RONDINI & C: soccorso sempre!

I rondoni possono levarsi da terra solo se robusti e in perfetta salute e con la disponibilità di una "pista di decollo" di pochi metri su terreno sgombro da erbe e particolari asperità.
Pertanto un rondone al suolo, nidiaceo o adulto che sia, va sempre soccorso.

Rondini, balestrucci e topini riescono ad alzarsi in volo da terra senza problemi perché le loro ali sono decisamente meno ingombranti rispetto a quelle dei rondoni e i piedi hanno il metatarso più lungo.
Non si nutrono esclusivamente in volo, ma all'occorrenza catturano insetti anche al suolo, dove per altro si posano per raccogliere il materiale che servirà alla costruzione del nido e pertanto se trovate a terra esemplari adulti riconoscibili dalle remiganti (le lunghe penne all'estremità delle ali) ben sviluppate e che si lasciano avvicinare e addirittura prendere in mano, è più che evidente che sono in seria difficoltà, pertanto è doveroso soccorrerli.

A volte questi uccelli sono a terra perché indeboliti dalla mancanza di cibo (succede quando la stagione è inclemente per lungo tempo e gli insetti scarseggiano.
Altre volte sono incappati in un violento temporale e sono finiti a terra.

Più sovente riportano traumi da impatto contro cavi elettrici, vetrate, vetri a specchio (pericolosissimi), barriere antirumore trasparenti, autoveicoli che hanno incrociato la loro traiettoria di caccia a bassa quota; altre volte l'incidente avviene nel corso di una disputa fra gli uccelli i quali, tutti concentrati nel litigare, non si accorgono del pericolo che incombe.

Gran parte dei ritrovamenti riguarda soggetti molto giovani, caduti dal nido per i più svariati motivi: eccessiva agitazione al momento dell'imbeccata, primi esercizi di volo maldestramente aggrappati al bordo, ricerca di sollievo dalla calura estiva che li spinge a spostarsi verso l'esterno ed ecco che perdono improvvisamente la presa e precipitano.
Può anche capitare che sia rimasto un solo genitore, perché l'altro è morto; se anche il superstite dovesse avere un incidente, i piccoli attenderanno invano nel nido e sempre più affamati si agiteranno freneticamente precipitando infine a terra.
Nel corso di temporali e forti venti succede che qualche nido venga letteralmente strappato via, finendo rovinosamente al suolo con le piccole vite che ospita.

Quando i piccoli cadono a terra, anche se hanno i genitori, questi non sono in grado di riportarli nel nido e sono destinati a morte certa.



Ricorso a Centri di Recupero (CRAS), Nuclei Faunistici Provinciale o Enti vari
Purtroppo i traumi da incidente riportati da questi uccelli sono quasi sempre di grave entità ed irrimediabili e frequentemente consistono in fratture delle ali, della spalla, delle ossa craniche o in lesioni interne, tutti eventi che che richiedono il ricovero presso un centro medico specializzato.
Queste strutture sanitarie sono rarissime e talvolta si occupano di una sola specie, come ad esempio la Clinica della Società Tedesca per la Protezione del Rondone, unica del genere in Europa.

Nonostante quanto appena detto, è bene soccorrere prontamente l'animale; non possiamo pensare di lasciarlo lì per terra a morire lentamente e inesorabilmente.
Teniamo comunque sempre presente che nessun medico è onnipotente; nessuno ha ancora trovato la ricetta dell'immortalità o sa far miracoli, nemmeno coloro che operano nei centri più all'avanguardia.
Gli animali che non presentano ragionevoli prospettive di poter tornare completamente autosufficienti ai fini della reimmissione in natura, verranno soppressi.

