LE CINCE

L'ordine degli uccelli Passeriformi comprende numerose famiglie; tipica è quella dei Paridi, di cui fanno parte le Cince.
Quella forse più conosciuta è la Cinciallegra (Parus major) che è anche quella di maggiori dimensioni, potendo raggiungere i 14 centimetri di lunghezza, coda compresa.
Riconoscibilissima per la caratteristica livrea, è anche agevole distinguerne i sessi, poiché la banda scura che percorre longitudinalmente il petto è più uniforme, intensa di colore e ben delineata nel maschio, rispetto alla femmina; inoltre quella del maschio arriva fino al sottocoda, mentre quella della femmina è decisamente più corta, occupando quasi esclusivamente la zona pettorale.

Ecco una coppia di cinciallegre che mangiano le arachidi sgusciate e infilzate su un ferretto.
Osservando la linea scura longitudinale dei due uccellini vi sarà facilissimo identificarne il sesso.


Ascolta la voce della Cinciallegra



Non meravigliatevi se ascoltando la voce di una cinciallegra in altre registrazioni oppure dal vivo noterete delle differenze; gli animali non sono macchine; ognuno di loro è unico e irripetibile; d'altra parte cani e gatti non hanno tutti la stessa voce e non "parlano" tutti allo stesso modo, non vi sembra?

Il periodo dell'anno nel quale i colori del piumaggio sono più vivi si estende dal tardo autunno alla tarda primavera; a partire dal mese di giugno inizia la muta che pian piano, quasi impercettibilmente, porterà l'uccello ad abbandonare gradatamente le vecchie penne e piume, che nel volgere di pochi mesi saranno sostituite da quelle nuove.
Durante il corteggiamento i colori hanno il massimo dell'intensità.
Quasi tutte le specie di cince, soprattutto quelle che vivono alle nostre latitudini, abitano zone ricche di alberi e cespugli, spingendosi sovente a colonizzare anche i giardini e talvolta anche gli ambienti verdi urbani, dove riescono a trovare alimentazione supplementare, soprattutto quando la natura è avara; hanno imparato che gli umani forniscono loro ben volentieri cibo appetitoso nelle mangiatoie.
Pur essendo uccelli piuttosto schivi e diffidenti, perdono la loro naturale selvaticità quando capiscono che l'umano che frequenta il giardino non ha cattive intenzioni; imparano anche l'orario nel quale vengono rifornite le mangiatoie e si preparano nei pressi.
Non sentono nemmeno più la necessità di scegliere un ramo alto per mangiare ed è veramente un bello spettacolo poterle osservare da vicino.
Naturalmente basta che arrivi un "estraneo" e con un rapidissimo frullo d'ali saranno già lontano...


Alimentazione in natura

L'alimentazione delle cince è composta da una grandissima varietà di insetti, da bruchi, ragni, acari, cocciniglie, larve di mosca carnaria, ma non disdegnano la frutta e nel periodo invernale, allorché c'è scarsità di cibo, si nutrono anche di semi e di quant'altro trovano.
La cincia in virtù del suo piccolo ma robustissimo becco, usato come un martello penumatico in miniatura, è in grado di rompere il guscio di alcuni semi e di raggiungerne la polpa interna.
La conformazione fisica di questo uccellino è tale per cui riesce ad assorbire le notevoli vibrazioni prodotte dai potenti colpi di becco che si susseguono con un'intensità e una rapidità davvero notevoli.
Un cibo sempre graditissimo sono i semi di girasole, che vanno offerti NON sgusciati.
La cincia afferra un seme col becco e si porta su un ramo al sicuro, dopo di che poserà il seme e lo tratterrà con entrambe le zampine, in modo da poterlo "lavorare" agevolmente; in tal modo riuscirà a forare la dura scorza e, briciola dopo briciola, estrarrà tutto il saporito e nutriente contenuto.
Possiamo offrire loro questo cibo ipercalorico durante l'inverno, per aiutarle a superare il difficile periodo.
Al sopraggiungere della bella stagione, generalmente verso il mese di aprile, di pari passo con l'aumentata disponibilità di cibo vivo, le cince frequenteranno sempre più raramente la mangiatoia, fino a disertarla completamente; nel caso di primavere inclementi, durante l'allevamento della prole tenderanno però ancora a visitarle.


