NON SOLO RONDINI

In campagna come in città, in montagna, lungo le coste marine o nelle zone lacustri, soprattutto al mattino e verso sera osservando il cielo estivo è frequente, anche se non come un tempo, assistere alle evoluzioni di piccoli uccelli scuri dalle lunghe ali appuntite, che lanciano i loro richiami acuti e stridenti, intrecciando voli o lanciandosi quasi in picchiata, per poi riprendere prontamente quota.
Si nutrono esclusivamente di insetti, che cacciano prevalentemente in volo.
Spesso sono genericamente definiti rondini, ma in verità non è sempre vero.
Infatti i cieli sono popolati anche da topini, balestrucci e rondoni.

Sono tutti compresi nell'ordine dei Passeriformi, del quale fanno parte molte famiglie.

In particolare questi piccoli acrobati dell'aria appartengono a due famiglie ben distinte e precisamente: Hirundinidae e Apodidae



"Hirundinidae" di cui fanno parte rondini, topini e balestrucci.

Rondine (Hirundo rustica)

E' inconfondibile per il dorso e le ali nero lucente con sfumature bluastre, parti inferiori bianco-crema, gola, sottogola, guance e fronte di color mattone rossiccio.
Ha una lunga coda biforcuta, che mostra evidenti macchie bianche quando è aperta a ventaglio.

Questa rondine è diffusa in tutta Europa dove giunge in primavera per nidificare ed allevare la prole, migrando poi al sopraggiungere dell'autunno verso i quartieri di svernamento nel continente africano.
Il suo habitat ideale sono le zone prative e aperte, dove trova cibo in abbondanza.



Le stalle sono sempre state fra i luoghi preferiti dalla rondine per costruire il suo nido a coppa dalla larga apertura, formato da fili d'erba e fango, impastati con la saliva e solidamente ancorato ai travi del sottotetto e alla sommità delle pareti.
La presenza del bestiame garantiva una fortissima presenza soprattutto di mosche e tafani, ma anche di zanzare ed altri insetti e così i rondinotti avevano il cibo assicurato.







Esisteva davvero un forte legame con l'uomo, basato sul reciproco scambio di favori: il contadino non disturbava la rondine e mai e poi mai si sarebbe permesso di distruggere un nido.






L'uccello, dal canto suo, contribuiva a tener limitato il numero dei molesti insetti che inevitabilmente erano attirati dalla presenza degli animali.

Tuttavia con l'avvento della moderna zootecnia le stalle sono diventate enormi capannoni chiusi e protetti contro le intrusioni di mosche ed altri insetti ed ovviamente anche le rondini non vi hanno più accesso.




Rondine rossiccia (Hirundo daurica, Hirundo domicella, Cercropis daurica)

E'diffusa soprattutto in Spagna, Portogallo, Grecia, Asia Minore, Giappone, Australia settentrionale.
Tipici luoghi di migrazione e svernamento sono l'Africa e l'India, ma alcune colonie vi risiedono stabilmente tutto l'anno.
E' presente anche in Corsica, Sardegna, Elba, Sicilia e Gargano; sembra che in Italia le coppie nidificanti siano solo una quarantina.
Predilige le zone collinari.

Si distingue da Hirundo rustica per il piumaggio del dorso color ruggine, per la gola chiara e per la coda che pur essendo biforcuta, è un poco più corta.

Nidifica non solo presso le abitazioni e le stalle, ma spesso sotto le arcate dei ponti o anche nell'ambiente naturale, ancorando alle rocce il nido, realizzato interamente in fango, con il caratteristico accesso a collo di bottiglia, come si può osservare nelle foto.

 




I nidi vengono costruiti sia isolati, che gli uni attaccati a gli altri.



Rondine montana (Ptyonoprogne rupestris)


E' una rondine tipica e stanziale in Spagna, Portogallo ed Europa meridionale in genere; quelle che nidificano in Italia nelle zone alpine migrano a sud nella stagione fredda, mentre quelle delle zone dei grandi laghi prealpini vi si fermano anche d'inverno.



Il piumaggio è sui toni del marrone e le penne sotto le ali sono scure; la coda non è biforcuta, ma ne presenta solo un lieve abbozzo.
Ha un volo più acrobatico delle altre rondini; durante le virate la coda si apre a ventaglio e mostra le tipiche macchie bianche.





Nidifica in zone montuose ancorando il nido sotto le sporgenze delle pareti rocciose.


Topino (Riparia riparia)
E' la più piccola rondine, raggiungendo solo i 13 centimetri di lunghezza, coda compresa; è diffusa in tutta Europa.
La coda è poco o nulla biforcuta, il becco è piatto e aguzzo.


