IL PICCIONE
Come dargli da mangiare (ed eventualmente da bere)



NO!!! Non così! E' sbagliato!




Ricordate sempre che un piccioncino non deve essere imbeccato nello stesso modo usato per gli altri uccelli, cioè non gli si deve infilare a forza il cibo nel becco o peggio ancora come in questo filmato, non si deve schizzarglielo giù nel gozzo con una siringona o addirittura infilargli la siringa in profondità.
Come già detto più sopra, è il pullo che infila il proprio becco dentro la bocca dei genitori; volendo a tutti i costi farglielo aprire per metterci dentro la pappa, la sua reazione sarà quella di cercar di serrarlo più che può, poiché quello è un modo di mangiare totalmente contro natura.
Di conseguenza l'operatore lo forzerà per aprirglielo.
Guardate quanta rassegnazione da stress c'è in quel il piccolo, che ha ben compreso che per lui è oramai inutile qualunque tentativo di ribellione.

Attenzione anche a dar da bere con la siringa, inserendola come mostra il video più sopra: potrebbe rivelarsi fatale per il piccolo, se non siete davvero esperti in materia; MEGLIO il sistema delle gocce sulla punta del becco.
Ricordate però che un pullo il quale necessita ancora di essere imbeccato dovrebbe ricevere cibo sufficientemente fluido, così da non aver necessità di bere, proprio come avviene in natura; eventualmente sarà necessario pulirgli il becco con un panno o carta da cucina inumiditi, perché si sarà impiastricciato di pappa.
Se invece l'operatore ingozza il piccolo con cibi asciutti (che di solito costituiscono il cibo dei giovani che hanno già lasciato il nido e sono divenuti autosufficienti), per forza di cose poi dovrà dargli da bere.

L'operatore del filmato sarà senza dubbio abituato a queste operazioni e sarà in grado di aprire il becco del pullo senza danneggiarlo, ma una persona alle prime armi che cercasse di fare la stessa cosa rischierebbe di procurargli delle dolorose lesioni, che non farebbero altro che peggiorare la situazione.
Indubbiamente questi sistemi rendono pressoché fulminea l'operazione di alimentare il piccioncino...che abbiano un esercito di pulli da nutrire?
In internet circolano diversi filmati che mostrano questi modi errati di nutrire i columbidi, da non prendere MAI come esempio.
E anche se qualcuno dovesse presentarsi con un "titolo" specifico, non seguitene il consiglio, perché non basta essere in possesso del classico "pezzo di carta" per essere automaticamente attendibili e al giorno d'oggi, purtroppo, questo è sempre più vero.



Ed ecco ora i METODI GIUSTI per alimentare un piccioncino
Ci sono diversi ottimi metodi per dare la pappa al piccolo.
Si ribadisce ancora, anche fino alla nausea...che questi uccelli non vengono imbeccati come gli altri uccellini; il genitore apre il becco e il piccolo ci infila dentro la testolina per succhiare letteralmente il cibo.

Il nostro problema quindi è quello di simulare il becco dei genitori.

Il cibo, ricordiamolo, deve essere fluido-cremoso, di una consistenza simile allo yogurth e leggermente tiepido, come se doveste darlo a un neonato umano.

Prendete quindi un contenitore cilindrico, del diametro di almeno un paio di centimetri, aperto da ambo i lati.
Andrà benissimo una grossa siringa da 50-60 ml, alla quale toglierete il pistone e dalla parte dove si infila l'ago dovrete segarne via un pezzetto, in modo da ottenere un tubo ugualmente aperto da entrambe le estremità.
Togliete l'eventuale bava nel punto del taglio, sia internamente che esternamente, usando della carta vetrata fine e per eliminare completamente qualsiasi asperità residua vi basterà passare brevemente tutto il bordo alla fiamma di un accendino; in tal modo diventerà arrotondato e liscio.
Fatto questo, da una parte andrà chiuso con una membrana che potrà essere un pezzo di stoffa, della carta da cucina di tipo robusto, un foglio di silicone, insomma qualsiasi materiale sufficientemente morbido, in modo che il piccolo non rischi di ferirsi il becco mentre mangia.
Praticheremo un foro adatto a far passare completamente e comodamente il becc...one del piccioncino; questa membrana andrà fissata bene con un elastico, poi si metterà dentro il cibo e tenendo questo cilindro in posizione quasi orizzontale si accosterà il becco dell'uccello al foro, sospingendolo delicatamente per fargli capire che la pappa sta lì dentro; presto il piccolo imparerà che quello è il nuovo distributore di cibo e di volta in volta sarà sempre più agevole nutrirlo.

