FARLOWELLA
il Pesce Ago d'acqua dolce


Nelle vasche degli acquariofili sono spesso presenti i Loricaridi, che in molti casi vengono acquistati più che altro per la loro fama di mangiatori di alghe.
Un tipico e forse anche il più diffuso rappresentante di questa famiglia è l'Ancistrus, ma altre note specie, fisicamente molto diverse fra loro, appartengono alla stessa famiglia: dal Plecostomus che raggiunge notevoli dimensioni, all'Otocinclus, che non supera i 4-5 centimetri di lunghezza.
Tra i Loricaridi, quelli appartenenti al genere Farlowella sono invece poco conosciuti e ancora poco diffusi.
Il genere Farlowella comprende numerose specie; i negozi solitamente offrono Farlowella vittata, che spesso viene erroneamente indicata come Farlowella acus.

Questi pesci vivono in Sud America, nella regione Amazzonica meridionale, in paludi e zone alluvionali.
In natura raggiungono la lunghezza massima di 20 centimetri, a seconda della specie.
Il corpo è ricoperto di squame ossee che servono molto bene da protezione, ma conferiscono una grande rigidità, per cui questi pesci si muovono buffamente, quasi saltellando; non sono quindi nemmeno grandi nuotatori, tutt'altro.
Le pinne sono piccole e arrotondate, trasparenti e fittamente puntinate di scuro.

Con la grande bocca a ventosa, posta in posizione infera, amano raschiare la patina algale che si forma su legni, sassi, foglie; si nutrono anche di foglie e cortecce, indispensabili al loro benessere; in acquario si nutrono anche della patina che si forma sui vetri, nonché di microrganismi vari e del cibo che, sfuggito agli altri pesci, resta sul fondo.

Tipico è il muso, che si presenta con una specie di naso allungato e sottile, con la punta arrotondata, il cosiddetto rostro; nella femmina adulta è liscio, nel maschio adulto è ricoperto da una cortissima e fine peluria che può presentarsi anche ai lati della testa.
Il rostro è provvisto di un aculeo, praticamente invisibile ad occhio nudo.
Per chi avesse necessità di catturare col retino uno di questi pesci, raccomando di prestare la massima attenzione.
Per il rischio di pungersi con l'aculeo? No di certo! Il rischio è tutto per il pesce!
Mi spiego meglio.
Quando lo scorso anno ho dovuto riallestire il layout ho catturato uno dei due Farlowella con uno dei soliti retini verdi, ma quando è stato il momento di farlo scivolare in acqua, ecco la brutta sorpresa: la punta del naso gli si era incastrata in una maglia del retino.
Ho messo tutto in acqua, cercando di liberarlo, ma niente da fare, era come pretendere di togliere un amo da pesca tirandolo all'indietro.
Temevo di fargli male, così ho preso un paio di forbicine a punta molto aguzza e con grandissima cautela sono riuscita a tagliare la maglia del retino che lo imprigionava; l'operazione mi è stata facilitata dalla tranquillità del soggetto.
Dopo di allora ho provveduto ad acquistare quei retini bianchi a maglia morbidissima e ultrafine, così sarà scongiurato per il futuro il rischio di far male non solo ai Farlowella, ma a qualsiasi altro pesce.
Quella volta, dovendo catturare anche il secondo esemplare, non me la sono più sentita di rischiare ancora con il retino e, visto che si tratta effettivamente di pesci molto, molto tranquilli, l'ho semplicemente afferrato per il peduncolo della pinna caudale!

La coda dei Farlowella è enormemente lunga e sottilissima e termina con due lobi filamentosi ben distinti, uno dei quali più lungo rispetto all'altro.
Il corpo è color caffelatte con una striscia scura che percorre ogni fianco, dalla testa alla coda.
Proprio per il suo colore si mimetizza molto bene con i legni sui quali si posa, così come su qualsiasi altra superficie che fondamentalmente sia di colore bruno, quindi anche sassi e sabbia.



E' davvero interessante osservare la rapidità con la quale avviene il cambiamento di colore quando passa da un legno bruno ad uno chiaro; in questo caso la linea scura sui fianchi sparisce pressochè completamente, per poi ripresentarsi quasi all'istante appena si sposta nuovamente su un legno più scuro.


Esistono però anche esemplari dove il colore di fondo tende al grigio ardesia.
Infatti l'ultimo che ho comperato presentava proprio questa tonalità.
Al momento dell'acquisto avevo notato questa caratteristica, ma siccome quello era l'unico pesce adagiato su una roccia grigia, ho ritenuto che si fosse semplicemente trattato di mimetismo, anche perché gli altri ospiti in vasca presentavano la solita colorazione più o meno bruna.