Alcune varietà sono rare e tipiche di zone ben determinate:
Cincia siberiana (Parus cinctus)



Cincia azzurra (Cyanistes cyanus - sin.Parus cyanus)



Cincia dal ciuffo (Lophophanes cristatus - sin. Parus cristatus)
- unica specie migratrice



Si sono avviati progetti al fine di riprodurre e allevare alcuni di queste cince a scopo di successivo ripopolamento; nella Regione Lombardia si è ricorso a questa pratica presso centri specializzati e regolarmente autorizzati, al fine di reintrodurre la Cincia Azzurra in Austria e Romania.


Nei nostri boschi e giardini è abbastanza frequente imbattersi non solo nella Cinciallegra, ma anche nella graziosa Cinciarella (Cyanistes caeruleus - sin. Parus caeruleus).


Ascolta la voce della Cinciarella



Nel filmato seguente: una Cinciarella si procura materiale per rivestire internamente il nido.



Meno comuni di Cinciallegra e Cinciarella e tipiche di ben determinati areali sono:
Cincia bigia (Poecile palustris - sin. Parus palustris)



Cincia mora (Periparus ater - sin. Parus ater)



Cincia dalmatina (Poecile lugubris)






L'alimentazione artificiale

L'allevamento artificiale delle cince comporta la difficoltà di mantenere la colorazione tipica del piumaggio.
Infatti pur crescendo e sviluppandosi bene, con l'alimentazione artificiale presentavano un piumaggio...in bianco e nero!

Si è però riusciti nell'intento di trovare un'alimentazione che sia in grado di produrre lo sviluppo dei colori tipici del volatile, anche nelle specie più esigenti e delicate, come la Cincia azzurra e la Cincia dal ciuffo.
Viene utilizzato un cibo composto da uova e pupe di formica, nonché da bruchi di farfalla, reperibili nei centri specializzati dove si vendono i cosiddetti "insetti da pasto" molto usati nell'allevamento di rettili e piccoli animali insettivori.
A ciò si aggiungono carne bovina e cuore di pollo crudi, fichi freschi ben maturi o se non reperibili vanno bene anche quelli secchi, purché sufficientemente morbidi.
Questo cibo viene alternato con pastoncini per insettivori di ottima qualità.
Si tratta nel complesso di cibi altamente proteici, che contengono anche fibre, ma che hanno una percentuale lipidica ridotta.

Se ci capitasse di soccorrere dei nidiacei di cincia, non preoccupiamoci eccessivamente del colore del piumaggio; se proprio dovessero diventare in bianco e nero, una volta tornate libere e potendo alimentarsi in modo del tutto naturale, con la prima muta riacquisterebbero i loro bei colori naturali.



Per quello che riguarda le modalità pratiche di alimentazione di un nidiaceo di cincia, esso non differisce da quelle per gli altri uccelli.
Alimentazione del nidiaceo
L'imbecco

In quest'ultimo filmato una baby cinciallegra reclama la pappa a gran voce.





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Né a Pasqua, né mai!


Articolo di Beatrice Montini (Corriere della Sera)
Investigazioni di Animal Equality Italia




Malata di sclerosi multipla e contraria alla sperimentazione animale
Dottor Stefano Cagno

Clicca la foto per l'articolo del dott. Stefano Cagno, Dirigente Medico Ospedaliero dell'Az. Osped. Desio e Vimercate (MB)
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Giovane femmina di cinciallegra





Cincia azzurra





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