I PESCI E LA LUCE

Molti acquariofili, giustamente, si domandano di quanta luce necessitino i loro pesci d'acqua dolce per vivere bene.

Cominciamo col dire che sono forse più uniche che rare le specie che non necessitano mai di luce; un tipico rappresentante di questa particolare categoria è Astianax (o Astynaxes) jordani, piccolo caracide cieco che abita le acque sotterranee di alcune grotte del Messico.
Attualmente è protetto da severe leggi che ne vietano la cattura in natura e gli esemplari in commercio dovrebbero essere nati tutti in cattività.
Capita di leggere che questo pesciolino non abbia gli occhi; in effetti invece li ha, solo che che si sono modificati nel corso della sua storia evolutiva e si presentano chiusi e ricoperti da una spessa membrana, poiché la vista è inutile in un ambiente totalmente privo di luce.
Naturalmente di pari passo ha sviluppato moltissimo gli altri sensi, soprattutto l'olfatto e la sensibilità della linea laterale.

Si potrebbe pensare che a nessuno venga in mente di ospitarlo nella propria vasca, poiché qualsiasi modalità di illuminazione renderebbe l'acquario del tutto inadatto a questa specie ittica...e d'altra parte visto che in acquario ci sono altri pesci e piante, è ovvio che esso sia illuminato.
Astianax jordani invece (purtroppo per lui) è un pesce discretamente diffuso fra gli acquariofili e lo si può trovare addirittura in quelle vasche che hanno un'illuminazione "da stadio"...
Nonostante sia cieco risente moltissimo degli ambienti illuminati e cerca gli angoli più bui per andarsi a riparare durante il giorno, limitandosi ad uscire allo scoperto solo di notte.
Ed ecco che allora questi sedicenti acquariofili si rivolgono ai forum, lamentandosi per il fatto di non riuscire a vedere questi pesci durante il giorno.

All'estremo opposto abbiamo coloro che ritengono che la luce serva solo alle piante e se in acquario hanno optato per un layout senza vegetali, nel migliore dei casi si limitano a lasciare che sia la luce naturale (ma non quella diretta del sole, che potrebbe favorire eccessivamente lo sviluppo delle alghe) ad illuminare la vasca.
Altri ancora tengono l'acquario in un locale buio, addirittura nel garage, accendendo le luci solamente per qualche misera oretta al giorno, illudendosi, spesso incoraggiati dal "pescivendolo" di turno, di evitare la formazione di alghe o di ostacolarne la crescita o ancora di riuscire a debellare l'infestazione che avevano in atto, non rendendosi conto che è il loro pessimo sistema di conduzione dell'acquario a provocare le esplosioni algali, in conseguenza della rottura del delicato equilibrio di questo piccolo ecosistema chiuso.

La cosa più grave però è che ci sono persone che solo per il fatto di possedere un negozio di acquariofilia e a volte di essere anche laureati in scienze naturali, si piccano di essere esperti acquariofili.
Quando un cliente, meravigliato, chiede come mai le vasche di esposizione e vendita dei pesci siano del tutto prive di un qualsivoglia sistema di illuminazione, nonostante siano poste in un locale malamente rischiarato dalla fioca luce naturale che entra da una piccola vetrina, provate ad immaginare quale risposta potreste ricevere...
Io ho ricevuto questa, letteralmente: "I pesci se ne fregano della luce, non ne hanno bisogno, vivono benissimo al buio".
Incommentabile.



E dunque come ci dobbiamo comportare con i nostri pesci, come possiamo conciliare le loro necessità, quelle delle piante e anche il nostro senso estetico e il desiderio di ammirare un ambiente ben illuminato?
Semplicemente informandoci sulle esigenze di piante e pesci senza però dimenticare le nostre esperienze dirette, confrontando tutto nell'insieme.

Per ciò che riguarda i pesci il miglior modo di informarsi non è quello di consultare un libro o un sito dove è annotata la necessità di luce di ognuno e dove sovente vi capiterà di trovare notevoli discordanze; il modo migliore è informarsi sull'habitat naturale dei pesci che vogliamo ospitare o che già abbiamo in acquario.
Se si tratta di specie che vivono nelle acque scure della foresta pluviale dove trascorrono la maggior parte del tempo al riparo di rocce e tronchi, se vivono in corsi d'acqua perennemente ombreggiati dalle fronde degli alberi che si chinano sulla superficie, tanto che ben difficilmente la luce solare diretta riesce a penetrare, se popolano le acque fangose o se vivono prevalentemente tra la folta vegetazione subacquea, ecco che è evidente che quei pesci non siano amanti della luce diretta e intensa del sole e pertanto di conseguenza nel nostro acquario dovremo cercare di ricreare le condizioni di vita più idonee.

