I CORYDORAS

Tra i pesci tropicali d'acqua dolce i Corydoras sono senz'altro fra i più noti.
Se ne conoscono circa 150 varietà e si continua a scoprirne di nuove; tuttavia quelle che popolano gli acquari sono poche decine.
I più comuni sono Corydoras aeneus e Corydoras paleatus che sono stati allevati nelle vasche degli acquariofili già a partire dagli ultimi anni del 1800.






La specie Corydoras appartiene all'ordine dei Siluriformes, famiglia dei Callichthyidae, sottofamiglia dei Corydoradinae.






Origine del nome "Callichthydae"
Il nome Callichtidae deriva dal dal greco kallis (bello) + ichthys (pesce).

Il termine Corydoras non ha nulla a che vedere con la lingua spagnola (storpiata!) e quindi non si riferisce affatto alla presunta caratteristica di essere dei corridorI, bensì anche questa parola deriva dal greco kòrys (elmo) + doras (derma, pelle) e sta ad indicare che la pelle di questi pesci assomiglia agli antichi elmi formati da placche rigide sovrapposte le une alle altre.

A proposito del robusto Corydoras aeneus, si dice che sia estremamente longevo, tanto che sembra possa arrivare alla veneranda età di ben 27 anni!



I Corydoras sono originari di vaste zone del Sud America, dal bacino Amazzonico all'Argentina; sono assenti sul versante ovest della catena delle Ande.
In natura vivono negli habitat più disparati, dai limpidi e freschi ruscelli montani, ai tranquilli fiumi di pianura, alle lanche dalle acque stagnanti, calde e ricche di vegetazione.

Sono conosciuti anche con il nome popolare di Pesci Gatto Corazzati, sia a motivo delle placche che rivestono e proteggono il loro corpo, sia per la presenza dei barbigli (2 o 4 paia) ai lati della bocca.

Le dimensioni degli adulti variano da 2,5 cm di alcuni mini Corydoras fino ai 7-8 centimetri delle specie più grandi.

Sono pesci facilmente riconoscibili; hanno il corpo scarsamente idrodinamico, il ventre piatto e la testa tondeggiante e robusta; questa struttura è un perfetto adattamento al loro habitat: infatti trascorrono la maggior parte del tempo sui fondali, dove una forma del corpo più snella e idrodinamica non avrebbe senso, anzi, sarebbe addirittura di impedimento per il Corydoras.

Le pinne sono dotate di aculei a scopo di difesa passiva, e quelli delle pinne pettorali sono un efficace sistema di contrasto della corrente e di ancoraggio al fondo in caso di acque di una certa turbolenza.
Dopo la pinna dorsale, quasi all'attaccamento della pinna caudale, è ben visibile una piccola pinna adiposa.
La coda è bilobata e ben sviluppata.

La livrea è molto varia, sia per i colori che per il disegno, anche se per la maggior parte predominano i toni del grigio o del marrone-sabbia in tutte le gradazioni, con l'ornamento di maculature, puntinature e righe.
Colore e disegni della livrea in natura servono al pesce come segno di riconoscimento per gli individui della stessa specie, a scopo di mimetismo e durante il periodo riproduttivo, nel quale l'intensificazione dei colori ha lo scopo di attrarre l'individuo del sesso opposto.

Spesso i pesci in natura non sono cromaticamente molto appariscenti, mentre una volta inseriti negli acquari, grazie al tipo di illuminazione, ai colori del materiale di fondo, delle piante e degli arredi mostrano al massimo queste loro particolarità.
Il desiderio di vedere i pesci con colori splendenti porta talvolta l'acquariofilo ad essere scarsamente rispettoso delle esigenze dei suoi ospiti e soprattutto ad eccedere nell'intensità dell'illuminazione.

La respirazione
Una caratteristica tipica dei Callichtidae è quella di possedere un altro organo respiratorio oltre alle branchie.
Nei loro habitat d'origine in alcuni periodi dell'anno, nella stagione secca, il livello delle acque scende notevolmente, con la conseguenza che l'acqua aumenta di temperatura e di inquinanti disciolti e parallelamente la percentuale di ossigeno diviene troppo bassa.
In questi frangenti la normale respirazione per mezzo delle branchie non consentirebbe ai pesci di avere la necessaria ossigenazione del sangue.

E qui entra in gioco il loro intestino, che è strutturato in modo tale da avere la parte terminale riccamente vascolarizzata con le pareti di sottile spessore.
Quando l'acqua è carente di ossigeno i Corydoras salgono spesso e velocemente in superficie e ingoiano letteralmente boccate d'aria.
Essa subisce una forte spinta verso la porzione terminale dell'intestino che funzionando come una specie di primitivo polmone consente all'ossigeno dell'aria di passare per osmosi nei vasi sanguigni che, arricchitisi così del prezioso elemento, lo trasportano agli organi vitali del pesce.
L'anidride carbonica che nella normale respirazione viene espulsa dalle branchie, in questo caso viene invece eliminata mediante flati anali; di questo potremo accorgerci osservando le bollicine che il pesce emette.

