IL RICCIO EUROPEO

Il riccio europeo (Erinaceus europaeus) è un piccolo mammifero facilmente riconoscibile per il dorso ricoperto di aculei.
E' presente in tutta Europa; in Gran Bretagna e in Irlanda è stato importato.
Si trova anche in Nuova Zelanda, introdotto pare accidentalmente nel 1800.

In Italia troviamo Erinaceus europaeus ed alcune sottospecie; in particolare nelle due isole maggiori vivono sottospecie di riccio europeo con caratteristiche nettamente differenziate rispetto a quelli presenti nella penisola.

E' un animale la cui presenza indica che l'ambiente è idoneo anche per la vita di altre piccole specie, soprattutto insetti e di conseguenza uccelletti che si cibano di questi invertebrati.
L'uso di fitofarmaci in agricoltura è causa di grande rarefazione di insetti e altri piccoli invertebrati; quegli animali che se ne nutrono, proprio come i ricci, vengono gravemente intossicati e spesso muoiono.
La grande scarsità di prede inoltre spinge molti ricci ad abbandonre certe zone per andare alla ricerca di altri territori di caccia.

Caratteristiche fisiche
Il corpo del riccio è tozzo, press'a poco a forma di pera, con una corta coda difficilmente visibile (circa due o tre centimetri di lunghezza).
Zampine posteriori del riccio selvatico

Le corte zampe, nonostante l'apparenza esile, sono molto e robuste.

Hanno 5 dita fornite di unghie robuste, atte a frugare nella terra alla ricerca dei piccoli invertebrati che costituiscono la sua principale fonte di cibo; gli sono molto utili anche per scavare il terreno e prepararsi una tana accogliente.




Qui sotto: a sinistra, unghie della mano; a destra, impronte di zampa anteriore (più larga) e posteriore (più stretta e allungata).
Unghie della mano di un riccio selvatico      Impronte di  riccio selvatico

Il riccio è un plantigrado: infatti quando cammina appoggia tutta la pianta del piede e il palmo della mano a terra, un po' come fa l'orso.

Durante la caccia gli vengono in aiuto i suoi due sensi più acuti: l'olfatto e l'udito.
Quest'ultimo in particolare è sviluppato in modo tale da consentirgli di udire gli ultrasuoni e questo gli è di grande aiuto nella ricerca del cibo, perché riesce ad individuare con facilità gli animaletti di cui si ciba che vivono nascosti nel terreno.

Naso del riccio
La testa del riccio è di forma allungata, il musetto è ricoperto di pelo, da cui spunta un grosso naso bruno-nero quasi sempre un po' umido.
Le narici sono provviste di una sorta di coperchietti che l'animale utilizza per evitare di inalare terriccio mentre scava nel terreno.
La vista pur non essendo altrettanto acuta, gli permette comunque di vedere bene a parecchie decine di metri.
Gli occhi sono molto scuri e brillanti, le orecchie corte, arrotondate e rivestite di folto pelo.

Dentatura del riccio




E' dotato di una dentatura di tutto rispetto; gli incisivi sono leggermente allungati e a prima vista ricordano un po' le zanne del cinghiale.
La conformazione della bocca è tale per cui essa è dotata di una particolare potenza in chiusura.

Il riccio NON è un animale aggressivo e usa la forza delle sue mascelle per masticare il cibo, ma se volesse, con un morso ben assestato riuscirebbe a fare davvero male.
Nel trattare con questo animale l'unica avvertenza è di fare attenzione nel caso sia ferito e abbia dolore, perché, anche se è un 'eventualità decisamente rara, potrebbe mordere e non certo per cattiveria, ma semplicemente come reazione istintiva al dolore.





La lingua del riccio è carnosa, rosea e morbidissima, non solo nel neonato, ma anche nell'adulto.




Oltre al muso, anche i fianchi e il ventre sono ricoperti di pelo dall'apparenza ispida, di colore variabile nei toni del grigio-bruno chiaro.
L'aspetto ruvido del pelo non deve però trarre in inganno.
Indubbiamente nel riccio non è sottile come quello di altri animali, tuttavia chi avesse la possibilità di toccarlo sulla pancia si accorgerebbe con sorpresa che è piacevolmente morbido.
Riccio europeo Il dorso è rivestito da caratteristici aculei di color marrone o grigio-marrone più o meno intenso, con barrature chiare, soprattutto nella parte distale.
Questi aculei altro non sono che peli raggruppati in ciuffi e modificatisi in modo da divenire rigidi e appuntiti ed ogni riccio adulto ne porta circa sei-settemila.

