ELIMINARE PULCI, ZECCHE & C.
Gli antiparassitari chimici


Se pensiamo a quanto sia difficoltoso cercare di eliminare pulci, zecche e altri parassiti dal cane o dal gatto di casa ricorrendo alla sola rimozione manuale e quanto frustrante sia accorgersi che nonostante tutti gli sforzi non si riesce nello scopo, ben si comprende l'impossibilità di farlo con un animale selvatico.

E' fuor di dubbio che meno si ricorre agli antiparassitari chimici e meglio è, tuttavia quando non ci sono alternative valide è inevitabile il ricorso a questi prodotti.
E' importante però scegliere quello che garantisce il miglior risultato con il minor dosaggio di principio attivo e naturalmente che sia il meno tossico possibile e ovviamente bisogna seguire attentamente le istruzioni.

Purtroppo nessun medicinale è completamente privo di tossicità e talvolta possono aversi effetti collaterali evidenti e più o meno "pesanti" anche se, a dire la verità, si tratta di aventi abbastanza rari, perché i prodotti attualmente in uso sono utilizzati oramai da molti anni e sotto questo aspetto possono essere considerati abbastanza sicuri.






Antiparassitari per il riccio
Per eliminare zecche, pulci, acari e pidocchi non è necessario ricorrere a più farmaci.
Per il riccio possiamo tranquillamente utilizzare un solo prodotto, il cui principio attivo sia il FIPRONIL.
Le altre sostanze che entrano nella composizione devono essere solo coformulanti senza azione farmacologica.
Il Fipronil è contenuto in diversi prodotti che hanno svariati nomi commerciali; tra quelli più facilmente reperibili ci sono:
  • Frontline spot-on per gatti-pipette (produttore Merial)
  • Fiproline per gatti-pipette (produttore Formevet)
  • Effipro per gatti-pipette (produttore Virbac)
Frontline è quello più noto e pubblicizzato, ma se chiedete in negozio o in farmacia uno degli altri, ve lo procureranno; li potete trovare anche online.

    

Questi prodotti vengono messi direttamente sulla cute del soggetto da trattare e vengono assorbiti da essa; in questo modo entrano in circolo nell'animale, rendendo il suo sangue tossico per i parassiti che se ne ciberanno e di conseguenza moriranno.



Avvertenza per il Frontline





Il Frontline al quale qui si fa riferimento è unicamente il tipo classico, cioè lo Spot-on il cui principio attivo è costituito da Fipronil









Frontline Combo contiene Fipronil + Methoprene che può dare più facilmente problemi a soggetti sensibili, pertanto per il riccio è da evitare.





Il fatto che Frontline Combo sia espressamente indicato per le zecche non significa che il normale Frontline Spot-on non sia efficace; leggete le avvertenze riportate sulla confezione: entrambe le formulazioni sono efficaci contro le zecche, perché il principio che le combatte è il Fipronil.
Il Methoprene ha lo scopo di combattere la reinfestazione ambientale dovuta all'eventuale presenza di uova e larve del parassita.
Ammesso che ciò possa essere veramente di utilità in un ambiente ristretto come le quattro pareti di casa, appare più che evidente come sia invece di totale inutilità nell'ambiente naturale.






Le pipette
Ognuno dei 3 farmaci sopra indicati è contenuto in piccoli contenitori di plastica, chiamati pipette
La quantità di Fipronil è identica: ogni pipetta è da 0,5 ml e contiene 50 mg di principio attivo (fipronil).

Frontline Spot-on, Fiproline ed Effipro hanno solo Fipronil come principio attivo, sia nel tipo per gatti che in quello per cani; la sola differenza consiste nel quantitativo contenuto in ogni pipetta; questo è uno dei casi in cui il farmaco può essere usato indifferentemente sul cane o sul gatto.

Noi però dobbiamo trattare il riccio, dunque vediamo un po' come dosare il prodotto.
Premesso che un riccio di peso inferiore a 80 grammi non deve essere trattato con antiparassitari, vediamo come dosarlo per i più grandicelli.

Abbiamo dunque acquistato uno dei prodotti precedentemente indicati, nel tipo per gatti.
Se il riccio da trattare pesa 500 grammi o più, utilizzeremo mezza pipetta.
Ovviamente è difficile dividere a metà il prodotto.

Procuriamoci una siringa da 1 ml del tipo di quelle per insulina o per tubercolina; è importante che siano di quelle con ago rimovibile.

Apriamo la pipetta come indicato nelle istruzioni d'uso, poi versiamo il contenuto in un bicchierino da liquore, oppure in un vecchio contenitore di una lente a contatto o in qualsiasi altro piccolo recipiente; questo è necessario altrimenti l'ago di questo tipo di siringhe, essendo molto corto, non riuscirebbe a raggiungere il fondo della pipetta dove c'è l'antiparassitario.

