SOS RONDONI
Lindbergh, piccolo trasvolatore

Il mio primo soccorso a un rondone risale alla seconda metà di un agosto di anni addietro; era un giovane esemplare di quell'anno, che era stato rinvenuto a terra in un vicolo da un passante.
Era stato raccolto già da alcune ore ed aveva trascorso tutto il tempo fra le mani ora di questa, ora di quella persona.

Le penne erano un po' "spettinate" ma per fortuna non erano spezzate e con una bella lisciata sono tornate a posto, anche se erano di aspetto opaco; inoltre era tutto pelle ed ossa!
Tremava come una foglia, era molle come uno straccio e teneva gli occhi costantemente chiusi.

Avevo spiegato al soccorritore che avrebbe dovuto metterlo in una scatola di cartone con qualche foro di aerazione, in un luogo non luminoso e tranquillo per non stressarlo ulteriormente e avevo spiegato l'inopportunità di tenerselo in mano spupazzandolo e mostrandolo a tutti i curiosi.

Il rondone è un tantino complicato da gestire e così mi ero documentata qua e là in internet ed avevo trovato notizie interessanti ed utili sul sito della "Società tedesca per la protezione del rondone".
Su alcuni altri siti che si fanno vanto di essere altamente specializzati in volatili ho invece purtroppo trovato molte inesattezzze e talvolta assurdità e consigli davvero "altamente sconsigliabili" come ad esempio quello di lanciare in alto il rondone al momento della liberazione: una cosa da non fare MAI!

Il "mio" rondone era sottopeso per la sua età: solo 20 grammi; inoltre era infestato da acari ed aveva anche altri parassiti che non avevo mai visto e che ho scoperto essere una tipica pulce che beve il liquido lacrimale dei rondoni.
Non aveva invece alcun tipo di zecca.
Con una sola goccia di Frontline per gatti alla base del collo, nel giro di una giornata i parassiti erano tutti morti stecchiti.

Il rondone dopo che ha superato la fase di nidiaceo mangia solo in volo, aprendo il becco per inghiottire piccoli insetti volanti, chiamati "plancton aereo".
Pertanto, se dovete allevare un rondone già svezzato, cioè uno di quelli che hanno già compiuto l'involo, lo dovrete per forza nutrire aprendogli con grande delicatezza il becco, che è morbido e a rischio di rottura, infilandoci dentro il cibo in profondità, proprio giù in gola; sono piuttosto rari i casi in cui a questa età aprirebbe spontaneamente il becco, perché questa fase in natura termina con il compimento del primo volo ed altrettanto rari sono i casi di rondoni che raccolgono il cibo da terra.
Già solo per questa caratteristica ben si comprende quanto sia impegnativo occuparsi di questi uccelli: non li potrete abbandonare a se stessi per ore ed ore anche lasciando cibo a disposizione, perché non becchetterebbe come ogni altro uccello.

Avevo cominciato ad alimentare il trovatello con carne cruda macinata di manzo, che certo non è il massimo, perché la sua composizione non è tale da poter sostituire gli insetti.
Da quanto avevo letto pareva inoltre che un rondone dopo la liberazione e quindi tornato all'alimentazione insettivora naturale, dopo cinque o sei settimane avrebbe avuto problemi di caduta delle penne, proprio a motivo di quel passato periodo di alimentazione a base di carne bovina.
Se questo risponda a verità non sono assolutamente in grado di dirlo; il fatto che sia affermato da specialisti in questo campo, non significa a priori che sia la verità assoluta, anche perché, per osservare ciò, si sarebbero dovuti catturare proprio quei rondoni che erano stati precedentemente alimentati a carne e che poi erano vissuti per settimane in libertà, ammesso e non concesso che fosse fattibile e che i rondoni in questione fossero rimasti a volare nel luogo di liberazione.
Personalmente mi resta quindi un forte dubbio circa il pieno fondamento di questa teoria.

Da studi fatti, pare proprio che il miglior sostituto dell'alimentazione naturale siano i grilli; purtroppo però non ero riuscita a reperirne, ragion per cui avevo ripiegato sulle camole del miele, che per altro ho già sempre utilizzato come alimentazione integrativa per altri uccellini.
Qualcuno potrebbe giustamente obiettare che il rondone non trova camole nel cielo e siamo certamente tutti perfettamente d'accordo su questo.
Forse però trova i grilli? No di certo!
Utilizzare un cibo invece di un altro e dire che è idoneo per il rondone, significa solo che si tratta di un alimento che per composizione è quanto di più simile, o di meno diverso, rispetto alle proprietà nutrizionali del plancton aereo, che per ovvi motivi è impossibile utilizzare perché praticamente impossibile da reperire.