La variabilità del colore dipende sia dall'età dell'animale, sia dalle caratteristiche genetiche di ogni individuo.
I ricci molto giovani sono più chiari e tendenti a tonalità sul grigio.
L'adulto è di un bruno caldo su cui spiccano le barrature chiare; col passare degli anni diventa più marrone-rossiccio, mentre l'anziano presenta un colore sul marrone spento, piuttosto uniforme, in quanto le barrature chiare pian piano di attenuano fino quasi a scomparire; questo in animali veramente molto anziani, di oltre 10 anni di età.

La lunghezza degli aculei è di un paio di centimetri o poco più; ognuno è provvisto di un bulbo simile a quello dei peli ed è cavo; tutta una serie di terminazioni nervose e muscoli particolari gli permettono di rizzarli e di orientarli in varie direzioni per formare un'impenetrabile palla di aculei a scopo difensivo, ma non solo.
Infatti ogni aculeo alla sua base, dove inizia il bulbo pilifero, presenta un restringimento e un assottigliamento che lo rende flessibile ed è utilissimo perché in caso di caduta da una certa altezza, l'urto verrà assorbito grazie a questa particolarità e l'animale non subirà danni.

Il riccio raggiunge una lunghezza che mediamente oscillla fra i di 22 e i 30 centimetri, mentre il peso di un adulto può variare fra i 700 e 1500 grammi circa; le femmina sono generalmente di taglia e peso inferiore ai maschi.

Conduce vita prevalentemente notturna, ma è facile vederlo anche a sera, dopo il calar del sole, oppure di primo mattino, prima che sorga.
Queste abitudini notturne non sono tanto legate alla necessità di proteggersi dai predatori, quanto piuttosto al fatto che la maggior parte degli invertebrati di cui si ciba (gasteropodi, lombrichi, coleotteri e insetti vari) sono disponibili in prevalenza durante la notte, quando l'aria è più fresca e umida e l'assenza dei raggi diretti del sole impedisce a questi invertebrati di subire danni da disidratazione.

Nonostante possa apparire un po' goffo, all'occorrenza il riccio dimostra inaspettate doti di agilità arrampicandosi anche sulle rocce, ma solo se gli appigli glielo consentono e la "scalata" non è ripida.
Non si arrampica sui muri, nemmeno su quelli di mattoni, come invece molti, erroneamente, pensano.
Riesce ad arrampicarsi sulle reti di recinzione, ma solo per poche decine di centimetri e certo non scavalcherà la cinta del vostro giardino per entrare o uscire.

Riccio selvatico che nuota Il riccio è un buon nuotatore.
Però, attenzione: vasche e recipienti che contengono acqua e hanno pareti verticali sono trappole mortali per questo animaletto; anche un semplice secchio pieno d'acqua può essergli fatale.
Pertanto nel giardino non lasciamo mai recipienti senza protezione; il riccio, ma anche uccelli e altri animali, potrebbero finirvi dentro e non essere poi più in grado di uscirne.
Riccio selvatico che nuota Copriamo secchi, vasche, mastelli e piscine con una rete, oppure mettiamo dentro una tavola di legno che da un'estremità appoggi sul fondo e dall'altra sul bordo; in caso di necessità un animale potrà aggrapparvisi e riguadagnare la terraferma.
Invece laghetti e corsi d'acqua naturali o artificiali, ma con sponde dolcemente digradanti non sono pericolosi.


Dimorfismo sessuale
L'unico modo per determinare il sesso di un riccio è osservarne i genitali esterni.
Naturalmente se lo si prende in mano la prima cosa che farà sarà quella di richiudersi a palla, d'altra parte ben si sa che un riccio selvatico che si lascia spallottolare senza reagire è un riccio malato.
Se il riccio sta chiuso a palla NON bisogna assolutamente tentare di aprirlo con la forza!
Bisogna aspettare con pazienza che lo faccia di sua volontà.
C'è però un semplice trucco per fargli mostrare la pancia.