Aspiriamo 0,25 ml di liquido, poi teniamo la siringa con l'ago rivolto verso l'alto e premiamo dolcemente il pistoncino per far sì che l'aria che fosse stata eventualmente aspirata insieme al liquido possa venire esplusa attraverso l'ago.
Facciamo attenzione a non far uscire anche l'antiparassitario, altrimenti avremo speso i soldi per niente.
Se vediamo che quello rimasto nella siringa è inferiore a 0,25 ml, aspiriamone ancora un po'.
Se abbiamo fatto bene tutta l'operazione, nella siringa dovrebbe esserci un quantitativo di 0,25 ml di antiparassitario.

Ora dobbiamo mettere questo antiparassitario sul riccio, quindi per prima cosa togliamo l'ago dalla siringa.
Appena ci avvicineremo per spruzzargli sulla pelle il contenuto della siringa, lui incrocerà gli aculei e si appallottolerà, rendendoci piuttosto difficile il compito.
Infatti ci sarà quasi impossibile superare lo sbarramento spinoso per raggiungere la sua pelle e se schizzeremo il prodotto fra gli aculei, incredibile ma vero, ben poco ne finirà sulla cute.

Dobbiamo quindi agire d'astuzia: cerchiamo di infilare il beccuccio della siringa in uno degli aculei della zona del collo; quando ci saremo riusciti, spingendo il pistoncino il liquido scivolerà verso la pelle, guidato dall'aculeo e così non avremo sprecato nulla e, cosa ancor più importante, saremo sicuri che l'antiparassitario è finito nel posto giusto.

Se non siamo riusciti a trovare le piccole siringhe da 1 ml, possiamo utilizzare quelle da 2,5 ml che si trovano comunemente in vendita.
Ci sarà solo un pochino più difficile dividere a metà il contenuto della pipetta, perché occuperà solamente poco più di 2 righe della scala graduata della siringa.
E' difficile dosare bene l'antiparassitario, però se anche gliene cade addosso una goccia di troppo...non gli succede nulla.

  • Se il riccio pesa 80-100 grammi, allora basterà che gli mettiamo una sola goccia di liquido dietro al collo.
  • Se il peso è fra 300 e 500 grammi, gli potremo mettere 2 gocce di antiparassitario.
  • Se il riccio supera i 500 grammi di peso, gli potremo mettere mezza pipetta (0,25 ml).

  • Se abbiamo trattato un riccio che sta in giardino, difficilmente potremo vedere l'effetto dell'antiparassitario, perché scorgere le zecche o le pulci che cadono a terra stecchite o moribonde sarà quasi impossibile.

    Se invece il riccio trattato è in casa, dopo pochi minuti vedremo cadere le prime pulci; per le zecche ci vuole un po' di più.
    Potremo anche scorgere i primi parassiti che si sono staccati dal riccio e che però ancora camminano.
    Nel caso delle zecche, la caduta avviene generalmente entro 48 ore dall'applicazione, tuttavia siccome sovente l'infestazione è data da più specie di zecca, ce ne saranno anche di quelle che ci impiegano diversi giorni prima di cadere stecchite.
    Anche quando ci sembrerà che non ci siano più parassiti, al mattino riordinando la cuccia del riccio potremo vedere i cadaverini dei parassiti, che sarà nostra cura rimuovere prontamente.

    Alcune zecche morte resteranno fra gli aculei, avvizzendo giorno dopo giorno, finché si staccheranno e cadranno, però se appena ci è possibile è meglio che diamo una mano a madre natura togliendole noi con un paio di pinzette a becchi lunghi e sottili.
    Alcune potrebbero avere ancora il rostro conficcato nella pelle del riccio...sono morte in letizia, mentre si gustavano il pasto.
    Se il riccio ha preso un po' di confidenza con noi, possiamo usare anche una spazzola di plastica, per spazzolare gli aculei, provocando la caduta di qualche zecca rimasta incastrata qua e là.
    Per il resto del corpo, zone pelose, gola e orecchie, possiamo usare uno spazzolino per unghie.

    Vedremo anche parassiti ancora vivi, ma già un po' intontiti; moriranno in seguito, ma se li abbiamo visti, è meglio prenderli con una pinzetta ed eliminarli subito.
    Non bisogna metterli nella spazzatura buttarli fuori di casa, perché qualcuno potrebbe magari sopravvivere; meglio quindi asssicurarsi di renderli inoffensivi.
    Non bisogna nemmeno buttarli ancora vivi negli scarichi domestici; qualcuno di essi che non abbia assunto sufficiente dose di antiparassitario potrebbe riuscire ad arrampicarsi, cadere sul pavimento ed in seguito arrampicarsi nuovamente sul primo ospite che gli capitasse a tiro.
    Schiacciarle fra i becchi delle pinzette? Sono molto dure e c'è il rischio di schizzarle via, dove non le ritroveremo facilmente.

