LA RIPRODUZIONE NEI CORYDORAS

Nell'autunno del 2009 ho acquistato 5 piccolissimi esemplari di Corydoras paleatus che crescendo si sono rivelati essere quattro maschi e una femmina.
Fra la successiva tarda primavera e l'inizio dell'estate avevo notato che la pancia della femmina si andava via via ingrossando sempre più, tanto che sembrava quasi volesse scoppiare, segno evidente che portava dentro di sé una gran quantità di uova.
Da alcuni giorni i maschi erano in gran fermento, soprattutto nel tardo pomeriggio; nuotavano freneticamente su e giù lungo l'angolo anteriore sinistro della vasca, accavallandosi leggeri gli uni sugli altri, ma senza mostrare apparente interesse per la femmina, che per contro preferiva restare isolata; era talmente appesantita dalla gravidanza che i suoi movimenti erano diventati lenti e impacciati.

Ho quindi deciso che avrei provato a cercare di ricreare la stagione delle piogge, tuttavia non me la sono proprio sentita di mettere in atto tutta la procedura consigliata dagli esperti, perché ricreando prima la stagione secca inevitabilmente ci sarebbe stato un accumulo di inquinanti in vasca e una elevata concentrazione di sali e l'interruzione dell'alimentazione non credo potesse essere tanto auspicabile per i poveri Corydoras!
Infatti una cosa è ciò che avviene in natura, nelle acque dell'immenso bacino amazzonico, densamente popolate di pesci, per cui gli immancabili decessi sono ampiamente compensati e un po' di cibo, anche se scarso, è più probabile che venga trovato, mentre un altro conto è cercare di riprodurre le stesse condizioni in quel limitatissimo spazio che è un acquario con i suoi pochi abitanti!

Pertanto mi sono limitata a fare un cambio d'acqua del 20% utilizzando la solita acqua che utilizzavo per il cambio settimanale, con pH 6,7 - 6,8 durezza pressoché nulla (kH m0,5 e gH 4 - 5) con l'unico accorgimento che fosse di 5 o 6 gradi gradi più fresca di quella che andavo a sostituire.
Ho pensato di farla scendere in acquario poco per volta, simulando la pioggia, con il rumore dei goccioloni e il caratteristico ribollire sul pelo dell'acqua.
Contemporaneamente ho messo in funzione la ventola di raffreddamento che uso in estate per controllare la temperatura dell'acqua.
In breve la temperatura è scesa dai soliti 26° fino a 22 - 23°C.

La sera seguente i maschi hanno iniziato a rivolgere le loro attenzioni verso la femmina, toccandole ripetutamente e insistentemente i fianchi e cercando di rovesciarla di lato.
Ad un certo punto la femmina e un maschio si sono isolati dal gruppo.
Il maschio si era posizionato su un fianco, inarcando la coda verso il basso.
A quel punto la femmina aveva accostato la bocca alla pancia del maschio; lui prontamente le aveva afferrato i barbigli trattenendoli saldamente con le proprie pinne pettorali, emettendo quindi lo sperma che la compagna pareva inghiottire.
Contemporaneamente ho visto una piccola sferetta bianca uscire dall'apertura genitale, poi un'altra e poi un'altra ancora...erano le sue prime uova!!!
La femmina le tratteneva saldamente fra le pinne ventrali, come fossero due manine giunte e intanto iniziava a ventilarle con le proprie pinne pettorali per convogliare su di esse il seme del maschio.

Solo a quel punto il maschio l'aveva lasciata libera.
La femmina ha quindi iniziato a nuotare per l'acquario, avvicinandosi di volta in volta alle foglie delle Anubias e ai vetri, finché, individuato il punto idoneo, proprio il vetro anteriore, l'aveva ripulito velocemente con la bocca.
Appoggiata la pancia, con circospezione aveva aperto un pochino le pinne-manine che ancora trattenevano le uova e con un gesto tanto sicuro, quanto innato, le aveva appiccicate al supporto prescelto.

Danza nuziale tipica di tutte le specie di Corydoras (qui Corydoras aeneus)

Poi ecco altri rituali di accoppiamento e altre deposizioni...sui vetri e sulla pagina inferiore delle foglie di Anubias.
Il tutto è andato avanti per un paio d'ore; sono riuscita a contare circa 140 uova in tutto!
Appena deposte sono di color perlaceo opalescente, ma nel giro di alcune ore il colore si va gradatamente portando sull'avorio-beige-dorato.
Le uova restano perlaceo-opalescente fino alla schiusa; quelle che diventano bianche e opache probabilmente non sono state fecondate.

