LATTE ARTIFICIALE CASALINGO

Esbilac il latte consigliato per l'allattamento artificiale dei piccoli ricci, non è sempre facilmente e prontamente reperibile ed ha un costo elevato non alla portata di tutte le tasche.
Si può tranquillamente sostituire con latte di mucca, purché sia del tipo a ridotto contenuto di lattosio, come Accadì che ne contiene solo minime tracce; il quantitativo è decisamente inferiore a quello di Esbilac, tuttavia anch'esso è carente di molti princìpi nutritivi, per cui è bene integrarlo con altre sostanze.

Preparare un latte artificiale casalingo è alla portata di tutti; l'unica avvertenza è quella di conservarlo in frigorifero fino al momento dell'uso, ricordandosi che deve essere utilizzato nel giro di pochi giorni; si tratta di una semplice misura igienica precauzionale, dato che abbiamo a che fare con il delicato apparato digerente di un cucciolo.

Ovviamente prima di somministralo al riccetto, va intiepidito a 37-38°C a bagnomaria o nel microonde.
Trascorsi 2 giorni, quello eventualmente avanzato non deve più essere utilizzato per il piccolo riccio, tuttavia non è nocivo e invece di buttarlo nella spazzatura possiamo lasciarlo leccare al nostro gatto o al nostro cane, se lo gradiscono, oppure se sappiamo di un luogo frequentato dai ricci, magari nel nostro giardino, possiamo metterlo fuori alla sera così che durante le loro escursioni notturne se ne possano servire.



Procedimento

Con gli ingredienti indicati di seguito otterremo un quantitativo finale di latte artificiale di circa 70 grammi.
Se intendiamo prepararne di più, per averne una piccola scorta per i casi di emergenza, una volta pronto possiamo metterlo nella vaschetta dei cubetti del ghiaccio e congelarlo; al bisogno scongeleremo solo quello che ci serve.

Ed ecco i pochi ingredienti necessari:
  • 100 grammi di latte Accadì, possibilmente intero; quello parzialmente scremato è poco più che "acqua sporca", per non parlare di quello totalmente scremato...

  • 4 cucchiaini da caffé di olio di arachide o di mais, che oltre ad essere nutrizionalmente validi, hanno sapore pressoché neutro; quello extravergine d'oliva non va bene semplicemente perché è di sapore troppo intenso e con note amarognole e pizzzicando in gola non è proprio adatto ad un lattante.
    Evitiamo l'olio di semi vari (non si può conoscere i tipi di olio che costituiscono questa miscela) e in genere tutti gli oli di qualità scadente (per intenderci, quelli di costo irrisorio)

  • 2 cucchiaini da caffé di miele di acacia, che è di sapore più delicato e neutro rispetto ad altri tipi, come il millefiori o il castagno, che possono risultare un po' forti di sapore per il piccolo riccio

latte Dobbiamo concentrare il latte, per renderlo più vicino a quello materno come percentuale di proteine e lipidi; per fare ciò sarà sufficiente bollirlo fino a che dai 100 grammi iniziali si sarà ridotto a soli 50 grammi.
Integreremo poi il quantitativo di lipidi che non è ancora sufficiente, aggiungendo l'olio.
La bilancina digitale da cucina ci faciliterà moltissimo la misurazione.
Durante la bollitura, che deve essere fatta a fuoco dolce, dobbiamo continuare a rimescolare continuamente il latte, evitando che si appiccichi alle pareti e al fondo; ci vorranno circa una decina di minuti per giungere alla concentrazione desiderata.

miele di acacia A questo punto versiamo il latte in una ciotola e uniamo il miele e l'olio, mescolando accuratamente fino a che diventi ben omogeneo.
Olio di arachide Se ci accorgiamo che si sono formati dei piccoli grumi, filtriamo il tutto con un colino a maglia fine.

Al momento dell'utilizzo non va riscaldato tutto; certo che se avessimo un solo riccetto da nutrire, sarebbe difficile riuscire a scaldare solo la dose giusta di latte e poi c'è sempre da tener presente che un po' resterebbe appiccicato al biberon, dell'altro magari finirebbe sul tavolo o anche addosso a noi; insomma ne potrebbe finire dappertutto o quasi, tranne che nella bocca del piccolo...
Intiepidiamone quindi una dose che ci metta ragionevolmente al riparo da "incidenti di percorso", soprattutto se siamo alla prima esperienza.






