SOS RONDINI E BALESTRUCCI
Accudire i nidiacei


Quando portiamo a casa i pulli dobbiamo provvedere ad un'idonea sistemazione.
Provvisoriamente andrà bene uno scatolone foderato di carta da cucina, da cambiare ogni qual volta verrà sporcata.
Dentro, in un angolo, metteremo una scatoletta che possa contenere i piccoli in modo che stiano ben vicini gli uni agli altri; è così che stanno nel loro nido naturale, letteralmente ammassati.
Se gli uccellini sono ancora implumi accertatevi che i loro corpicini siano caldi, altrimenti provvedete sistemando una borsa con l'acqua calda sotto al nido; chi ce l'ha può utilizzare una di quelle speciali lampade ad infrarossi che si adoperano negli allevamenti di pulcini.
Se non avete nulla, posizionate una lampada da tavolo accanto alla scatola; la luce della lampadina sarà più che sufficiente per riscaldare i pulli.
In ogni caso fate molta attenzione, non esagerate con la temperatura, sia dell'acqua che della lampada, altrimenti farete loro più male che bene; immaginate di aver a che fare con un neonato e regolatevi di conseguenza.
Coprite parzialmente lo scatolone in corrispondenza della parte dove avete messo il nido; in natura i nidi sono protetti superiormente dal tetto di una casa, dal pavimento di un balcone, dai coppi di un tetto; potete usare un telo di colore scuro.

Quando saranno impiumati e le penne delle ali cominceranno ad allungarsi è utile posizionare un bastoncino infilzandolo fra le pareti opposte dello scatolone, in modo che i piccoli possano utilizzarlo da posatoio quando faranno i primi timidi voletti.

Abbiate però ben presente che questi uccelli non possono stare dentro una scatolone fino al momento della liberazione; infatti devono potersi esercitare come si deve nel volo e per forza di cose questo lo dovranno fare in una stanza di casa.
Ovviamente è necessario che non ci siano pericoli, come fornelli a gas o elettrici in funzione o ancora caldi, recipienti scoperti con acqua o altro, caminetti, angoli dove potrebbero andarsi ad infilare, animali domestici amanti degli uccelli...
Non serve che il locale sia enorme, andrà benissimo il bagno, che inoltre è un ambiente scarsamente arredato, facilmente lavabile e dove è semplice eventualmente coprire quei punti che si vogliono proteggere da cacchine indesiderate; ovviamente il coperchio del wc dovrà essere tassativamente sempre chiuso e non dovranno esserci in giro recipienti scoperti e contenenti acqua, perché se vi cadessero dentro annegherebbero di certo.
Non sarà più necessario lo scatolone, basterà ricreare una sorta di nido nel quale tenere i piccoli, da posizionare ad esempio sul ripiano di uno scaffale, ad un'altezza tale che possiamo arrivare agevolmente ad imbeccarli.
Visto che sono ancora nidiacei, dobbbiamo cercare di ricreare le condizioni che ci sono in natura.
Possiamo usare una comunissima scatola da scarpe, alla quale fisseremo il coperchio in modo che non possa aprirsi accidentalmente, però dobbiano poterlo togliere per le operazioni di pulizia, quindi non usate nastro adesivo o punti metallici; ci vuole un elastico sicuro, che non rischi di rompersi; si può anche utilizzare il bordo di un comunissimo collant da donna.

Nel coperchio ovviamente praticheremo un'apertura, lasciando un po' d'orlo nella parte inferiore così che faccia da parapetto e il cestino non rischi di cascare fuori accidentalmente.
Poggeremo la scatola su una delle pareti, in modo da avere di fronte proprio il coperchio; dall'apertura che abbiamo creato faremo passare dentro un piccolo cestino di vimini o di paglia, che sarà il nido vero e proprio.

balestrucci Non preoccupatevi troppo dell'estetica della realizzazione: agli uccellini non importa un bel nulla; per loro l'importante è sentirsi sicuri e protetti, proprio come questi tre balestrucci!
Se sono ancora molto piccoli e pressoché implumi possiamo foderare il cestino con un pezzetto di pile, da cambiare tassativamente ogni giorno.
Questi uccelli per fare i loro bisogni indietreggiano portandosi con il culetto fuori dal nido, ma talvolta si sbagliano e le cacchette finiscono dentro.
Se invece hanno già abbastanza penne non è necessario il pile, staranno benissimo semplicemente nel cestino.

