Letargo o "vita latente"

La parola letargo deriva dal greco lethargos.
E' un termine composto da lèthe=oblìo e argòs=attività e quindi potrebbe essere tradotto come "dimenticarsi di muoversi".
E' un evento fisiologico tipico di alcuni animali, non solo dei mammiferi come sovente si pensa, ma di molti altri, come rettili, invertebrati, rari pesci, nonché alcuni animali tipici dell'Australia.
Gli uccelli invece non vanno in letargo, ma superano i periodi sfavorevoli mettendo in atto un diverso comportamento: la migrazione verso luoghi più ospitali.

Anche molti vegetali hanno un periodo di quiescenza che possiamo paragonare al letargo; basti pensare agli alberi che in autunno perdono le foglie e restano in uno stato di non-vita durante l'inverno, per gonfiare poi le gemme a primavera e tornare alla vita attiva, o ai bulbi di fiori come ad esempio narcisi e crochi che fanno vita attiva nel periodo freddo e passano i mesi estivi in quiescenza, seccando le foglie e perdendo anche le radici, pronti però ad emetterne di nuove all'approssimarsi dell'autunno, riprendendo gradatamente la vita che culminerà nel periodo riproduttivo di inizio primavera quando finalmente potremo ammirarne la fioritura.

Il letargo dunque si può definire come un periodo di quiescenza durante il quale la vita viene "sospesa" in attesa di riprendere il ritmo consueto quando le condizioni ambientali si faranno nuovamente favorevoli e viene chiamato anche "vita latente".

Alle nostre latitudini questo periodo di vita latente per alcuni animali coincide soprattutto con i mesi invernali e si tratta per lo più di mammiferi.
Tuttavia anche da noi ci sono animali per i quali il periodo critico è rappresentato non solo dal freddo invernale, ma anche dai forti calori estivi accompagnati da periodi molto siccitosi; si tratta di piccoli animali come per esempio le lumache, il cui comportamento passa inosservato, ma che sovente hanno due periodi di vita latente: uno estivo ed uno invernale.

riccio africano Ateletrix albiventris In altre zone del pianeta ci sono animali che vanno in letargo solo durante l'estate, perché quella è la stagione critica per la loro vita; tipico è il caso del riccio africano.

"Ateletrix albiventris" è il suo nome scientifico; è stato così denominato per il colore bianco delle parti inferiori.
Il suo habitat di origine è costituito dalle savane e da zone aride dell'Africa centrale.
E' molto simile al nostro riccio selvatico.


Letargo, vita latente, ibernazione, estivazione
Alcuni studiosi chiamano ibernazione il letargo o vita latente del periodo invernale ed estivazione quando si verifica nei mesi estivi.
Altri utilizzano il termine "letargo" per gli animali che hanno il periodo di "vita sospesa" continuo, distinguendolo da ibernazione ed estivazione, durante le quali il sonno viene regolarmente interrotto per tornare brevemente a livello di vita cosciente, permettendo all'animale di urinare e svuotare l'intestino o di assumere piccole quantità di alimenti.

Queste diverse interpretazioni possono ingenerare confusione ed incertezza; meglio sarebbe che gli studiosi si accordassero su una terminologia chiara, che non dia adito a fraintendimenti.

Sovente c'è la tendenza ad incasellare gli animali in ben definite categorie.
L'orso per esempio viene da alcuni indicato come un animale che va in letargo nel senso che dorme per tutti i mesi freddi, poiché non esce dalla tana, ma non è corretto; in realtà non dorme di continuo, ma ha solo un forte rallentamento dell'attività, che tuttavia non impedisce alla femmina di partorire ed accudire i cuccioli o di nutrirsi delle riserve di cibo che si prepara nella tana durante la buona stagione; inoltre lo spesso strato di grasso accumulato nei mesi estivi serve per la regolazione della temperatura corporea e per lo svolgimento di tutti i processi vitali.

Attenzione! Per tutti gli animali che vanno in letargo è indispensabile la presenza di adeguata quantità di grasso bruno per il ruolo importantissimo che svolge nella termoregolazione corporea.

L'orologio biologico
Cosa succede esattamente all'organismo durante il letargo non è ancora stato chiarito completamente.
Si può tuttavia affermare che questo stato di vita latente è un evento fisiologico, che consente all'animale un notevole risparmio energetico, poiché durante i mesi freddi il cibo scarseggia a tal punto che sarebbe maggiore la quantità di energia spesa per procurarselo, rispetto a quella prodotta con l'ingestione della scarsa quantità disponibile.

Il cosiddetto orologio biologico è un meccanismo regolato da alcuni ormoni, che sollecitati da determinate condizioni negative per la prosecuzione della vita attiva, inducono il rallentamento di tutti i processi metabolici; lo stesso orologio biologico, al ripresentarsi di condizioni favorevoli alla vita attiva provocherà una rapida ripresa del metabolismo riportandolo in breve tempo a livelli normali, con la conseguenza che l'animale uscirà dal torpore letargico e riprenderà la sua vita attiva.
Il metabolismo durante il letargo non cessa completamente, altrimenti l'animale morirebbe; continua, seppur estremamente rallentato.
Si mantengono così stabili, anche se a livelli minimi, i parametri vitali: circolazione sanguigna, temperatura corporea, respirazione, mentre altre attività proprie delle ghiandole a secrezione interna e degli organi escretori, come ad esempio i reni, vengono svolte in modo differente rispetto a quando l'animale è in vita attiva.
Queste trasformazioni per esempio consentono a sostanze estremamente tossiche, come alcuni composti azotati, di restare a lungo nel corpo senza provocare alcun danno, poiché vengono trasformati non solo in modo da perdere la tossicità, ma divenendo addirittura utili; in parole povere riescono a formare una specie di "antigelo" che permette al corpo di non subire danni quando esposto a temperature molto rigide.

Alcuni parametri generali che caratterizzano il letargo
Quella al letargo è una predisposizione genetica di alcuni esseri viventi, che non può essere indotta artificialmente.
Infatti sotto i 25°C corporei un animale che non abbia questa predisposizione genetica non riuscirebbe a vivere e lo stato di vita latente diventerebbe irreversibile con la conseguenza della morte del soggetto.
Invece il letargo naturale è una situazione reversibile, nonostante che durante il suo corso la temperatura corporea si abbassi fino a pochissimi gradi sopra lo zero, anche solo 3-4 mentre i battiti cardiaci scendono a livelli minimi fra 3 e 15 battiti al minuto, a seconda della specie animale e di conseguenza si riducono moltissimo anche gli atti respiratori.






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Né a Pasqua, né mai!


Articolo di Beatrice Montini (Corriere della Sera)
Investigazioni di Animal Equality Italia






Malata di sclerosi multipla e contraria alla sperimentazione animale
Dottor Stefano Cagno

Clicca la foto per l'articolo del dott. Stefano Cagno, Dirigente Medico Ospedaliero dell'Az. Osped. Desio e Vimercate (MB)
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