IL CIBO PER IL NIDIACEO

Abbiamo raccolto un uccellino, abbiamo verificato le sue condizioni di salute, gli abbiamo preparato un nido accogliente...ma ora dobbiamo dargli da mangiare!
Niente paura, i nidiacei ci faciliteranno enormemente questo compito; guardate i filmati dei piccoli merli: quando sentono arrivare mamma o papà (e da questo momento considereranno voi come genitori) spalancheranno completamente il becco, invitandovi a infilarci dentro la pappa.
Come già detto, questo comportamento non è tipico solo del merlo, ma della maggior parte dei giovani uccelli, quindi non farà differenza che sia un merlo piuttosto che una capinera o un passero...

Casi particolari sono invece quelli di piccioni, tortore e simili, o dei corvidi, dei rapaci diurni e notturni, degli uccelli acquatici o di volatili nei quali più raramente capita di imbattersi.

Cosa dar da mangiare dunque all'uccelletto che abbiamo ora in casa?
Per prima cosa evitiamo di crearci delle paranoie: che si tratti di un granivoro o di un insettivoro, abbiamo già visto che l'alimentazione dei piccoli non presenta sostanziali differenze.

PASTONCINI INDUSTRIALI
Il giovane uccello necessita di un'alimentazione particolarmente ricca di proteine e con una buona percentuale di grassi.
Ci sono in vendita pastoncini per l'allevamento dei nidiacei, ma non è detto che ne abbiate a disposizione.
Indubbiamente questi prodotti industriali sono comodi; dovrebbero essere anche completi dal punto di vista nutrizionale, secondo quanto dichiarano le etichette, anche se purtroppo non è sempre così.

In ogni caso è meglio lasciar perdere quelli in vendita sui banchi dei mercati rionali, nella grande distribuzione e in certi negozi di articoli per animali che non badano molto alla qualità (e purtroppo ce ne sono più di quanti si possa immaginare).
Non lasciatevi abbindolare dalla parlantina del venditore: convincervi della bontà di un prodotto è il suo mestiere.
L'uccellino invece è affar vostro, quindi, piuttosto che dargli un pastoncino scadente, è indubbiamente meglio un cibo preparato in casa.

Gli alimenti industriali non sono strettamente necessari nella nutrizione degli uccellini; prima del loro avvento, ci si arrangiava preparando in casa i pastoncini, tuttavia è innegabile che al giorno d'oggi i prodotti di alta qualità ci semplifichino la vita.
Se decidete di utilizzare questi prodotti, tenete presente la marca RAFF che offre alimenti di buona qualità.


Nutribird A21


Se però volete un pastoncino d'allevamento veramente di ottima qualità orientatevi sul Nutribird A21 della ditta Versele-Laga; questo pastoncino è uno dei più noti ed utilizzati, reperibile però solo nei migliori negozi; è tuttavia possibile acquistarlo anche online.
E' importante accertarsi che al momento dell'acquisto non sia prossimo alla data di scadenza, altrimenti vi capiterà di dover buttare via il barattolo ancora quasi pieno.
Non utilizzate il prodotto dopo la data di scadenza, perché le proprietà nutrizionali non saranno più ottimali.




I pastoncini d'allevamento si presentano asciutti e vanno sempre impastati con acqua e alcuni, nonostante questo, restano a bricioline, quindi per dare loro consistenza e poter afferrare i bocconcini (se usate le pinzette) si dovrà unire un "collante", per esempio un pochino di mollica di pane, il tutto amalgamato con mela grattugiata o acqua.
Se invece adoperate uno dei sistemi sommariamente descritti più avanti, come stecco, siringa, pennellino, non serve rendere più colloso il cibo.
Generalmente i prodotti migliori riportano in etichetta le modalità di preparazione e le dosi da somministrare.

Una volta pronto all'uso, il pastoncino dovrà risultare molto morbido e cremoso; in tal modo il piccolo non avrà bisogno di bere.
In natura gli uccelli non portano da bere ai figli, che assumono l'acqua necessaria con l'umidità contenuta negli alimenti di cui si cibano.



