PICCOLI CROSTACEI PER L'ACQUARIO TROPICALE

Solitamente quando si pensa all'acquario vengono alla mente i pesci; non tutti però sanno che può ospitare anche altre forme di vita.
Senza dubbio fra le più interessanti ci sono i piccoli crostacei: gamberetti e piccoli granchi.
Tra i gamberetti uno dei più noti appartiene alla specie Caridina.

Ed ecco un interessante articolo su questi piccoli e simpaticissimi gamberetti, redatto da Gaerloch, un'appassionata acquariofila.



"DANZE TRASPARENTI"
La mia piccola esperienza con le Caridina Japonica

Fra gli abitanti dei nostri acquari trovo che le Caridine siano fra i più simpatici ed utili animaletti che potremmo pensare di allevare.
Da circa un anno e mezzo ne allevo alcune, inizialmente ospitandole in una vaschetta da 8 litri solo per loro e successivamente, ormai da un anno abbondante, trasferendole nell'acquario di comunità, dove convivono tranquille con tutti gli altri ospiti.


Devo dire che all'inizio sono stata un po'restia ad acquistarle: non mi attiravano per niente, le trovavo un "di più" di cui si poteva fare tranquillamente a meno e forse ero anche un po' prevenuta perché mi sembrava che si stessero diffondendo fra gli acquariofili più che altro per una sorta di moda nata in anni recenti (vedi i famosi acquari stile Takashi Amano).

Avevo però pensato di adibire una piccola vaschetta da 8 litri netti a vivaio per le talee delle piante che tagliavo nell'acquario (io lo chiamavo più pomposamente "plantacquario"...) ed alla fine, vedendo che si formava più di qualche alghetta, ho pensato che magari queste famose Caridina Multidentata con le loro esigenze minime avrebbero potuto aiutarmi a debellarle.
In una vasca così piccola non avrei potuto inserire dei pesci alghivori...e poi non sarebbe stato più un mini-acquario dedicato solo alle piante...le caridine sembravano fare al caso mio...


Ed eccomi alle prese con 6 piccolissimi esserini trasparenti, di cui non riuscivo a determinare nemmeno il sesso perché erano ancora molto giovani ed io ero molto inesperta.
Per almeno due settimane non sono riuscita a vederle: se ne stavano nascoste durante il giorno, tant’è che ho temuto che fossero tutte passate a miglior vita...e cosa facessero di notte non lo saprò mai...
Poi invece, prima una, poi due o tre, poi tutte insieme, hanno cominciato a mostrarsi ed a svolazzare nella vaschetta, proprio come fossero delle piccole, eteree ballerine d'acqua...e lì ho avuto il colpo di fulmine!

Dopo che si sono acclimatate ho avuto modo di assistere più volte al loro rituale di corteggiamento: i maschi cominciano a nuotare velocissimi, come impazziti, per tutta la vasca, evitando ostacoli all'ultimo istante.
Ogni tanto si fermano e si fronteggiano, sembra che stiano boxando fra di loro con le antennine finchè, alla fine, si posano sul dorso della femmina che, nel frattempo, è rimasta indifferente a tutta quell'agitazione, in apparente relax, intenta solo ad una frenetica pulizia dei pleopodi, ossia le "zampette" poste nella zona addominale, per prepararli ad accogliere le future uova.


A quanto pare a volte ci sono accoppiamenti multipli: in effetti ho visto in più di una occasione due maschi sopra la femmina, però purtroppo non ci siamo incontrati con le tempistiche.
Ad un certo punto la mia pazienza si è esaurita ed ha prevalso il sonno...così mi sono persa la...degna conclusione di tante fatiche!
D'altra parte sono animaletti piuttosto schivi e timidi, se non sono in buon numero tendono a nascondersi...
Proprio a causa della loro timidezza sarebbe meglio tenerne non meno di 6-10, a seconda delle dimensioni dell'acquario.
Sembra che le Japonica possano anche saltar fuori dalla vasca, soprattutto se qualcosa le spaventa o le mette in agitazione...ma per fortuna anche nel corso di queste evoluzioni folli non è mai successo.