Con le camole del miele non bisogna però eccedere, poiché sono decisamente grasse ed inoltre possono risultare indigeste a causa della pelle molto coriacea e non tutti i rondoni le digeriscono; alcuni le vomitano, mentre in altri casi le si ritrovano pressoché intatte nelle feci.
Al rondone che accudivo davo quindi soprattutto carne cruda di manzo, che preferiva di gran lunga alle camole, limitando queste ultime ad un paio al giorno.
Quotidianamente somministravo anche una goccia di complesso vitaminico Idroplurivit e un paio di gocce di Rossovet Carnitina, che favorisce lo sviluppo muscolare.

Gli avevo dato nome Lindberg, in segno beneaugurale; una volta tornato libero avrebbe dovuto intraprendere una lunga e pericolosa trasvolata su una rotta che ancora non conosceva, per raggiungere i quartieri di svernamento in Africa.
(Charles Lindbergh, aviatore statunitense, è famoso per essere stato il primo ad effettuare la traversata dell'Oceano Atlantico in solitaria e senza scalo, tra il 20 e il 21 maggio 1927, per complessive 33 ore e 32 minuti, a bordo dello "Spirit of Saint Louis" un piccolo monoplano leggero)

Con il trascorrere dei giorni la forza fisica ed il peso di Lindbergh sono andati pian piano aumentando ed il piumaggio si andava facendo più bello, di un lucido satinato.
Per ciò che riguarda il peso, ricordiamo che un rondone adulto ed in buona salute pesa mediamente fra 40 e 50 grammi.
Un peso superiore potrebbe essere indice di obesità, così come uno inferiore potrebbe indicare che l'animale è deperito, tuttavia non è affatto sufficiente basarsi solo su questo parametro per stabilire le condizioni del volatile, ma è indispensabile procedere anche ad una valutazione tastando delicatamente una ben determinata zona del corpo: il petto.
In un rondone in condizioni fisiche ottimali si presenterà "pieno" e carnoso e si avvertirà però distintamente la carenatura dell'osso dello sterno.
Se non riusciremo ad avvertire questa carenatura, ma sentiremo "tutta ciccia" significherà che il rondone è in sovrappeso e questo sarà un handicap per il volo, perché la sua muscolatura dovrebbe fare uno sforzo eccessivo per farlo volare, in quanto il grasso eccessivo è solo inutile zavorra, e ciò andrebbe a scapito dell'agilità e della resistenza.

Se invece la carena sarà molto evidente e addirittura riusciremo quasi a tenerla fra pollice e indice, a causa dei muscoli pettorali sottosviluppati ed incavati e della totale mancanza di grasso, ciò sarà un indubbio segno di deperimento: un rondone in queste condizioni potrebbe riprendere il volo, ma non avrebbe la forza sufficiente per resistere a lungo; inoltre sarebbe maggiormente esposto al freddo rispetto ad uno in piena forma, perché una giusta quantità di grasso funzione da isolante termico.

Ecco perché non è consigliabile nè sufficiente basarsi solo sul peso per determinare lo stato di salute di un qualsiasi uccello, e ancor più di un rondone.

Capita tuttavia di notare che ci sono rondoni di scarso peso che però sono in perfette condizioni fisiche, con un'ottima e ben sviluppata muscolatura, mentre ce ne sono di quelli che pur presentando il peso tipico della specie, al tatto sono troppo magri.
Questo perché i rondoni, come tutti gli esseri viventi, non sono oggetti "costruiti con lo stampo": ossatura e altezza (meglio in questo caso parlare di "lunghezza") possono avere discrete differenze.
Anche fra noi umani non tutti hanno l'ossatura "normale" cioè quella che con maggior frequenza si presenta: c'è chi costituzionalmente ha l'ossatura esile e chi al contrario ce l'ha assai robusta e non tutti crescono in altezza in ugual modo; per gli animali è la stessa cosa.
Ecco perché fra due individui di uguale altezza e peso ma di ossatura diversa sarà oggettivamente più grasso quello con l'ossatura esile, rispetto a quello con le ossa robuste.

