IL CUCCIOLO

L'approccio con un cucciolo di riccio è diverso a seconda che si tratti di un lattante o di un animale già in corso di svezzamento, più o meno avanzato.
Capire in quale fase si trova il piccolo è abbastanza semplice e intuitivo, anche senza star ad esaminare dettagli come peso, dimensioni, occhi aperti o ancora chiusi, colore e consistenza degli aculei, dentatura assente o presente, capacità di avvolgersi a palla, ecc.

Il lattante
Un riccio lattante sta sicuramente nella tana, accudito dalla madre, e quando lei esce alla ricerca di cibo il piccolo se ne sta buono e tranquillo, in attesa del suo ritorno, anche perché sarebbe fisicamente incapace di reggersi sulle zampine e di andarsene in giro da solo.
Se fosse già totalmente svezzato o anche in fase di svezzamento, seguirebbe la mamma nelle sue passeggiate notturne, esercitandosi a procurarsi il cibo da solo.

Solo se fossimo certi di trovarci di fronte ad un lattante è indispensabile tener conto di tutte quelle caratteristiche elencate più sopra, per impostare la sua cura e la sua alimentazione in modo appropriato.




Principali cause di orfanità
Qualora disgraziatamente la madre non fosse più in grado di tornare a casa, solitamente a causa di un incidente stradale o perché predata da altri animali, a volte anche da un cane, il cucciolo affamato comincerebbe a chiamarla a gran voce e se stessimo passando nei pressi potremmo addirittura sentire il suo richiamo ed intervenire, ma indubbiamente si tratta di un'eventualità davvero molto rara, perché richiederebbe il concorso di alcuni fattori: praticamente dovremmo trovarci a passare nel posto giusto al momento giusto...e ovviamente dovremmo avere le orecchie sgombre da auricolari e simili e dovremmo anche essere, per quanto possibile, in silenzio.
Certe allegre compagnie schiamazzanti che alla domenica si aggirano nei boschi e lungo i sentieri di campagna non potrebbero mai riuscire a sentire la voce di un piccolo riccio!




Quando pulire può costituire potenziale pericolo
Potrebbe anche succedere che nel corso di interventi di pulizia del sottobosco o del giardino si metta accidentalmente allo scoperto una tana, ma siccome questi lavori non si fanno di notte, bensì durante il giorno, nella tana non ci sarà solo la cucciolata, ma anche la madre.
In questo caso bisogna provvedere immediatamente a ricoprire il rifugio con il materiale che era stato asportato, allontanarsi e lasciare tranquilli gli animali, evitando nel modo più assoluto di prendere in mano i piccoli e tanto meno di prelevarli e portarli a casa!
Dopo un primo e comprensibile disorientamento, la madre ricomporrà per benino la tana.
Si dovrà portare pazienza ed astenersi sia dall'intervenire nuovamente con le operazioni di pulizia, sia dall'avvicinarsi al luogo.
Da evitare anche il curiosare nel tentativo di vedere a tutti i costi i piccoli, perché si rischierebbe solo di spaventare la madre, che non sentendosi più sicura e nel timore che i suoi figli possano venire predati, piuttosto che rischiare di perderli preferirebbe ucciderli lei stessa, comportamento questo comune a molti animali quando si trovano di fronte a pericoli che sanno di non poter fronteggiare adeguatamente.
Un'altra possibile conseguenza del disturbo potrebbe anche spingere la madre all'abbandono della cucciolata, che sarebbe condannata a morte certa.




Gravidanze a sorpresa
Altre volte la gente si ritrova alle prese con un riccio neonato semplicemente perchè ha ospitato in casa una coppia non sapendola tale e non avendo preso la precauzione di tenere separati i due a scanso di imprevisti...
Quando in autunno succede di dover prestare soccorso ai ricci facendo trascorrere loro tutto l'inverno in casa, a meno che non si tratti di esemplari giovanissimi più o meno delle dimensioni di un mandarino, è opportuno tenerli separati, onde evitare possibili gravidanze indesiderate che poi non si riuscirebbe a gestire bene.
Solo chi fosse in grado di determinarne il sesso potrà anche tenerli insieme.




Riccio svezzato: orfano oppure no?
Appurato dunque quanto sia difficile trovarsi di fronte ad un lattante, esaminiamo ora il caso del rinvenimento di un riccio in via di svezzamento o già svezzato.
Qui si pone la solita domanda: avrà bisogno di aiuto? Lo dobbiamo raccogliere?
Si legge qua e là di raccogliere sempre un riccio orfano.
D'accordissimo, ma come si fa a decidere se l'animaletto è davvero senza mamma?
Visto che ovviamente non glielo possiamo domandare, da cosa possiamo capire il suo stato di bisogno?
Se un riccio molto giovane sta vagando in pieno giorno è senza dubbio da soccorrere; se avesse la mamma, sarebbe con lei nella tana.
Inutile dire che va soccorso anche se presenta ferite, se è infestato da parassiti esterni e uova o larve di mosca, ma questo vale per qualsiasi riccio di qualunque età e a qualsiasi ora del giorno o della notte.
Se invece lo troviamo di primo mattino, oppure all'imbrunire o di notte, allora dobbiamo prestare molta attenzione, per non rischiare di fare involontariamente più male che bene con la nostra "buona azione".
Solo se la stagione è avanzata, quindi se siamo già nella prima decade di ottobre e il riccetto non ha ancora raggiunto almeno i 600 grammi di peso (meglio ancora 700) che gli permetterebbero di superare l'inverno in relativa sicurezza, è doveroso raccoglierlo e fargli trascorrere in casa la brutta stagione.

