AERATORE SI' O NO?

aeratore diffusore o pietra porosa


L'aggeggio ben noto agli acquariofili e denominato aeratore altro non è che un piccolo compressore funzionante ad energia elettrica il quale, tramite un tubicino collegato ad un diffusore posto sul fondo della vasca e comunemente chiamato pietra porosa, immette in acqua aria atmosferica, con la conseguente produzione di una colonna di bollicine che salgono verso la superficie.

A qualche acquariofilo piace, altri invece non sopportano proprio questa sorta di effervescenza, specialmente coloro che intendono riprodurre ciò che avviene in natura, e nei fiumi o nei laghi non ci sono queste bollicine.

E' anche da tener presente il fastidiosissimo ronzio emesso dall'apparecchio, qualora ne sia stato acquistato uno di quelli da poco prezzo, davvero scadenti e solitamente di fabbricazione asiatica.
Non fatevi ingannare dalla marca magari di casa nostra; oramai molte aziende trovano più conveniente spostare la produzione in Cina, dove gli operai sono pagati davvero poco, o acquistare componenti cinesi da assemblare poi in Europa; occhio quindi, quando su un qualsiasi prodotto, anche non per acquariologia, leggete made in China oppure Made in P.R.C., che poi significa praticamente la stessa cosa, ovvero Made in Populary Republic China.
Se poi un aeratore scadente viene appoggiato sul coperchio dell'acquario, come fanno alcuni, o sul piano di supporto, le vibrazioni si trasferiranno anche all'acqua e i pesci, animali per loro natura sensibilissimi, ne sarebbero disturbati.

Ben diversa la cosa se avrete acquistato un prodotto serio come ad esempio quelli della ditta Shugo, che sono affidabilissimi, silenziosissimi e praticamente esenti da vibrazioni.
La sistemazione migliore è appenderli alla parete ed eventualmente munirli di gommini per eliminare anche le minime vibrazioni.

                                          

La pietra porosa
Generalmente le pietre porose sono realizzate compattando insieme dei microgranuli minerali (se ne realizzano anche in ceramica microporosa).
Tra i granuli ci sono micro spazi attraverso i quali passa l'aria immessa immessa a forza dal compressore e a seconda delle dimensioni di questi micro spazi si producono bolle d'aria più o meno grosse.
Il risultato evidente è la ben nota colonna di bollicine che dal fondo della vasca salgono in superficie e con la quale molti pesci amano giocare, librandosi nella turbolenza che si viene a creare.
La diversità nelle dimensioni delle bollicine dipende dalla granulometria del materiale usato in fase di produzione delle pietre porose, ragion per cui ce ne sono di quelle a grana fine, piuttosto lisce al tatto, mentre quelle a grana media o grossa risultano decisamente più ruvide e producono bollicine di maggiori dimensioni.

Bollicine che cambiano dimensione e distribuzione sulla superficie della pietra?
Dopo un tempo di utilizzo più o meno lungo, si noterà che la pietra porosa perde di efficienza e produce bollicine decisamente più grosse oppure non escono uniformemente da tutta la superficie della pietra, ma si concentrano in uno o pochi punti.
Questo può dipendere da diversi fattori: microalghe o sporcizia che accumulandosi sulla superficie della pietra ne occlude i micro fori, pietra di scarsa qualità o più semplicemente per il fatto che i micro fori ovviamente non sono tutti della stessa dimensione e col passar del tempo l'aria si crea dei canali d'uscita preferenziali.
Aeratore sì o no
Leggendo qua e là nei forum si nota come ci sia ancora una buona dose di confusione circa il come, il quando e il perché usarlo.
Questo è favorito anche dalle erronee indicazioni che assai spesso negozianti disinformati o interessati forniscono ai loro clienti.
Deve acquistare anche l'aeratore, per ossigenare l'acqua! oppure: Lo lasci sempre in funzione, che arricchisce l'acqua di ossigeno! e avanti di questo passo...
E il cliente lo acquista e poi lo usa senza criterio fidandosi dei...malconsigli; più o meno tutti gli acquariofili sono passati attraverso questa disgraziata fase.

