PRENDERSI CURA DI UN LATTANTE

Determinarne l'età
Il piccolo riccio che ancora non segue la madre nelle sue passeggiate fuori della tana è un riccio lattante.
Il modo di accudirlo varia in relazione all'età del piccolo, pertanto dobbiamo essere in grado di capire se è un neonato oppure se si sta già avvicinando all'epoca dello svezzamento.

Stima scarsamente attendibile, basata sul peso
Una stima dell'età fatta in base al peso del piccolo è quanto mai approssimativa e anzi sovente è inattendibile, perché i fattori che determinano il peso sono quanto mai vari.

Di norma una madre robusta ed in buona salute partorirà figli forti e sani, mentre una deboluccia sarà più facile che generi figli problematici.
Concepire durante la buona stagione, quando il cibo è abbondante e nutriente darà la possibilità ai feti di svilupparsi in modo ottimale.
Una gravidanza iniziata troppo tardivamente, quando il cibo scarseggia e la madre, anche se sana e robusta, non può nutrirsi adeguatamente, potrebbe portarla a partorire figli di scarso peso.

Il numero di piccoli per parto può variare press'a poco fra 2 e 7 e quindi nel caso di una cucciolata molto numerosa il peso di ogni riccetto quasi sicuramente sarà inferiore rispetto a quello del neonato di una cucciolata poco numerosa.

Bisogna anche tener conto di quanto latte dispone la madre; ovviamente se la lattazione è scarsa, i piccoli non potranno ricevere sufficiente nutrimento; al massimo i più forti riusciranno a mangiare un po' di più, a scapito dei fratellini debolucci che andranno incontro nel migliore dei casi a seri problemi di crescita, ma assai più spesso saranno addirittura destinati a soccombere fin dalla fase neonatale.
L'insufficiente disponibilità di latte normalmente è più facile che si verifichi con le cucciolate numerose, ma non è da escludere nemmeno nel caso di madri con solo uno o due figli.

Ecco dunque il motivo per cui le tabelle che riportano il peso dei riccetti mostrano una notevole variazione fra minimo e massimo.
  • Alla nascita il riccio può pesare all'incirca fra 12 e 25 grammi;

  • al compimento della prima settimana di vita è press'a poco fra 30 e 50 grammi;

  • dopo la seconda settimana più o meno fra 60 e 80 grammi;

  • a 3 settimane di età approssimativamente dovrebbe pesare fra 100 e 130 grammi; ora il piccolo comincia a seguire la madre nelle sue passeggiate notturne;

  • a 4 settimane il riccio è oramai svezzato ed autonomo ed il suo peso dovrebbe aggirarsi intorno ai 140-180 grammi.

Ci sono però ricci che nonostante siano svezzati e pienamente autonomi non sono riusciti a raggiungere il peso auspicabile; questo può dipendere dalla costituzione fisica, da patologie in atto, dalla momentanea scarsità di risorse alimentari naturali, da una situazione pregressa di malnutrizione durante la vita neonatale...


Stima attendibile, basata su caratteri fisici
L'osservazione delle caratteristiche fisiche è il modo migliore per fare una stima attendibile dell'età del piccolo.

Il riccio alla nascita ha la pelle rosa, nuda, ma è già provvisto di aculei sul dorso; sono bianchi e ancora morbidi ed inoltre essendo il piccolo racchiuso nella placenta, la mamma nel corso del parto non avrà problemi.



Dopo che mamma riccio leccandolo avrà liberato il figlio dalla placenta, gli aculei esposti all'aria nel volgere di poche ore diventeranno abbastanza rigidi, pur restando bianchi.




Come altri mammiferi, il riccio nasce senza denti, con orecchie ed occhi chiusi.
Si nutre esclusivamente del latte della mamma, la quale deve anche provvedere a stimolargli la funzionalità urinaria ed intestinale leccandogli la pancia e la zona genitale.

Dopo la prima settimana di vita ci sarà una lieve variazione nella colorazione degli aculei che cominceranno a scurirsi qua e là e la pelle del dorso pian piano tenderà ad essere meno rosata e assumerà un colore grigio chiaro.

A quindici giorni dalla nascita gli aculei si saranno scuriti e la pelle sarà tutta grigia; inoltre comincerà a svilupparsi una rada peluria chiara e quasi invisibile sul resto del corpo; occhi ed orecchie cominceranno ad aprirsi, ma non saranno ancora spuntati i primi dentini.
A partire da quest'età il piccolo gradatamente acquisterà il controllo degli sfinteri e il suo intestino comincerà a funzionare anche senza lo stimolo del leccamento da parte della mamma.