CIBO DI EMERGENZA
Dovrete provvedere in fretta all'alimentazione del piccolino, perché sono sufficienti poche decine di minuti o poche ore senza cibo, perché un nidiaceo muoia; dipende dall'età che ha quando lo trovate: più è giovane e minuto e più di frequente deve poter assumere cibo; al momento del primo soccorso dovrete arrangiarvi con quel che avete a disposizione in casa.

Nell'attesa di procurarvi di meglio (e fatelo il prima possibile) potrete utilizzare ingredienti che tutti hanno in casa: mollica di pane o briciole di torta o biscotto o brioche, mela grattugiata per impastare il tutto fino ad ottenere una specie di pappetta, un goccio di miele, se l'avete, o un pizzichino di zucchero (proprio piccolo piccolo) e tuorlo d'uovo sodo.
In ogni caso fate in modo che l'impasto sia ben morbido; tenete anche a portata di mano una ciotolina d'acqua appena tiepida e se necessario tuffate velocemente il bocconcino, che in tal modo risulterà bello umido e scivolerà in gola più facilmente

Avete in casa della carne cruda freschissima, oppure anche carne cotta? Macinatela o tritatela finissima.
Tenete presente che qualsiasi cibo non dovrà mai essere freddo di frigorifero, ma a temperatura ambiente.
Non è necessario mescolare l'eventuale carne cruda al pastoncino; andrà benissimo anche così, al naturale; per facilitarne l'assunzione si può tuffare il bocconcino in acqua appena tiepida.

Anche l'omogeneizzato di carne è utile in caso di emergenza, se avete bambini piccoli, si presume che ne siate forniti.

Non date MAI e poi MAI salumi o cibi speziati, piccanti, sale, latte, formaggio, cioccolato, cremine (Nutella...) ad un uccello, perché sono cibi del tutto inadatti al suo delicato apparato digerente; purtroppo una volta libero, andrà a finire che mangerà tutto quel che troverà in giro e che lo alletterà, anche se potrebbe fargli male, ma almeno cerchiamo di non essere proprio noi a fornirgli certi cibi fin da piccolino!

La mela andrà sempre bene e sarà la frutta più gradita, ma anche ciliege e lamponi piaceranno al piccolo, ovviamente tagliuzzati; evitate invece la frutta acidula, come pesche, albicocche, kiwi.
Ricordate che la frutta, per quanto gradita e ricca di vitamine e sali minerali, non può costituire la base alimentare dell'uccellino, poiché manca di elementi assolutamente indispensabili: proteine, grassi e carboidrati.

Il pastoncino d'emergenza che abbiamo preparato andrà benissimo per uccelli come i merli o altri di analoghe dimensioni, ma se avremo a che fare con uccellini molto più minuti, ad esempio passerotti, cince o altri uccelletti e soprattutto se hanno pochi giorni di vita (lo capirete dal fatto che sono ancora pressoché nudi e hanno gli occhi chiusi) è bene frullarlo in modo da renderlo senza grumi e cremoso, di consistenza simile a quella dello yogurth e per la somministrazione useremo stecco, siringa o pennellino, ma per ovvi motivi non potremo adoperare le pinzette.

Sarebbe utilissimo poter dare insetti al piccolo, ma ovviamente non riusciremmo a catturarne del tipo giusto e soprattutto in quantità adeguata e in brevissimo tempo, senza contare che spesso ospitano parassiti che potrebbero nuocergli.



CIBO CASALINGO
Passato il momento dell'emergenza, se decidiamo di proseguire con l'alimentazione casalinga per l'allevamento del trovatello, dobbiamo avere sempre a disposizione carne cruda macinata, che potremo conservare nel congelatore in piccole porzioni da consumarsi giornalmente, uovo sodo, mela, semolino da cuocere in acqua senza sale, poca mollica di pane.

