IL RITORNO IN NATURA
Va'...vola!


L'uccellino di cui ci siamo presi cura è oramai cresciuto ed è già più di una settimana che è in grado di mangiare da solo, tanto che non l'abbiamo più imbeccato.
Ha potuto esercitarsi quotidianamente, in bagno o nella stanza che avevamo scelto per lo scopo ed ora decolla e atterra con sicurezza, il volo è rapido, riesce a cambiare direzione con facilità, evita gli ostacoli e magari compie anche qualche piccola acrobazia ed ha acquisito resistenza al volo.
In una parola, è diventato autosufficiente.

La giornata e il momento giusto
Per la liberazione dobbiamo scegliere una giornata di sole, senza vento e dobbiamo tener conto anche delle previsioni meteo per i giorni successivi, in modo che il piccolo che già deve affrontare la vita libera non sia costretto ad affrontare anche condizioni meteorologiche avverse.
Le ore migliori per la liberazione sono quelle del primo mattino; da evitare quelle centrali della giornata, spesso troppo calde, soprattutto in estate.
Da evitare anche il pomeriggio e ancor di più la sera, perché le poche ore di luce prima del calar della notte non sarebbero sufficienti al piccolo per acquisire un minimo di familiarità con l'ambiente esterno.
Inoltre un uccellino liberato al mattino avrà anche maggiori probabilità di incontrare i suoi simili ed eventualmente di inserirsi in un gruppo.

Non è però possibile limitarsi a dargli il via libera.
Soprattutto se l'uccellino non ha mai visto il mondo esterno, è indispensabile procedere con gradualità.

Liberazione dalla gabbia o dalla voliera
Possiamo cominciare mettendo sulla finestra o sul balcone la sua gabbia; se abbiamo la possibilità di ospitarlo in una voliera su un terrazzo coperto potremo lasciarlo fuori anche di notte.
Chi ha a disposizione una voliera nel giardino e vorrà ospitarvi l'uccellino dovrà provvedere ad un'adeguata copertura protettiva da eventuale pioggia, dai raggi diretti del sole e dalla rugiada notturna e soprattutto dovrà accertarsi che il luogo non sia frequentato da gatti o altri animali che possano costituire pericolo o anche semplice disturbo.
Indubbiamente non dovrà nemmeno essere il luogo preferito per i giochi dei bambini.

Il piccolo comincerà ad osservare l'ambiente circostante, sentirà le voci dei suoi simili e tutti gli altri suoni che in casa non ha mai udito, come lo stormire delle fronde e tutti gli altri rumori della zona, naturali o meno.

Non preoccupatevi dell'imprinting.
Anche se fino a quel momento è stato abituato alla nostra presenza, la curiosità innata, lo spirito di avventura e l'istinto atavico in breve tempo lo condurranno irresistibilmente verso il suo vero mondo, verso i grandi spazi aperti, verso la libertà.
Ora cercate di avere solo il minimo indispensabile di contatti con lui; piuttosto tenetelo d'occhio stando a distanza.

Dopo quattro o cinque giorni potrete aprire lo sportellino della gabbia o della voliera, senza però forzare il piccolo ad uscirne; quando si sentirà pronto lo farà da solo, dapprima soffermandosi nei paraggi, poi allontanandosi di più.
Dopo aver lasciato la gabbia, un uccellino particolarmente intraprendente non vi farà più ritorno; uno più timido e insicuro prenderà ad entrare e uscire a suo piacimento, prima di buttarsi nella grande avventura della vita libera.
In ogni caso anche dopo che l' uccellino se ne sarà andato definitivamente, per alcuni giorni lasciate la gabbia nello stesso posto con le portine aperte e cibo e acqua a disposizione, perché potrebbe tornare (succede molto raramente) se avesse difficoltà nel trovar da mangiare e da bere.

Liberazione dalla stanza dove l'abbiamo allevato
Se siamo fortunati e abbiamo potuto allevare il piccolo in una stanza con una finestra che guarda sull'ambiente naturale, la liberazione sarà molto più facile.
Infatti l'uccellino avrà già l'abitudine visiva a quel che sta fuori; se poi avremo avuto l'accortezza di munire la finestra di una rete, in modo da evitare l'uscita accidentale del piccolo, durante la sua permanenza in casa avrà potuto conoscere anche i rumori e gli odori provenienti dall'esterno.
Giunto il momento della liberazione sarà quindi sufficiente aprire la finestra, rimuovere la rete protettiva e allontanarci per osservare senza disturbare.
Potranno anche trascorrere una o due ore o anche più, prima che prenda coraggio e voli via; tuttavia se nel primo pomeriggio non si fosse ancora deciso ad andarsene, meglio chiudere la finestra, perché è evidente che non si sente ancora pronto e pertanto si dovrà rimandare la liberazione; si potrà riprovare dopo due o tre giorni.
Anche per la liberazione dalla finestra bisogna avere l'accortezza, dopo che l'uccellino se ne sarà andato, di lasciare a disposizione sul davanzale, per alcuni giorni, acqua e cibo e se possibile tenere aperta la finestra.




Ora che la piccola palla di piume non c'è più, la casa ci sembra un po' vuota.
Pensiamo con trepidazione al piccolino che è volato via, ma non ci si dovrebbe preoccupare troppo per il suo destino; Madre Natura provvederà a lui.
D'altronde non possiamo pensare di tenere per sempre con noi gli animali selvatici che soccorriamo.
Non dobbiamo imprigionare a vita un essere che è nato libero; non è il nostro figliolino adottivo, l'abbiamo preso solo in affido temporaneo, per aiutarlo in un periodo di grande difficoltà.
Quasi sicuramente senza il nostro aiuto non ce l'avrebbe fatta, ma ora non ha più bisogno di noi, quindi non possiamo, anzi, non è giusto trattenerlo e condannarlo ad una vita di prigionia; è ora di riconsegnarlo a Madre Natura.

Naturalmente separarci da lui è facile a dirsi, ma non altrettanto a farsi e questi sentimenti contrastanti che si agitano nella mente e nel cuore sono comprensibilissimi.
Se così non fosse, ci sarebbe da preoccuparsi per la mancanza di sensibilità.

Facciamo quindi la cosa giusta per quell'esserino pennuto che nel profondo di noi era diventato una sorta di figliolino e che ora, volandosene via lontano da casa nostra per andare a vivere da solo, ci lascia in grande apprensione per il suo futuro.
Porteremo però sempre con noi il ricordo del tempo trascorso insieme, dei suoi progressi, dei momenti più belli immortalati in una fotografia o in un video.






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Né a Pasqua, né mai!


Articolo di Beatrice Montini (Corriere della Sera)
Investigazioni di Animal Equality Italia




Malata di sclerosi multipla e contraria alla sperimentazione animale
Dottor Stefano Cagno

Clicca la foto per l'articolo del dott. Stefano Cagno, Dirigente Medico Ospedaliero dell'Az. Osped. Desio e Vimercate (MB)
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