L'ACQUARIO PER I CORYDORAS

La luce
I Corydoras non sono pesci notturni come purtroppo capita ancora di sentir affermare!
Sono pesci che normalmente sono attivi di giorno, però amano una luce non troppo forte, quindi una vasca intensamente illuminata non è adatta a loro.
In questo caso diventerebbero molto timidi e resterebbero nascosti negli angoli più scuri, tra le foglie e i legni, per uscire allo scoperto solo a luci spente.
Nel mio acquario ho due tubi al neon, uno da 4000 °K e 1350 lumen e un altro da 6500 °K e 1300 lumen che garantiscono sufficiente luce anche per un'ottima crescita delle piante.
Alcune di loro, come le Anubias e le Cryptocoryne, amano lo stesso tipo di luce discreta adatta ai Corydoras, ma ho notato che anche Egeria e Lymnophila, che preferirebbero luce intensa, crescono ugualmente bene e rigogliose, così come gli Echinodorus ne il Miriophillum matogrossense.
Anche l'acqua ambrata a causa delle sostanze tanniche rilasciate dai legni tropicali è molto gradita ai Corydoras.

L'acqua e la temperatura
I Corydoras sono allevabili in acqua da leggermente acida a leggermente alcalina, da tenera a mediamente dura.
La scelta dipende dalle caratteristiche proprie delle varie specie, quindi prima di comprarli è bene informarsi accuratamente sulle loro esigenze, senza attendere il momento dell'acquisto limitandosi a dar ascolto al negoziante di turno, che quasi sicuramente vi dirà che per i Corydoras non sono richieste particolari caratteristiche dell'acqua.
Potremo così capire se l'ambiente dove li vogliamo inserire sia idoneo o vada modificato, tenendo anche conto delle esigenze degli altri pesci che ospitiamo.
E' vero che i Corydoras sono in genere piuttosto adattabili, ma ciò non toglie che debba essere nostra cura fornire loro le condizioni di vita migliori e più idonee possibile.

Per quanto riguarda la temperatura sopportano meglio valori relativamente bassi piuttosto che valori troppo alti, quindi personalmente li ritengo poco adatti a convivere in vasche dove la temperatura sia costantemente attestata su valori alti, come ad esempio negli acquari con i Discus.
Naturalmente ci sono le debite eccezioni, che però riguardano poche specie.

Una di queste è il Corydoras aeneus, che in natura è stato trovato sia in acque tenere, acide e fresche, sia in acque con durezza fino a 20dH e pH 8 e temperatura sui 30°C.
Invece per la maggior parte dei Corydoras una temperatura di 25 - 26° sarà la più idonea, con abbassamento a 22 - 23° quando si voglia innescare il processo riproduttivo.


Il materiale di fondo per la salvaguardia dei barbigli
I barbigli hanno un'importantissima e vitale funzione: infatti sulle estremità sono presenti papille gustative e olfattive, che permettono ai Corydoras di trovare il cibo anche in acque torbide o fangose, dove la vista non sarebbe sufficiente.
Ecco perché in acquario è di grande importanza disporre un materiale di fondo di granulometria fine e soprattutto a spigoli arrotondati, in modo da non causare ferite, lesioni o accorciamento per abrasione dei delicati barbigli.
Un Corydoras con questi organi di senso rovinati, oltre ad essere suscettibile di infezioni batteriche locali anche gravi, in ogni caso non sarà più in grado di scovare il cibo e quindi sarà destinato a morire di fame nel volgere di alcune settimane.




L'alimentazione
I Corydoras sono pesci onnivori che cercano il cibo frugando quasi incessantemente sul fondo dell'acquario.
Hanno una particolare predilezione per larve, insettini, piccoli crostacei, e soprattutto per i vermi di fango (tubifex).
Se avete usato sabbia o ghiaietta fine potrete osservare il curioso modo che questi pesci adottano per separare il cibo dal materiale di scarto: aspirano la sabbia trattenendo le particelle di cibo ed espellono dalle branchie i residui e la sabbia stessa che avevano aspirato.
Quando ne trovano non disdegnano di certo il cibo sfuggito agli altri ospiti della vasca, tuttavia è bene fornire loro degli alimenti in compresse che vadano velocemente a fondo e che non si dissolvano troppo in fretta nell'acqua, in modo che i nostri amati Corydoras possano sbocconcellarseli tranquillamente.
Generalmente viene consigliato di somministrare il cibo alla sera, poco dopo lo spegnimento delle luci, cosi che non vengano disturbati dai coinquilini che in quel momento non dovrebbero più essere attivi.

All'atto pratico, però, ho notato come questo accorgimento sia ben poco efficace; nel mio acquario le Caridina japonica e i Ramirezi, benché avessero già mangiato, non si facevano scrupolo, nonostante in vasca fosse oramai calata...la notte, di fiondarsi sul cibo destinato ai Corydoras, anzi devo dire che proprio i Ramirezi (i miei, almeno) sono veri amanti delle pastiglie per i pesci di fondo.
Le Caridine poi sono velocissime nell'appropriarsene, portandosele via al sicuro per poi sgranocchiarle tranquillamente.
Pertanto ho smesso da molto tempo di nutrire i Corydoras dopo lo spegnimento delle luci; ora il momento del pasto è lo stesso per tutti gli abitanti della vasca; l'unico accorgimento che adotto è quello di spezzettare ogni pastiglia in più parti, in modo che tutti ne possano beneficiare e le Caridine ladruncole non lascino gli altri a bocca...bagnata, ma vuota!
Inoltre i Corydoras possono scegliere se mangiare le loro compresse, o dare la preferenza al granulare degli altri pesci.

La composizione del cibo, a parte alcuni tipi specifici per pesci particolari, ha press'a poco le stesse caratteristiche; quella che cambia è la forma di presentazione che tiene conto delle caratteristiche della bocca e della sua posizione (verso l'alto, mediana o infera), del punto dove il pesce preferisce alimentarsi (in superficie, a mezz';acqua o sul fondo).
Ecco quindi granuli, compresse, fiocchi, wafer, ecc. di più o meno pronto affondamento o di lungo galleggiamento.







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Né a Pasqua, né mai!


Articolo di Beatrice Montini (Corriere della Sera)
Investigazioni di Animal Equality Italia






Malata di sclerosi multipla e contraria alla sperimentazione animale
Dottor Stefano Cagno

Clicca la foto per l'articolo del dott. Stefano Cagno, Dirigente Medico Ospedaliero dell'Az. Osped. Desio e Vimercate (MB)
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