PARASSITI DEI COLUMBIDI

I Columbidi possono essere parassitati da acari come Dermanyssus gallinae, Cimex columbarius e Columbicola columbae che non danno problemi all'uomo.

Riscontrati pare solo sui sui piccioni di città sono gli acari Argas reflexus, chiamati anche "zecche molli" che sono favoriti dall'alta concentrazione di questi uccelli nelle aree urbane.

I piccioni selvatici invece sembra proprio che non vengono colpiti da questa parassitosi.

In assenza del loro ospite abituale le zecche molli possono occasionalmente entrare nelle abitazioni e parassitare anche l'uomo o altri mammiferi, soprattutto chi abita all'ultimo piano di vecchie case poco curate, con libero accesso ai sottotetti da parte dei piccioni.






Argas reflexus è attivo solo durante la stagione calda con un picco a metà estate; resiste tranquillamente al digiuno, potendo stare anche 6 o 7 anni (così parrebbe) senza nutrirsi.







Parassiti dei columbidi e problemi di sanità pubblica
Di tutti i parassiti dei columbidi, solo Argas reflexus ha importanza per i possibili risvolti negativi sulla salute umana, perché durante il pasto di sangue secerne tossine prodotte dalle ghiandole salivari, che possono determinare reazioni allergiche anche gravi negli individui predisposti.

La sensibilizzazione dell'organismo umano si ha con la prima puntura, ma è solo quando si viene punti la volta successiva che si manifesta la reazione allergica, che può andare da semplice orticaria, ad edema della glottide fino allo shock anafilattico, né più né meno di quanto può succedere per una puntura d'ape, di vespa o di altri insetti, in persone particolarmente sensibili.

In chi non ha particolare predisposizione alle allergie, non si hanno problemi, a parte possibili eritemi e papule a livello locale, un po' come accade per le punture degli insetti in genere.

Il controllo e la disinfestazione di Argas reflexus sono difficili da attuare, sia per la sua capacità di nascondersi in fessure infinitesimali, sia per la sua resistenza.

Le misure più efficaci per contrastare la diffusione di Argas reflexus sono:
  • chiudere i passaggi dei sottotetti, in modo che i piccioni non trovino troppi luoghi idonei dove nidificare;

  • favorire la presenza di predatori naturali del piccione, come i rapaci diurni, gli unici che possono tenerne ben regolata la popolazione e di conseguenza far diminuire il numero dei parassiti;

  • evitare di creare zone con abbondante presenza di cibo, perché di conseguenza si avrebbe alta concentrazione di piccioni...e di zecche.




Se invece vogliamo continuare ad ammirare gli enormi stormi di Piazza Duomo a Milano o di Piazza San Marco a Venezia...se non vogliamo rinunciare alle classiche foto col piccione sulla mano, oppure se il nostro mestiere è quello di fotografo o di venditore di semi ai turisti...beh, allora non abbiamo nulla di cui lamentarci.






Una giovane coppia di turisti in piazza S. Marco, in una vecchia cartolina del 1910







E' fuor di dubbio che una parte del fascino delle nostre piazze più famose risieda anche nella presenza di questi simpaticissimi pennuti!



Durante il giorno le zecche non stanno sui piccioni, quindi non c'è pericolo; per evitare problemi sanitari, invece di pensare di sterminare questi columbidi, curiamo piuttosto la pulizia e l'igiene delle case, in particolare dei sottotetti.

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Se vi capitasse di soccorrere un piccione e vi accorgeste che ha dei parassiti, di qualunque tipo, potrete eliminarli mettendogli 1 sola goccia di Frontline per gatti dietro il collo, dove non possa arrivare a toccarsi col becco.

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Né a Pasqua, né mai!


Articolo di Beatrice Montini (Corriere della Sera)
Investigazioni di Animal Equality Italia






Malata di sclerosi multipla e contraria alla sperimentazione animale
Dottor Stefano Cagno

Clicca la foto per l'articolo del dott. Stefano Cagno, Dirigente Medico Ospedaliero dell'Az. Osped. Desio e Vimercate (MB)
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