Non usate MAI cotone idrofilo, fili di lana, stracci di lana o altro materiale che possa sfilacciarsi, perché i pulli si impiglierebbero immancabilmente con i loro piccoli artigli e in men che non si dica minuscoli filini si avvolgerebbero alle loro dita e causerebbero un rallentamento della circolazione sanguigna che porterebbe presto ad una pericolosa cancrena, che avrebbe come esito la perdita anche di tutto il piede e di conseguenza l'uccello non potrebbe mai tornare libero, poiché non riuscirebbe più ad aggrapparsi da nessuna parte; avere zampe integre è di vitale importanza per tutti gli Hirundinidae ed Apodidae.
Se non avete nulla di adatto, utilizzate della comune carta igienica, che è morbidissima ed assorbe molto.


I balestrucci che vedete nel cestino sono già cresciutelli, ma non hanno ancora cominciato a volare; ci vorranno ancora diversi giorni.

Le penne sono racchiuse ognuna in una specie di tubetto bianco; man mano che crescono il tubetto si sbriciola e nel cestino e anche sul fondo della scatola resteranno delle scagliette bianche, tipo forfora; ogni 2 o 3 giorni leveremo l'elastico, toglieremo il nido con i piccoli e puliremo la scatola dai residui di scagliette; metteremo provvisoriamente i pulli in un'altra scatoletta e puliremo anche il cestino.

balestrucci Col progredire dello sviluppo di coda e remiganti cominceranno a trascorrere molto tempo appollaiati sul bordo del nido, in attesa che voi, che siete i nuovi genitori, arriviate con la pappa.
Lasciate che facciano da soli; non è necessario che li mettiate voi sul bordo del nido; lo faranno spontanemente quando si sentiranno pronti.
Per alimentarli, che siano sull'orlo del nido o che se ne stiano all'interno, non fa alcuna differenza; limitatevi a porgere loro la pappa con un paio di pinzette a becchi lunghi e sottili, ma smussati, in modo da non rischiare di ferirli.
Continueranno ad aprire il becco protendendosi verso, poi quando saranno sazi arretreranno da soli appiattendosi dentro il nido.
Ricordate anche che non mangiano sempre tutti la stessa quantità di cibo; c'è il più ingordo e c'è quello che mangia un po' di meno, è normale.

Ecco nel filmato il momento dell'imbeccata: notate come rientrano nel nido quando sono sazi.




Rondinotti Man mano che si sentiranno più forti prenderanno a svolazzare e a posarsi qua e là, tornando però nel nido per dormire; solo quando saranno abili volatori dormiranno in qualche punto sopraelevato che si sceglieranno da soli e diserteranno il nido, proprio come questo serissimo tipetto, che non è un balestruccio, bensì un rondinotto!

Rondinotto Sia i balestrucci che i rondinotti, quando sapranno fare già dei bei voletti, si metteranno di preferenza in qualche altro punto dove avrete messo dei posatoi ad un'altezza che vada bene...per voi; fate in modo da non dover usare una scala per raggiungerli!
Per nutrirli non è necessario che li prendiate in mano, non ce ne sarà bisogno, perché quando avvicinerete loro le pinzette con la pappa, apriranno spontaneamente il becco e voi non dovrete far altro che metterci dentro il cibo.



IL CIBO
Rondini e balestrucci si nutrono prevalentemente di insetti che catturano in volo; in particolare fanno vere e proprie scorpacciate di zanzare, afidi, moscerini, nonché di tutta una serie di piccoli insetti alati.
Questi uccelli si posano però anche al suolo, per esempio per raccogliere il materiale per la costruzione del nido e se capita si cibano anche di insettini che trovano per terra.
Indubbiamente per noi è impossibile ricreare un'alimentazione identica o anche solo simile a quella che hanno in natura, tuttavia ci sono degli ottimi compromessi che consentono una crescita corretta del piccolo.