A tre settimane di età la peluria delle zampe e delle parti inferiori del corpo si trasformerà in pelo, occhi ed orecchie saranno oramai aperti e cominceranno a spuntare i dentini.
Il piccolo prenderà a seguire la madre fuori della tana.

Nel breve volgere di un'altra settimana il pelo apparirà folto e morbido tendente al color grigio chiaro e la dentatura sarà completa; gli aculei assumeranno la caratteristica colorazione scura con le punte bianche.
Il cucciolo avrà oramai un mese di vita e sarà già in grado di masticare il cibo nutrendosi autonomamente.
L'istinto naturale lo spingerà a catturare le sue prime prede con un'abilità davvero insospettabile.
Naturalmente cercherà ancora di succhiare il latte dalla madre, ma questa glielo permetterà sempre meno, sottraendosi ai tentativi del piccolo ciuccione, il quale però non si darà per vinto con facilità e insisterà nel chiedere il latte.
Mamma riccio nella tana verrà assillata dal cucciolo che si metterà anche a strepitare stizzito, ma lei si sdraierà a pancia sotto per impedirgli di raggiungere i capezzoli.
Il cucciolo allora si scoraggerà? Assolutamente no, anzi, le si arrampicherà addosso...
Per scoraggiarlo la madre comincerà anche a fare dei piccoli salti, per scrollarselo di dosso e il cucciolo sentendosi pungere alla fine desisterà.




Una cuccia morbida e calda per il nostro trovatello
Se ci trovassimo a dover provvedere ad un lattante, dobbiamo preparargli una cuccia calda, confortevole e sicura.
Il piccolo non è in grado di autoregolare la temperatura corporea, quindi dovremo essere noi a garantirgli quella giusta e costante, perché un esserino tanto piccolo ci impiegherebbe davvero pochissimo a cadere in ipotermia, con conseguenze spesso letali.

Procuriamoci quindi una scatola di cartone o eventualmente anche di plastica, una traversa igienica per animali da mettere sul fondo, carta assorbente da cucina, asciugamani di cotone, ma che non si sfilaccino, o del pile che è morbido e avvolgente o un panno di lana, anch'esso morbido e avvolgente e che mantiene il calore meglio del pile.
La scatola dovrà essere di dimensioni tali che possa contenere l'oggetto riscaldante che decideremo di utilizzare, in modo che però rimanga una zona all'incirca uguale priva di fonti di calore; questo accorgimento serve perché se il piccolo avesse troppo caldo, potrebbe riuscire a spostarsi nella zona più fresca; un surriscaldamento del cucciolo infatti avrebbe facilmente un esito letale; il riscaldatore va posto sul fondo del contenitore, da un lato.
Per la temperatura alla quale tenere il piccolo riccio, regoliamoci come se avessimo a che fare con un bimbo neonato.
L'oggetto che sceglieremo di utilizzare va avvolto e coperto con un panno di lana o pile; sopra vi sistemeremo il riccetto, avendo cura di coprirlo con un altro pezzo di stoffa calda e morbida, ma che non gli pesi troppo addosso.

Quale tipo di riscaldatore utilizzare?
Forse quello che più comunemente si può trovare in una casa è la classica borsa per l'acqua calda, in gomma.
Dobbiamo assicurarci che l'acqua della borsa non si raffreddi, quindi sarà indispensabile sostituirla non appena si nota un indebolimento della sua capacità riscaldante ottimale, il che avviene dopo poche ore.
Se avete la vecchia "boule" della nonna (le migliori erano di rame) essa manterrà il calore per molte e molte ore.

Va bene anche un moderno scaldino da letto del tipo ad accumulo di calore (sono quelli che vanno collegati alla presa elettrica per una mezz'oretta, in modo che immagazzinino calore, dopo di che vanno staccati dalla corrente e mantengono per circa tre ore il calore che hanno accumulato.

Sconsigliati i tappetini riscaldanti del tipo di quelli usati per l'allevamento dei rettili esotici, tuttavia oltre ad essere piuttosto costosi, devono restare costantemente collegati alla corrente elettrica; il rischio di scottatura è maggiore ed inoltre, posti sul fondo del contenitore del riccio potrebbero bagnarsi e ciò non è auspicabile, per motivi di sicurezza.
E' anche difficile che ce ne sia uno in casa (a meno che non si stiano già allevando rettili) e trovandosi a dover agire tempestivamente col piccolo riccio, non ci sarebbe il tempo per procurarselo.

Non utilizzare MAI il termoforo o altri apparecchi simili, cioè quelli che per garantire calore devono restare costantemente collegati alla rete elettrica; anche regolati al minimo, scaldano troppo per le esigenze del nostro animaletto, che rischierebbe di morire.