Normalmente Lindbergh stava dentro un grosso scatolone con le pareti alte una quarantina di centimetri, chiuso per un terzo anche superiormente.
Il "pavimento" dello scatolone era rivestito con carta da cucina, per assorbire l'umidità delle feci e veniva cambiata ogni qual volta si presentava sporca.
E' importante osservare regolarmente consistenza e colore delle feci, che devono essere ben formate e di colore bianco e nerastro.
Una delle pareti verticali l'avevo tagliata in modo che fosse alta circa 10 centimetri, in modo che, desiderandolo, lui potesse uscire agevolmente.
Lo scatolone era posizionato sul pavimento, perché Lindbergh non si facesse male qualora fosse accidentalmente caduto fuori.
Avevo messo anche dei vecchi tappetini, dove le sue zampine avrebbero potuto far presa nelle sue prime passeggiate; le lisce piastrelle del pavimento l'avrebbero fatto scivolare.
Con la punta di un paio di forbici avevo praticato dei graffi orizzontali ben incisi, sull'intera superficie interna dello scatolone, distanziandoli di circa due dita l'uno dall'altro.
In questo modo il rondone poteva agevolmente arrampicarsi, restando saldamente appeso in posizione verticale, proprio come fanno in natura.
Al mattino si arrampicava fino alla sommità di una parete, talvolta si sistemava sopra la parte dello scatolone che faceva da tetto e restava lì a godersi i raggi del sole.
Il sole diretto è di vitale importanza per gli uccelli, poiché solo in questo modo riescono a sintetizzare l'importantissima vitamina D chiamata anche "antirachitica".

I rondoni vivono in un'altra dimensione rispetto agli uccelli che siamo abituati a vedere; proprio perchè vivono quasi costantemente in volo, hanno sempre avuto scarsissimi contatti con gli esseri umani in genere e ignorano quanta malvagità alberghi in molte persone.
Per questo motivo sono fiduciosi e non cercano di fuggire.
Sono uccelli dolcissimi che si affezionano in maniera incredibile ed è veramente inconcepibile come ci siano uomini che li cacciano, così come fanno con le rondini, o per il puro gusto di ucciderli, o per proporli come cibo prelibato per vip e cafoni dal portafoglio rigonfio, ma dall'intelligenza completamente assente e dalla coscienza ottenebrata.

Dopo che aveva mangiato, Lindbergh mi si arrampicava sul braccio sinistro e nascondeva la testolina nell'incavo del gomito; allora cominciavo ad accarezzargli testa e gola, lui chiudeva gli occhi e si appisolava, pigolando di soddisfazione.
Altre volte mi saliva fin sulla spalla, appoggiandosi al mio collo, tanto che potevo sentire il battito del suo cuoricino.

I giorni trascorrevano e Lindbergh cresceva bene.
”Il Le ali si allungavano sempre più ed oramai si incrociavano e sorpassavano di due dita abbondanti la lunghezza della coda.
Questo è un segno molto importante, che indica che il rondone ha raggiunto una conformazione fisica adatta per il volo.
Non tutti però si sentono "pronti" ad affrontare l'ignoto, ragion per cui può capitare che messo in condizione di tornare libero, si rifiuti di volare via.
Se l'uccello non si sente pronto, non bisogna assolutamente forzarlo, perché il rischio che dopo qualche decina di metri cada a terra e magari si perda irrimediabilmente è davvero molto alto, così come il riportare traumi importanti.

Lindbergh aveva la fortuna di avere a sua disposizione la stanza da bagno, quindi ha cominciato ad uscire dallo scatolone iniziando a fare autonomamente i suoi primi esercizi di volo; partiva dal pavimento e nel giro di poco meno di 2 metri si alzava fino a 40 cm di altezza e restava lì a librarsi per un attimo, poi atterrava smorzando l'impatto con qualche battito d'ali, dopo di che camminava verso il suo scatolone, meglio ancora verso di me, arrampicandosi sui miei pantaloni.

”IlI giorni passavano e il suo bellissimo piumaggio e le lunghe ali che si incrociavano sopra la coda erano segno che potevo tentare la sua liberazione.
I rondoni normalmente lasciano le nostre latitudini entro la seconda metà di agosto; restano ancora solo i giovani delle nidiate più tardive e quelli che hanno qualche problema.
Il mese di settembre è ancora idoneo per la liberazione, purché il tempo sia bello e stabile; ci sono ancore buone possibilità di trovare plancton aereo in quantità sufficiente al sostentamento e anche un rondone solitario troverà lungo il viaggio altri consimili ritardatari cui aggregarsi.
Logicamente man mano che l'autunno avanza e le giornate si fanno più fresche anche la quantità di insetti presenti in aria cala drasticamente ed il mese di ottobre può andare ancora bene nelle regioni meridionali, perché il viaggio verso l'Africa sarà più breve, ma al nord sarebbe davvero un azzardo trattenere un rondone così a lungo.
Pertanto non volevo ritardare troppo la partenza di Lindbergh, anche se sapevo di avere dinanzi ancora qualche decina di giorni per farlo in sicurezza.
I rondoni sono attrezzati per resistere, entro certi limiti, anche a condizioni meteorologiche avverse (ad esempio le corte zampine sono rivestite di morbide e fitte piume che isolano dal freddo) tuttavia per loro un clima rigido è un'ulteriore difficoltà da aggiungersi ai già tanti pericoli che devono affrontare.