Se si tratta di pulli ancora piccolissimi si può ricorrere ad omogeneizzati per bambini e tuorlo d'uovo sodo, con integrazione vitaminica e minerale.
Calcolate un vasetto di omogeneizzato di manzo e mezzo tuorlo, il tutto accuratamente mescolato diluendolo all'occorrenza con un po' d'acqua tiepida; unite anche 5 o 6 gocce di Betotal sciroppo gusto classico e una punta di coltello di sali minerali come Korrector crescita o uno per bambini.
Il vasetto va conservato in frigorifero e il contenuto utilizzato al massimo entro 3 giorni.
A meno di non avere una squadra di uccellini, non riuscirete ad utilizzarlo tutto, però quello avanzato potrete sempre metterlo a disposizione di qualche animale randagio di passaggio.
Prima di somministrare questo cibo ai pulli, ricordate sempre di intiepidirlo; è sufficiente scaldare la siringa in acqua bella calda prima di aspirare la pappa e tenerla poi un po' fra le mani, così che il nostro calore si diffonda al cibo.

Se il piccolo è ancora implume i pasti vanno somministrati ogni mezz'ora, dall'alba al tramonto, poi man mano che cresce si allungherà l'intervallo fra un pasto e l'altro, fino ad arrivare anche a 2-3 ore al massimo quando stanno già imparando a volare.
Ricordate che in natura questi uccelli mangiano spesso, quindi evitate di ingozzarli credendo così di poter far passare più tempo fra un pasto e l'altro; rischiereste solo di farli star male.
Per somministrare questa pappa fluida dovrete per forza di cose usare una siringa.
Preferibilmente utilizzate quelle piccole, del tipo usato per l'insulina, però chiedete in farmacia quelle con l'ago che si toglie; quelle con l'ago fisso sono del tutto inutili, perché non riuscireste mai ad aspirare la pappa.

Dopo che vi sarete procurati la siringa dovrete sfilare l'ago e provvedere ad allargare leggermente il beccuccio, altrimenti sarebbe comunque difficile riuscire ad aspirare il cibo.
Per prima cosa togliete il pistone per non rischiare di rovinarlo, poi prendete un chiodo di adeguate dimensioni, scaldatelo molto, molto bene sulla fiamma e infilatelo nel beccuccio della siringa, così da allargarlo un pochino (attenti alle scottature!).
Ad operazione ultimata il bordo del beccuccio potrebbe risultare un po' ruvido e irregolare, quindi prendete un accendino e passateci rapidamente il beccuccio della siringa, facendolo roteare velocemente in modo che prenda il calore tutt'intorno; così facendo il bordo si ripiegherà molto leggermente verso l'interno e toccando con un dito lo sentirete liscio e non rischierete di ferire la bocca dell'uccellino.
Queste siringhe hanno una capacità complessiva di 1 ml; somministratene una per pasto, ma non tutta in una volta: aspettate che abbia inghiottito e che spalanchi nuovamente il becco.
Non schizzate con violenza il cibo nel becco del piccolo, perché rischiereste di soffocarlo; agite sul pistoncino con grande delicatezza e gradualità.

Quando avrà gli occhi aperti e sarà impiumato potrete cambiare alimentazione.
Non sarà più necessario ricorrere alla siringa, né dare pappe fluide.
Si potranno usare le pinzette, come si nota nel filmato.
Sia i rondinotti che i balestrucci delle foto e del video sono stati svezzati unicamente con i bigattini precedentemente congelati e poi scongelati all'occorrenza.
Sono cresciuti robusti e vispi ed hanno imparato a volare a meraviglia, come potete vedere in questi filmati e sono stati rimessi in libertà senza problemi.
All'approssimarsi del momento giusto per la liberazione noterete che voleranno con grande sicurezza ed abilità e cercheranno di afferrare al volo il cibo che state porgendo loro; questo è un ottimo segno!






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Né a Pasqua, né mai!


