizione verticale; risulta poco visibile e si accede con facilità alle regolazioni ed inoltre è una soluzione esteticamente buona.
Questa posizione però non garantisce la miglior efficienza, perchè il calore, prodotto dalle resistenze che si trovano nella parte inferiore del termoriscaldatore, per un principio fisico sale verticalmente e induce il termostato a comandare l'interruzione del riscaldamento, perché l'acqua circostante ha già raggiunto la temperatura che avevamo impostato, prima che tutta la massa d'acqua della vasca sia riuscita a raggiungere la stessa temperatura.
Certo ben presto le resistenze tornerebbero in funzione, perchè nel frattempo il flusso avrà portato via l'acqua più calda e fatto nuovamente abbassare la temperatura intorno al termoriscaldatore e lo si noterà dal funzionamento a intermittenza.

C'è chi preferisce mettere lo strumento in posizione orizzontale, in modo che il calore prodotto dalle resistenze non colpisca subito la zona del termostato, ma anche per occultarlo il più possibile alla vista.

La posizione migliore, secondo una legge della fisica, è quella obliqua, come si deduce dall'osservazione del disegno che segue, ma senza dubbio è la soluzione esteticamente peggiore.



In definitiva: se la pompa del filtro è di potenza adeguata alla massa d'acqua da movimentare e se il termoriscaldatore viene posizionato esternamente allo scomparto del filtro, in un punto con una circolazione d'acqua ottimale, metterlo in verticale non causerà alcun inconveniente e l'estetica ne trarrà vantaggio.

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