Il nuoto "su e giù" e lo stazionamento in superificie o sul fondo
Non allarmiamoci se nel nostro acquario vediamo ogni tanto i Corydoras che salgono rapidamente in superficie rituffandosi poi a capofitto verso il fondo; è normale che lo facciano.
Probabilmente per loro è un momento giocoso; se ci avete fatto caso, quando un esemplare comincia a farlo, altri lo seguono, poi tutta l'eccitazione si esaurisce in breve tempo; se ci fosse un'effettiva carenza di ossigeno, tutti gli altri pesci starebbero costantemente a respirare a pelo d'acqua.

Quando invece nell'acquario la vita dei nostri ospiti scorre normalmente, segno che non c'è carenza di ossigeno, se notiamo che un Corydoras sta pressoché costantemente in superficie, questo significa che il pesce ha dei seri problemi, sovente dipendenti da un'infiammazione della vescica natatoria che può dipendere da tutta una serie di cause e che lo porta ad avere questo comportamento insolito; in questi casi c'è ben poco da fare, il suo destino purtroppo è segnato.

Qualche acquariofilo si preoccupa osservando Corydoras che se ne stanno fermi sul fondo per lungo tempo, a volte anche per ore; questo è un comportamento normale, che si nota soprattutto durante il giorno: stanno semplicemente riposando.

Gli occhi
Un'altra particolarità dei Corydoras riguarda i loro occhi.
A differenza di quelli degli altri pesci, possono roteare indipendentemente l'uno dall'altro, come quelli di certi rettili; avete presente gli occhi dei Camaleonti?

Corydoras, pesce sociale
Ma torniamo ai nostri Corydoras, che sono indubbiamente tra i più pacifici pesci d'acquario.
Non fanno del male a nessuno, nemmeno a pesci molto più piccoli di loro; certo può succedere che inghiottano larve o uova che capitano a tiro mentre frugano il fondo, ma certamente non li vedrete aggredire intenzionalmente i compagni di vasca.
I Corydoras sono pesci "sociali" che in natura vivono in branchi composti, a seconda della specie, da poche decine di individui, fino anche a parecchie centinaia.
Naturalmente nella maggior parte degli acquari è praticamente impossibile ricreare queste condizioni, tuttavia è sufficiente introdurne un branchetto di almeno 5 o 6 esemplari perché si sentano a proprio agio; se le dimensioni della vasca lo consentono, un numero superiore sarebbe più consigliabile.

Il dimorfismo
Distinguerne il sesso, quando i Corydoras sono molto giovani è più difficile, ma non impossibile, ma quando raggiungono le dimensioni di circa tre centimetri il riconoscimento è decisamente più agevole.
Le caratteristiche da osservare sono:
  • la pinna dorsale che nel maschio si presenta alta e appuntita come una vela, con la base più corta rispetto ai due lati liberi, mentre quella della femmina assomiglia maggiormente ad un triangolo equilatero e ha la punta arrotondata;

  • le pinne pettorali più lunghe, strette e appuntite nel maschio; più corte e con l'estremità arrotondata nella femmina;

  • le pinne ventrali leggermente appuntite nel maschio; decisamente arrotondate nella femmina, tanto da sembrare due piccole mani con le dita aperte;

  • nel maschio la pinna caudale è più slanciata e più profondamente incisa, simile alle punte aperte di una forbice; la caudale della femmina è invece più tozza, meno incisa e i due lobi ricordano la forma tozzetta e arrotondata delle punte delle forbici destinate ai bambini.

Osservate la conformazione delle pinne di questa femmina di Corydoras paleatus, soprattutto delle ventrali, che nelle femmine sono sempre piccole e arrotondate, mentre nei maschi sono appuntite.

La caudale e la dorsale delle femmine, invece, non sono sempre corte e arrotondate come quelle nell'esemplare della foto; ci sono femmine che le hanno quasi simili a quelle dei maschi e ciò potrebbe trarre in inganno.
Inoltre ci sono sul mercato corydoras di una selezione a pinne lunghe e solo l'osservazione delle ventrali potrà dire con sicurezza il sesso del pesce.


Nelle foto a fianco sono evidenti le caratteristiche delle pinne di un maschio di Corydoras paleatus:

E' molto più facile notare queste caratteristiche quando il Corydoras è fermo sul fondo in posizione di riposo.
Inoltre il maschio ha il corpo più piccolo e slanciato rispetto alla femmina, la quale ha un maggior sviluppo della parte addominale in quanto deve portare dentro di sé le uova; anche la testa della femmina è più massiccia di quella del maschio.
Osservando frontalmente o dall'alto due esemplari adulti la forma tipica e larga della femmina è subito evidente.
Il maschio solitamente tiene la pinna dorsale in posizione decisamente ben eretta.