Camole e bigattini
In un negozio di articoli per la pesca acquisteremo le camole del miele (nella foto qui a fianco) che sono nutrienti e molto gradite agli uccelli; costano circa 2,50 euro e ce ne sono 40 o 50 per ogni scatolino, dipende dall'onestà del negoziante.
Vanno ancora meglio le larve di mosca carnaria chiamate anche bigattini, cagnotti, gianin, ecc., a seconda dell'abitudine locale; costano molto meno delle camole; con 2 euro ve ne daranno un etto circa; sono molto più proteici delle camole e meno grassi.

Entrambe queste larve vanno conservate al fresco, a temperatura non superiore ai 6°C, altrimenti dureranno al massimo un giorno o due, dopodiché inizieranno a compiere la metamorfosi che le porterà a diventare prima pupe e poi farfalline notturne nel caso delle camole, mosche nel caso dei bigattini.

Attenzione: tenetele in contenitori ben chiusi; il coperchio deve essere finemente forato per permettere loro di respirare.
Spesso i bigattini vengono venduti dentro un sacchettino di nylon, ma una volta a casa vanno trasferiti nei contenitori suddetti.
Si raccomanda vivamente che i forellini per l'aerazione siano davvero piccoli, perché i bigattini riescono ad allungarsi diminuendo il diametro del proprio corpo e così facendo riescono a passare dove non ci sembra possibile .
I negozi di articoli da pesca vendono contenitori con fori adatti ad impedire il loro passaggio.

Ricordate che le camole riescono ad arrampicarsi ed evadere dal barattolo, se non ci mettete il coperchio e sono abbastanza svelte nel farlo, ma i bigattini sono insuperabili campioni di evasione, abilissimi e velocissimi nell'arrampicarsi sulle pareti dei contenitori; una volta scappati e magari caduti sul pavimento, ancor più rapidamente andranno a nascondersi nel primo posto buio o con scarsa luce che troveranno.
Anche se cercherete di recuperare i fuggitivi, state pur tranquilli che ne resteranno molti altri in giro e vi accorgerete della loro presenza quando sarà oramai troppo tardi e cioè quando, dopo qualche giorno, comincerano a ronzare volando per casa dei bei mosconi dal colore metallico blu-verde.

Il colore naturale dei bigattini è bianco-avorio, ma in alcuni negozi sono venduti mescolati a piccole quantità di bigattini colorati artificialmente (generalmente con anilina) di blu, giallo, rosso e verde, perché i pescatori chiedono queste esche.








E' opportuno provvedere ad eliminare quelli colorati o, meglio ancora, acquistare dove vendono quelli di colore naturale.



LE VITAMINE
I pastoncini d'allevamento di buona qualità generalmente sono già addizionati di vitamine.
Se invece prepariamo il pastoncino casalingo, è bene che lo integriamo con un complesso vitaminico.
Ci sono prodotti in formulazione liquida venduti nei negozi di animali (attenzione alla scadenza!), ma anche un complesso vitaminico per bambini piccoli andrà benissimo; se avete in casa Idroplurivit, potete usate quello.
Sarà sufficiente addizionarlo al pastoncino, in modo da non superare la dose complessiva di 2-3 gocce alla settimana; è anche utile un'ulteriore integrazione di vitamine del complesso "B" per esempio utilizzando "Betotal Sciroppo gusto classico" sempre alle stesse dosi.