Effetti dell'utilizzo
L'aria atmosferica non è composta di solo ossigeno, ma è una miscela di gas, di cui l'ossigeno è solo uno dei componenti.
La percentuale di ossigeno che un aeratore riesce ad immettere in acqua è veramente trascurabile, anzi, non ne viene immesso praticamente per nulla; è solo l'increspatura della superficie dell'acqua che consente una leggerissimo aumento della superficie a contatto con l'aria e l'arricchimento in ossigeno è proporzionale all'aumento di questa superficie utile, perché è proprio lì che avvengono gli scambi gassosi aria-acqua.
Nel caso dell'acquario il fenomeno dell'increspatura è talmente trascurabile da essere praticamente ininfluente; ben diverso sarebbe se si potesse ricreare un vero moto ondoso, ma a meno di avere a disposizione una vasca tipo acquario di Genova, l'impresa è davvero senza speranza.

L'unico sicuro e notevole effetto che si ottiene è invece quello di provocare la rapida diminuzione della concentrazione di CO2 presente in acqua.      

Effetti della riduzione di CO2
La riduzione dei livelli di CO2 risulta di indubbia utilità solamente qualora, per le più disparate cause, la concentrazione di questo gas sia eccessiva.
Se invece la CO2 è presente in giusta misura, azionando l'aeratore si sottrae rapidamente questo elemento indispensabile per la corretta crescita delle piante, le quali reagiranno o rallentando il processo di fotosintesi e quindi la crescita, o cercando di recuperare il carbonio loro occorrente sottraendolo ai carbonati, il che di conseguenza induce l'abbassamento del kH il cui potere-tampone così seriamente compromesso, normalmente non permetterà di mantenere stabile il pH che tenderà ad alzarsi.
Il kH basso non provocherà pericolosi sbalzi di pH solamente nel caso di un acquario condotto bene ed in perfetto equilibrio tra le sue componenti, quali pesci, caratteristiche dell'acqua.

Pertanto mettere in funzione l'aeratore può risultare utile quando ci si accorga di avere pH troppo basso e troppa CO2.
Per contro chi si ritrova già un pH alto, farà bene ad evitare del tutto l'uso dell'aeratore.

Provare per credere: bastano una decina di ore di utilizzo ininterrotto dell'aeratore per veder calare consistentemente la CO2 ed aumentare il pH.

Non pochi acquariofili contemporaneamente erogano CO2 in vasca e tengono acceso l'aeratore; questo è un palese controsenso perché in pratica immettono CO2 e la eliminano con l'aeratore...

In conclusione, l'aeratore è uno strumento senz'altro valido, da tenere a portata di mano, ma da usare solo all'occorrenza.



AERATORE E OSSIGENATORE
Tuttora molti pensano, usando l'aeratore, di ossigenare l'acqua, confondendolo con l'ossigenatore, che è cosa ben diversa.
Bisogna tener presente che in un acquario dove si è raggiunto un giusto equilibrio tra numero di pesci, piante e capacità della vasca, anche l'ossigenatore è un accessorio inutile.

                                     

AERATORE E FARMACI
Nel corso della somministrazione di alcuni farmaci viene consigliato di mettere in funzione l'aeratore; questo non per dare ossigeno, ma perché alcune componenti dei principi attivi dei farmaci, oltre a svolgere un'azione terapeutica sui pesci, in acqua si trasformano in gas potenzialmente tossici per la fauna ittica e con la messa in funzione dell'aeratore vengono eliminati più velocemente, in quanto sono portati in superficie e possono disperdersi nell'aria.





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Articolo di Beatrice Montini (Corriere della Sera)
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Malata di sclerosi multipla e contraria alla sperimentazione animale
Dottor Stefano Cagno

Clicca la foto per l'articolo del dott. Stefano Cagno, Dirigente Medico Ospedaliero dell'Az. Osped. Desio e Vimercate (MB)
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