Articolo di Beatrice Montini (Corriere della Sera)
Investigazioni di Animal Equality Italia




Malata di sclerosi multipla e contraria alla sperimentazione animale
Dottor Stefano Cagno

Clicca la foto per l'articolo del dott. Stefano Cagno, Dirigente Medico Ospedaliero dell'Az. Osped. Desio e Vimercate (MB)
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Un nido per ogni specie?
Qualcuno afferma che il nido deve essere diverso a seconda che si tratti di rondini o balestrucci, perché quello delle rondini è a coppa con una larga e comoda apertura, mentre quello dei balestrucci presenta un'apertura più ridotta, sia in larghezza che in altezza.
E' vero che in natura ci sono queste differenze, ma quando ospitiamo i trovatelli non è necessario attenersi così strettamente a queste caratteristiche, altrimenti dovremmo anche costruire i nidi con i materiali che i genitori usano in natura!
E allora tranquilli! Andrà benissimo lo stesso tipo di nido per entrambe le specie!



I bigattini
Somministrate tranquillamente i bigattini e non lasciatevi condizionare da tutto quello che leggete in rete o che sentite dire da tante persone che si piccano di essere esperte, ma che in effetti sono disinformate e imbevute di erronee quando assurde credenze popolari, limitandosi a ripetere a pappagallo quello che altri hanno detto o scritto.

Naturalmente è opportuno uccidere i bigattini prima di somministrarli, soprattutto per un innegabile motivo pratico.
Visto che sono mobilissimi e velocissimi nel fuggire scalando anche superfici lisce e verticali alte qualche centimetro, quasi certamente mentre siamo impegnati nell'operazione di alimentazione dell'uccellino potrebbero fuggire e andarsi a nascondere in qualche angolino che sfugge alla nostra attenzione, oppure potremmo accidentalmente urtare il barattolo che li contiene e spargerli sul pavimento...e dopo alcuni giorni ci ritroveremmo la casa invasa dalle mosche...



Preparazione dei bigattini
La preparazione dei bigattini è un'operazione alla portata di tutti.
Prima di tutto visto che in negozio i bigattini vengono tenuti al fresco, in contenitori con segatura, per assorbirne l'eccessiva umidità, dobbiamo provvedere a setacciarli per eliminare la segatura.
A tale scopo utilizzeremo un colapasta a fori stretti o meglio ancora un piccolo setaccio, altrimenti cascheranno di sotto anche i bigattini.
Sotto il colapasta o il setaccio teniamo una bacinella che raccoglierà la segatura e gli eventuali bigattini che potrebbero cadere.
Buttiamo via la segatura, mettiamo i bigattini nella bacinella e aggiungiamo qualche cucchiaio di farina da polenta, mescolando con delicatezza.
Usiamo tranquillamente le mani; i bigattini non mordono!
Inoltre negli allevamenti vengono trattati in modo da perdere la carica batterica nociva che potrebbero avere, perché devono poi essere toccati e maneggiati dai pescatori, che li usano come esca.
Se supererete l'eventuale paura o schifo che qualcuno di voi potrebbe avere e metterete la mano nella bacinella sarete sorpresi di scoprire quanto morbidi e vellutati siano, al massimo sentirete un leggero solletico perché questi animaletti si muovono in continuazione.

Dopo questo trattamento setacciate nuovamente i bigattini per eliminare la farina gialla e a questo punto metteteli in una vaschetta di plastica col coperchio, del tipo di quelle del gelato e...via nel congelatore.
Dopo diverse ore saranno congelati e ovviamente morti.
Quando vi serviranno, non dovrete far altro che prelevarne il solo quantitativo necessario e metterli in un ciotolina con acqua: sgeleranno quasi all'istante; una sciacquata veloce, una scolatina e saranno pronti per essere serviti.
Inoltre in questo modo resteranno belli turgidi, come se fossero ancora vivi.
Non asciugateli, devono essere umidi quando li darete in pasto all'uccellino; scivoleranno giù in gola che è un piacere e contribuiranno all'idratazione del piccolo.



L'acqua
Non è necessario dare acqua al pullo, perché la pappa di omogeneizzato ne contiene già a sufficienza e quando passerete ai bigattini, come già detto li scongelerete mettendoli in una ciotolina con acqua appena tiepida, poi li scolerete, ma resteranno ugualmente bagnati ed inoltre si tratta di alimenti che contengono già di per sè una dose adeguata di fluidi corporei.


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