IL PICCIONE
L'alimentazione artificiale


I neonati, a qualunque specie appartengano, sono i più difficili da allevare, perché richiedono un'alimentazione consona alle esigenze di ogni specie e gli uccelli non fanno certo eccezione a questa regola.
L'ideale è trovare un alimento che possa sostituire ciò che viene offerto dai genitori o che almeno ci si avvicini e per alcuni uccelli è relativamente semplice farlo, ma per altri, che hanno un'alimentazione neonatale molto particolare, si incontrano notevoli difficoltà.
I columbidi appartengono proprio a questa categoria "difficile" in quanto per i primi 5-6 giorni la loro alimentazione è unicamente a base di latte di gozzo.
Poter offrire loro un cibo idoneo in questa fase cruciale è dunque molto importante.

Preparare in casa una pappa artigianale da imbecco sostitutiva del latte di gozzo apparentemente non è difficile; conoscendo la percentuale di proteine, grassi e carboidrati necessari, ci si può benissimo riuscire; nel web si trovano le tabelle che indicano i valori percentuali: acqua 75%, proteine 12-13%, lipidi 8-9% e carboidrati quasi assenti.
Quello che però mancherebbe all'alimento così preparato sarebbero la giusta componente vitaminica, i sali minerali, i macro e micro elementi e gli enzimi necessari a completarla.
In pratica si avrà un prodotto nutrizionalmente carente perché pressoché privo di importanti costituenti indispensabili in questa delicata fase neonatale.


Le pappe industriali
E' senz'altro più opportuno scegliere una delle pappe da imbecco che si trovano sul mercato, nutrizionalmente molto valide; indicate sono quelle per l'allevamento a mano degli Psittacidi, come pappagalli, ecc.
Non vanno bene invece le pappe specifiche per insettivori.
Se ne trovano di varie marche, più o meno note; alcune validissime e molte altre, purtroppo, decisamente scadenti.
Tra le migliori ci sono NUTRIBIRD A19 della ditta Versele-Laga, che è quella forse più facilmente reperibile nei negozi.
Validissima sono anche KAYTEE EXACT HAND FEEDING BABY BIRD, ZUPREEM e CéDé, purtroppo poco presenti nei negozi tradizionali, ma reperibili online, ad esempio QUI

Si raccomanda di seguire sempre scrupolosamente le istruzioni del produttore e di non conservare mai la pappa preparata ed eventualmente non consumata, per la facilità con cui si possono sviluppare muffe e contaminazioni batteriche.

Purtroppo anche questi ottimi prodotti mancano però di una componente importantissima, le immunoglobuline, che servono per la produzione di anticorpi che hanno lo scopo di proteggere il neonato dalla possibilità di contrarre patologie assai pericolose in questa delicatissima fase della vita.
E' lo stesso problema che si incontra nell'allevamento artificiale di altri animali; anche nell'uomo succede la stessa cosa, quando si allatta un bambino con il latte artificiale, perché sarà del tutto privo di immunoglobuline, che invece sono presenti nel latte materno e vengono trasmesse al figlio attraverso l'allattamento al seno, stimolandone lo sviluppo del sistema immunitario.


Cibi d'emergenza
Quasi sempre succede che al momento del ritrovamento non abbiamo in casa un cibo idoneo e nell'attesa di procurarcelo è ovvio che non possiamo lasciarlo a digiuno, perché morirebbe in breve tempo.
Cerchiamo quindi di preparare una pappa d'emergenza con gli ingredienti che abbiamo in casa o che possiamo reperire facilmente in brevissimo tempo e ricordiamo che questo non significa automaticamente che l'allevamento del neonato sia inevitabilmente destinato a fallire.
Un'alimentazione inadatta o carente protratta per più giorni potrebbe magari semplicemente ritardare lo sviluppo del piccolo, ma il ritardo potrebbe essere annullato in seguito, con un corretto svezzamento.