Integrazione vitaminica e minerale

Betotal sciroppo” vspace= Per una corretta alimentazione artificiale del piccolo riccio è necessario provvedere ad un' integrazione vitaminica.
In particolare sono indispensabili le vitamine del gruppo "B" onde evitare che nel piccolo possano insorgere problemi di tipo neurologico, causato da insufficiente assunzione di questi importantissimi principi attivi.

Procuriamoci dunque un flacone di Betotal Plus sciroppo-gusto classico che ha sapore dolce e profumo di biscotto ed è assai gradito ai ricci.
E' invece sconsigliato quello al gusto di limone, perché solitamente poco gradito.

Servirà anche un integratore di sali minerali dei quali il latte di mamma riccio è particolarmente ricco; procuriamoci il tipo per cuccioli di cane e gatto, disponibile nei negozi di animali, come per esempio il Korrector Crescita (o uno analogo, anche per uso umano, che vi può consigliare il veterinario o il farmacista).
Korrector Crescita si può ordinare anche in farmacia.



Ogni giorno ad una delle poppate aggiungeremo quindi 1 o 2 gocce di sciroppo Betotal ed altrettante di integratore minerale; per un riccino che ha ancora gli occhi chiusi basterà una goccia per ciascun prodotto, mentre per riccetti più grandicelli andranno bene 2 gocce.

Il Korrector crescita oltre ai sali minerali contiene anche un complesso vitaminico completo.




Il latte artificiale casalingo che abbiamo preparato e arricchito sarà l'unico alimento nelle prime due settimane di vita, dopo di che si potrà cominciare un graduale svezzamento.








Quanti pasti al giorno e in che dose ?

Per sapere il quantitativo di latte da somministrare è indispensabile ricorrere ad una di quelle piccole bilance digitali da cucina che hanno la suddivisione in grammi.
Il piccolo va pesato e in base al risultato decideremo il quantitativo di latte adatto a lui.

In natura il riccetto assume una quantità giornaliera complessiva di latte materno pari a circa 1/4 del proprio peso corporeo, pertanto ricordiamoci di mettere sulla bilancia ogni mattina il piccolo, ancora a digiuno, così potremo capire la quantità totale di latte necessaria per quel giorno.

In natura il riccio viene allattato nelle ore diurne; praticamente ogni volta che ha fame si attacca alla mamma, che durante il giorno resta a riposare nella tana, mentre di notte esce alla ricerca di cibo e può assentarsi anche per ore ed ore e pertanto ben difficilmente il piccolo potrà prendere il latte in quell'arco di tempo.
Cerchiamo quindi di adeguarci a ciò, alimentando il piccolo con pasti frequenti, circa una decina, a distanza di un paio d'ore l'uno dall'altro, dalle 6 del mattino fino alle 10-11 di sera, poi lasciamolo riposare tranquillamente...e riposiamo anche noi!

Quando sarà l'ora della pappa, metteremo nel biberon poco più del latte richiesto per un pasto, facendolo intiepidire a bagnomaria o nel microonde.

A partire da quando il riccio avrà raggiunto i 60 grammi di peso si potrà cominciare a ridurre il numero di pasti, eliminando via via quelli notturni, poi riducendo anche il numero di quelli diurni, fino ad arrivare a 5 pasti al giorno quando il piccolo peserà circa 80-90 grammi, ma nel contempo aumentando un poco il quantitativo di latte di ogni singola somministrazione.
In pratica dobbiamo sempre tener presente che il quantitativo giornaliero di latte deve corrispondere circa ad 1/4 del peso del riccetto, qualunque sia il numero totale dei pasti.

Ovviamente questi numeri sono indicativi, ma non tassativi; ci può sempre essere il cucciolo che per sua natura mangia di meno e quello che invece mangia di più; in questo secondo caso assecondiamolo pure, ma senza ingozzarlo.





Controllo dell'incremento di peso

E' bene pesare il cucciolo ogni mattina, a digiuno, così oltre a valutare il quantitativo di cibo necessario per quel giorno, potremo renderci conto di come procede la crescita.