Deposizione uova di un Corydoras albino

Nessuno dei genitori ha mai toccato le uova, ma non altrettanto bravi sono stati i piccoli Caracidi, gli Hemigrammus bleheri, che condividevano la vasca con i Corydoras: si sono fiondati sulle uova afferrandole con le loro boccucce ben fornite di piccoli ma efficientissimi denti e, dopo averne lacerato l'involucro, ne avevano mangiato ilcontenuto.

Il giorno seguente rimanevano ancora un po' di uova, ma non le hanno più toccate: ho notato anche nelle deposizioni successive che quando virano al color beige, non le mangiano più.
Osservando con la lente le uova deposte sul vetro, col passare dei giorni potevo scorgere i piccoli esserini che stavano crescendo, i loro occhietti neri e il roteare dei corpicini.
Poi, un mattino, dopo circa 70 ore dalla deposizione...ecco le uova lacerate.
E dopo qualche giorno ho avuto la fortuna di scorgere dei veramente minuscoli avannotti, praticamente delle palline tutte occhi e con una sottile codina!
Ben presto i pesciolini cominciavano a prendere colore e puntinature della livrea, che però era molto scura, di un bruno-nero, poi, man mano che crescevano, andavano schiarendosi, fino ad assumere la tipica colorazione del Corydoras paleatus.

Schiusa di uova di Corydoras

Le deposizioni si sono susseguite una volta la settimana e la femmina era arrivata a deporre circa duecento uova per ogni ciclo riproduttivo; poi, dopo il primo mese, il numero di uova deposte è andato progressivamente calando, tanto che alla fine del secondo mese ne ha deposto poche decine, dopo di che l'estro riproduttivo è scomparso.

La maggior parte delle uova comunque sono state divorate dai voraci Hemigrammus, ma alcune sono schiuse e sono nate delle microscopiche larve che restavano immobili finché non avevano assorbito il contenuto del sacco vitellino.
In questa fase erano estremamente vulnerabili, non avendo la possibilità di sottrasi all'assalto degli Hemigrammus.
Una volta in grado di nuotare, gli avannotti cercavano rifugio tra le radici e i legni, ma la maggior parte di loro sono stati ugualmente predati dai soliti Hemigrammus, tuttavia alla fine mi sono comunque ritrovata con 5 piccoli Corydoras che ce l'avevano fatta; oramai erano troppo cresciuti per essere in pericolo e quindi avevano iniziato a girovagare per l'acquario.
Erano quattro femmine e un maschio.
In seguito ho portato al negozio le femmine e anche il quintetto originale, tenendo solo il maschietto nato in acquario, cui ho dato compagnia acquistando altri esemplari, in modo che per un'eventuale futura riproduzione non fossero consanguinei.

Se avessi provveduto a trasferire i riproduttori in una vasca a loro dedicata, o anche se solo vi avessi trasferito le uova, senz'altro sarebbero sopravvissuti molti e molti Corydoras.
Questo però secondo me ha un senso per chi desidera riuscire ad avere il maggior numero possibile di nuovi pesci, generalmente per poi venderli, ma io non ero e non sono interessata a tutto ciò.

Ho quindi preferito lasciar fare alla selezione naturale.
Il fatto che comunque un certo numero di Corydoras, seppur esiguo, sia riuscito a cavarsela e a raggiungere l'età adulta è stata per me la conferma che nel mio acquario ero riuscita a riprodurre per loro le condizioni idonee come in natura, e questo mi ha dato grande soddisfazione.
Spero per l'autunno di assistere nuovamente allo straordinario e affascinante spettacolo della loro riproduzione!







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Né a Pasqua, né mai!


Articolo di Beatrice Montini (Corriere della Sera)
Investigazioni di Animal Equality Italia






Malata di sclerosi multipla e contraria alla sperimentazione animale
Dottor Stefano Cagno

Clicca la foto per l'articolo del dott. Stefano Cagno, Dirigente Medico Ospedaliero dell'Az. Osped. Desio e Vimercate (MB)
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Uova di Corydoras








Corydoras di 1 giorno di vita





Avannotti a diversi stadi di sviluppo



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