LO SVEZZAMENTO

Dopo le prime due settimane di vita si può cominciare lo svezzamento del riccetto introducendo nella sua dieta uova, carne, frutta, larve, lombrichi ed anche insetti.
E' però indispensabile procedere con attenta gradualità, in modo tale che l'apparato digerente del piccolo si abitui pian piano.
E' essenziale che gli alimenti siano freschissimi, di qualità, sia per un motivo igienico, che nutrizionale.
Il primo passo verso lo svezzamento sarà l'introduzione nella dieta del piccolo riccio di un alimento di altissimo valore biologico e nutrizionale: l'uovo.

Latte all'uovo
Ingredienti:
Mettiamo latte e uovo in un pentolino e amalgamiamoli bene, con l'aiuto di una frustina, ma senza esagerare; se eccediamo si formerà molta schiuma in superficie e dovrà essere asportata.
Una volta ben miscelato non resterà che scaldarlo brevemente a bagnomaria, finché diventerà tiepido, della giusta temperatura adatta ad un qualsiasi neonato.
In questo modo l'uovo è molto digeribile, ancor più che se fosse crudo, il latte viene ulteriormente arricchito e l'apparato digerente del piccolo comincerà ad abituarsi a nuovi cibi.
Non dobbiamo sostituire di colpo con questo latte all'uovo tutti i pasti giornalieri, ma procedere con gradualità.

All'inizio dello svezzamento il piccolo ha quindici giorni di vita.
Teniamo presente che avremo già eliminato i 2 pasti notturni, quindi resteranno solo gli 8 pasti diurni (vedi pasti giornalieri e dosi).
  • I primi 2 giorni di svezzamento possiamo sostituire una poppata del solito latte artificiale con una di latte all'uovo, cioè faremo 7 pasti di latte artificiale e 1 di latte all'uovo.

  • Il terzo e il quarto giorno avremo ridotto il numero totale di pasti giornalieri portandoli a 6, dei quali 4 saranno di latte artificiale e 2 di latte all'uovo.

  • Nei due-tre giorni successivi daremo 2 soli pasti di latte artificiale e 4 di latte all'uovo.






A questo punto il piccolo avrà circa tre settimane di vita, occhi e orecchie saranno aperti e staranno spuntando i primi dentini.
Sarà in grado di defecare ed urinare senza il nostro aiuto, avrà acquisito la capacità di autoregolare la temperatura corporea: insomma sarà pronto a lasciare la tana per cominciare a seguire la madre nelle sue passeggiate notturne, nel corso delle quali assaggerà i primi cibi "da grande".

E' quindi giunto il momento di inserire anche la carne nella sua dieta e di lasciargli sempre un poco cibo a disposizione in modo che impari a mangiare da solo.

Latte con uovo e carne
Per questo nuovo cibo non useremo più il latte artificiale casalingo, ma semplicemente il latte Accadì intero; grassi e proteine che fino a questo momento derivavano dalla concentrazione del latte e dall'aggiunta di olio, ora saranno disponibili grazie alla carne e all'uovo che entreranno praticamente in ogni pasto e anche il miele non sarà più necessario.

Ingredienti:
  • 1 uovo intero;
  • 50 ml di latte Accadì intero;
  • 2 cucchiai da minestra colmi di pezzetti di pollo lesso, con pochissimo sale o anche senza;
Il tutto va frullato (ad esempio con un frullatore ad immersione) e intiepidito come il solito a bagnomaria, dopodiché può essere somministrato col biberon, al quale avremo provveduto ad allargare un pochino il foro, così che riesca a passare agevolmente questo cibo leggermente più corposo a causa della presenza della carne.
Eventualmente lo si potrà diluire con un pochino di brodo di cottura o con altro latte.



E' importantissimo anche abituare il piccolo a mangiare da solo, pertanto gli lasceremo sempre a disposizione un recipiente a bordi molto bassi e di buon peso, in modo che non possa essere rovesciato dalle maldestre manovre del cucciolo; faranno al caso nostro per esempio una ciotolina o un piccolo posacenere a bordi molto bassi o un piattino da caffé o meglio ancora il coperchio di vetro di uno di quei vasi a chiusura ermetica che si usano per le conserve, al quale ovviamente toglieremo l'anello metallico che serve per ancorarlo al vaso stesso ed anche la guarnizione di gomma.

