DAL VETERINARIO
Fin verso la metà degli anni '70 i medici veterinari lavoravano prevalentemente in ambito zootecnico; infatti non c'era l'abitudine di ricorrervi per gli animali da compagnia, come cani, gatti o anche uccellini.
La maggior parte dei proprietari utilizzava i cani per la caccia, per la pastorizia, per la guardia alle proprietà; i gatti avevano il compito di dare la caccia ai topi e per il resto erano davvero poco considerati.
Gli uccellini erano confinati in minuscole gabbiette spesso appese fuori dalla finestra, il pesce rosso viveva la sua breve vita nella squallida e disadorna boccia o anche in un semplice vaso di vetro.
Erano pochi coloro che prendevano un animale per il semplice piacere della reciproca compagnia ed ancora meno quelli che decidevano di rivolgersi ad un veterinario quando non stava bene.
Se poi andiamo a guardare come venivano trattati nelle campagne, beh, un calcio al gatto se osava presentarsi in casa all'ora dei pasti per elemosinare un bocconcino e cani costretti sull'aia, sempre alla catena, tra la polvere e le proprie feci...
C'erano cacciatori che se il cane non lavorava in modo soddisfacente non si facevano scrupolo di tirargli una fucilata o di abbandonarlo in un bosco, lontano da casa, legato al tronco di un albero, dove sarebbe morto di fame e di sete.
E cosa importava se il pesce o l'uccellino morivano, se il gatto prendeva la rogna, se il cane zoppicava penosamente?
Morto che fosse, ne avrebbero preso un altro.
E poi era facilissimo trovare dei cuccioletti, perché non si sterilizzavano le femmine, che vivevano una vita intera fatta di gravidanze.
E cagnolini e gattini?
Assai spesso venivano uccisi direttamente dal padrone, con metodi che ci si può benissimo immaginare, oppure crescevano e conducevano una vita di stenti e di malattie.
Ogni città aveva le sue colonie feline, luoghi degradati dove padroni senza scrupoli abbandonavano la gatta gravida o i cuccioli indesiderati o l'animale vecchio o malato; luoghi che per forza di cose diventavano antigienici e dove i passanti gettavano avanzi di cucina di ogni genere.

Veterinari per animali convenzionali
Man mano che la vita degli umani si concentrava negli agglomerati urbani, aumentava il numero di coloro che sentivano il bisogno di prendere con sè un animale, per il semplice piacere della reciproca compagnia e per riallacciare una specie di contatto con la natura.
Soprattutto nelle città e naturalmente con la crescita della sensibilità nei confronti degli animali, si è avvertita anche la necessità di farli curare quando erano malati.
I primi ambulatori specializzati per cani e gatti sono sorti proprio nelle città più grandi, dove ovviamente era più facile trovare un numero di clienti sufficientemente alto da poter garantire un certo guadagno.
Infatti non aveva molto senso aprire un ambulatorio in un paesino o in campagna; chi mai vi avrebbe portato il proprio animale?
Pian piano l'abitudine di avere un quattrozampe si è ampliata superando ogni confine e di conseguenza anche gli ambulatori veterinari si sono moltiplicati letteralmente come funghi tanto che attualmente anche nei piccoli paesi è possibile trovare assistenza medica.

Questi veterinari generalmente si specializzavano soprattutto nella cura di cani e gatti, che normalmente vivevano nelle nostre case ed erano praticamente i soli ad essere portati dal dottore.
Rari erano i medici specializzati in altri settori, come ad esempio in ornitologia.

Veterinari per animali NON convenzionali
Oramai da parecchi anni nelle nostre case non sono ospitati solo cani, gatti o canarini, ma anche altri animali, quelli impropriamente definiti esotici.
La definizione corretta che indica gli animali da compagnia che non siano i soliti cani e gatti è animali non convenzionali.