La parte superiore del corpo è color marrone, mentre la parte inferiore è bianca con striature marrone grigio; presenta un collarino marrone.


Predilige vivere in ambienti in prossimità di stagni, fiumi e laghi; costruisce il nido in colonie numerose su bancate di ripa e cave dismesse che raccolgono acque sorgive e che abbiano pareti terrose o sabbiose.

Ogni coppia scava un tunnel utilizzando il becco e le unghie, foderandolo poi con fili d'erba e piume.

Il topino beve e fa il bagno in volo; è frequente vederlo volare radente l'acqua, a caccia di insetti; raggiunge la velocità di circa 50 km/h.


Balestruccio (Delichon urbica)

E' un uccello diffuso in tutta Europa.
Tipici sono i suoi voli intorno ai campanili, accompagnati da grida acute e stridenti.

Il volo è particolare ed imprevedibile, alternato a lunghe e tranquille planate ad ali distese.

Non ha collarino.
La coda è piuttosto corta e leggermente biforcuta.




Osservato superiormente appare di colore nero cangiante in blu lucido, evidente soprattutto nella zona compresa fra le spalle, dove sembra che abbia una mantellina.
Anche la coda superiormente è di colore nero.
Invece, sempre sul dorso, tra la "mantellina" e la coda le piume sono bianche.





Inferiormente il corpo è bianco candido, le ali e la coda appaiono di colore grigio-brunastro.
Nidifica anche nelle zone montane, ma a differenza delle altre specie di Hirundinidae, predilige gli ambienti urbani, dove costruisce il nido sotto i cornicioni dei tetti, sotto i balconi, negli anfratti fra le pietre delle vecchie torri e ovunque vi sia una cavità adatta.








Il nido è a forma di coppa, con una ridotta apertura dalla quale si affacciano i piccoli per essere imbeccati.











"Apodidae" famiglia di cui fanno parte tutte le specie di Rondone.

Sono uccelli particolarmente adatti alla vita aerea e caratterizzati da ali strette e lunghissime, di forma falciforme.

La denominazione apodidae significa senza piedi perché sono talmente corti che quando l'uccello è posato a terra sembra che ne sia privo.
Questa caratteristica dipende dal fatto che raramente si posano sul terreno, in quanto tutta la loro vita si svolge quasi interamente in aria: si nutrono, si accoppiano, curano le penne e addirittura dormono in volo.

Zampe lunghe oltre a non avere scopo, ridurrebbe l'aerodinamicità di questo uccello che possiamo definire un vero e proprio figlio dell'aria.


Non risponde però a verità che i rondoni, come certuni affermano, non si posino mai.
Infatti oltre ovviamente a posarsi per costruire il nido e curare la prole, i genitori nel periodo della riproduzione dormono sia nel nido, che appesi sul bordo all'esterno; capita anche che si posino sulle rupi, dalle quali hanno poi facilità nello spiccare il volo.


Se invece si ritrovano casualmente a terra, hanno molta difficoltà a volare via, perché sono ostacolati dalle lunghissime ali e dalle cortissime zampe che non permettono loro di spiccare quel balzo che, unito ad un vigoroso colpo d'ali, permette agli altri uccelli di alzarsi nell'aria.

Quando un rondone finisce al suolo e non riesce più a riprendere il volo, generalmente è debilitato, malato, troppo giovane o con il piumaggio incompleto, oppure ha subito un trauma da impatto, può avere le penne rovinate, può essere rimasto vittima di un predatore alato, può essere incappato in un violento nubifragio e avere le penne bagnate, può essere rimasto per ore sotto il sole, disidratandosi; tante possono essere le cause che mettono a serio rischio la vita di questi uccelli.

Un rondone robusto, forte e in buona salute, con il piumaggio in ordine e della giusta lunghezza, se ha davanti a sè una pista di decollo priva di ostacoli (l'erba di un prato è un ostacolo) e lunga qualche metro, riesce a riprendere il volo.
Se invece continua a restare a terra il suo destino purtroppo è segnato.
Pertanto quando troviamo un rondone al suolo è sempre indispensabile il nostro pronto intervento, per valutare la situazione e prendere i provvedimenti del caso.

Il colore del piumaggio dei rondoni varia da specie a specie.




Rondone o rondone comune Apus apus)
Il mio rondone Lindbergh
Ama nidificare nei centri abitati, in piccole colonie sotto i cornicioni e i coppi dei tetti, nelle cavità dei muri, spesso dei campanili.
Nell'ambiente naturale occupa volentieri i buchi che i picchi praticano nei tronchi degli alberi.
Il piumaggio dell'adulto è di color grigio-ghisa scuro e opaco, sfumato più chiaro sulla fronte; anche la gola è chiara; la coda è brevemente biforcuta, le ali sono lunghissime e falciformi.
Il giovane invece presenta una colorazione meno intensa.