In questa quarta settimana di vita inizieremo col dare solamente 4 poppate, una al mattino quando ci alziamo, una verso mezzogiorno, una terza a metà pomeriggio e l'ultima verso sera.
Se vediamo che il piccolo riesce a leccare agevolmente dal piattino, possiamo preparare una pappa un poco meno liquida, tipo omogeneizzato, magari anche frullando meno finemente, in modo che cominci a mettere in bocca cibi di una certa consistenza.
Naturalmente il riccetto quasi certamente spargerà cibo ovunque, ci camminerà anche dentro e si sporcherà...però un po' alla volta comincerà a diventare più abile e i disastri diminuiranno.
Inizialmente cercherà solo di leccare e così facendo ingerirà la parte più liquida, avanzando le particelle più solide, ma ben presto capirà come mangiare tutto.

In natura continuerebbe a cercare di prendere il latte dalla mamma, che lo accontenterà sempre più di rado e senza lasciare che si sazi completamente col suo latte, in modo da stimolarlo a cercarsi il cibo da solo.
Così facendo inoltre la montata lattea decrescerà fino a scomparire ed il cucciolo ad un certo punto si nutrirà solo di quel che offre la natura.
Anche noi dobbiamo cercare di comportarci come farebbe la madre, quindi ridurremo il numero di poppate quotidiane fino ad eliminarle del tutto, man mano che vedremo il cucciolo prendere più confidenza col cibo nel piattino.





Carne e cibi per gatti
Il cucciolo ha acquisito un discreto grado di autosufficienza e sa mangiare da solo: ha un mese di vita.
Nonostante tutto non possiamo assolutamente liberarlo, è troppo presto, non avrebbe una tana in cui ripararsi e nemmeno una mamma che all'occorrenza potrebbe ancora aiutarlo e sarebbe facile preda di altri animali.
Possiamo inserire ulteriori alimenti nella sua dieta, come per esempio il famigerato cibo per gatti, controllando però attentamente gli ingredienti ed escludendo i prodotti che contengono latte (perché si tratterebbe di latte normale, di mucca, quindi ricco di lattosio e di conseguenza nocivo per un riccio che si trova nella delicata fase giovanile.

Quanto all'umido per gatti, se decidete di utilizzarlo la scelta dipende da quel che riuscite a trovare.
Alcuni danno indicazione di ricorrere solo a particolari marche: si tratta di prodotti decisamente più costosi dei normali cibi per gatti; quanto siano effettivamente migliori e quale peso abbia la notorietà del nome...beh, ognuno si sarà già fatto una propria opinione in merito e deciderà di conseguenza; in ogni caso non aspettatevi che siano necessariamente graditi, non succede nemmeno con i gatti, ai quali talvolta è impossibile farli accettare.

Alcuni ricci mangiano volentieri i croccantini, dapprima ammorbiditi in acqua finché i dentini non sono abbastanza robusti.
Altri invece non vogliono proprio saperne di questo cibo, né secco né inumidito e ancor più numerosi sono quelli che non amano l'umido per gatti.

Teniamo però sempre ben presente che il cibo industriale per gli animali da compagnia, il cosidddetto "pet food" è sempre una vera schifezza sotto tutti i punti di vista: materie prime utilizzate, processo di produzione, additivi chimici, senza dimenticare che moltissimi prodotti sono testati sugli animali; in definitiva è tutta robaccia che non fa bene alla salute dei nostri animali, causa sofferenze agli animali utilizzati per la sperimentazione e nel lungo periodo è anche causa di gravi malattie nei nostri animali da compagnia.

Ci sono studi in merito che evidenziano come ad esempio il notevole aumento delle patologie renali nei gatti sia cominciato proprio dopo l'avvento dell'alimentazione industriale.

Non lasciamoci quindi abbindolare dalle confezioni accattivanti, da diciture del genere "naturale, holystic, senza conservanti" e via dicendo, dagli spot pubblicitari, dal fatto che alcuni di questi cibi siano caldamente consigliati da molti veterinari; purtroppo ai nostri giorni la formazione specialistica in materia di nutrizione degli animali da compagnia viene fatta basandosi largamente sugli studi dei ricercatori delle ditte produttrici di pet food, il che la dice anche troppo lunga.
E ricordiamoci che anche il prezzo alto o la notorietà di una marca non sono affatto garanzia di qualità.
L'unico "pregio" se così lo si può definire, di questi alimenti industriali è che sono pronti: basta aprire il sacchetto o la scatoletta e mettere il cibo nella ciotola.

