LATTE ACCADI' E SIMILI
a ridottissimo contenuto di lattosio


Da molti anni si trova comunemente in commercio un tipo di latte vaccino per uso umano a ridotto contenuto di lattosio; tra le marche più diffuse sono assai noti Accadì, Mila e Zymil.

Il contenuto in lattosio varia a seconda della marca, come si può vedere da quanto riportato sulle rispettive confezioni.


















Confrontiamo ora, per quanto riguarda il contenuto di lattosio, Mila, Zymil, Accadì, nonché il latte per cuccioli Esbilac e quello di riccia, secondo quando riportato nell'ultima tabella.

La cosa che salta subito all'occhio è che Mila, Zymil e Accadì quanto a lattosio sono molto più simili al latte di riccia rispetto a Esbilac; in particolare Accadì presenta un contenuto di lattosio praticamente uguale a quello di riccia.

Accadì è reperibile anche nel tipo "intero" con un maggior percentuale di grassi ed è riconoscibile per la confezione di colore giallo.


L'evidente conclusione che se ne trae, solo per quanto riguarda il lattosio, è che questi tipi di latte sono decisamente più adatti di Esbilac per l'allattamento del piccolo riccio.

Tuttavia bisogna considerare anche altre caratteristiche importanti che deve avere il latte, che è il solo alimento per un neonato e che pertanto deve garantirgli l'apporto di tutti i principi nutritivi necessari e nella giusta quantità.

Ora confrontiamo la percentuale di altre importantissime sostanze utili per la crescita: proteine, grassi, carboidrati, vitamine e sali minerali.




Dall'osservazione della quattro tabelle si nota che:
  • il latte di riccia è molto ricco in grassi e proteine ed estremamente povero in lattosio.

  • Esbilac quanto a lattosio ne contiene la metà del normale latte di vacca intero.

  • Esbilac ontiene una maggior quantità di grassi e di proteine, ma tuttavia sempre in misura inferiore al latte di riccia.



Esbilac NON è nato come "latte per ricci" ma per cani: cuccioli o adulti bisognosi di alimentazione nutriente per superare momenti "difficili".
Si è rivelato il miglior sostituto del latte materno tra tutti quelli che il mercato offre, o almeno così pare.
Come si può leggere nella sezione dedicata a Esbilac, si tratta di un latte ricostituito; praticamente è un prodotto "costruito".
Sono state aggiunti anche vitamine, sali minerali e microelementi, per cercare di rendere il prodotto il più adatto possibile a sostituire il latte di cagna.




Tuttavia non dobbiamo pensare che senza questi sostituti industriali del latte sia impossibile allevare un cucciolo.
Prima che fossero disponibili questi prodotti ogni lattante orfano era destinato a soccombere?
Assolutamente no!

E ora che ci sono questi prodotti "speciali" ogni lattante orfano sopravvive di sicuro ?
Altrettanto assolutamente...no!

Oramai però la pubblicità, che non è solo quella che ci propina la televisione, ma anche quella che troviamo sui depliants nelle sale d'aspetto degli ambulatori veterinari, quella che ci martella in internet, quella diretta delle parole di qualche addetto ai lavori, convince molte persone che senza questo o quel prodotto di quella o di questa marca sia praticamente impossibile avere successo.

Inoltre queste soluzioni "preconfezionate" se da un lato presentano l'indubbia comodità dell'essere già pronte all'uso, d'altro canto hanno il difetto del costo decisamente elevato.

E' invece possibilissimo prepararsi da sè un latte arricchito in proteine, grassi, vitamine e sali minerali, adatto per i lattanti e di costo assai contenuto, con il quale ho allevato diversi piccoli ricci con ottimi risultati.
Per quanto riguarda la preparazione, le dosi per ogni poppata, le modalità e la frequenza di somministrazione, si rimanda alla pagina specifica sull'allattamento artificiale.




