Leggende metropolitane
LA "BUFALA" DEL BIGATTINO


Da parecchi anni circola la voce che i bigattini, se ingeriti, provochino irreparabili danni allo stomaco e all'intestino e la conseguente morte.
Chi abbia partorito una tale idiozia non è dato di saperlo; la sola cosa certa è che il passaparola, sia di persona, che per mezzo della carta stampata e del web, ha contribuito ad ammantare con un alone di verità quella che invece è solo una falsità.

Oggi è frequente sentire molti, troppi pescatori che affermano che i bigattini uccidono i pesci... perché restano vivi nello stomaco...
Se così fosse, viste le tonnellate di bigattini che i pescatori stessi ogni anno gettano nelle acque dei nostri fiumi e laghi, a scopo di pasturazione per attirare i pesci, la fauna ittica dovrebbe essersi del tutto estinta da un pezzo!

Ma non solo i pescatori danno credito a questa bufala.
In parecchi forum, anche di quelli assai noti, agli utenti che chiedono consigli bigattinosull'alimentazione per l'uccellino selvatico che hanno soccorso, alcuni che godono di fama di "esperti" (a questo punto decisamente immeritata) raccomandano vivamente di non usare i bigattini..sempre per il solito assurdo motivo che resterebbero vivi nello stomaco del volatile, divorandolo e uccidendolo...

Ma questi signori (e signore...) parlano, anzi, scrivono solo perché hanno una tastiera sottomano?!
Non hanno mai pensato che in natura gli animali che muoiono nel bosco, nel prato o in riva al fiume vengono presto visitati dalle mosche, che vi depongono le uova e che in breve vi brulicheranno centinaia, migliaia di larve?
E non hanno mai pensato che i pesci non si faranno certo sfuggire i bigattini che cadono in acqua?
Credono che gli uccelli non banchettino più che volentieri con queste larve?
Hanno mai visto un pettirosso che stringe nel becco un gruppo di bigattini?
Non hanno nemmeno mai osservato come siano frequentati dagli uccelli i luoghi di pesca, proprio perché sanno di trovare facilmente cibo, proprio quei bigattini che inevitabilmente restano a terra dopo una battuta di pesca?

Se poi pensiamo alla potenza dell'acido cloridrico dello stomaco degli uccelli (in pratica altro non è che acido muriatico), quanto credono che resista vivo un bigattino, prima di essere letteralmente disciolto?
Ma quel che fa più impressione è constatare quanto sia "trasversale" una tale ignoranza: sì, perché non è prerogativa di persone prive di istruzione, che avrebbero una scusante; purtroppo ci sono fior di laureati, e in materie che non permettono di essere disinformati o ignoranti.
C'è proprio di che far cascare le braccia...



LE MOSCHE
Nella grande famiglia degli insetti un particolare gruppo è quello dei Ditteri.
Questa denominazione deriva dal greco dìpteros, parola composta da dis = due e ptéron = ala).
Indica quegli insetti che hanno due ali, come per esempio le zanzare e le mosche.

Di queste ultime in Italia ne sono state classificate oltre 250 varietà; le più conosciute sono le classiche mosche domestiche, mentre negli ambienti rurali è frequentissima la presenza delle "mosche delle stalle".
Le dimensioni, la colorazione, il modo di volare, le abitudini, variano da specie a specie.

Depongono piccole uova di colore bianco giallognolo, dalle quali, in condizioni ottimali di temperatura ed umidità, dopo circa 24 ore nasceranno piccolissime larve che cominceranno a nutrirsi a spese del substrato su cui era avvenuta la deposizione: resti di animali e/o di vegetali in decomposizione.
La prima trasformazione, da larva a pupa, avviene all'incirca dopo una settimana e dopo un'altra settimana dal bozzolo uscirà una nuova mosca.
Questi insetti hanno vita breve, di circa una decina di giorni o poco più, nel corso dei quali possono arrivare a deporre migliaia e migliaia di uova.
L'adulto, a differenza della larva, si nutre prevalentemente di liquidi, per lo più di origine vegetale.

Alcune mosche, un po' più grossine della solita mosca domestica, solitamente chiamate "mosconi" sono attratte irresistibilmente dalla carne, sia cruda che cotta e dal cibo umido per cani e gatti e se non si provvede a far in modo che non siano accessibili, ben presto saranno infestati da minuscole uova.
Queste mosche sono riconoscibili anche semplicemente dal particolare ronzìo e dal modo di volare.
Il corpo è grigio nerastro, con riflessi di color blu o verde metallico; appartengono rispettivamente alle specie Calliphora e Lucilia
Altre, del genere Sarcophaga, hanno il corpo grigio opaco striato longitudinalmente di nero.
Normalmente vivono all'aperto, dove trovano facilmente cibo; piccoli e grandi animali selvatici morti non mancano di certo...

Nonostante suscitino fastidio e magari anche schifo, questi insetti svolgono un'utilissima opera; in natura ogni essere ha il suo compito e la sua utilità ( è l'essere umano a costituire l'eccezione che conferma la regola...).
La funzione di questi insetti è quella di trasformare e rielaborare l'enorme quantità di sostanze organiche in decomposizione che ci sono in natura.




La testa del bigattino è sottile e appuntita.
La parte posteriore del corpo è più grossa, appare tronca e presenta due puntini scuri, che ovviamente non sono gli occhi, come un osservatore inesperto potrebbe ritenere.

I bigattini più comunemente in vendita nei negozi di articoli da pesca sono proprie le larve della Calliphora e provengono da allevamenti specializzati.





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Né a Pasqua, né mai!


Articolo di Beatrice Montini (Corriere della Sera)
Investigazioni di Animal Equality Italia




Malata di sclerosi multipla e contraria alla sperimentazione animale
Dottor Stefano Cagno

Clicca la foto per l'articolo del dott. Stefano Cagno, Dirigente Medico Ospedaliero dell'Az. Osped. Desio e Vimercate (MB)
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