LA LUCE IN ACQUARIO

Quanta e di che tipo?
I forum di acquariofilia sono sempre ricchissimi di discussioni sul tema "luce in acquario".
Non ci sono sempre concordanze di idee; giustamente ognuno porta la propria esperienza, che dipende inevitabilmente da una quantità di variabili: layout, piante, arredi, pesci, acqua, materiali usati e, non ultimi, i gusti personali, il grado soggettivo di percezione visiva e di sensibilità ai colori.
Non si arriverà mai ad una risposta definitiva universalmente valida; non è possibile codificare entro precisi e rigidi schemi quanta e quale luce si debba dare in acquario, né quali siano i migliori sistemi per cercare di riprodurre il più fedelmente possibile la luce solare.
L'unica cosa su cui senza dubbio sono tutti d'accordo è che la luce è assolutamente indispensabile per la vita; ogni essere vivente, piante comprese, regolano la loro intera esistenza sul ciclo luce-buio.

Le lampade più diffuse
I mezzi più utilizzati per l'illuminazione degli acquari sono le lampade fluorescenti lineari, cioè i cosiddetti tubi al neon, che al loro interno oramai non contengono più il gas neon, ma miscele di altri gas, quali argon, kripton, ecc.

Il primo, inevitabile interrogativo che l'acquariofilo si pone è: "quale lampada devo comprare?"
Si reca quindi in negozio per procedere all'acquisto.
Il negoziante ovviamente si informa su quale sia la lunghezza della vasca, per poter individuare il tubo al neon della misura giusta per poter essere contenuto correttamente sotto il coperchio dell'acquario.
Ad ogni lunghezza del neon corrisponde un preciso wattaggio, tanto che si tratti dei vecchi neon T8 (quelli di 26 mm di diametro) tanto che si tratti dei più moderni T5 (quelli che hanno un diametro di 16 mm).

Il negoziante chiede se il neon deve servire per stimolare la crescita delle piante e alla risposta affermativa del cliente gli propone un certo tipo di lampada, in pratica una di quelle che emettono una luce di tonalità calda e più o meno rosato-rossastra.

Se invece al nostro acquariofilo necessita una lampada che faccia risaltare i colori dei pesci e dia la sensazione del fiume in una giornata di sole, ecco proposta una lampada che emette una luce più bianca e intensa, senza toni rosati.

Per chi invece ha l'acquario marino il negoziante propone lampade che emettono luce dai toni bianchissimi e quasi azzurrini.

Alcuni negozi hanno solo uno o due tipi di marche e pochi modelli e il cliente deve fare buon viso a cattiva sorte e accontentarsi, a meno che non decida di acquistare online; in questo caso non avrà che l'imbarazzo della scelta e, cosa non trascurabile, risparmierà parecchio.
Altri invece sono fornitissimi di lampade di tutte le marche e spesso la scelta viene inconsciamente condizionata anche dalla confezione stampata con scene e colori accattivanti, o da nomi che evocano laghi africani, piuttosto che fiumi amazzonici, paradisi tropicali e barriere coralline.
Se il cliente è incerto allora decide per lui il negoziante.
Poi, una volta a casa, spesso dopo la messa in opera di una nuova lampada l'entusiasmo per l'acquisto lascia il posto alla delusione: luce troppo cruda, insufficiente, troppo intensa, troppo bianca o troppo rossiccia, troppo verdastra, colori dei pesci penalizzati...
Per ciò che riguarda l'acquisto online, esso è consigliabile per chi ha già dimestichezza con la materia o se il venditore è disponibile a consigliare con cura il potenziale cliente.

Neon e watt
Un "neon" è sostanzialmente un tubo in vetro, contenente una miscela di gas inerti (come già detto più sopra) e atomi di mercurio, rivestito internamente con una pellicola di materiale fluorescente.
Ad ognuna delle due estremità del tubo sono presenti due piedini metallici, che sottoposti alla corrente elettrica di rete emanano elettroni che fanno entrare in attività gli atomi di mercurio creando fotoni con determinate lunghezza d'onda; questi fotoni propagandosi all'interno del tubo colpiscono la pellicola fluorescente che a sua volta emana, finalmente, la luce che noi vediamo.
Pertanto i watt non possono darci indicazioni sulla qualità e quantità della luce, ma ci dicono solo quanta corrente elettrica consuma la nostra lampada per accendersi e fare luce.
Ai fini della qualità della luce, basarsi sul numero di watt di una lampada è inutile, non serve proprio a nulla.