E quindi evidente che è molto meglio preparare in casa la pappa per i nostri amici a quattro zampe, se davvero ci teniamo alla loro salute!

La carne cotta invece è sempre molto gradita, mentre la carne cruda è sovente rifiutata.
Diamogli preferibilmente carne di pollo lessata, che sia bella morbida; non dimentichiamo che i dentini del riccetto sono ancora piccolini.
Pian piano possiamo preparargliela tritata sempre più grossolanamente.
Riguardo ad altri tipi di carne, certuni dicono di usare quella bovina molto magra e di evitare nel modo più assoluto la carne suina giungendo addirittura a definirla tossica, velenosa, e chi più ne ha, più ne metta, purtroppo dimostrando disinformazione e sovente limitandosi a ripetere a pappagallo parole altrui, talvolta addirittura travisando il significato delle frasi che evidentemente si limitano a clonare.

Evitiamo quindi di farci condizionare inutilmente e di farci tante paranoie; semplicemente diamo la carne che viene gradita o che abbiamo a disposizione, anche se fosse un po' grassina; la sola cosa essenziale è che sia freschissima.
E' vero che in natura l'alimentazione del riccio è molto più proteica che grassa e che un eccessivo consumo di lipidi favorirebbe l'ingrassamento esagerato dell'animale, ma stiamo parlando di un riccio che sarà nostro ospite solo temporaneamente, per cui una volta reimmesso in natura la sua alimentazione tornerebbe ad essere prevalentemente quella propria della specie.

Diverso invece sarebbe il discorso se ci riferissimo al riccio africano, che è liberamente detenibile e che per le sue particolari caratteristiche deve essere tenuto presso di noi per tutta la sua vita e quindi si deve provvedere a fornirgli un'alimentazione idonea, curandone ogni aspetto e fornendogli alimenti bilanciati.





Cibo vivo: insetti e larve
Per noi è giunto il momento di procurargli anche cibo vivo, come insetti e larve, in modo che provi altri sapori oltre a quelli ai quali è abituato.
Ciò è importante soprattutto se il riccio a tempo debito sarà rimesso in libertà "in natura", lontano da noi, mentre se lo rilasceremo nel nostro giardino, anche se potrà andarsene quando vuole, potremo continuare a mettergli a disposizione il cibo a cui era abituato, soprattutto nei primi tempi, così che se non riuscisse subito a trovare insetti in quantità adeguata, avrebbe comunque i pasti garantiti.
A proposito di reimmissione in natura, non abbiate troppa premura di farlo; in questi casi la fretta sovente è cattiva consigliera, meglio che il piccolo stia con noi qualche giorno di troppo, piuttosto che troppo poco.
Aspettiamo che il cucciolo pesi intorno ai 400 grammi; solo così avrà buone probabilità di cavarsela bene nella grande avventura della vita.

Tornando al cibo vivo, ideali per cominciare sono le camole del miele davvero molto appetibili.
Anche se il cucciolo non le conosce direttamente, niente paura perché l'istinto lo guiderà verso questo cibo vivo; la stessa cosa se gli offriste vermi, lumachine, larve o insetti che potreste trovare in giardino, tuttavia è vivamente sconsigliato farlo, perché quasi sicuramente ospitano al loro interno parassiti assai pericolosi per il riccetto.
Indubbiamente una volta tornato libero si infesterà, è nell'ordine naturale e non possiamo farci niente, ma almeno finché è con noi evitiamo di esporlo a certi rischi; facciamo in modo che quando lo libereremo sia sano e robusto!

Ricordate di essere presenti mentre il piccolo dà la caccia alla camola, caso mai questa riesca a nascondersi in qualche angolino irraggiungibile.
Certo, poco male, se non che dopo alcuni giorni si vedrebbero delle farfallette notturne svolazzare qua e là...