In natura i Farlowella sono pesci timidi e schivi, che non amano la luce troppo intensa, anzi fanno vita prevalentemente crepuscolare e notturna.
Nonostante questo, nel mio acquario li vedo frequentemente allo scoperto e quindi in piena luce; a dire la verità non è certo un'illuminazione da stadio, l'acqua è ambrata e, cosa altrettanto importante, non ci sono specie aggressive che potrebbero disturbarli.

Osservando bene gli occhi di questi pesci si nota che sono protetti da una speciale membrana che può essere regolata in modo da lasciar filtrare solo una sottile lama di luce; mi ricordano gli occhiali che gli Inuit utilizzano per proteggere gli occhi dal tremendo riverbero del sole sul ghiaccio e che sono praticamente delle semplici tavolette di legno sottile dotate di una stretta feritoia.

I Farlowella si trovano a proprio agio in acquari ricchi di piante, legni, nascondigli, con fondo in sabbia fine e abbastanza scura, rocce levigate e acqua tenera, leggermente acida e ben ossigenata.
Non sopportano le alte temperature, l'ideale è fra 24 e 26 °C quindi in estate è indispensabile che l'acquario sia provvisto di un sistema di raffreddamento.
Amano anche una leggera corrente, pertanto è opportuno dirigere il getto d'acqua in modo da creare una zona con queste caratteristiche, per esempio lungo uno dei vetri, in modo che possano aderirvi con la bocca a ventosa e lasciarsi accarezzare il corpo dal flusso dell'acqua.

Spesso sostano a riposare appiccicati ai vetri con la loro bocca a ventosa, ed è quello il momento migliore per osservarne la parte ventrale che, insieme allle caratteristiche del rostro e della pinna caudale, ci fornisce importanti elementi per determinarne la specie di appartenenza.



Farlowella vittata è molto simile a Farlowella acus, con la quale viene sovente confusa; entrambe hanno un rostro più corto rispetto ad altre specie, medesima disposizione delle placche ventrali e stessa forma della pinna caudale, che è bilobata e profondamente incisa, ma in Farlowella gracilis i due prolungamenti dei lobi sono molto più lunghi e decisamente filiformi.

Osservando la parte ventrale si nota la tipica disposizione delle squame in doppia fila ordinata in Farlowella vittata e Farlowella acus, mentre in Farlowella gracilis queste squame sono diposte su più file e in modo apparentemente disordinato.
















Un altro carattere distintivo dei Farlowella è la forma del corpo, più pieno nella femmina, che dovrà portare dentro di sé le uova.
Inoltre nella femmina adulta i genitali si presentano come una protuberanza tozza e cilindrico-appiattita rispetto al maschio, nel quale si evidenzia come maggiormente appuntita.
La riproduzione in acquario pur non essendo facilissima e frequente è possibile, anzi talvolta capita di ritrovarsi inaspettatamente dei piccoli Farlowella.





Alimentazione
I Farlowella sono pesci tipicamente vegetariani, non predano altri pesci, in quanto la loro conformazione fisica e la lentezza impacciata dei movimenti non cosentirebbe di fare una caccia attiva, però non disdegnano affatto gli alimenti di origine animale e in natura si cibano anche di pesci morti e soprattutto mangiano volentieri le uova di quei pesci che sono soliti deporle appiccicate a qualche substrato, come legni, rocce, foglie.
La componente principale della loro dieta comunque è vegetale ed è di assoluta importanza che possano ingerire molte fibre, ragion per cui è indispensabile avere in acquario legni, cortecce, pignette di ontano, foglie di quercia o anche di piante esotiche, come la Catappa.
Queste fibre sono indispensabili per il buon funzionamento dell'apparato digerente di questi pesci.
Inoltre se non ne troveranno in acquario, rivolgeranno immancabilmente la loro vorace attenzione alle piante, soprattutto se troveranno delle belle foglie di Echinodorus.
Fra i cibi industriali che possiamo fornire ai Farlowella indubbiamente i più graditi sono quelli sotto formma di pastiglie.
Sovente i negozianti tenderanno a consigliare quelle con spirulina, tuttavia quest'alga è assai poco gradita, non solo ai Farlowella, ma un po' a tutti i pesci in genere.
Le normali pastiglie per i Corydorasa andranno invece benissimo e soprattutto saranno graditissime.
E' comunque consigliabile integrare la loro dieta con alimenti freschi.