L'IMBECCO
E qui viene il bello: come imbeccare il piccolo?
Tranquilli che non è per niente difficile e come già detto la naturale tendenza a spalancare spontanemente il becco ci faciliterà enormemente.
Dovrete simulare il becco dei genitori e per far questo l'ideale sarebbero le pinzette a becchi lunghi e sottili e punte arrotondate.
Tuttavia, per uccellini molto piccoli, dovendo somministrare un alimento decisamente cremoso, se non si è più che abili non si potranno usare le pinzette e quindi si opterà per uno stecco avendo cura di lisciarlo e arrotondarne bene la punta e infatti l'imbecco artificiale degli uccelli si chiama "allo stecco".
Si può utilizzare un pennellino da pittore intingendolo nella pappa e poi infilandolo ben inzuppato nel beccuccio dell'uccellino.
E' possibile ricorrere ad una siringa, ovviamente senza ago, con la quale schizzargli molto delicatamente il cibo nel becco; bisogna però stare molto attenti ad esercitare la giusta pressione sul pistoncino, per non rischiare di "sparare" di colpo troppo cibo, con il rischio di provocare l'ostruzione delle vie respiratorie e di conseguenza la morte del piccolino.
Tutto però alla fine dipende anche dalle nostre preferenze personali; c'è chi si trova meglio con un sistema e chi ne preferisce un altro.

Osservate bene i due filmati dei baby merli di cui si parla a inizio pagina: noterete che il genitore infila il becco in gola al figlio, questo perché il piccolo non ha ancora l'istinto di inghiottire.
Se il cibo gli venisse messo semplicemente nel becco, il piccolo se ne starebbe lì con la pappa mezza dentro e mezza fuori, immobile.

Un altro motivo per cui il boccone va inserito giù in gola, a giusta profondità, è quello di evitare, come già detto, che possa ostruire le vie respiratorie, provocando il soffocamento del piccolo.
Non abbiate quindi timore di fargli male infilandogli in gola le pinzette, lo stecco o quel che state utilizzando; addirittura noterete che il piccolo farà il movimento quasi per inghiottire anche l'oggetto.
Per lui è come se fosse il becco dei genitori, che scende giù fino all'esofago, passando oltre il piccolo foro posto alla base della lingua, che altro non è che l'inizio della trachea.

Allorché il piccolo sarà sazio, rifiuterà ostinatamente di aprire il becco e si ritirerà nel nido; non insistete oltre.
Se l'uccellino è ancora pressoché implume lo dovrete alimentare ogni 15 minuti circa, cercando di non oltrepassare la mezz'ora di intervallo fra le imbeccate; man mano che crescerà potrete allungare i tempi e se succederà che vi dimentichiate, provvederà lui stesso a richiamare la vostra attenzione pigolando forte e strepitando.

Maggiori informazioni su come procedere all'imbecco le trovate QUI



DOPO LA PAPPA...LA CACCA
Finché gli uccelli restano nel nido hanno un modo particolare di fare i propri bisogni.
Le cacchine sono infatti contenute in una membrana trasparente a forma di pera, chiamata sacco fecale, in modo da non sporcare il nido.
Quando deve evacuare, il piccolo solleva il culetto e la madre prontamente affera col becco il sacchettino fecale gettandolo fuori del nido.
Crescendo il piccolo comincerà a portarsi da solo sul bordo del nido e così facendo il sacchetto fecale cadrà all'esterno.
Le feci non devono essere maleodoranti o liquide e prive del sacco fecale; devono esser bicolori; la parte superiore contenuta nel sacco è scura, quella inferiore è bianca.







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Né a Pasqua, né mai!


Articolo di Beatrice Montini (Corriere della Sera)
Investigazioni di Animal Equality Italia






Malata di sclerosi multipla e contraria alla sperimentazione animale
Dottor Stefano Cagno

Clicca la foto per l'articolo del dott. Stefano Cagno, Dirigente Medico Ospedaliero dell'Az. Osped. Desio e Vimercate (MB)
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Camole e bigattini
Molti piccoli uccelli uccidono le grosse larve prima di inghiottirle; per fare ciò le stringono fortemente nel becco appiattendole e nel contempo facendole scorrere abilmente da un'estremità all'altra, comportamento questo tipico ad esempio del fringuello.
Altri uccelli, come capinere e cince, quando devono uccidere una larva grossina come una camola la afferrano sempre per la testa e la sbatacchiano ripetutamente contro un rametto, un sasso o qualsiasi altra superficie dura, finché resterà ciondolante, senza vita.
Il merlo inghiotte la camola viva, senza farle alcun trattamento.