    Un sistema sicuro per ucciderle consiste nel preparare una ciotola con acqua e detersivo liquido per i piatti o per il bucato, oppure con alcool denaturato.
    Afferrata la zecca con le pinzette, la butteremo a bagno nella ciotola, facendo attenzione che non si arrampichino sul bordo; in breve, passerà a miglior vita.
    Solo quando saremo certi che sono morte potremo gettare il tutto nel water e tirare lo sciacquone.
    Se deciderete di utilizzare l'alcool e ad operazione conclusa versate tutto nel water, ricordatevi che si tratta di liquido infiammabile; prestino attenzione i fumatori...








L'antiparassitario spray
C'è chi consiglia l'uso di Frontline nella formulazione spray; pochi spruzzi sono indicati come sufficienti, tuttavia questo ha una bassissima concentrazione di Fipronil, di molto inferiore alle pipette, mentre è ricco di altre sostanze, che anni fa erano indicate sulla confezione, mentre attualmente sono indicate sotto la generica denominazione di "coformulanti".
  • Frontline Spray riporta una quantità di Fipronil di 0,25 grammi per 100 ml di soluzione
  • Frontline Spot-on riporta una quantità di Fipronil di ben 10 grammi per 100 ml di soluzione
Dunque Frontline Spot-on contiene una quantitativo di Fipronil di 40 volte superiore a quello del prodotto in formulazione spray.

Ho sempre utilizzato Frontline Spot-on con piena soddisfazione, su ricci a partire dagli 80 grammi di peso.
Ho provato anche la formulazione spray, ma il risultato è stato decisamente inferiore alle aspettative.

Inoltre lo spray (che ha odore ancora più intenso del liquido delle pipette) per forza di cose nebulizza parte prodotto nell'aria circostante l'animale.
Nonostante si presti attenzione, queste particelle vengono in parte inalate dal riccio, il quale, avendo un senso dell'olfatto molto più sviluppato e sensibile del nostro, ne viene molto disturbato.

Un altro problema quando si usa lo spray (pochi spruzzi, come si legge spesso nei forum), consiste nel fatto che, a causa della troppo scarsa percentuale di Fipronil, potrebbe più facilmente verificarsi fenomeni di farmaco-resistenza.



C'è anche chi preferisce utilizzate un altro antiparassitario: Advantage (produttore Bayer) il cui principio attivo è Imidacloprid.
Tuttavia, dopo averlo provato sul riccio, ritengo più efficaci i prodotti a base di Fipronil.

Se si decide di utilizzare Advantage, fare attenzione a non confonderlo con un altro antiparassitario della Bayer che ha un nome simile: Advantix
  • Advantage è indicato per gatti e va bene anche per ricci e conigli

  • Advantix è indicato per i cani, ma non deve mai essere usato per gatti, ricci e conigli, perché per loro è così tossico da provocarne sovente la morte



Ci sono altri prodotti indicati per l'uso antiparassitario, come per esempio Ivomec, farmaco da moltissimi anni sul mercato ed utilizzato in ambito zootecnico; il principio attivo è l'Ivermectina e per l'acquisto è richiesta la prescrizione di un medico veterinario in triplice copia.

Si tratta di un farmaco da usare solo da parte di persone esperte, quindi se intendete ricorrere ad esso per il riccio o altri piccoli animali, a meno di non possedere le necessarie conoscenze, si consiglia vivamente di rivolgersi ad un veterinario.





Appello urgente!!





    


Né a Pasqua, né mai!


Articolo di Beatrice Montini (Corriere della Sera)
Investigazioni di Animal Equality Italia




Malata di sclerosi multipla e contraria alla sperimentazione animale
Dottor Stefano Cagno

Clicca la foto per l'articolo del dott. Stefano Cagno, Dirigente Medico Ospedaliero dell'Az. Osped. Desio e Vimercate (MB)
Visita EQUIVITA















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Rimozione manuale delle zecche
E' possibile rimuovere manualmente le zecche, anzi è bene farlo, almeno con quelle più evidenti.
Tuttavia ricorrere alla sola rimozione mauale non garantisce che vengano eliminate tutte quelle presenti sull'animale, in quanto le più piccole o annidate in punti difficilmente ispezionabili purtroppo resteranno sul loro ospite, continuando a danneggiarlo; è quindi indispensabile utilizzare prodotti antiparassitari.

Come procedere alla rimozione manuale
Clicca QUI



Farmaco-resistenza e cause
Un grosso problema è costituito dalla resistenza dei parassiti a questi trattamenti, problema per altro comune a molti medicinali.
Basti pensare agli antibiotici sempre più potenti che vengono immessi sul mercato e nei confronti dei quali immancabilmente gli agenti patogeni sviluppano resistenza, così che diventano presto inefficaci e si pone la necessità di trovare nuove molecole attive verso questo o quell'agente patogeno.