Ecco dunque che un lunedì era arrivato per Lindbergh il gran giorno.
Al pomeriggio, in bagno, nel breve spazio di un paio di metri e partendo dal pavimento era riuscito a sollevarsi da terra ben di un metro e mezzo, atterrando poi dolcemente.
Gli avevo dato la pappa, ma non troppa, perché quando mangiava abbondantemente poi gli veniva sonno e si addormentava sul mio braccio, e invece avrebbe dovuto volare e poi sicuramente durante il viaggio il suo forte istinto naturale gli avrebbe consentito di procurarsi del cibo.
Lindbergh era di ossatura assai minuta ed al momento pesava una trentina di grammi, ma come già detto questo non è un problema se il corpo è ben proporzionato e la muscolatura ben sviluppata.

Sembrava quasi che sapesse che sarebbe stato l'ultimo giorno che trascorreva con me; stava lì, accoccolato sul mio braccio, picchiettandomi delicatamente con il becco e pigolando sommessamente.
Alle 17,25 ora solare lo avevo portato sul terrazzo scoperto, sopra il tetto di casa; questi uccelli vanno liberati di preferenza nel tardo pomeriggio e comunque MAI nelle ore centrali della giornata, se fa ancora molto caldo.
Le previsioni meteo per i giorni seguenti erano buone e spirava una leggera brezza da sud.

Molti consigliano di tentare la liberazione da un ampio e lungo prato o in una strada di campagna senza traffico; ricordo ancora quando in un forum una persona che si piccava di essere più o meno una dei massimi esperti in materia mi saltò agli occhi perché, ignorando i suoi diktat, avevo rilasciato Lindbergh dal terrazzo ed avevo anche osato scriverne, dando così, a suo dire, un cattivo esempio.
L'avevo fatto dopo aver ragionato; temevo che, rilasciandolo in un prato, nel caso non ce la facesse avrebbe potuto urtare i fili dell'alta tensione o magari finire nella proprietà confinante, dove c'erano quattro cani.
In ogni caso, anche se fosse atterrato nei prati, non era scontato che sarei riuscita a ritrovarlo, magari perché finito tra l'erba o celato alla vista da qualche filare di alberi.
Ne ho sentiti anche troppi di casi di rondoni irrimediabilmente persi nella delicata fase del rilascio!
Anche la Società Tedesca per la Protezione del Rondone, specializzata nel soccorso di questi uccelli, consiglia di rilasciarli da un luogo elevato.

Dal mio terrazzo la vista spaziava libera a sud, per parecchie centinaia di metri.
Inoltre, partendo già da una certa quota, Lindbergh avrebbe avuto il tempo di correggere un suo eventuale piccolo errore dovuto all'inesperienza.

Ho già precisato in precedenza che non bisogna mai e poi mai lanciare in alto un rondone, e nessun uccello, per farlo volare via.
Bisogna invece posarlo sul palmo della mano aperta, alzata davanti a noi ed attendere che sia l'animale a spiccare il volo.
In questo modo state pur certi che lo farà solamente se si sentirà pronto.
Se un rondone non si sente preparato per affrontare l'ignoto, non volerà via, ma si volterà, camminando sul vostro braccio per avvicinarsi a voi.
In tal caso riportatelo in casa senza indugio e ritentate dopo alcuni giorni.


Tornando con la mente a quei momenti, sembra che gli anni non siano passati e che quel lontano giorno sia oggi stesso...
...ed eccoci dunque in terrazzo; Lindbergh è accoccolato sul mio braccio.
Lo prendo sulla mano aperta, tenendolo rivolto verso il vuoto e lo accarezzo per l'ultima volta; lui si volta, i nostri sguardi si incontrano, poi si gira, allarga le ali e... spicca il volo...prende il vento...leggero come una piuma!
Si abbassa di un metro, come a voler saggiare l'aria, poi via...rapido e sicuro come una freccia!
Vira ad ovest, si porta sul lago e sale sempre più in alto, descrivendo un cerchio; è poco più di un puntino contro il cielo azzurro, poi scende di quota fino a trovarsi all'altezza del crinale dei monti e infine punta decisamente a sud!