I bigattini vengono inghiottiti vivi anche dai piccoli uccelli.
Teniamo presente che la camola del miele ha la pelle molto più dura e coriacea del bigattino, che invece ce l'ha più delicata e sottile.

Se vogliamo dare camole del miele al nidiaceo che stiamo alimentando, è quindi opportuno che provvediamo ad ucciderle, afferrando la camola con un paio di pinzette a becchi lunghi, arrotondati e non taglienti, per simulare il becco di un uccello.
Alcuni, temendo che la camola intera sia troppo grossa per un uccellino, la tagliano a pezzetti, invece bisogna prestare molta attenzione a non romperla, altrimenti faremo uscire i liquidi corporei e resterà solo la coriacea pelle, privando così l'uccellino che la mangerà di una parte importante delle sostanze nutritive dell'insetto.

I bigattini possono essere dati vivi, tuttavia è assai più opportuno ucciderli, ma solo per un motivo di comodità da parte nostra: infatti, visto che sono mobilissimi e velocissimi nel fuggire scalando anche superfici lisce e verticali alte qualche centimetro, quasi certamente mentre siamo impegnati nell'operazione di alimentazione dell'uccellino potrebbero fuggire e andarsi a nascondere in qualche angolino che sfugge alla nostra attenzione, oppure potremmo accidentalmente urtare il barattolo che li contiene e spargerli sul pavimento...
Naturalmente per uccidere un bigattino, che è molto piccolo, non possiamo usare il sistema dello sbatacchiamento, ma c'è un sistema ancora migliore, che ci permetterà di uccidere tutti i bigattini che abbiamo acquistato permettendoci poi di conservarli per settimane sempre freschissimi: congelarli.



Preparazione dei bigattini
Prima di tutto, visto che in negozio i bigattini vengono tenuti al fresco, in contenitori con segatura, per assorbirne l'eccessiva umidità, dobbiamo provvedere a setacciarli per eliminare la segatura.
A tale scopo utilizzeremo un colapasta a fori stretti o meglio ancora un piccolo setaccio; se i fori del colapasta non sono abbastanza piccoli, cascheranno di sotto anche i bigattini.
Sotto il colapasta o il setaccio teniamo una bacinella che raccoglierà la segatura e gli eventuali bigattini che potrebbero cadere.
Buttiamo via la segatura, mettiamo i bigattini nella bacinella e aggiungiamo qualche cucchiaio di farina da polenta, mescolando con delicatezza.
Usiamo tranquillamente le mani; i bigattini non mordono!
Inoltre negli allevamenti vengono trattati in modo da perdere la carica batterica nociva che potrebbero avere, perché devono poi essere toccati e maneggiati dai pescatori, che li usano come esca.
Se supererete l'eventuale paura o schifo che qualcuno di voi potrebbe avere e metterete la mano nella bacinella sarete sorpresi di scoprire quanto morbidi e vellutati siano, al massimo sentirete un leggero solletico perché questi animaletti si muovono in continuazione.

Dopo questo trattamento setacciate nuovamente i bigattini per eliminare la farina e a questo punto metteteli in una vaschetta di plastica col coperchio, del tipo di quelle del gelato e...via nel congelatore.
Dopo alcune ore saranno congelati e ovviamente morti.
Quando vi serviranno, non dovrete far altro che prelevarne il quantitativo necessario e metterli in un ciotolina con acqua di rubinetto: sgeleranno quasi all'istante; una sciacquata veloce, una scolatina e saranno pronti per essere somministrati.
Inoltre in questo modo resteranno belli turgidi, come se fossero ancora vivi.
Non asciugateli, devono essere umidi quando li darete in pasto all'uccellino; scivoleranno giù in gola che è un piacere e contribuiranno all'idratazione del piccolo.

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