L'IMBECCO

Prima di cominciare ad imbeccare un uccellino bisogna prepararsi tutto il necessario a portata di mano, in modo da non dover poi interrompere l'operazione sul più bello.
Ci occorrerà quindi un piano d'appoggio su cui mettere la scatola-nido dove abbiamo sistemato l'uccellino.
Per alimentarlo quando è molto piccolo e gli occhietti sono ancora chiusi, sarebbe meglio non prenderlo in mano, ma lasciarlo nel nido, ma se incontriamo difficoltà, togliamolo momentaneamente e appoggiamolo su un piano coperto da un panno o anche sulle ginocchia.

Non dobbiamo mai mettere l'uccellino a pancia in su, quando lo imbecchiamo.

Cingiamogli il dorso con una mano e sosteniamogli la testolina accostando pollice e indice sotto la gola.
Con l'altra mano procederemo ad imbeccarlo e continueremo finché non sarà sazio e lo capiremo dal suo comportamento: non aprirà più il becco e non si protenderà più verso di noi, cercando piuttosto di ritirarsi nel nido.
Ricordiamo di infilargli il cibo giù in gola; se glielo mettiamo semplicemente nel becco, siccome a quell'età non ha ancora sviluppato la capacità di inghiottire, o se ne starà lì incantato o al massimo comincerà a scuotersi e a schizzare tutto all'ingiro.

Generalmente il piccolo apre spontaneamente il becco per chiedere cibo, proprio come farebbe con i suoi genitori, ma se quando l'abbiamo trovato era già molto debilitato, è possibile che non lo spalanchi per niente, quindi dovremo forzarlo ad aprirlo (vedi a fondo pagina come praticare l'alimentazione forzata).

Non scoraggiatevi se all'inizio vi sembrerà di non farcela; un po' di reciproca coordinazione prima poi arriva.
Le prime volte comunque è assai probabile che un po' di cibo possa finire dappertutto tranne che nel becco del nostro piccolo...

Ricordate che se vi limiterete ad accostare il cibo al becco di un nidiaceo, egli non mangerà mai, perché non è un comportamento previsto da madre natura; comincerà a farlo gradualmente solo in fase di svezzamento avanzato.

Dopo che l'uccellino ha mangiato ed è sazio, se l'abbiamo imbeccato senza toglierlo dal nido procederemo a cambiare l'imbottitura che senz'altro si sarà sporcata di pappa; se non lo facessimo, il piccolo finirebbe per sporcarsi la pelle o le piume e il cibo, una volta secco, sarebbe quasi impossibile da rimuovere.
La sua pelle inoltre è delicatissima e potrebbe irritarsi al contatto.
Per lo stesso motivo bisogna porre grande attenzione che non ci siamo feci nel nido; potrebbe capitare che inavvertitamente "scappi" qualcosa all'uccellino e dobbiamo quindi essere noi a vigilare e provvedere di conseguenza; l'igiene e la pulizia sono essenziali per la sua salute.

Teniamo a portata di mano anche un recipiente con acqua tiepida e carta assorbente da cucina o fazzolettini di carta, morbidi e non profumati, così potremo prontamente rimediare a qualche ...incidente di percorso.
Al termine dell'imbeccata è bene accertarsi che il corpo del piccolo non sia sporco e nel caso lo puliremo delicatamente con la carta da cucina bagnata in acqua tiepida.
E' bene controllare attentamente il becco, perché potrebbe essere sporco di pappa; a volte quando mangiano e magari abbiamo dato un boccone un po' troppo voluminoso o il piccolo si è mosso nel momento meno opportuno, il cibo gli finisce mezzo fuori; talvolta resta appiccicato anche sulla parte superiore del becco, dove ci sono i fori che comunicano con le narici, quindi è necessario provvedere alla pulizia con il solito scottex bagnato o anche semplicemente intingendo le nostre dita nell'acqua, passandogliele poi sul becco.
Se l'uccellino ha già un po' di piume e durante la pulizia si bagnano, asciugarle tamponando con carta; va molto bene la carta igienica morbida.