Le Japonica sono trasparenti e non di vari colori come le Neocaridine (tipo Red Cherry, ecc.) e diventano un poco più grandi di queste: alcune delle mie, che si nutrono anche di cibo per pesci, sono sui 3,5 - 4 cm, ma possono anche crescere fino ai 5-6 cm.
Sono invertebrati appartenenti all'ordine dei Decapodi: hanno infatti 5 paia di zampette, due delle quali terminano con le chele, mentre le altre sono organi di movimento (pleopodi).
Le antenne, quattro, sono indispensabili per la ricerca del cibo, per l'orientamento, il movimento stesso: sono organi sensibilissimi, ed altrettanto delicati.



All'interno del carapace che protegge la zona testa-torace (cefalotorace) si trovano tutti gli organi vitali della caridina: cuore, cervello, stomaco, vescica natatoria, sacca ovarica nelle femmine e testicoli nei maschi.
L'addome è invece costituito da segmenti, ognuno dei quali dispone di un paio di appendici natatorie (pleopodi) che servono, come dice il nome stesso, per facilitare il nuoto e, nel caso delle femmine, vengono continuamente agitati per ossigenare le uova.
La parte terminale dell'addome si chiama telson ed è semplicemente la coda.


Quando sono molto giovani trovo che non sia tanto immediato determinarne il sesso, comunque il metodo più comodo è osservare la punteggiatura sul loro corpo: puntini ben distinti e distribuiti ordinatamente sono tipici dei maschi; puntini che si uniscono fra loro fino a formare piccole lineette,come nella caridina della foto qui a fianco, sono caratteristica delle femmine.

Una volta adulti è tutto più semplice, anche perché diventerà piuttosto evidente la sacca ovarica nelle femmine, che è posta subito dietro alla testa e di colore marrone/grigio scuro, che si nota molto bene data la trasparenza del corpo, e per giunta al raggiungimento della maturità sarà quasi raro vedere una caridina femmina priva di uova, ovviamente se in vasca ci sono anche dei maschi!
Come spesso accade nel mondo acquatico, il maschio è inoltre un pochino più piccolo e meno tozzo della femmina.
Le Caridine, soprattutto le Japonica, sono molto sensibili alle sostanze che si potrebbero trovare in acqua, dai fertilizzanti ad alcuni farmaci che potremmo dover utilizzare per curare qualche ospite: quindi sarebbe meglio o spostare i pesci da curare in un acquario-infermeria, o spostare le Caridine.
Comunque, è buona cosa leggere sempre ed attentamente la composizione di ciò che immettiamo in vasca e, nel dubbio, ritengo sia molto meglio spostare altrove i gamberetti...

Delle 6 Caridine iniziali ne ho persa una: una femmina, che era diventata di color bianco lattiginoso, opaco.
Non ho la minima idea di cosa le sia accaduto.
Erano tutte giovanissime al momento dell'acquisto ed inoltre quando muoiono di vecchiaia assumono un colore che tende molto all'arancione.
D'altra parte non ci sono molti dati relativi alle aspettative di vita di questi gamberetti: uno, due anni, si dice, però penso che alla fine ogni caso faccia storia a sé.
Le mie hanno ormai un anno e mezzo e sono ancora belle trasparenti, attive e sempre in fase riproduttiva, nonchè sempre piene di appetito!

L'ambiente adatto
Allevare le Caridina Japonica non è difficile perché non hanno particolari esigenze:
l'acqua in cui possono vivere bene ha dei valori che ( senza prenderli come un diktat! ) si potrebbero così sintetizzare:
Ph da 6,5 a 7,5
Gh <15
Kh da 4 a 15