Le cause principali che inducono fenomeni di farmaco-resistenza sono il dosaggio, la modalità e i tempi di somministrazione non corretti.
Infatti se è vero che un sovradosaggio deve sempre essere evitato, altrettanto si può dire per un dosaggio insufficiente.
Se le modalità di somministrazione o il protocollo che prevede una prosecuzione o una ripetizione della cura non viene rispettato, i parassiti o gli agenti patogeni "assumono" una quantità di prodotto che non è sempre letale, ragion per cui riescono a sopravvivere e sviluppano farmaco-resistenza al principio attivo; in sostanza è come se venissero "vaccinati" ed acquisissero immunità verso l'antiparassitario, riuscendo addirittura a trasmetterla geneticamente alla propria prole.

Virus, batteri, germi e ed anche piccoli invertebrati come alcuni acari ed insetti non necessitano di centinaia o migliaia o milioni di anni per avere modificazioni genetiche, come invece capita ai vertebrati.
Ecco dunque l'importanza di seguire attentamente le avvertenze riguardo all'uso dei farmaci, dei quali fanno parte anche gli antiparassitari.
Il fatto che per quelli comunemente utilizzati sugli animali da compagnia non sia richiesta la prescrizione medica, non significa che possano venir usati con leggerezza.



Antiparassitari di libera vendita:
ricordiamo che sono farmaci

I tanti antiparassitari oramai di uso comune destinati agli animali ed anche all'uomo (contro pulci, zecche, zanzare, pidocchi, ecc.) sono in vendita in qualsiasi negozio e non sono soggetti all'obbligo di prescrizione medica, pertanto l'acquirente spesso non li considera per quello che effettivamente sono: farmaci.
Troppo spesso sono acquistati ed utilizzati con leggerezza, nell'erronea convinzione che si tratti di prodotti innocui.
E' vero che la confezione è accompagnata dalle informazioni per l'uso corretto e dalle avvertenze riguardo ai potenziali rischi che si possono correre, ma troppe volte queste avvertenze vengono sottovalutate o addirittura non vengono neppure lette.
Mettiamoci anche la pubblicità televisiva che mostra mamme che spruzzano insetticidi sul pavimento di casa, per impedire l'accesso agli scarafaggi e subito dopo viene mostrato il pargoletto che gattona sullo stesso pavimento, oppure la solita mammina che spruzza tende e divani con un altro prodotto e all'istante i bimbi vi si rotolano felici.
E' più che ovvio che invece di fare informazione corretta l'unico interesse sia quello di vendere, con buona pace del consumatore disinformato che vivrà felice nella sua beata e pericolosa ignoranza.

Purtroppo nessun farmaco è completamente esente da tossicità e talvolta possono aversi effetti collaterali evidenti e più o meno "pesanti".
Per ciò che riguarda gli antiparassitari per uso esterno da utilizzare sugli animali domestici, i prodotti attualmente in uso sono utilizzati oramai da molti anni e possono essere considerati abbastanza sicuri.

Bisogna però tener sempre presente che anche quando in apparenza non si manifestano effetti indesiderati, ciò non significa che non ci possano essere.
Talora essi sono tanto lievi da passare del tutto inosservati, da non dare alcun disturbo evidente; altre volte invece si rendono palesi anche in forma grave dopo anni dalla fine del trattamento ed ecco allora instaurarsi quelle patologie definite iatrogene, cioè provocate dal farmaco che era servito per curare una precedente malattia.
Altre volte ancora tutto filerà liscio e non si avranno mai conseguenze spiacevoli.

Un classico esempio di patologie iatrogene è relativo ad uno dei problemi che i proprietari di animali domestici, in particolare cani e gatti, devono affrontare: quello legato al periodo estrale, con gli accoppiamenti rumorosi e indesiderati e le altrettanto indesiderate gravidanze che ne conseguono.
Coloro che non vogliono ricorrere alla soluzione chirurgica per eliminare alla radice il problema, vuoi perché non intendono spendere, vuoi perché la ritengono una violenza contro la natura stessa dell'animale, si lasciano sovente tentare dalle varie pillole o iniezioni per sopprimere il calore.
La cagna o la gatta non manifestano alcun disturbo in conseguenza del trattamento farmacologico, ma acquistano la temporanea "pace dei sensi".
Il proprietario vive tranquillo, ma...purtroppo con grande frequenza a seguito talora anche di una sola somministrazione e anche a distanza di anni si sviluppano nell'animale neoplasie mammarie e, con minor frequenza, anche diabete.
Pertanto, se avete a cuore la salute e la vita del vostro animale, evitate nel modo più assoluto il ricorso a farmaci per il controllo del calore; l'unica soluzione è quella chirurgica.
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