E' fuor di dubbio che molti non hanno la possibilità di spendere le somme necessarie all'acquisto dei prodotti pronti all'uso, tanto più gettando lo sguardo all'anno appena trascorso e a quel che prospetta il futuro.
Purtroppo succede che cercando consigli in qualche forum si venga stigmatizzati quando si chiedono soluzioni alternative, quasi che si trattasse di cattiva volontà, di insensibilità verso l'animale, di tirchieria.
La persona che vi risponderà magari vi dirà di essere disposta a spendere persino 1000 euro senza batter ciglio per aiutare un animale.
A questa persona non passa neppure per l'anticamera del cervello che anche chi sta chiedendo la soluzione alternativa per spendere poco sarebbe invece disposto a spendere molto di più, però con un grosso "se": se li avesse, quei soldi.
E' quindi inutile chiedere in certi posti soluzioni alternative; vi diranno semplicemente che non ce ne sono, ma non è così.



Si tratta di latte fresco o di latte UHT a lunga conservazione?
Per ottenere un latte a ridotto contenuto di lattosio è necessario ricorrere ad un procedimento industriale particolare, durante il quale grazie all'aggiunta dell'enzima lattasi, il lattosio viene "digerito" e trasformato nei due zuccheri semplici: galattosio e glucosio.
Questo procedimento era stato messo a punto dalla Centrale del Latte di Milano in collaborazione con E.N.I. e aveva portato alla produzione del latte Accadì (HD= High Digeribility).
Al termine del procedimento il latte viene sterilizzato ad altissima temperatura.
Questo trattamento termico però lo priva di importanti vitamine e principi nutrizionali; in special modo sono distrutte le vitamine termolabili, che vengono aggiunte in seguito, a lavorazione ultimata.
Questi tipi di latte, proprio in conseguenza del trattamento termico a temperatura elevata, perdono determinate caratteristiche proprie del latte fresco e pertanto vengono venduti con la denominazione di "latte a lunga conservazione"o latte UHT.

Sovente però nei supermercati si trovano questi tipi di latte sia sui normali scaffali, che nel banco-frigo.
Chiedendone spiegazione al personale del punto vendita, ci si sentirà rispondere quasi immancabilmente che quello nel banco frigo è latte fresco...
Tuttavia se vi prenderete la briga di leggere quanto riportato sui brick o sulle bottiglie avrete la sorpresa di trovare scritto che si tratta di latte a lunga conservazione, tanto che se leggerete la data di scadenza, noterete che è posticipata di mesi.

Perché dunque il personale dà questa indicazione non rispondente al vero?
Semplicemente perché non è pensabile che leggano le etichette di tutti i prodotti che passano loro per le mani durante il lavoro.
E siccome non sono loro a decidere dove esporre la merce, ma devono seguire le direttive che vengono impartite dalla direzione, ecco che questo latte UHT finisce nel banco frigo.

Nel reparto non refrigerato, dedicato al latte a lunga conservazione, si ritroveranno però anche le stesse confezioni.
La spiegazione di tutto ciò è semplice: molte persone cercano il latte...fra il latte, e quindi nel banco-frigo.
C'è però anche un'altra spiegazione: siccome molti consumatori preferiscono il latte fresco, ecco che viene messo questo latte a ridotto lattosio e a lunga conservazione insieme al vero latte fresco, tanto si sa benissimo che troppi ancora non leggono l'etichetta!
E' un modo di agire ingannevole, perché si induce in errore il consumatore che ritiene di acquistare un prodotto fresco, che invece tale proprio non è.







Appello urgente!!





    


Né a Pasqua, né mai!


Articolo di Beatrice Montini (Corriere della Sera)
Investigazioni di Animal Equality Italia




Malata di sclerosi multipla e contraria alla sperimentazione animale
Dottor Stefano Cagno

Clicca la foto per l'articolo del dott. Stefano Cagno, Dirigente Medico Ospedaliero dell'Az. Osped. Desio e Vimercate (MB)
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