L'immagine qui sotto mostra schematicamente le proporzioni fra corpo, pinna caudale e pinna dorsale di maschio e femmina e la differenza di forma della pinna caudale nei due sessi.



La riproduzione
I Corydoras non sono pesci di coppia; solo al momento della deposizione si forma una sorta di effimera coppia.
La femmina infatti si apparta con uno dei maschi, ma una volta terminati tutti i rituali dell'accoppiamento, andranno semplicemente ognuno per la propria strada.
Per la riproduzione la situazione ottimale pare sia quella di avere un terzetto di maschi per ogni femmina.

Per chi ama questi simpaticissimi, pacifici e vivaci pesciolini, uno dei momenti più attesi è proprio quello della riproduzione.
Naturalmente perché ciò possa avvenire sono indispensabili:
  • condizioni ambientali ottimali;

  • presenza di un bel gruppetto di individui (spesso gli acquariofili acquistano solo uno o due esemplari, e ciò è sbagliato in quanto sono pesci di branco.

  • presenza di individui della stessa specie (c'è chi ne acquista un bel gruppetto, ma composto da una serie di individui di specie diverse, e anche questo non va bene, sia perché molto difficilmente faranno comunella, non riconoscendosi per familiarità, sia perché o saranno geneticamente incompatibili per la riproduzione, o si otterrebbero individui ibridi con caratteristiche indesiderate, tra cui la sterilità.

  • ovviamente presenza di esemplari di ambo i sessi!
Osservando queste premesse, la riproduzione avverrà abbastanza facilmente.

La stagione delle piogge
In natura i Corydoras si riproducono durante la stagione delle piogge, allorché i fiumi si gonfiano arricchendosi sia direttamente con le acque meteoriche, sia per il contributo idrico di affluenti e corsi d'acqua temporanei.
L'acqua, che fino a quel momento era andata calando di livello fino ad essere, in certi casi, addirittura appena sufficiente a ricoprire le pinne dorsali, inizia ad alzarsi notevolmente, nel contempo trascinando con sé una molteplicità di insetti, invertebrati vari, frutti, bacche...e ciò sarà garanzia di cibo abbondante per la futura prole.

Per dare inizio alla deposizione, quando si scorgono le femmine con il ventre gonfio di uova secondo molti esperti è necessario simulare quanto avviene in natura nei diversi cicli stagionali, quindi inizialmente facendo abbassare un po' per giorno il livello dell'acqua per imitare la stagione secca di magra del fiume (ma per chi avesse in acquario un filtro interno sarebbe impensabile, in quanto la pompa resterebbe a secco!)

Contestualmente all'inizio della procedura bisognerebbe anche interrompere l'alimentazione e non effettuare cambi d'acqua, per poi, dopo un minimo di una una ventina di giorni, simulare l'arrivo della stagione delle piogge con il suo grande carico di acqua e di cibo ed infine riprendere l'alimentazione e le normali cure per l'acquario

Personalmente non me la sentirei di costringere i miei pesci a vivere, pur se temporaneamente, in quelle condizioni e sconsiglio vivamente coloro a cui fosse balenata l'idea di farlo.
Gli animali non devono essere trattati come cavie per esperimenti pseudoscientifici ed inutili.
I miei Corydoras, come potete leggere QUI
Si sono riprodotti con successo senza abbassamenti di livello dell'acqua, senza farli stare a digiuno e continuando ad effettuare regolari cambi d'acqua.




Brochis, Scleromystax, Aspidoras
Alla sottofamiglia dei Corydoradinae non appartengono solo i Corydoras, ma anche i Brochis; talvolta giovani esemplari vengono venduti come Corydoras: hanno una livrea chiara con una macchia laterale scura; tipica è la pinna dorsale a vela di un bel colore rosso; crescendo il colore del pesce cambia, assumendo la caratteristica tinta verde smeraldo.
Solitamente si trova nei negozi il Brochis splendens, che raggiunge i 10 cm di lunghezza; le altre varietà arrivano a dimensioni maggiori.
A differenza dei Corydoras hanno la pinna dorsale che presenta un maggior numero di raggi.

Gli Scleromystax raggiungono dimensioni ancora più ragguardevoli, arrivando anche a superare i 20 cm di lunghezza e sono adatti ad essere ospitati solo in vasche molto capienti.

Gli Aspidoras invece raramente superano i 5 cm di lunghezza e hanno una livrea poco appariscente, di solito marroncino o grigio marmorizzato.