La sua grande avventura verso l'ignoto è solo all'inizio.
Sono felice che possa volare libero nel cielo, lui che è una creatura dell'aria, fatta per volare, ma al tempo stesso non riesco a frenare le lacrime per questo piccolo, dolcissimo amico che non rivedrò mai più.
Maljnka    
© 2013 - Maljnka




Se trovate a terra un rondone, raccoglietelo sempre; nella stragrande maggioranza dei casi non riuscirebbe a ripartire da solo e sarebbe destinato a fare una brutta fine.




Desideri essere al corrente di tutto ciò che attualmente si conosce sul rondone?
Clicca il sottostante logo di questa ONLUS dove troverai dettagliatamente e chiaramente esposto tutto...o quasi, quello che c'è da sapere.




Avvertenza importante
Ricordate sempre che NON esiste l'esperto infallibile; nessuno è depositario della Verità Assoluta e Indiscutibile, nemmeno il più grande "luminare".
Succede più spesso di quanto non si creda che tesi date per scontate da lungo tempo vengano poi messe in discussione e rielaborate, quando non addirittura capovolte, allorché ulteriori conoscenze portano a scoprire nuovi aspetti e nuovi metodi di risoluzione dei problemi.





Animali SOS non aderisce a campagne pubblicitarie e non ha alcun interesse a far comparire sul tuo browser banner e pop-up; se ne vedi, sappi che non dipende da noi.

Blocca la pubblicità sul tuo browser Non sai come bloccare la pubblicità prima che arrivi sul tuo browser? Scoprilo cliccando sul lucchetto.


    


Né a Pasqua, né mai!


Articolo di Beatrice Montini (Corriere della Sera)
Investigazioni di Animal Equality Italia






Malata di sclerosi multipla e contraria alla sperimentazione animale
Dottor Stefano Cagno

Clicca la foto per l'articolo del dott. Stefano Cagno, Dirigente Medico Ospedaliero dell'Az. Osped. Desio e Vimercate (MB)
Visita EQUIVITA













Camole e grilli
Le camole del miele prima di darle ad uccelli giovani e inesperti vanno uccise prendendole per la testa con una pinzetta e sbatacchiandone la "coda" su una superficie dura, finché restano inerti; gli uccelli di piccola taglia, come ad esempio capinere, fringuelli, cince, pettirossi ed altri, fanno proprio così.
Non basta però ancora: l'uccello la passa e ripassa più volte dalla testa alla coda e viveversa, schiacciandola nel becco e di conseguenza schiacciandone anche la testa coriacea.
Noi possiamo benissimo fare la stessa cosa utilizzando un paio di pinzette.
In questo modo, evitanto di decapitare la camola o di suddividerla in frammenti, si evita la fuoruscita dei liquidi corporei e non viene sprecata una parte molto importante delle sostanze nutritive.
Nel caso di un rondone, che per sua natura non può comportarsi come gli altri uccellini, è dunque indispensabile che siamo noi stessi ad effettuare l'operazione di schiacciare come si deve la camola.
Rompendola come fanno alcune persone che seguono i consigli elargiti in certi forum, va a finire che si somministra praticamente quasi solo la pelle chitinosa, poco digeribile e poco nutriente.
Inizialmente anch'io avevo seguito quei consigli, decapitandole e tagliandole a pezzi, salvo rendermi presto conto che la procedura causava per l'appunto la perdita dei fluidi corporei e di conseguenza buona parte del nutrimento andava persa, quindi ho preso ad ucciderle ed appiattirle schiacciandole a dovere con la pinzetta.

Se invece si hanno a disposizione i grilli che oggigiorno qualunque negozio di animali ben fornito ha in vendita, è necessario togliere accuratamente zampe, testa e, se ci sono, anche le alucce, perché sono tutte parti troppo dure e indigeribili.




Il primo video mostra come procedere per somministrare correttamente il cibo ad un giovane rondone che in natura non avrebbe ancora lasciato il nido e sarebbe ancora stato imbeccato dai genitori.





Ecco invece come si alimenta un rondone dopo che ha lasciato il nido; in natura aprirebbe il becco solo in volo per catturare il plancton aereo; nel caso che ci trovassimo a soccorrere un rondone che ha già compiuto l'involo, saremmo costretti ad aprirgli il becco alimentandolo forzatamente.





Ed infine un raro caso nel quale un rondone già involato afferra spontaneamente il cibo che l'operatore gli porge.

                                                                                                    Sito aggiornato a