Anche se il giovane riccio non ha mai visto nulla di nulla, essendo stato allevato da noi, resterete sorpresi dal vedere come si fionderà letteralmente verso la camola, senza esitazione, afferrandola fra i denti e cominciando a masticarla; non ci metterà molto ad inghiottirla, statene pur certi!
Non è affatto necessario nascondergli il cibo qua e là per "insegnargli a cacciare".
Tenete presente che la mamma in questo non gli insegna un bel nulla; dopo che il cucciolo è diventato autosufficiente, deve arrangiarsi da solo, guidato unicamente dal suo infallibile istinto.
Il riccio ha un odorato finissimo, ancor più efficiente di quello del cane ed un udito altrettanto sviluppato, che gli consente addirittura di sentire il rumore degli insetti che si muovono sotto terra.
State pur certi che una volta libero, se ci sono insetti questi non gli sfuggiranno!

Ci sono negozi tradizionali o di vendite online che offrono una ricca varietà di insetti vivi "da pasto"; non avremo che l'imbarazzo della scelta, anche se a dire la verità si tratta di alimenti non proprio economicissimi e che oltretutto hanno una conservazione limitata perché ovviamente la larva o l'insetto crescono e completano il ciclo evolutivo in breve tempo.
Inoltre man mano che il riccetto cresce aumenterà il suo fabbisogno alimentare e pensare di nutrirlo solo o prevalentemente ad insetti è poco fattibile per la maggior parte di noi.
Un'altra larva decisamente gradita al riccio è il classico bigattino, proprio quello usato dai pescatori come esca, proprio quello tanto osteggiato da molti "esperti" che lo vedono come il classico "fumo negli occhi" a causa di una sua presunta quanto immotivata cattiva fama.
Il fatto è che questi "esperti" sono condizionati psicologicamente dal sapere che il bigattino è la larva di una mosca che si nutre di animali morti e provano schifo anche al solo pensiero di toccarla o di saperla in bocca al riccetto.
Evidentemente non si sono mai soffermati a pensare che in natura gli animali trovano con estrema facilità proprio questi bigattini e per loro sono un cibo decisamente molto appetibile.

I bigattini è meglio che vengano congelati e somministrati solo dopo scongelamento rapido in acqua a temperatura ambiente; questo per evitare che possano sfuggire alla caccia del riccio, andandosi ad infrattare in qualche angolo; sono insospettabilmente veloci nella fuga e dopo pochi giorni ci ritroveremmo la casa invasa da mosche ronzanti dal colore metallico.
A confronto dei bigattini, le camole del miele sono lente come lumache.
Ecco la procedura per la preparazione dei bigattini.
Si procede allo stesso modo, sia che vengano destinati agli uccellini, sia che servano per i ricci.



Non dimentichiamo che ogni riccio, come d'altra parte qualsiasi altro essere vivente, noi compresi, ha i suoi gusti.
Forse che a tutti gli umani piacciono gli stessi cibi?
I nostri cani o i nostri gatti apprezzano tutti gli stessi alimenti?
Certo che no!

E perché mai allora dovrebbe essere così per il riccio?
Prestiamo quindi un poco di attenzione anche ai suoi gusti, per quanto possibile.







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Né a Pasqua, né mai!


Articolo di Beatrice Montini (Corriere della Sera)
Investigazioni di Animal Equality Italia






Malata di sclerosi multipla e contraria alla sperimentazione animale
Dottor Stefano Cagno

Clicca la foto per l'articolo del dott. Stefano Cagno, Dirigente Medico Ospedaliero dell'Az. Osped. Desio e Vimercate (MB)
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Il pesce e il formaggio
Un'altra raccomandazione che si legge in rete è quella di non dare cibi che contengono pesce, sovente contenuto in alcuni gusti di umido e croccantini per gatti.
La motivazione è che in natura il riccio non mangia pesce e in effetti il riccio non va a pesca.
Però se stiamo a guardare ciò che mangia in natura, forse che la tanto decantata carne bovina fa parte della sua alimentazione naturale?
Avete mai visto un riccio che assale una mucca per mangiarsela o che ne trova morte qua e là nel bosco o nei prati?
E forse il riccio caccia polli o tacchini?
E che dire della raccomandazione di dare uova ben cotte?
Forse che in natura le trova già sode?

Comunque, guarda caso, il cibo al pesce è tra i più graditi al riccio, in special modo i croccantini più apprezzati sono proprio quelli al pesce, mentre quelli alla carne vengono più facilmente snobbati.