E' sempre buona cosa che il Kh sia sufficientemente alto, perché le Caridine hanno bisogno di calcio per costruire l'esoscheletro.
Sia quando vivevano nella vaschetta delle talee, sia quando le ho trasferite in acquario, i miei valori sono sempre stati Ph 7,25 - Gh 8 - Kh 5 quindi, anche a giudicare dalla frequenza con cui effettuano la muta, credo che per loro vada più che bene.
Ricordo che la prima volta che ho trovato un esoscheletro sul fondo della vasca ho temuto che fosse morto il gamberetto, da ignorante totale qual ero, invece poi mi sono resa conto che si trattava solo di un "cambio d'abito", per così dire...che avviene ogni volta che c'è un accrescimento del corpo: d'altra parte potrebbe proprio sembrare un gamberetto morto, perché l'esoscheletro abbandonato ha ancora tutte le zampette, le antennine ed i pleopodi attaccati e spesso si gonfia perché si riempie d'acqua...come se contenesse ancora l'animaletto.
Nei giorni in cui sta facendo la muta la Caridina se ne sta nascosta, perché essendo priva di protezione sarebbe molto vulnerabile ed indifesa.
A questo scopo le serviranno piante e legni sotto o dietro i quali nascondersi finchè non si sarà formato il nuovo esoscheletro.
Se si utilizza un filtro interno sarebbe buona cosa schermare la bocchetta di aspirazione con una reticella fitta, in modo da evitare che accidentalmente possa restare intrappolata e farsi male, se non addirittura esserne risucchiata.
La temperatura non dovrebbe superare i 24-25°C, mentre può vivere tranquillamente con temperature più basse, che tocchino anche i 15°C e meno: d'altra parte, tenendole in casa è difficile che scenda così tanto.
L'eccessivo rialzarsi della temperatura in primavera ed estate è uno dei motivi che mi hanno spinto a trasferirle dalla vaschetta all'acquario, dove riesco più agevolmente a controllare od a limitare il riscaldamento dell'acqua.

L'alimentazione
La caridina è nota come efficientissima alghivora e detrivora: si ciba praticamente di tutto, oltre alle alghe, tranne quelle a pennello, nere (a meno che non siano proprio giovani e tenere); ama il cibo per pesci, le loro uova, eventuali pesci morti (se trova anche una consimile morta non la disdegna) e a volte foglie di qualche pianta di cui potrebbe essere ghiotta...già, ho notato che sembrano gradire l'Alternanthera rosaefolia...
In effetti l'avevo anche letto, ma ci ho creduto poco finchè non le ho viste personalmente sostare per ore sulla pianta e poi ritrovare le foglie rosse con tante sbocconcellature e buchetti...
Magari saranno state aiutate anche da altri inquilini, ma a parte il Colisa che ne strappava dei pezzettini durante la costruzione del nido, non ho mai visto nessun altro mangiarle.

Alle mie caridine do due o tre volte alla settimana un Wafer della Tetra, spezzettato in sei piccole parti: a volte viene mangiato da qualcun altro ma tanto alle Caridine non manca certo il cibo!
Che si tratti di alghe o di cibo per pesci che finisce sulla sabbia, trovano sempre qualcosa di appetibile!
Grazie alla trasparenza del carapace si può anche vedere il tubo digerente, colorato a seconda del tipo di cibo che è stato ingerito: semplice curiosità, se vogliamo, però potrebbe risultare utile per accertarsi che la Caridina si sia nutrita.
Le vedo sempre frugare fra i granelli di sabbia con le loro piccole chele veloci ed instancabili; frugano, raccolgono, mangiano...frugano, raccolgono, mangiano, oppure vanno in cerca di alghe sulle foglie dell'higrophyla, sull'hemianthus, sul muschio di Java, ovunque...
Quando vedono planare nell'acqua i frammenti di wafer o il granulare, appena riescono ad acchiapparne uno se lo tengono ben stretto fra le chele e vanno a cercarsi un posticino dove mangiarlo in santa pace, senza il pericolo che qualche pesce glielo porti via!

Come ho scritto prima, sono animaletti abbastanza schivi se non sono in buon numero: in ogni caso nella vasca che le ospita non deve mancare una bella vegetazione che consenta loro di trovare nascondigli per sé o per l'eventuale (ed improbabile, nel caso delle Japonica) prole.
Magari evitando le piante rosse, non si sa mai...vedo comunque che le mie prediligono quelle di cui ho accennato poche righe fa, nonché la Bolbitis e la Cryptochoryne Crispatula.

I compagni di vasca
La convivenza con gli altri abitanti del mio acquario è sempre stata assolutamente pacifica: nessuno disturba nessuno.
Certo i miei sono tutti pesciolini di piccola taglia, a parte i Corydoras (che però sono consigliati come buoni compagni delle Caridine) e, quando li avevo, i Colisa.
Con le lumache, poi, che si trattasse delle Ampullarie o delle Neritine, l’intesa era più che perfetta!
Molte volte ho visto una Caridina farsi trasportare a dorso di Ampullaria fino a destinazione: mezzo di trasporto comodo, veloce e...gratuito!