Verdure fresche
La verdura più gradita è indubbiamente la zucchina: una rondella dello spessore di un centimetro a giorni alterni farà felici i nostri Farlowella.
Viene sempre detto di dare una sbollentata alla zucchina ed il motivo principale è che altrimenti galleggerebbe.
Tuttavia a mio avviso anche solo pochi minuti di bollitura causano la perdita di importanti elementi nutritivi: le vitamine termolabili e i sali minerali che restano nell'acqua di bollitura.


Pertanto somministrare verdura bollita, anche se brevemente, servirà solo a fornire fibre e riempire la pancia dei nostri pesci; ben altra cosa sarebbe che potessero mangiare la verdura cruda, con tutta la sua ricchezza nutrizionale.
Inoltre la verdura cruda non si degrada velocemente in acqua come quella scottata e può rimanere in vasca anche un paio di giorni restando sempre turgida e evitando l'accumulo di inquinanti.

Per aggirare l'ostacolo del galleggiamento, ricorro ad un semplice strattagemma.
Dopo aver tagliato la fettina infilo nel mezzo un bullone di acciao inox di dimensioni tali da garantire che la zucchina resti poggiata sul fondo dell'acquario; uso un bullone diametro 8 mmm; in questo modo inoltre la fetta di zucchina non verrà portata a spasso e non potrà restare nascosta in qualche anfratto, così sarà possibile togliere l'eventuale parte non consumata.




Animali SOS non aderisce a campagne pubblicitarie e non ha alcun interesse a far comparire sul tuo browser banner e pop-up; se ne vedi, sappi che non dipende da noi.

Blocca la pubblicità sul tuo browser Non sai come bloccare la pubblicità prima che arrivi sul tuo browser? Scoprilo cliccando sul lucchetto.


    


Né a Pasqua, né mai!


Articolo di Beatrice Montini (Corriere della Sera)
Investigazioni di Animal Equality Italia






Malata di sclerosi multipla e contraria alla sperimentazione animale
Dottor Stefano Cagno

Clicca la foto per l'articolo del dott. Stefano Cagno, Dirigente Medico Ospedaliero dell'Az. Osped. Desio e Vimercate (MB)
Visita EQUIVITA














I miei Farlowella
Nel mio acquario ospito un paio di esemplari di Farlowella dall'agosto 2010; l'acquisto è stato del tutto casuale.
Mi ero recata in negozio per ritirare alcuni Otocinclus che avevo ordinato e, nell'attesa del mio turno, stavo curiosando nelle vasche, allorchè la mia attenzione è stata catturata da questi pesci dalla strana forma, che non avevo mai visto prima: sembravano bacchettine di legno!

Avevo chiesto informazioni al negoziante, il quale mi aveva risposto che si trattava del pesce ago, così denominato a causa della sua forma sottile e allungata e si era anche dilungato riguardo alle caratteristiche dell'acqua idonea per questa specie.
Pertanto, visto che i valori nella mia vasca erano idonei, avevo deciso di acquistarne un paio: uno era lungo circa 12 centimetri mentre l'altro era più corto e sottile, più giovane, avevo pensato...
Dopo averli trasferiti nel mio acquario ho cominciato a cercare notizie approfondite su di loro: Farlowella...detto anche "pesce ago"...
Dopo aver parecchio navigato ho finalmente trovato il bellissimo sito Planetcatfish dedicato a Callichtidi e Loricaridi, ricco di informazioni in merito e soprattutto dove poter vedere moltissime fotografie utili per identificare le varie specie di Farlowella e non solo.
Il sito è in lingua inglese, tuttavia è facilmente navigabile; inoltre offre la possibilità di identificare le specie utilizzando la denominazione universale in lingua latina.

Osservando i due esemplari che avevo acquistato, mi ero presto accorta che appartenevano a specie diverse: vittata e gracilis.
Da quando li ho acquistati sono cresciuti di pochissimo, quasi niente; il negoziante li aveva in vasca da parecchio tempo e probabilmente erano già quasi adulti.
Mi piacerebbe tentarne la riproduzione, ma purtoppo l'acquisto di altri due esemplari si è rivelato inutile, poichè anche questi si sono rivelati in seguito come femmine.
Il problema è che bisognerebbe poter trovare esemplari già adulti e sessualmente maturi per andare sul sicuro.
In negozio è praticamente impossibile tentare di vedere la parte ventrale di qyuesti pesci, poiché stanno attaccati alle pareti laterali o a quella di fondo, che sono le più scure, ma che non è possibile osservare dall'esterno.
Sul vetro anteriore non ne ho mai viste, probabilmente perché sono disturbate dalla luce che viene accesa per permettere agli acquirenti di osservare i pesci in vendita.












                                                                                                    Sito aggiornato a