Alcuni sistemi per l'imbecco sono mostrati nei filmati che seguono.

Nel video che segue, l'operatore usa una siringa del tipo di quelle adoperate per le iniezioni di insulina.
Sono comode e maneggevoli ed essendo di piccolo diametro non ingombrano la visuale di quel che si sta facendo, però hanno lo svantaggio che se il pastoncino non è completamente cremoso e abbastanza fluido, si fatica parecchio ad aspirarlo; basta un piccolo granellino o grumetto per bloccare il beccucio d'aspirazione.
Può anche succedere che mentre si sta alimentando l'uccellino improvvisamente si blocchi l'erogazione ed esercitare una maggior pressione per far uscire la pappetta potrebbe far sbloccare di colpo il beccuccio con la conseguenza di schizzare il cibo nella gola dell'uccellino con troppa violenza.






Il contagocce è un validissimo sistema, quando si devono somministrare pappe piuttosto fluide e non ha gli inconvenienti della siringa; contenendo una minor quantità di prodotto, deve però essere riempito più volte.






Qui l'operatore imbecca allo stecco alcuni piccoli canarini servendosi del cappuccio di una comune penna a sfera.
C'è chi preferisce usare uno stecco o un pennellino da pittore, l'uno e l'altro da intingere semplicemente nella pappina.
Chi utilizza le pinzette anche che per la somministrazione del cibo cremoso, le tiene chiuse; praticamente si usano come se fossero uno stecco.





Ognuno alla fine utilizzerà quello che ha a disposizione o quello con cui si trova meglio; l'importante è che non siano oggetti che potrebbero causare ferite all'uccellino.














Quando l'uccellino è un po' cresciuto o se gli vogliamo dare un insetto o una larva, le pinzette sono davvero insuperabili, perché in questi casi è evidente che non potremo usare né lo stecco, né il pennellino e tanto meno la siringa o il contagocce...
Si tratta di pinzette chirurgiche che si trovano in vendita nelle farmacie e nei negozi di articoli medicali; io uso quelle lunghe una dozzina di centimetri; le estremità devono essere smussate, mai a punta.





In questo filmato le pinzette vengono utilizzate proprio per porgere una larva ad un piccolo rondinotto.





Ed ecco l'imbecco di un piccolo passero, ancora implume e con gli occhietti chiusi.
Osservate come sia sufficiente sfiorare il bordo del becco per farglielo spalancare nella richiestra di cibo.






L'alimentazione forzata

A volte l'uccellino viene trovato e soccorso quando è già trascorso diverso tempo dal momento in cui è caduto dal nido.
In questo caso sovente è già molto debilitato, cosicché rifiuta il cibo e non apre spontanemente il becco.
In tal caso bisogna comunque somministrargli dell'acqua, per evitare la disidratazione che in un animaletto tanto piccolo avviene rapidamente.
Invece di dargli solo acqua, si può aggiungere un goccio di miele o, in mancanza, un pizzichino di normalissimo zucchero; in questo modo, oltre a reidratarlo, gli verrà dato anche un po' di nutrimento.

E' ovvio che non vanno mai usati quei dolcificanti artificiali che molti utilizzano al posto dello zucchero; non avendo calorie, sono del tutto inutili per il nostro scopo.

Si può poi provare ad aprigli il becco, in modo da alimentarlo forzatamente; generalmente una volta assaporato il gusto del cibo, lo spalancano spontaneamente.
Questa operazione richiede grande delicatezza; il becco di un uccellino è fragile e agire nel modo sbagliato potrebbe provocarne la frattura e il conseguente dolore non farebbe che peggiorare la situazione e spingere il piccolo a rifiutare del tutto il cibo.