Le caratteristiche davvero importanti
Quando si va ad acquistare una lampada al neon, ci sono caratteristiche molto importanti di cui tener conto e che le ditte produttrici serie stampigliano sia sui tubi stessi, sia sulle confezioni.
Purtroppo sui prodotti di bassa qualità non troviamo nulla di tutto ciò, ad eccezione della potenza della lampada stessa espressa in watt.
Diamo quindi la preferenza a marche che ci forniscano il maggior numero di informazioni sul prodotto:
  • Lumen (e magari anche Lux)
  • Gradi kelvin (°K)
  • Indice di Resa Colore (RA o IRC)
  • Spettrogramma
  • Codice a tre cifre
Lumen
E' L'unità di misura che indica la quantità di energia luminosa che viene emessa dalla lampada in un'unità di tempo.
A molti sarà capitato di notare che neon di identico wattaggio ma di marche diverse possono produrre luce talvolta di notevole differenza come intensità percepita dal nostro occhio: perché?
Il motivo risiede semplicemente nell'efficienza luminosa della lampada, che è data dal rapporto fra Lumen e Watt.
Un buon rapporto, vale a dire una buona efficienza luminosa, è di 60-80 Lumen per Watt; praticamente un buon neon da 18 Watt dovrebbe quindi avere complessivamente dai 1080 ai 1440 Lumen alL'incirca.
Ho provato dei tubi da 18 watt di una diffusissima marca con un rapporto lumen/watt molto basso, solamente 450 lumen, e sembrava che in vasca ci fosse un lumino cimiteriale...

Lux
Il flusso luminoso di 1 Lumen che cade in modo uniforme su una superficie di 1 metro quadro viene definito Lux ed è l'unità di misura dell'illuminamento.
Alcune case produttrici indicano anche questo parametro sui loro neon.

Temperatura Colore: K (kelvin)
Per farci un'idea approssimativa di cosa sia la Temperatura Colore prendiamo come esempio una barra di ferro fredda e riscaldiamola fino ad alte temperature; durante questo processo passerà attraverso una vasta gamma di colori che vanno dal rosso al giallo al verde al blu, al bianco azzurrognolo, attraverso tutta una gamma intermedia.
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il colore rosso ha una temperatura inferiore rispetto al giallo o al verde, e la temperatura più alta si ha quando si raggiunge il colore bianco azzurrognolo.

K esprime la misura della temperatura in base al colore.
Una lampada da 3.000K ha una Temperatura Colore inferiore ad una da 6.000K che a sua volta sarà inferiore ad una da 10.000K
I toni più "caldi" per il nostro occhio sono quelli compresi nello spettro dei rossi ed hanno una minore gradazione kelvin (circa fino a 3300) mentre i toni "freddi" per il nostro occhio sono quelli nello spettro dei blu ed hanno una gradazione alta, quindi sopra i 6700 gradi kelvin; lo spettro intermedio contiene sia toni caldi che freddi in modo abbastanza bilanciato.
Troviamo rappresentati graficamente i K nello spettrogramma stampato sulle confezioni delle lampade di qualità.

Spettrogramma e tonalità della luce
Lo spettrogramma non indica solo la Temperatura Colore, ma ci mostra anche l'andamento della curva delle onde elettromagnetiche e i picchi di colore che caratterizzano ogni tipo di lampada.
Pertanto lampade di marche diverse, anche se con identici kelvin possono avere i picchi di questo o quel colore più o meno accentuati e di conseguenza cambia la tonalità della luce che il nostro occhio percepisce.

Indice Resa di Colore
Questo parametro, indicato anche con le abbreviazioni IRC o RA indica in quale percentuale la luce che illumina un oggetto riesce a far percepire al nostro occhio in maniera precisa il colore dell'oggetto stesso.
Per far sì che questo avvenga è necessario che la lunghezza d'onda della luce che utilizziamo sia compatibile con il colore dell'oggetto che vogliamo illuminare.