            

I brevi filmati che seguono mostrano l'ambiente naturale in cui vivono i Corydoras; sono stati girati in Brasile, in due corsi d'acqua del bacino amazzonico.


Corydoras in un corso d'acqua nei dintorni di Manaus


    


Corydoras nelle acque basse del torrente Samil








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Né a Pasqua, né mai!


Articolo di Beatrice Montini (Corriere della Sera)
Investigazioni di Animal Equality Italia






Malata di sclerosi multipla e contraria alla sperimentazione animale
Dottor Stefano Cagno

Clicca la foto per l'articolo del dott. Stefano Cagno, Dirigente Medico Ospedaliero dell'Az. Osped. Desio e Vimercate (MB)
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Perché si acquistano i Corydoras?
I Corydoras sono pesci molto popolari, consigliati dai negozianti anche ai neòfiti per la loro robustezza, poiché si adattano ad acque con caratteristiche assai varie e, soprattutto, per le loro presunte attitudini di "spazzini"...
Sovente vengono quindi acquistati per iniziare il popolamento di vasche di recente allestimento, addirittura quando ancora i valori dell'acqua non sono a posto e i nitriti sono ancora "ballerini".
Questa è cosa da non fare nel modo più assoluto; sono esseri viventi che hanno pari diritti di altri pesci più costosi e...blasonati!
Nessuno si sognerebbe di mettere in un acquario ancora in assestamento i Discus, e quindi perché non usare la stessa attenzione per i poveri Corydoras?
Purtroppo spesso questi Callichtidae sono considerati pesci di infima serie, di scarso valore economico, ma di indubbia utilità pratica e la cui eventuale perdita non tocca più di tanto.

Quanto poi alla loro fama di pesci-spazzini, c'è molto da dire, anzi, è tutto da...ridire!
Intanto sarebbe ora che tutti si togliessero dalla mente l'idea che questi pesci si nutrano di ogni sorta di schifezza che si depositi sul fondo.
Sono animali onnivori, che per loro natura cercano il cibo frugando fra i sassi, la sabbia, il ghiaino, le radici delle piante; quello che non fanno nel modo più assoluto è il nutrirsi di marciume ed escrementi.

Ci sono ancora oggi alcuni acquariofili che non riescono a tenere i Corydoras per più di un paio di mesi, nel corso dei quali i poverini continuano a dimagrire, fino a morire; nella convinzione che si nutrano di ogni porcheria presente in vasca, non somministrano loro alcun tipo di cibo, e se in acquario ci sono pesci voraci e svelti nel mangiare, solo poche briciole, o addirittura nessuna, riusciranno ad arrivare sul fondo e ad essere a disposizione dei Corydoras!
Questi acquariofili si accorgeranno inoltre che, nonostante la presenza di questi Callichtidae, sul fondo della vasca si accumulano ugualmente detriti di ogni genere.

Pertanto se il motivo che vi spinge all'acquisto dei Corydoras è dettato solo da considerazioni opportunistiche, se non sentite di essere attratti da questi pesci, se non li trovate simpatici, o addirittura li considerati brutti e insignificanti, evitate di acquistarne e la pulizia del fondo fatevela da voi, utilizzando uno dei tanti aspiratori in commercio.






I minuscoli e graziosissimi Corydoras pygmaeus, i meno legati al fondo della vasca, amano moltissimo nuotare per tutto l'acquario.
Gli occhi sono bordati di nero e sembrano quindi più grandi di quanto effettivamente siano.


I piccoli Corydoras hastatus


Tra i nani c'è anche il Corydoras habrosus


Corydoras panda: da adulto raggiunge i 5 cm quindi non è una "nano" anche se alcuni negozianti lo vendono come tale.


Corydoras schwartzi


La lumachina Planorbis ha le dimensioni dell'occhio di un Corydoras paleatus


Il robusto Corydoras aeneus


Corydoras aeneus in una varietà albina selezionata per soddisfare gli acquariofili che vogliono avere in vasca "qualcosa di diverso dal solito".
Questa varietà è piuttosto delicata e molto sensibile alla luce, eppure viene ospitata in acquari con forte illuminazione, chiaro segno che ci sono acquariofili assai poco sensibili alle esigenze dei pesci che ospitano.


Corydoras sterbai, uno dei più difficili da riprodurre.
Ha un costo abbastanza elevato e purtroppo capita di vederlo ospitato in unico esemplare dagli l'acquariofi che non intendono spendere per acquistarne un gruppetto, ma non vogliono nemmeno rinunciare a questo pesce.
Quando non si è in grado di garantire le corrette condizioni di vita, è meglio rinunciare a certi pesci; ce ne sono tantissime altre varietà, tutte belle e interessanti e un vero amante degli animali non si innamora solo di quelli appariscenti, rari o "di moda".

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