L'incremento di peso quotidiano del lattante si aggira mediamente intorno ai 5 grammi fino al raggiungimento delle prime due settimane di vita o il peso di circa 80 grammi.
In seguito, con l'avvio dello svezzamento e l'introduzione nella dieta di altri alimenti, l'incremento di peso tenderà ad essere più consistente, aggirandosi normalmente intorno ai 10 grammi giornalieri.

bilancia digitale da cucina

E' consigliabile utilizzare una bilancia digitale da cucina, che abbia una portata massima di uno o due chili al massimo, al fine di garantire maggior precisione nel pesare un esserino di poche decine di grammi.

Sono invece sconsigliabili le normali bilance meccaniche, decisamente imprecise quando si tratta di definire piccoli pesi.


Naturalmente non è detto che l'incremento ponderale del piccolo riccio sia sempre esattamente uguale ogni giorno; potrebbe per esempio aumentare di 5 grammi oggi e domani solo di 4; questo non ci deve spaventare; ricordiamo che la natura non ha la precisione del bilancino del farmacista!







Allattamento artificiale: iniziare gradualmente

Quando si deve passare dall'allattamento materno a quello artificiale è bene procedere con gradualità, in modo che l'organismo abbia il tempo necessarrio per adattarsi al nuovo tipo di alimentazione.
Non si tratta di un'avvertenza specifica per il riccio; è una cosa da tener presente in ogni caso, che si tratti di ricci, di cagnolini, di bambini o di gattini...
Se si cambia bruscamente il tipo di latte, potrebbero insorgere problemi digestivi, diarrea o anche costipazione.

La prima somministrazione, anche a scopo precauzionale, è bene che sia di reidratazione.

In seguito possiamo cominciare a dare le poppate del primo giorno a base di solo latte Accadì intiepidito, mentre il giorno successivo possiamo cominciare ad dare quello artificiale casalingo oppure Esbilac.
Sempre per il motivo di abituare gradatamente il piccolo al nuovo regime alimentare, i primi pasti è bene che siano leggermente ridotti come quantità, per non stressare troppo l'organismo e dargli il tempo di abituarsi al nuovo alimento.




Ricordiamo che il cibo va sempre somministrato tiepido; pensate che il latte della mamma è già caldo per natura alla giusta temperatura, pertanto mai dare cibi o bevande fredde, e men che meno gelide di frigorifero, perché sarebbero letali per il piccolo riccio.







Colore delle feci

Durante l'allattamento le feci si presenteranno di color verde salvia: niente paura, è normale.
Nulla a che vedere con le feci verde brillante, lucide e gelatinose che indicano la presenza di un'infestazione da Coccidi, parassiti intestinali che sovente affliggono il riccio, e che possono anche venire trasmessi dalla mamma al cucciolo.






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Né a Pasqua, né mai!


Articolo di Beatrice Montini (Corriere della Sera)
Investigazioni di Animal Equality Italia






Malata di sclerosi multipla e contraria alla sperimentazione animale
Dottor Stefano Cagno

Clicca la foto per l'articolo del dott. Stefano Cagno, Dirigente Medico Ospedaliero dell'Az. Osped. Desio e Vimercate (MB)
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Niente cibo
in presenza di IPOTERMIA

Prima di alimentare qualsiasi animale che soccorriamo, che si tratti di un riccio, di un uccello o di un qualunque altro animale a sangue caldo, è indispensabile assicurarci che non si trovi in stato di ipotermia; per i neonati il pericolo è massimo.
Infatti i cuccioli delle specie omeoterme, come mammiferi ed uccelli, non sono ancora in grado di regolare la temperatura corporea e quando non sono protetti dall'imbottitura della tana o non sono tenuti caldi dalla mamma, oppure è da molto che non mangiano, o sono denutriti, in breve subiscono un pericoloso abbassamento della temperatura, cadendo in quella condizione chiamata ipotermia.
Se non si interviene in tempo l'ipotermia diviene irreversibile e sopraggiunge la morte.

Dar da mangiare a chi si trova in questo stato significa mettere doppiamente a rischio la sua vita, perché allo stress da ipotermia si aggiunge quello determinato dal gravoso compito rappresentato dal processo digestivo, pertanto prima di dare il latte al nostro trovatello dobbiamo accertarci che il suo corpicino non sia freddo; in particolare il pancino deve essere bello caldo.