Un cucchiaio di farina da polenta o semolino cotti in acqua NON salata, farina multicerali per bambini (per esempio Plasmon 4 cereali) o in mancanza d'altro qualche biscotto, poca mela grattugiata, 1 tuorlo d'uovo sodo ed acqua tiepida per fluidificare quanto basta la pappa, forniranno una buona alimentazione d'emergenza in attesa di procurarci qualcosa di più idoneo.
Se non ne abbiamo in casa, acquistiamo in farmacia Idroplurivit Gocce, un complesso vitaminico per uso umano, ma adattissimo per gli animali e uniamone 4 o 5 gocce alla pappa; diamo anche una spolverata di osso di seppia grattugiato, molto utile per prevenire problemi alle zampe.


Frequenza dei pasti
I piccioncini hanno necessità di pasti molto frequenti dall'alba al tramonto.
A seconda dell'età si avranno intervalli di mezz'ora-un'ora per i più giovani, finché quando saranno impiumati potranno trascorrere circa 3 ore fra un pasto e l'altro.
Tralasciando le indicazioni di orario, un buon sistema per capire se il piccolo deve mangiare è tastarne il gozzo; se è floscio e vuoto, necessita di essere alimentato e così pure se si agita e reclama a gran voce.


Lo svezzamento
Quando il piccolo sarà impiumato, si inizia lo svezzamento.
Pur imbeccandolo ancora, un po' alla volta dovremo cercare di abituarlo a cibi solidi e soprattutto semi e granaglie varie e naturalmente dovrà anche imparare a mangiare da solo.
Per facilitarlo nel mangiare questi nuovi cibi, semi e granaglie varie andranno messi preventivamente a bagno in acqua tiepida per alcune ore in modo che si reidratino un poco; è opportuno scegliere semi di piccole dimensioni (come frumento, riso Originario, meglio se integrale) e triturare quelli più grossi (come piselli secchi, mais, veccia).
Ne andrà mescolata una parte alla solita pappa morbida, alternandola con semi messi direttamente nel becco, con l'aiuto di un paio di pinzette a punte arrotondate, offrendo un seme per volta; armatevi quindi di tanta pazienza e non demoralizzatevi se lo vedrete che se ne sta lì immobile col seme mezzo dentro e mezzo fuori dal becco; cercate di farglielo inghiottire, spingendolo giù.
Lasciategli a disposizione un po' di granaglie piccole o spezzettate, anche del tipo per polli e cercate di attirare la sua attenzione picchiettandoci sopra col dito o con uno stecco, per fargli vedere come si fa a becchettare.
Con il vostro costante aiuto, piano piano imparerà a mangiare da solo, statene pur certi.

Non usate i pastoncini per insettivori, che contengono molte proteine di origine animale (insetti) inadatte per questi uccelli, perché potrebbero causare loro gravi problemi digestivi; stessa cosa dicasi per la carne, che proprio non deve essere usata.
E vero che i piccioni nelle aree urbanizzate trovano veramente di tutto e non disdegnano cibi che in natura non troverebbero mai, come ad esempio i nostri avanzi alimentari di origine animale, tuttavia noi non possiamo sapere esattamente a quale cibo erano avvezzi i genitori del piccolo che abbiamo trovato e quindi cosa mettessero nella pappa che gli davano, pertanto è meglio non rischiare.
Solo nei primi giorni di vita l'alimentazione del piccolo richiede una grande percentuale proteica; man mano che cresce essa diminuirà e nel contempo sarà invece necessario un maggior apporto di carboidrati.



Dopo che il piccioncino avrà mangiato è necessario pulire il becco e le piume che si fossero sporcate utilizzando un panno umido o della carta da cucina; è importante che il piccolo sia sempre ben pulito e in ordine e che non restino residui di cibo a seccarsi addosso.





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Né a Pasqua, né mai!


Articolo di Beatrice Montini (Corriere della Sera)
Investigazioni di Animal Equality Italia






Malata di sclerosi multipla e contraria alla sperimentazione animale
Dottor Stefano Cagno

Clicca la foto per l'articolo del dott. Stefano Cagno, Dirigente Medico Ospedaliero dell'Az. Osped. Desio e Vimercate (MB)
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