Ecco perché è meglio avere più di una lampada in acquario, in modo da coprire una parte più ampia dello spettro luminoso ricreando una luce che si avvicini quanto più possibile a quella naturale di un certo momento del giorno (normalmente il mezzogiorno).
Impostando poi l'accensione differenziata delle varie lampade si riuscirà a ricreare luce diversa come colore e intensità, quasi...ma solo quasi...come accade in natura.
Valori ottimali di IRC sono quelli superiori a 80-90.

Codice a 3 cifre


I produttori seri da tempo utilizzano un codice a tre cifre stampigliato sui tubi al neon.
Questa sigla numerica ci permette di identificare al primo colpo il tipo di lampada con cui abbiamo a che fare.
Consideriamo un neon di qualsivoglia marca, riportante ad esempio la sigla 940, come quello in foto.
E' da tener presente che la prima cifra può essere 6, 7, 8 o 9, dove:
  • 6 = standard
  • 7 = standard extra
  • 8 = lampada al trifosforo
  • 9 = lampada al pentafosforo

Inoltre questo codice numerico indica anche l'IRC o RA (Indice di resa del colore), quindi ad esempio l'8 (lampada al trifosforo) ha un indice di resa tra 80 e 89, mentre il 9 (pentafosforo) ce l'ha fra 90 e 99.
Nel nostro esempio, quindi 940, la lampada sarà al pentafosforo con IRC superiore a 90.

Le successive due cifre indicano i gradi kelvin: 40 significa 4500K

Le lampade del tipo 6 e 7 sono ormai obsolete, in quanto hanno un'efficienza molto bassa, con un rapporto Lumen/Watt molto scarso.
Ovvio quindi che lampade 8 e 9 sono decisamente molto più efficienti ed è opportuno orientarsi su di esse.




Le caratteristiche di moltissime lampade per uso acquariofilo sono riportate in questo
CATALOGO (in francese)
tratto dal sito



Alcune di queste lampade sono molto valide, altre invece sono descritte come decisamente superate.




Solitamente si pensa che gli unici neon adatti all'acquario siano quelli venduti nei negozi di acquariofilia, sia tradizionali che online, mentre ciò non è vero.

Ci sono neon che pur non rientrando fra quelli espressamente definiti "per acquario" sono tuttavia validissimi, semplicemente perché rispondono a determinati criteri in fatto di Lumen, kelvin, spettro, picchi di colore, efficienza luminosa, miscela di gas che contengono...

Il neon del quale sono mostrati alcuni particolari nelle foto in questa pagina non riporta nessuna indicazione di essere specifico per l'acquario, tuttavia, proprio per le sue caratteristiche costruttive è invece adatto per questo utilizzo ed inoltre, a differenza dei prodotti "blasonati" ha un costo davvero irrisorio ed è facilmente reperibile nei magazzini di articoli elettrici che vendono sia a ditte che a privati.
Purtroppo, non è una novità, i neon per acquari hanno sovente un costo sproporzionato rispetto al loro effettivo valore intrinseco, ma è legge di mercato.





Alla fine...sempre tutto bene?
Una volta scelta sulla carta una rosa di quelle che dovrebbero essere le lampade migliori per le nostre esigenze, faremo un'ulteriore scelta per procedere all'acquisto.
Non è però così scontato che una volta messa in opera, la nostra lampada ci soddisfi secondo le nostre aspettative, perché è difficile riuscire a tener conto di ogni particolare rapporto tra la nostra vasca e la lampada che vogliamo acquistare, senza dimenticare che gli occhi umani non hanno tutti la stessa sensibilità e grado di percezione del colore e della luminosità.
Importante comunque è non scendere sotto determinati standard di qualità e affidabilità.
Poi, semplicemente, se le nostre piante crescono bene, con la rapidità tipica da specie a specie e sono robuste e con i colori vivi, se i pesci mostrano le loro belle livree, se la luce ci soddisfa con la sua intensità e tonalità, allora quella è la lampada giusta per il nostro acquario.
E non vi preoccupate se ad un altro osservatore potrà magari non piacere, l'acquario deve piacere a voi e ai vostri pesci.
Certo loro non ve lo potranno confermare a voce, ma lo capirete dall'aspetto e dal comportamento, che si trovano a proprio agio.


Acquario con Discus







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Né a Pasqua, né mai!