Se lo sentiamo freddo dobbiamo provvedere a riscaldarlo, ma con gradualità e senza metterlo vicino o a contatto con qualcosa di troppo caldo, perché gli farebbe più male che bene; dobbiamo portare la temperatura corporea del riccetto a livelli accettabili, ma lentamente.

Accostare il piccolo ipotermico ad un termoforo o anche ad una semplice bottiglia contenente acqua troppo calda, o metterlo sotto una lampada accesa, per reazione provocherebbe la "migrazione" di una grossa parte della massa sanguigna verso la periferia del corpo, con il risultato di ridurre la quantità di sangue a disposizione degli organi interni, necessaria per farli funzionare bene.

Un sistema semplicissimo e comodo da mettere in pratica con un animale tanto piccino è quello di tenerlo fra le nostre mani chiuse a coppa, accostando la bocca alle mani stesse; in questo modo il piccolino si troverà racchiuso in uno spazio delimitato dalla nostre mani e dalla nostra bocca.
In questa posizione ovviamente la bocca sfiorerà il corpo dell'animaletto.
Dobbiamo tenere la bocca sempre aperta, in modo che respirando manderemo il nostro fiato caldo e umido addosso al cucciolo.
Dopo breve tempo cominceremo a sentire che si muove ed è segno che la sua temperatura sta tornando a valori nella norma e di conseguenza ci sarà un risveglio della vitalità del piccolo.
Solo quando saremo certi che il piccolo sia oramai riscaldato, potremo procedere a darli il latte.
E' superfluo dire che dobbiamo avere le mani calde prima di procedere a scaldare il piccolo.



Brividi, strategia dell'organismo
per contrastare l'ipotermia

Lo stato di ipotermia può verificarsi a qualunque età e in qualsiasi animale a sangue caldo, uomo compreso.
In un primo tempo sono caratteristici i brividi e i tremori, anche molto intensi, che si possono notare con facilità.
I brividi sono rapide contrazioni muscolari provocate da impulsi cerebrali involontari.
La loro funzione è quella di produrre calore per scaldare il sangue, nel caso in cui la temperatura interna del corpo scenda sotto un ben preciso valore; negli esseri umani sono i 37°C mentre per altri animali i valori saranno del tipo specifico per ogni specie e solitamente sono superiori ai 37° dell'uomo.
Se il meccanismo del brivido ha successo, il sangue, riscaldatosi, trasmetterà il calore ai muscoli e agli organi interni.
Se, nonostante i brividi, l'abbassamento della temperatura corporea continua, si giunge ad una fase dell'ipotermia assai grave, che sovente ha esito letale se non si interviene più che prontamente.
Questo stadio si riconosce per il fatto che il corpo è freddo e sono completamente assenti brividi e tremori.



Lana, pile, piumini...
non risolvono l'ipotermia

Succede che qualcuno sentendo che il cucciolo è freddo lo avvolga in stracci di lana, vecchie maglie, pezzi di pile, piumini, con l'intento di riscaldarlo.

Bisogna invece ricordare che nessuna stoffa, nessun maglione, nessuna copertina di pile, nessun piumino hanno potere riscaldante.
La loro proprietà è semplicemente quella di funzionare da isolante termico, ragion per cui se ci mettiamo sotto un corpicino caldo, lo manterranno tale, se mettiamo un corpo freddo ma non ancora ipotermico, non lasceranno sfuggire il calore che ancora possiede il corpo stesso e un po' alla volta il metabolismo corporeo riuscirà a produrre altro calore e avremo l'impressione (errata) che sia stata la coperta o la maglia a scaldare.

Se invece copriamo con uno di questi materiali un corpo già in stato di ipotermia, dove quindi la temperatura è già scesa sotto la soglia critica, non si riscalderà un bel nulla, semplicemente verrà mantenuta la bassa temperatura del corpo.
Ecco perché è importante risolvere l'ipotermia e far tornare il corpo ad una temperatura idonea alla vita.
Solo a questo punto si potrà, anzi, sarà indispensabile, procedere a coprire il paziente proprio con materiali isolanti, come appunto la lana o il pile, ecc. in modo che il calore che il corpo ha ricominciato a produrre non venga disperso.


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