Se invece siamo in primavera o in estate il piccolo avrà tutto il tempo per crescere.
Il fatto che lo vediamo vagare da solo non significa necessariamente che si tratti di un orfano; come tutti i cuccioli, man mano che cresce prende ad allontanarsi sempre più dalla mamma, nella sua voglia di esplorare e di diventare autonomo e non dimentichiamo che fra gli animali, come fra gli umani ci sono i tipi più intraprendenti e quelli che preferiscono la sicurezza della famiglia.
Pertanto anche se non fosse ancora perfettamente autosufficiente, il fatto che ci sembri solo non vuol dire che lo sia davvero!
La madre potrebbe essere nei dintorni e avendoci sentito arrivare potrebbe essersi immobilizzata in attesa che noi ce ne andiamo; lasciamo quindi tranquillo il cucciolo e limitiamoci ad armarci di grandissima pazienta, tenendo d'occhio la situazione e aspettando nella più assoluta immobilità; prima o poi madre e figlio si riuniranno.

Tendiamo bene l'orecchio ai rumori della natura, forse sentiremo un fruscìo tra le foglie, lo scricchiolìo di un ramoscello spezzato, un piccolo starnuto o uno sbuffo...tutti segni di una presenza.
Per scrupolo possiamo comunque monitorare il luogo anche nei giorni seguenti, per capire se e quanto è frequentato e per vedere se ci capita di incontrare ancora il piccolo solitario, anche se sarà più probabile vederelo in compagnia dei fratelli o della madre.
Comunque anche se davvero il piccolo girovago fosse un orfano, durante la buona stagione, con l'alta disponibilità di cibo non avrebbe particolari problemi.
Se avesse ancora la mamma essa non gli darebbe più il latte e certo non gli porterebbe insetti o altro cibo, dovrebbe semplicemente cavarsela da solo.



Una storiella davvero assurda
Potrebbe sembrare strano, ma ci sono più persone di quanto non si creda che si ritrovano a dover accudire un riccio lattante...anzi, leggendo nei forum sembrerebbe un'eventualità non poi così rara...
Chi alleva il riccio africano, che è in libera vendita ed altrettanto liberamente detenibile, facilmente potrebbe trovarsi alle prese con una femmina che ha partorito, con tutti i problemi e gli inconvenienti derivanti da una gravidanza in cattività.

Quando però si parla di riccio europeo, quindi di un riccio selvatico che non sarà mai in vendita in un negozio, l'incontro con un lattante sarà un'eventualità decisamente rara, a meno che non si commettano, più o meno coscientemente, gravi errori di approccio con l'ambiente naturale o addirittura non si commettano azioni decisamente intenzionali.

Una delle motivazioni più assurde letta in internet e portata a giustificazione per aver raccolto un riccio lattante, è quella esposta da una coppia che durante una passeggiata in campagna sarebbe incappata in una femmina di riccio che, meraviglia delle meraviglie!!!...avrebbe partorito davanti ai loro occhi, proprio sul sentiero, dopo di che sarebbe istantaneamente fuggita abbandonando il neonato...che ovviamente i due si erano affrettati a raccogliere e portare a casa, salvo poi una volta resisi conto della delicatezza della situazione, rivolgersi ad un forum per avere consigli...

Che dire? Una storiella del genere fa acqua da tutte le parti e dimostra solo quanto bugiardi sappiano essere gli umani, pur di non ammettere i propri torti...
E dimostra anche quanta ignoranza e disinformazione alberghino in certuni, visto che evidentemente non hanno la più pallida idea di come si svolge il parto di un mammifero...
Ma ci pensate?! Partorisce e fugge immediatamente?!
Forse i due ignorantoni credevano che mettere al mondo un figlio consistesse semplicemente nell'espellere "qualcosa" avendo la possibilità di allontanarsi immediatamente a gambe levate...dal che se ne deduce che non avevano nemmeno mai sentito parlare di cordone ombelicale e di placenta...
Immaginatevi la scena: mamma riccio che sul sentiero, davanti agli occhi dei due fidanzati, espelle un neonato e subito fugge via...e per forza di cose trascinandosi dietro il piccolo ancora avvolto nella placenta e attaccato alla mamma tramite il cordone ombelicale...

La storiella che hanno inventato a giustificazione dell'avere portato via un neonato alla madre è decisamente improponibile e assurda nella sua stupida ingenuità costruttiva; ci sarebbe da spanciarsi dalle risate per l'imbecillità dei narratori, se non fosse per il fatto che hanno commesso una gravissima azione nei confronti di un essere vivente indifeso come un neonato e che purtroppo non sarà sopravvissuto...infatti non si erano nemmeno più fatti vivi in rete...brutto segno...



Il desiderio di vedere da vicino una nuova piccola vita non deve mai farci dimenticare che noi umani non abbiamo alcun diritto di interferire in modo tanto pesante e ingiustificato; la nostra curiosità teniamocela e lasciamo tranquilli gli animali selvatici.
Non sono dei giocattoli animati con i quali soddisfare la nostra voglia del momento, magari anche solo per scattare qualche foto da mettere poi in rete oppure per "giocare a mammina e papino"...





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Né a Pasqua, né mai!


Articolo di Beatrice Montini (Corriere della Sera)
Investigazioni di Animal Equality Italia






Malata di sclerosi multipla e contraria alla sperimentazione animale
Dottor Stefano Cagno

Clicca la foto per l'articolo del dott. Stefano Cagno, Dirigente Medico Ospedaliero dell'Az. Osped. Desio e Vimercate (MB)
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