La riproduzione
Ecco una cosa non mi aspettavo assolutamente dalle mie Caridine, ossia che si sarebbero riprodotte...
Anche se vivono benissimo nei parametri cui ho accennato prima, tutt'altra cosa è creare le condizioni più adatte affinché le uova si trasformino in larve e queste ultime riescano a crescere!
Le larve della Japonica sono filtratici , cioè filtrano l'acqua e mangiano le alghe unicellulari che lì si trovano, a differenza delle larve di Neocaridina che sono detrivore, quindi si nutrono di tutto quel che di microscopico reperiscono, per esempio, in mezzo al muschio di Java.
In natura tutto ciò avviene in acqua salmastra, cosa che io ovviamente non ho nel mio acquario...
Comunque sia, già il giorno successivo all'accoppiamento si vedono le uova, di un grigio abbastanza scuro, fra i pleopodi della Caridina: per un mese circa continua ad ossigenarle muovendo costantemente le appendici natatorie.
Poi...poi diventa tutto un po' vago: alcuni affermano che se le uova spariscono verso il decimo giorno significa che non erano state fecondate, altri dicono che vengono comunque fecondate prima che arrivino ai pleopodi...

Sinceramente non ho potuto notare qualcosa di particolare che possa farmi propendere per l'una o l'altra ipotesi.
Ho sempre visto le mie Caridine femmina con le uova e dato che il più delle volte non si mostrano contemporaneamente non posso certo affermare niente in proposito...tranne che evidentemente continuano ad accoppiarsi ed a produrre uova dopo uova...
Solo in questi ultimi giorni ho notato, dato che ho sfoltito parecchio la vegetazione, che a volte trovo sul fondo, vicino a qualche legno, degli ammassi di uova grigio-verdi, evidentemente abbandonate dalla femmina.
Però, malgrado le condizioni sfavorevoli dell'acqua e le scarne informazioni...il 18 febbraio 2011 (l'ho segnato nel mio "diario di bordo" perché è un avvenimento!) ho scoperto in un angolo della vasca un esserino lungo sì e no una quindicina di millimetri, con due occhietti neri che spiccavano sulla trasparenza marrone-rossiccia del corpicino!
Una baby Caridina!!!
La piccolina i primi tempi appariva proprio cosìcome nella foto!
E non mi spiegavo come mai non fosse del tutto trasparente... cosa che a dire il vero non so spiegare nemmeno adesso.

Pur essendo nata ormai da almeno sei mesi, è rimasta molto più piccola delle altre Caridine ed anche se ora ha perso quella strana colorazione sui fianchi le zone del corpo che non sono trasparente-bianco hanno sempre una sfumatura più marrone-rossiccia rispetto alle altre...
Sarà perché ha avuto qualche difficoltà non disponendo di alimentazione adeguata e di acqua salmastra allo stadio larvale?
Non sono riuscita a trovare nessuna informazione in merito, per cui le mie sono solo ipotesi...
Aggiungo che non ho mai avuto altro che queste Caridina japonica, per cui non si può trattare di un'involontaria ibridazione...

Questa è oggi la Caridina nata nel mio acquario.
Mah, sia quel che sia, sono comunque contenta di aver avuto anche questa inaspettata nascita nel mio piccolo acquario e soprattutto di aver incontrato sul mio cammino questi simpaticissimi, utili e pacifici gamberetti!
Questa è solo la mia piccola, personale esperienza... poco "didattica" ma magari semplicemente utile a chi volesse avvicinarsi all'allevamento di questi piccoli, adorabili ospiti dei nostri acquari...

Ora che le conosco abbastanza bene penso che nel mio non mancheranno mai più!
                                                                                                         





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Né a Pasqua, né mai!


Articolo di Beatrice Montini (Corriere della Sera)
Investigazioni di Animal Equality Italia






Malata di sclerosi multipla e contraria alla sperimentazione animale
Dottor Stefano Cagno

Clicca la foto per l'articolo del dott. Stefano Cagno, Dirigente Medico Ospedaliero dell'Az. Osped. Desio e Vimercate (MB)
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