Rondone pallido (Apus pallidus)
rondone pallido Abbastanza comune nell'Europa meridionale, in Italia è presente in Liguria, al centro-sud e nelle isole, sia nelle zone costiere, che in montagna e nelle città.
E' simile al rondone comune, ma il piumaggio è più chiaro, di tonalità decisamente bruna e meno tendente al grigio-nero e le ali sono leggermente più larghe.
La differenza si nota potendoli osservare dorsalmente, ma guardandoli in volo, da sotto, è quasi impossibile distinguerli, a meno di non essere decisamente esperti.



Rondone maggiore (Apus melba)
rondone maggiore Diffuso nell'Europa meridionale nidifica, oltre che in città, anche nelle zone montane e lungo le coste marine.
E' decisamente più grande degli altri rondoni, raggiungendo i 23 centimetri di lunghezza.
Le parti inferiori del corpo sono di colore bianco e presenta una banda pettorale bruna; la coda è un po' più lunga rispetto a quella degli altri rondoni.
I battiti alari sono nettamente più lenti di quelli del rondone comune, tuttavia il volo è assai veloce; a prima vista ricorda un piccolo falco di forma slanciata.



Vi sono alcune specie di rondoni molto rare in Europa, come il Rondone cafro (Apus caffer) del quale è nota solo qualche piccola colonia nella zona dello stretto di Gibilterra, dove nidifica nei vecchi nidi di rondine rossiccia.
Ha gola e schiena bianche, collarino marroncino, coda chiaramente biforcuta.

Accidentalmente osservabile in Europa è il Rondone indiano (Apus affinis) proveniente dall'Africa e dall'Asia; ha la coda nettamente squadrata e il bianco sulla schiena molto esteso.




Appello urgente!!





    


Né a Pasqua, né mai!


Articolo di Beatrice Montini (Corriere della Sera)
Investigazioni di Animal Equality Italia




Malata di sclerosi multipla e contraria alla sperimentazione animale
Dottor Stefano Cagno

Clicca la foto per l'articolo del dott. Stefano Cagno, Dirigente Medico Ospedaliero dell'Az. Osped. Desio e Vimercate (MB)
Visita EQUIVITA















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La rondine
nella letteratura


La rondine è protagonista o comprimaria in alcune composizioni di celebri poeti e scrittori italiani, come Giovanni Pascoli (S.Mauro di Romagna FC, 1855-Bologna, 1912) e Tommaso Grossi (Bellano LC, 1790-Milano, 1853)




In questa poesia del Pascoli la triste sorte della rondine uccisa e dei suoi rondinini è la metafora delle vicenda personale del poeta, rimasto orfano in giovane età dopo che il padre fu assassinato in un agguato.

LA RONDINE
Ritornava una rondine al tetto.
L'uccisero. Cadde tra spini.
Ella aveva nel becco un insetto:
la cena dei suoi rondinini.
Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell'ombra che attende,
che pigola sempre più piano.




Dal celebre romanzo Marco Visconti di Tommaso Grossi è tratta una poesia che è l'invocazione che un prigioniero senza più speranze rivolge ad una rondine.

RONDINELLA PELLEGRINA
Rondinella pellegrina
che ti posi in sul verone,
ricantando ogni mattina
quella flebile canzone,
che vuoi dirmi in tua favella,
pellegrina rondinella?

Solitaria nell'oblio,
dal tuo sposo abbandonata,
piangi forse al pianto mio
vedovetta sconsolata?
Piangi, piangi in tua favella,
pellegrina rondinella.

Pur di me manco infelice
tu alle penne almen t'affidi,
scorri il lago e la pendice,
empi l'aria dei tuoi gridi,
tutto il giorno in tua favella
lui chiamando, o rondinella.

Oh se anch'io... Ma lo contende
questa bassa e angusta volta,
dove sole non risplende,
dove l'aria ancor m'è tolta,
donde a te la mia favella
giunge appena, o rondinella.

Il settembre innanzi viene
e a lasciarmi ti prepari:
tu vedrai lontane arene,
nuovi monti, nuovi mari
salutando in tua favella,
pellegrina rondinella.

Ed io tutte le mattine
riaprendo gli occhi al pianto,
fra le nevi e fra le brine
crederò d'udir quel canto,
onde par che in tua favella
mi compianga, o rondinella.

Una croce a primavera
troverai su questo suolo.
Rondinella, in su la sera
sovra lei raccogli il volo:
dimmi pace in tua favella,
pellegrina rondinella.
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