Ci sono anche pesci che vivono in acque molto illuminate, però profonde e trascorrono la loro esistenza proprio in prossimità del fondale; siccome la capacità di penetrazione della luce nella colonna d'acqua è limitata ed inoltre risente negativamente di tutto il materiale, anche microscopico, che vi si trova in sospensione, ecco che quei pesci in sostanza vivono anche loro in ambienti non eccessivamente luminosi, come potrebbe invece erroneamente far pensare la semplice osservazione della parte superficiale del corso d'acqua.

Tra i pesci cosiddetti "di fondo" e che amano zone a luminosità ridotta ci sono i Loricaridi (Ancistrus, Otocinclus, ecc.), Callichtidi (Corydoras, Brochis, ecc.) e Cobitidi (Pangio, Botia, ecc.).
Anche altri pesci ben conosciuti, come i Discus e in genere i Ciclidi grandi e piccoli, non gradiscono un'illuminzione intensa.
Persino i Poecilidi, come i ben noti Guppy e Platy che spesso vengono allevati in vasche molto illuminate, hanno invece bisogno di luce più soffusa: lo notate anche dal fatto che amano moltissimo stare al riparo tra le foglie delle piante, che stemperano la crudezza della luce diretta.
I Ciprinidi, come Rasbore e Pesci Rossi, amano luci discrete, pur non disdegnando di portarsi in superficie di quando in quando.



Tener conto delle esigenze dei pesci non vuol dire però rassegnarsi ad avere un acquario miseramente illuminato, non significa che dobbiamo rinunciare ad una bella luce in vasca; semplicemente dovremo mettere piante, legni, pietre (dipende dal tipo di ambientazione che vogliamo avere) in modo tale da creare delle zone di ombra scura, alternate ad altre di penombra e ad altre ancora di piena luce.
Molto importante è avere un acquario ben piantumato ed avere anche delle piante galleggianti disposte ad hoc, che mitigheranno i raggi luminosi.
Metteremo anche un materiale di fondo scuretto, di tipo naturale, evitando i colori artificiali come i vari gialli-verdi-rossi-blu-rosa che purtroppo capita a volte di osservare con sgomento in certe vasche.
Anche la sabbia bianca che tanti amano è da evitare, perché è tipica solo di ben delimitate aree geografiche ed inoltre sovente nelle località d'origine il materiale chiaro è ricoperto talvolta dalle foglie che cadono dagli alberi circostanti e da tutto il materiale organico trascinato dalla corrente, rivelandosi all'atto pratico come un fondo abbastanza scuro.
Chi si ostina a mettere sabbia bianca è inutile che poi si lamenti del fatto che le livree dei pesci sbiadiscano; si tratta di una logica conseguenza da intenso stress; mettete un materiale di fondo più discreto e vedrete che i pesci riprenderanno a mostrare i loro bei colori e perderanno la timidezza.



Ricordiamo dunque che contrariamente a ciò che molti credono la maggior parte dei pesci (e sono proprio quelli "da acquario") vivono in acque ambrate, fangose o in habitat in cui la vegetazione è talmente fitta che la luce penetra poco anche quando l'acqua è chiara e cristallina.
La luce intensa serve soprattutto allo sviluppo della vegetazione.
Essa non migliora la vita dei pesci, anzi li sottopone a forte stress con la conseguenza di indebolire il loro sistema immunitario, esponendoli maggiormente al rischio di ammalarsi.
Ovvio però che se abbiamo una giungla subacquea in vasca, allora possiamo permetterci anche una luce potente, tanto verrà filtrata dalle foglie delle piante e sul fondo ne giungerà una quantità più moderata.



Se i pesci si sentono a proprio agio, se hanno angoli tranquilli dove rilassarsi, state pur certi che li vedrete girovagare per tutto l'acquario, anche nelle zone più luminose, perché sanno che all'occorrenza potranno ritirarsi nei loro "appartamenti".
Pertanto sì ad una vasca ben illuminata, ma che abbia anche zone ombrose e molte piante, tra cui anche qualche tipo galleggiante.







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Né a Pasqua, né mai!


Articolo di Beatrice Montini (Corriere della Sera)
Investigazioni di Animal Equality Italia




Malata di sclerosi multipla e contraria alla sperimentazione animale
Dottor Stefano Cagno

Clicca la foto per l'articolo del dott. Stefano Cagno, Dirigente Medico Ospedaliero dell'Az. Osped. Desio e Vimercate (MB)
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