In mancanza d'altro si può ricorrere ad una comune bottiglia di plastica, che però mantiene il calore davvero per poco tempo e quindi l'acqua deve essere sostituita assai spesso; inoltre a causa della sua forma è meno pratica degli altri sistemi.



Panni, carta o pile, insomma qualunque materiale utilizziamo, va sempre sostituito quando si sporca; non dimentichiamo che l'igiene è fondamentale per la salute del piccolo riccio; nella tana ci pensa la sua mamma, ma in casa ci dobbiamo pensare noi.



Altre cose utili
Procuriamoci un paio di pinzette che ci serviranno nel caso dovessimo togliere qualche parassita dalla pelle del piccolo, perché in tenerissima età non è possibile utilizzare prodotti chimici.

Ci servirà anche dell'olio di mandorle dolci, reperibile in farmacia o in erboristeria; ungeremo moderatamente un dito e massaggeremo delicatamente il pancino e la zona genitale del piccolo dopo ogni poppata, simulando ciò che farebbe mamma riccio con la lingua; chi lo preferisse potrà servirsi di un cotton-fioc insistendo con pazienza finché il riccetto riuscirà a fare i suoi bisogni; sarebbe però preferibile praticare il massaggio con il dito, che è indubbiamente più morbido del cotton-fioc.
Naturalmente se la pelle del piccolo sarà sporca o bagnata di feci ed urina dovremo provvedere a ripulirlo accuratamente, proprio come faremmo con un bambino.
L'olio di mandorle per la sua azione lenitiva ed emolliente servirà anche nel caso dovessimo notare screpolature o arrossamenti della pelle, sovente causati dal non aver curato la pulizia della cuccia e l'igiene del piccolo, soprattutto delle sue parti intime.
Non si devono mai usare prodotti contenenti profumo, quindi no a tutte quelle creme lenitive per la pelle dei bambini.
Evitare anche l'uso del talco o di altre polveri.


Ci servirà anche una bilancia che sarà utilissima per pesare il riccetto prima e dopo ogni pasto; trattandosi di un minuscolo animaletto che mangia pochi grammi di cibo per volta, è necessario che la bilancia sia piuttosto precisa; molto adatte sono quelle digitali da cucina, dal costo decisamente abbordabile.





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Né a Pasqua, né mai!


Articolo di Beatrice Montini (Corriere della Sera)
Investigazioni di Animal Equality Italia




Malata di sclerosi multipla e contraria alla sperimentazione animale
Dottor Stefano Cagno

Clicca la foto per l'articolo del dott. Stefano Cagno, Dirigente Medico Ospedaliero dell'Az. Osped. Desio e Vimercate (MB)
Visita EQUIVITA













Un ottimo esempio
I figli adottivi di Sonia
Sonia ha già un gattino, ma non ha esistato ad adottare questi cuccioli di riccio africano, che allatta ed accudisce amorevolmente come fossero figli suoi.
Gli umani avrebbero davvero molto da imparare dagli animali!



Cuccioli di riccio africano

Un cattivo esempio
Quando si agisce senza riflettere
In Piemonte è stato girato il filmatino che segue, che mostra l'allattamento dei neonati da parte di mamma riccio.
Con tutta probabilità queste persone non si sono nemmeno rese conto del disturbo che stavano arrecando alla famigliola!
E meno ancora hanno capito che con la loro azione sconsiderata hanno messo seriamente a rischio la sopravvivenza dei neonati!
Li hanno persino illuminati con la pila, parlando a voce alta e toccando mamma e figli.
Osservate come la donna afferri mamma riccio per gli aculei della schiena, per poterla spostare e guardare quanti cuccioli ha; ma come si può non arrivare a pensare che non è cosa da farsi?
Tutti presi dal desiderio di realizzare un filmato da mettere in rete, non hanno pensato al rischio mortale a cui stavano esponendo i neonati.
In questi casi di forte disturbo è frequentissimo che poi la madre abbandoni o addirittura uccida i cuccioli, che "puzzano" d'uomo.

Teniamo sempre ben presente che non ci si deve MAI comportare come gli sconsiderati autori del filmato!
MAI toccare una mamma e i suoi cuccioli!!!
Ricordate che le belle foto scattate in natura che si possono ammirare in rete o che vediamo nei documentari televisivi sono fatte rispettando la privacy dell'animale; infatti si ricorre a telecamere debitamente occultate, in modo che l'animale non si accorga di nulla e continui a comportarsi naturalmente; è con questi accorgimenti, che richiedono grande impegno e preparazione, che per esempio si possono ammirare le cure parentali o la schiusa delle uova degli uccelli nel nido, o addirittura la vita di alcuni animali nelle loro tane sotterranee.
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