Nel caso di specie poco diffuse o a rischio di estinzione si fa eccezione e si allevano questi disabili a scopo riproduttivo per i programmi di ripopolamento, alloggiandoli in speciali strutture protette, mentre talvolta alcuni animali comuni diventano "attrazioni turistico-didattiche" per scolaresche e visitatori dei Centri; praticamente una "vita in vetrina" né più né meno di quella che i poverini condurrebbero in uno zoo.
Certo questo non viene quasi mai detto a chi porta l'animale, anzi, solitamente viene rassicurato lasciandolo nella convinzione che un comunissimo allocco con le ossa della spalla sbriciolate verrà curato, che il rondone o il gabbiano con l'ala spezzata verranno rimessi in grado di volare; in tal modo si eviteranno proteste e ogni altro possibile problema con il soccorritore, che se ne andrà tranquillo.



Scelta di far da sè
Se deciderete di portarvi a casa l'infortunato e di fare da soli, fatelo visitare subito da un veterinario, meglio se specializzato in ornitologia, il quale, in base alle lesioni riscontrate, vi darà un parere sulle possibilità di recupero.
Le fratture alle ali rappresentano i traumi più frequenti e in questi casi l'uccello non potrà quasi mai tornare abile al volo; di conseguenza non potrà mai più essere rimesso in libertà ed è probabile che il veterinario proponga l'eutanasia.

Certo una simile prospettiva non piace a nessuno, dunque, che fare?
Rifiutare la proposta e tenerlo con voi, ma dopo qualche giorno non intendete più occuparvene e allora ecco l'appello lanciato in un forum perché qualcuno vi tolga d'impiccio?
Non sarebbe stato meglio pensarci bene, prima di arrivare a questo punto? Quando soccorriamo un qualsiasi animale, non ci prendiamo in carico un oggetto di cui liberarci quando diventa per noi inopportuno; ci prendiamo in carico una vita.

E se vi fosse balenata l'idea di farlo vivere in uno scatolone o peggio ancora in una gabbia, per il resto della sua vita, toglietevela dalla mente fin da subito.

Ponetevi invece qualche domanda:
  • Posso garantire un adeguato tempo da dedicargli ogni giorno dell'anno, per 365 giorni, pasqua-ferragosto-natale e capodanno compresi e per tutti gli anni di vita che avrà?
  • Ho un locale idoneo da poter parzialmente attrezzare secondo le sue necessità, dove farlo vivere senza il rischio di essere predato da un gatto e dove almeno potrà muoversi a piacimento, senza essere costretto in pochi decimetri quadrati di spazio?
  • Sono sicuro di avere sufficiente tempo per interagire quotidianamente con lui, per non lasciarlo sempre solo e abbandonato a se stesso?
  • Sono disposto ad occuparmi della sua igiene, nel caso non fosse in grado di provvedervi da solo (feci che sporcano le penne)?
  • Sono disposto a tenere sempre ben pulito il posto dove dorme, se non fosse in grado di reggersi su un posatoio?
  • Sono disposto ad imbeccarlo più volte al giorno, per tutta la sua vita, se non potesse farlo da solo, come solitamente capita con molti rondoni?
  • Sono disposto a rinunciare ai viaggi, alle ferie, alla settimana bianca, per occuparmi di lui?

Se in tutta coscienza risponderete affermativamente ad ognuna delle domande, solo in questo caso potrete decidere di rifiutare l'eutanasia e tenere con voi l'uccello per il resto dei suoi giorni.
Diversamente è meglio che accettiate la proposta di eutanasia; se non altro avrà una morte dignitosa.

Ricordate comunque che ogni animale selvatico per legge è "patrimonio indisponibile dello Stato" che, pertanto, fra le altre cose può decidere della sua morte...ed anche della sua vita: vedi il caso degli uccelli catturati dalle Province per essere regalati ai cacciatori che li useranno come richiami vivi...mentre se voi tenete un uccellino disabile siete considerati né più né meno che delinquenti e siete perseguibili ai sensi del Codice Penale.
Purtroppo le leggi le fanno gli uomini e la Legge è cieca e sorda e non importa nulla se voi siete animati dalle migliori intenzioni e se amate gli animali, pertanto agite secondo la vostra coscienza, ma...evitate di sbandierare ai quattro venti le vostre buone azioni.