Tra i primi che hanno popolato le case degli italiani possiamo citare i roditori, in particolare criceti, cavie e topini bianchi.
A questi pian piano si sono aggiunti i tamia (chiamati anche scoiattoli giapponesi), gli scoiattoli grigi nordamericani, i furetti, i cani della prateria, e poi conigli nani, gerbilli, petauri, cincillà, citelli, degu, maialini nani, tartarughe terrestri e d'acqua, anfibi, camaleonti, iguane, serpenti (classico il pitone), ricci africani, ecc. ecc.
Ed ecco che il veterinario specializzato in animali convenzionali può trovarsi comprensibilmente un po' spiazzato quando improvvisamente, e magari per la prima volta, si trova alle prese con quelli non convenzionali.
Molti di questi nuovi animali infatti non possono essere curati con le stesse metodologie e gli stessi farmaci usati per cani e gatti, perché cure inappropriate potrebbero addirittura condurli a morte.
Oramai però è possibile trovare specialisti in animali non convenzionali sparsi un po' su tutto il territorio nazionale; tuttavia la diffusione non è omogenea e regolare, ma ci sono zone dove proprio non ce ne sono, ragion per cui certi proprietari devono sobbarcarsi viaggi di decine, se non di centinaia di chilometri per portare il loro beniamino dal dottore adatto.

Scegliere il veterinario
Attenzione a non commettere un grave errore di valutazione e cioè quello di considerare a priori valido un veterinario solo perché è indicato come specialista in animali non convenzionali.

E non si deve nemmeno commettere l'altrettanto grave errore di valutazione considerando un veterinario per animali convenzionali inadatto o incapace di occuparsi di animali che non siano cani o gatti.

Con tante che se ne sentono in ogni ambito, e dunque anche nella sanità (e molti l'hanno, purtroppo per loro, costatato di persona) tutti oramai dovrebbero aver capito che non sono il pezzo dicarta, la laurea o l'attestato, a rendere automaticamente competente chi se ne può fregiare.
Ci vogliono intelligenza, serietà, impegno costante, voglia di imparare cose nuove, coraggio di mettersi in gioco ed amore vero per una professione così importante e delicata, che si tratti di umani o di animali, non fa differenza alcuna, anzi, spesso è più impegnativo occuparsi di animali, perché non possono aiutare il medico spiegandosi a parole e spesso cercano di nascondere il loro stato di malattia; questo comportamento animale fa parte delle loro difese naturali: se si mostrassero deboli, sarebbero più facile vittima dei predatori.

Quindi non escludete a priori il veterinario specializzato prevalentemente in cani e gatti.
Potreste avere delle piacevoli sorprese e constatare che è benissimo in grado di occuparsi del vostro animaletto un po' fuori del comune.


Il riccio dal dottore
Importanza della reciproca collaborazione

Al giorno d'oggi la maggior parte delle persone e praticamente tutti i giovani hanno dimestichezza con internet e sarebbe oltremodo opportuno che molti invece di usarlo solo per chattare o dilettarsi con i videogames, si preoccupassero anche di migliorare le proprie conoscenze e la conoscenza dei propri animali, soprattutto quando sono non convenzionali.
In questo modo il proprietario che si rivolge ad un veterinario non si presenta nel suo ambulatorio completamente digiuno, ma anzi in alcuni casi può essere d'aiuto al veterinario stesso, perché magari può fornirgli informazioni delle quali il medico non è ancora a conoscenza e le conseguenze saranno un'assistenza più mirata per l'animale ed un arricchimento professionale per il medico.
Questo naturalmente è possibile solo se il medico è prima di tutto una persona intelligente e non uno di quegli imbecilli presuntuosi che credono di essere i depositari della verità assoluta o che sono gelosi del proprio sapere (sentita anche questa...) e considerano il cliente solo un babbeo ignorante o un pollo da spennare; eh sì, può capitare...!

E' evidente che quando soccorriamo un riccio in difficoltà non sempre possiamo procedere da soli; se per esempio è ferito dovremo rivolgerci ad un veterinario.
Se è troppo magro o se il suo stato è di evidente sofferenza, se ha un comportamento anomalo, è ugualmente indispensabile che ci rivolgiamo ad un medico, cos' come per farci consigliare su eventuali farmaci da somministrargli o per chiedere un parere professionale su qualche nostra ipotesi.

Per scoprire la presenza di parassiti intestinali o polmonari non è necessario che sia un veterinario specializzato in animali non convenzionali.
Ogni veterinario sa benissimo quali sono gli esami di laboratorio del caso; taluni manderanno le feci ad analizzare, per striscio e/o per flottazione, altri saranno addirittura attrezzati per procedere di persona alle analisi.
Il veterinario è anche in grado di ipotizzare, in base ai sintomi, eventuali danni neurologici, intossicazione o avvelenamento.
Sa benissimo come misurare la temperatura corporea di un animale, è in grado di fare una radiografia e se dispone dell'attrezzatura necessaria potrà anche procedere ad un'ecografia, se lo ritiene opportuno.