Possiamo prepararci in anticipo in modo da avere sempre la possibilità in qualsiasi momento di controllare qualche riccio.
Andrà bene una scatola trasparente lunga una trentina di centimetri, in modo che l'animale possa aprirsi e allungarsi; dovrà essere alta una quindicina di centimetri, così da poterci mettere anche il coperchio.
Copriremo le pareti con carta spessa, scura, in modo da rendere buio il piccolo ambiente; il fondo invece dovrà essere ben trasparente.
Quando avremo la necessità di determinare il sesso di un riccio, basterà metterlo nella scatola, chiudere il coperchio e aspettare qualche minuto; il riccio si aprirà e noi guardando di sotto, attraverso il fondo trasparente avremo una stupenda vista della sua pancia.

Se noteremo una protuberanza che somiglia a una ciambellina vicina all'ano, saremo di fronte ad una femmina.

Se invece la protuberanza somiglierà ad una specie di bottoncino e sarà posizionata lontano dall'ano, proprio sulla pancia, un po' come se fosse nel posto dell'ombelico, allora si tratterà di un maschio.



Nonostante i due esemplari della foto abbiano pochi giorni di vita, si nota chiaramente la differenza nel posizionamento dei genitali; l'assenza di pelo nei neonati ne facilita l'individuazione.
Nel maschio adulto i genitali sono ricoperti da un ciuffo di pelo ben evidente.

Habitat del riccio europeo
Vive prevalentemente nelle zone di pianura e di collina, dove gli è più facile trovare cibo per molti mesi l'anno.
In montagna è assai meno diffuso a causa delle particolari condizioni climatiche che si ripercuotono sulla possibilità di trovare cibo e dove sarebbe costretto ad un letargo molto più prolungato, con il rischio che ne conseguirebbe; tuttavia pare che ne sia stata accertata qualche sporadica presenza intorno ai 2000 metri di quota.


Occupa di preferenza le zone di campagna alberata e boschive, dove trova facilmente riparo negli anfratti, fra le pietre e le radici degli alberi, ricoprendosi poi di erbe e foglie secche per meglio mimetizzarsi e trascorrere tranquillamente addormentato le ore diurne; tuttavia quando il luogo è particolarmente tranquillo e il riccio si sente ben al sicuro, è possibile vederlo all'aperto anche di giorno, nel sottobosco ombroso.



Se il terreno non è eccessivamente duro ama anche scavare delle tane a gomito, di oltre 50 centimetri di sviluppo.
Durante l'estate è solito cambiare tana di frequente, anche più di venti volte; questo espediente gli consente di limitare il numero di parassiti esterni da cui è frequentemente infestato, soprattutto zecche.

Nel corso delle sue scorribande notturne percorre distanze notevoli, generalmente in relazione alla disponibilità di cibo che il luogo offre.
Il maschio ha un territorio più esteso di quello della femmina e naturalmente nella stagione riproduttiva quando è alla ricerca di una compagna le sue esplorazioni si fanno a più largo raggio e può arrivare a percorrere alcuni chilometri in una sola notte.




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Né a Pasqua, né mai!


Articolo di Beatrice Montini (Corriere della Sera)
Investigazioni di Animal Equality Italia






Malata di sclerosi multipla e contraria alla sperimentazione animale
Dottor Stefano Cagno

Clicca la foto per l'articolo del dott. Stefano Cagno, Dirigente Medico Ospedaliero dell'Az. Osped. Desio e Vimercate (MB)
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Il riccio europeo orientale
Il riccio europeo orientale (Erinaceus europaeus orientalis) è diffuso in un areale che si estende dalla Siberia al confine orientale dell'Italia; si trova anche nel Caucaso e in alcune regioni del Medio Oriente (Siria, Israele).
Oramai da anni si sta diffondendo anche sul territorio italiano e in alcune zone di Friuli, Trentino e Veneto, convivono Erinaceus europaeus e l'affine Erinaceus europaeus orientalis, sottospecie "concolor".
Sarebbero anche già stati osservati degli individui ibridi.



Il concolor si distingue dal nostro riccio autoctono per l'aspetto generale più chiaro e per il colore del pelo del muso e delle parti inferiori decisamente tendente al bianco.



I piedi del riccio
Come si può vedere dalle foto, la pianta del piede del riccio è ricca di protuberanze.

I riccetti neonati hanno la pelle rosa, anche quella dei piedini, ma crescendo assumono la caratteristica colorazione scura,quasi nera.
Molti ricci hanno invece i polpastrelli rosati.









La manina del riccio





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