Se trovate un uccello in gravi condizioni, tanto che appare evidente che morirà, non lasciatelo a terra, portatevelo a casa senza indugio, sistematelo in una scatola di cartone di adeguate dimensioni, foderata di carta da cucina e posizionata in un luogo tranquillo, in penombra, senza bambini vocianti e ficcanaso, senza animali domestici a curiosare, senza il disturbo delllo stereo a tutto volume; appoggiate la scatola sul pavimento, in modo che se il volatile dovesse agitarsi e finire fuori, non cadrebbe dall'alto, facendosi ancor più male.

Provate a dargli qualche goccia d'acqua con un contagocce, lasciandola cadere a lato del becco, oppure cercando di apriglielo con delicata fermezza e poi aspettate.
Talvolta l'uccello è solo accaldato e disidratato e un po' d'acqua può fare miracoli.
Se notate segni di ripresa, c'è possibilità che se la cavi; diversamente almeno avrà trascorso le sue ultime ore di vita in un posto tranquillo e lontano dai pericoli.
Ricordate che le prime 48 ore sono decisive per la prognosi; se deve capitare l'irrimediabile, solitamente si verifica proprio in questo lasso di tempo.




Vittime dell'insensibilità e della cattiveria umana
Purtroppo spesso i piccoli sono vittime dell'insensibilità e della cattiveria umana.
Durante i lavori di manutenzione dei muri esterni delle case è frequente che i nidi vengano rimossi, anche se ci sono dentro i pulli; la giustificazione del "non sapevo che c'erano i piccoli" non regge, perché la loro presenza è inequivocabilmente lampante anche agli occhi della persona più inesperta, a causa delle centinaia e centinaia di voli quotidiani degli adulti che portano il cibo e del caratteristico pigolìo dei pulli.

Altre volte i nidi vengono distrutti perché le cacchine dei piccoli cadono a terra dove si ammucchiano.
Molti umani insensibili e senza scrupoli, per togliere i nidi non vogliono nemmeno aspettare l'autunno, quando non ci sono più covate e sono vuoti.
Questi umani ignoranti che non tollerano la presenza di neppure un nido sotto il tetto sono quelli che poi si lamentano perché sono aumentate le mosche e le zanzare; i poveri babbei non hanno ancora capito l'importanza di questi uccelli nel ridurre il numero degli insetti molesti.

In questo articolo dell'OIPA è narrato uno sconcertante episodio di cronaca accaduto a Maddaloni nel maggio 2013, prova inequivocabile della malvagità di certi umani.



Esempi positivi
Per fortuna la sensibilità e l'attenzione nei confronti di questi uccelli sta aumentando e, grazie anche alle norme Europee che tutti i Paesi dell'Unione devono (o almeno dovrebbero) rispettare ed attuare, qualcosa si sta muovendo.
Ecco ad esempio cosa dice in merito il Regolamento Edilizio del Comune di Perugia:
"Art. 40. Misure relative ai volatili nei centri storici
....debbono essere adottate cautele necessarie al fine di salvaguardare i nidi di volatili migratori, quali rondini, rondoni ebalestrucci.
In caso di rifacimento anche parziale del tetto di detti edifici dovranno essere collocati, indipendentemente dalla preesistenza dei nidi, idonei ricoveri standard atti ad accogliere i volatilimigratori di piccole dimensioni....
"

Il Comune di Marciana nell' Isola d'Elba è stato il primo in Italia a prendere provvedimenti atti a salvaguardare la nidificazione di questi piccoli migratori.

Nel Comune di Rozzano la tempestiva segnalazione di un cittadino ha consentito di bloccare la distruzione dei nidi nel cantiere edile per la ristrutturazione di un fabbricato.





Appello urgente!!





    


Né a Pasqua, né mai!


Articolo di Beatrice Montini (Corriere della Sera)
Investigazioni di Animal Equality Italia




Malata di sclerosi multipla e contraria alla sperimentazione animale
Dottor Stefano Cagno

Clicca la foto per l'articolo del dott. Stefano Cagno, Dirigente Medico Ospedaliero dell'Az. Osped. Desio e Vimercate (MB)
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