Un bravo veterinario è perfettamente in grado di procedere ad una visita accurata, anche se il nostro spinoso dovesse rinchiudersi a palla, perché saprà come fare per aprirlo.
Non certo forzandolo con le mani, come purtroppo è capitato che abbia tentato di fare qualche ..veterinario per animali non convenzionali!!, che avrebbe dovuto benissimo sapere come procedere e invece...

Un veterinario serio e competente procederà a somministrare tramite mascherina un gas anestetico, l'isoflurano, in opportuna percentuale miscelata generalmente con aria e ossigeno.
L'isoflurano induce molto rapidamente l'anestesia ed il conseguente completo rilasssamento muscolare, così che sarà possibile visitare il riccio ed eventualmente procedere alle cure del caso.
Presenta bassa tossicità renale ed epatica e rapidità nel risveglio dopo l'interruzione della somministrazione.

Nel caso sia necessario procedere ad un intervento chirurgico, di solito si utilizza un diverso metodo di anestesia.
Il dottor Armerio Croce, medico veterinario di Roma, parla del Metodo ZKX da lui messo a punto per anestetizzare piccoli animali non solo selvatici, ma che ha utilizzato anche in 1800 fra cani e gatti.

Praticare le iniezioni al riccio
E anche probabile che il veterinario debba somministrare qualche medicinale, e generalmente procede tramite iniezione.
Nel riccio non si possono però praticare nella zona compresa fra le scapole e la base del collo, come si fa per cani e gatti, perché si potrebbe ledere l'area del grasso bruno ricca di importanti terminazioni sensoriali, così importanti perché presiedono all'entrata e all'uscita dal periodo di letargo.
Il riccio, una volta guarito, verrà liberato e dovrà essere in grado di comportarsi secondo le leggi naturali che regolano la sua vita; se non potesse più entrare in letargo, sarebbe destinato a morire.

Le iniezioni sottocutanee possono essere praticate in sede dorsale, anche lateralmente.
In questa foto tratta dalla Guida informativa del Centro Cura Ricci di Zurigo si vede bene dove e come praticare una sottocutanea: la pinzetta serve per tenere sollevati gli aculei e di conseguenza la pelle e poter procedere all'iniezione.
L'ago va introdotto parallelamente al corpo.
Se il riccio è tranquillo e rilassato è anche possibile procedere ad un'iniezione intramuscolare nella coscia.

Invece un'endovenosa negli arti è pressoché impossibile; se l'animale è bello grosso si può praticarla nella vena safena.

Qualora il veterinario a cui ci rivolgiamo non sia al corrente di queste modalità, è nostro dovere fargliele presenti.

La diagnostica clinica
Se trovate un veterinario particolarmente abile nella diagnostica clicnica, cioè che riesce a capire cos'ha un animale, qualunque animale, prima ancora di procedere ad analisi di laboratorio, tenetevelo ben caro, perchè ciò non richiede solamente di aver studiato; è necessaria anche una sorta di talento naturale, una specie di sesto senso.
Ho conosciuto davvero molti veterinari, spesso abilissimi nella chirurgia, ma veramente pochi davvero abili nella dignostica clinica.

Ricordate che soprattutto in situazioni di vera emergenza la capacità di una corretta diagnosi per così dire al volo è ciò che quasi sempre fa la differenza tra la vita e la morte.




Animali SOS non aderisce a campagne pubblicitarie e non ha alcun interesse a far comparire sul tuo browser banner e pop-up; se ne vedi, sappi che non dipende da noi.

Blocca la pubblicità sul tuo browser Non sai come bloccare la pubblicità prima che arrivi sul tuo browser? Scoprilo cliccando sul lucchetto.


    


Né a Pasqua, né mai!


Articolo di Beatrice Montini (Corriere della Sera)
Investigazioni di Animal Equality Italia




Malata di sclerosi multipla e contraria alla sperimentazione animale
Dottor Stefano Cagno

Clicca la foto per l'articolo del dott. Stefano Cagno, Dirigente Medico Ospedaliero dell'Az. Osped. Desio e Vimercate (MB)
Visita EQUIVITA












                                                                                                    Sito aggiornato a