Le due foto seguenti mostrano chiaramente sia l'attrezzo, che il modo di posizionare il becco del piccolo (in queste foto si tratta di una tortorella, ma il sistema non cambia).


















Il filmato qui sotto mostra chiaramente come procedere.
Osservate la grinta del piccolo piccione!
Nulla a che vedere con la rassegnazione del povero piccolo del primo filmato, che non può far altro che subire la violenza dell'alimentazione forzata.




Se proprio non dovesse accettare il cilindro (ma è ben difficile che succeda), prendete fra le dita un po' di cibo e con l'altra mano guidate e tenetegli il becco nell'impasto, muovendo un po' le dita, oppure la prima volta provate ad impiastricciargli un po' di pappa nel becco aiutandovi con le dita; l'importante è che senta il sapore del cibo, poi non si farà più pregare.




Un altro sistema indubbiamente molto efficace e molto semplice è quello adottato da tempo immemore da chi si ritrova con piccioncini da allevare artificialmente.
L'allevatore prepara il cibo, ne prende nella propria bocca una certa quantità, impastandolo con la propria saliva, poi prende fra le labbra socchiuse il becco del piccolo il quale comincerà a succhiare di gusto.
E’ un sistema pratico ed efficace e come appena detto è usato...da sempre.
Presenta diversi vantaggi: innanzitutto non ci si deve preoccupare di riscaldare il cibo, perché prende la giusta temperatura dalla nostra bocca.

In questo filmato, purtroppo di scarsa qualità, si vede l'allevatore Alfredo Santoni che imbecca un piccolo colombaccio "a bocca".




Altra cosa molto importante da dire è che nel gozzo dei genitori il cibo è ovviamente miscelato alla loro saliva, che contiene una sostanza che permette al piccolo la corretta digestione dei carboidrati, che sono l'alimento principale di questi uccelli.
Anche la saliva umana contiene lo stesso enzima, la ptialina che permette una pre-digestione del cibo, rendendolo più adatto al delicato apparato digerente del piccolo.
E' per questo motivo di maggior digeribilità che i medici raccomandano anche a noi umani di masticare bene il cibo " impastandolo" con la saliva.

Inoltre nella saliva è normalmente presente un ulteriore enzima, il Lisozima, che tra le altre ha anche una funzione antimicrobica, in grado di distruggere i batteri Gram+ e pertanto il cibo che si somministrerà al piccioncino aiuterà anche a proteggerlo da eventuali infezioni.
Il metodo dell'imbecco del piccioncino dalla nostra bocca è quindi il migliore in assoluto.
Come alternativa per chi provasse una certa "impressione" al pensiero di prendere fra le labbra il becco del piccioncino, c'è una soluzione di ripiego: prendere in bocca ed impastare il cibo con la nostra saliva, poi trasferirlo nel cilindro e dargli la pappa così.

Quanto deve mangiare?
Il quantitativo di cibo per ogni pasto dovrà essere tale da rendere ben evidente il volume del gozzo; toccandolo dovrà essere morbidamente pieno, MAI DURO.




In ogni caso, quando saranno sazi volteranno la testolina dall'altra parte, quindi non insistete oltre.
Non spaventatevi se vedrete che il gozzo si riempie tanto da sembrare che il piccolo abbia un pallone rigonfio spropositatamente grande rispetto alle dimensioni del volatile; succede la stessa cosa quando lo nutrono i genitori.





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Né a Pasqua, né mai!


Articolo di Beatrice Montini (Corriere della Sera)
Investigazioni di Animal Equality Italia






Malata di sclerosi multipla e contraria alla sperimentazione animale
Dottor Stefano Cagno

Clicca la foto per l'articolo del dott. Stefano Cagno, Dirigente Medico Ospedaliero dell'Az. Osped. Desio e Vimercate (MB)
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