Quanto al formaggio, possiamo darne alcuni tipi al nostro riccetto, che li gradirà moltissimo.
Diamo la preferenza a quelli dal sapore non eccessivamente intenso e soprattutto a quelli dal gusto meno salato.
In questa TABELLA troverete certamente di che scegliere.
Al piccolo riccio date quelli che è possibile grattugiare grossolanamente; molto indicato e gradito è il tipo Emmental o Emmentaler (secondo la più moderna denominazione).


Frutta fresca e verdure
Tra la frutta fresca la più gradita generalmente è la mela, purché non sia acidula o acerba; anche la pera, matura e succosa è gradita, mentre pesche, albicocche, prugne ed altri frutti aciduli lo sono di meno e talvolta vengono a malapena piluccati.
Inutile dare banane e frutta esotica, visto che la frutta nostrana è ottima è alla portatata di tutti.

La verdura invece è proprio ignorata dal riccio, ad eccezione di quando, passando in un orto, si lascia tentare dall'assaggiare un bel pomodoro, purché sia rosso e ben maturo, ma giusto un boccone...
Amano invece mangiare i pistilli dei fiori di zucche e zucchine, perché sono dolci; se al mattino vi capitasse di trovare i fiori delle vostre zucchine con i petali sbrindellati, potrete immaginare chi sia il colpevole...
E' inutile dare verdure, sia perché andrebbero cotte e perderebbero la maggior parte delle vitamine e dei sali minerali, sia perché sono poco gradite e non fanno per nulla parte dell'alimentazione del riccio, anche se c'è chi dice che questo animaletto si ciba di verdure...quando mangia gli insetti che a loro volta si sono cibati di vegetali...
Un po' come dire che noi possiamo mangiare cereali...mangiando un pollo che si è nutrito di mais o frumento...


Frutta secca
Giustamente vien detto di non dare nocciole o mandorle ai ricci; le nocciole poiché se date intere potrebbero finire nelle vie respiratorie con conseguenze facilmente immaginabili.
Le mandorle in quanto contengono acido cianidrico; le più ricche di questo acido sono quelle amare, non certo quelle dolci comunemente in vendita o le armelline (quelle dolci di albicocca.
Tuttavia siccome il mondo è tanto vario e ci può essere chi decide di dare al riccio magari le mandorle di pesca...di ciliegia o di prugna...onde evitare seri guai è meglio dire semplicemente NO alle mandorle in generale.
francamente però non si capisce come a qualcuno possa venir in mente di dare questi tipi di frutta secca ad un riccio; forse a qualche sprovveduto, che lo ritiene erroneamente un roditore(!!!).
Si concede però di dare al riccio noci tritate...però si tratta pur sempre di alimenti che restano di consistenza "sabbiosa" e possono facilmente andare per traverso.

Possiamo invece dare tranquillamente qualche pinolo al nostro riccio; sono di consistenza "pastosa" e non rischiano di andare per traverso con facilità, come l'altra frutta secca ed inoltre piacciono tantissimo ai ricci, quindi possiamo darne 2 o 3 al giorno al nostro cuccioletto.
C'è anche un altro tipo di frutta secca che piace molto al riccio e sono le uvette; abbiate cura di acquistare quelle belle morbide, non certi seccumi che talvolta si trovano in vendita.
Anche di queste ne potrete dare 2 o 3 al giorno, magari come "premio" per il piccolo che ha mangiato da solo tutta la sua pappa o dopo che gli avete dovuto somministrare una medicina; capita, a volte...


L'aumento di peso
Una volta svezzato la crescita ponderale che nel lattante è di circa 5 grammi al giorno, ora dovrebbe aggirarsi intorno ai 10 grammi; continuiamo quindi a pesare ogni mattina il piccolo a digiuno, così potremo renderci conto di quanto cresce.
Naturalmente l'incremento di peso è una cosa soggettiva ed può avere inaspettate e temporanee variazioni in più o in meno; come già detto non fossilizziamoci troppo sui numeri.
Anche per la quantità di cibo da somministrare, nonostante vengano fornite determinate grammature, la cosa migliore è osservare il piccolo e capire se ha ancora fame.
Non è vero che il riccio è una specie di "pozzo senza fondo", che si rimpinza finché ha cibo nel piatto; semplicemente mangia finché ha fame e quando è sazio ne avanza.
Il cucciolo in ogni caso deve crescere; invece nel caso di un adulto possiamo tener conto dell'Indice di Bunnel che è il miglior indicatore del giusto peso e regolarci di conseguenza per i quantitativi da fornire.
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