Non è però difficile aprire un beccuccio senza far male all'animale.
Bisogna prendere in mano l'uccellino, tenendo libera la mano destra per i destri o la sinistra per i mancini, dopo di che si tiene delicatamente ferma la testolina fra pollice e indice della mano che tiene l'uccellino.

Si appoggia l'indice dell'altra mano su un lato del becco e con l'unghia del pollice che ovviamente si troverà dall'altro lato del becco, si esercita una leggera pressione cercando di infilarla tra la parte superiore e quella inferiore del becco, che in tal modo si aprirà.
Pressoché contemporanemente il pollice della mano che tiene l'uccellino verrà posizionato anch'esso sul becco, lateralmente, per impedire che l'uccellino lo chiuda.
Nonostante siano animaletti tanto piccoli e fragili hanno una notevole testardaggine ed una insospettata forza.

Ora che abbiamo libera l'altra mano, prendiamo le pinzette o lo stecco o la siringa o l'attrezzo che abbiamo deciso di utilizzare, preleviamo una certa quantità di pappa e infiliamogliela nel becco.
Si deve ripere il procedimento per ogni boccone, se il piccolo si ostinasse a non collaborare.




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Né a Pasqua, né mai!


Articolo di Beatrice Montini (Corriere della Sera)
Investigazioni di Animal Equality Italia






Malata di sclerosi multipla e contraria alla sperimentazione animale
Dottor Stefano Cagno

Clicca la foto per l'articolo del dott. Stefano Cagno, Dirigente Medico Ospedaliero dell'Az. Osped. Desio e Vimercate (MB)
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Dargli da bere
Nel caso riteniate che il cibo somministrato fosse stato troppo poco umido, potete dar da bere all'uccellino; sarà sufficiente prendere un contagocce e far cadere una o due gocce d'acqua all'angolo del becco.


Capire quando è sazio
Naturalmente quando si deve ricorrere all'alimentazione forzata sta a noi capire quando l'uccellino è sazio; per far ciò è sufficiente toccare sotto la base del collo nella parte superiore del petto, leggermente sulla destra.
Nei volatili il cibo non scende subito nello stomaco, ma subisce una pre-digestione in una sacca detta ingluvie o gozzo che si trova proprio in quel punto; quando contiene sufficiente cibo, tastandolo si sente un rigonfiamento di consistenza gommosa.
Se l'uccellino è ancora pressoché implume, non sarà neppure necessario toccarlo, perché il gozzetto pieno apparirà ben evidente già alla sola vista.

Quando l'uccellino sarà più cresciutello al momento della pappa si agiterà parecchio e cercherà di saltare fuori dalla scatola nido.
Se accosterete il vostro dito indice sotto al suo petto, lui ci salirà sopra sistemandosi comodamente e non dovrete far altro che imbeccarlo; ad aprire il becco ci penserà da solo.


Linguaggio del becco
Gli uccelli per attirare l'attenzione dell'adulto e fargli capire di aver fame spalancano in modo incredibile il becco; così facendo inoltre mostrano l'interno della bocca che è di un intenso color arancio; questo è un irresistibile invito ai genitori, che si affrettano ad alimentarli.
Man mano che il piccolo cresce il colore si fa sempre meno intenso, fino a scomparire del tutto quando l'uccellino è oramai in grado di mangiare da solo.


Linguaggio delle ali
Nel secondo video, quello dell'alimentazione col contagocce, avete notato il frullo d'ali del piccolo canarino?
E' anche questo un segnale di invito, è come urlare "ho fame!!!"
Questo comportamento tende a persistere anche quando l'uccello è autonomo.
Quando vi vedrà avvicinare, comincerà ad agitare freneticamente le ali comportandosi ancora "da bambino" per attirare la vostra attenzione e ricevere qualche buon bocconcino.
Questo frullo d'ali è accompagnato da un invito "a voce", una sorta di pigolìo vibrato con toni acuti.

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