Articolo di Beatrice Montini (Corriere della Sera)
Investigazioni di Animal Equality Italia






Malata di sclerosi multipla e contraria alla sperimentazione animale
Dottor Stefano Cagno

Clicca la foto per l'articolo del dott. Stefano Cagno, Dirigente Medico Ospedaliero dell'Az. Osped. Desio e Vimercate (MB)
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Alcuni esempi di spettrogrammi











Rapporto watt/lunghezza
Esiste un ben preciso rapporto fra la lunghezza di un neon e il suo wattaggio.
Potremmo chiedere indifferentemente un neon da 18 watt oppure un neon lungo 59 centimetri: non fa alcuna differenza.




Le piante vivono con poca luce?
C'è chi afferma che le piante si adattano anche a condizioni di luce decisamente sfavorevoli e porta ad esempio acquari davvero scarsamente illuminati dove le piante "vivono e crescono" adattandosi alle condizioni che trovano.
In questi casi estremi meglio sarebbe dire che vivacchiano, che intristiscono a poco a poco, tanto prima o poi l'acquariofilo le sostituirà quando saranno sufficientemente imbruttite.
Sarebbe come dire che quando si ha fame basta mettere sotto i denti qualsiasi cosa...
Ammesso che un'alimentazione scorretta o carente permetta ugualmente di vivere, ciò non significa "vivere bene, sani e a lungo", perché riempirsi di cibo nutrizionalmente carente darà sì una soddisfazione in fatto di sazietà, ma l'organismo intero ne soffrirà e la prova evidente saranno tutte quelle patologie correlate che inevitabilmente ne conseguiranno, e questo vale per qualsiasi essere vivente, quindi anche per noi come per le piante del nostro acquario.

Un esperimento condotto sui ratti, nel quale alcuni di loro erano stati alimentati correttamente ma con dosi ridotte, mentre altri erano stati nutriti a sazietà, ma con solo pane bianco, aveva evidenziato, dopo poche settimane, che quelli del primo gruppo erano vispi e sani, al contrario di quelli del secondo gruppo che pur apparendo ben pasciuti, avevano però già sviluppato patologie da carenza.

Quindi anche per le nostre piante d'acquario l'importante non è solo che appaiano sane e forti, ma che oltre questa apparenza, lo siano davvero, altrimenti non tarderanno a farci capire l'inadeguatezza delle condizioni in cui le costringiamo a vivere...morendo.




La favola del "watt/litro"
Da molti decenni viene consigliato come ottimale il rapporto 1:1 fra litraggio dell'acquario e wattaggio delle lampade.
Se dessimo retta a questo in un acquario da 80 litri dovremmo avere un sistema di illuminazione almeno da 80 watt.
In particolare si dice di non scendere mai sotto il minimo di 0,5 watt/litro e questo secondo rapporto però permetterebbe di coltivare solo piante poco esigenti in fatto di luce, piante che in natura vivono al riparo dalla luce diretta del sole, come ad esempio le Anubias, che prosperano all'ombra delle fronde di altre piante.

A coloro che ancor oggi sono irremovibili fautori di questa regola forse sfugge un particolare importante: il rapporto watt/litro era considerato ottimale in tempi passati, allorché si usavano spesso normali lampadine ad incandescenza per illuminare gli acquari oppure i primi tubi al neon, che non avevano però l'alta efficienza di quelli odierni.
Grazie alla tecnologia moderna, in un acquario da 80 litri sono sufficienti neon per complessivi 36-40 watt di potenza, sempre tenendo in gran conto gli altri importantissimi parametri di cui si parla in questa pagina, al fine di avere una buonissima illuminazione, che permetta di coltivare con successo anche piante più esigenti in fatto di luce, come alcune a foglia rossa o variegata.

Tuttavia è bene tener presente che non è sufficiente la sola luce per avere piante rigogliose; ogni essere vivente necessita di adeguato nutrimento, che solo in parte viene fornito dalla luce, che promuove la sintesi clorofilliana, mentre buona parte deriva da soatanze organiche ed inorganiche, quali micro e macro elementi che in acquario devono essere forniti con la fertilizzazione.
Chi insiste con il watt/litro lasciandovi credere che così avrete il miracolo della creazione della luce solare e le vostre piante diventeranno una mini foresta amazzonica, o è in malafede, o non sa di cosa sta parlando.

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