DOMANDE FREQUENTI SUL RICCIO

Quanti aculei ha un riccio?
Il numero di aculei varia fra i 6000 e i 9000.



Quanti denti ha?
Ne ha 36: 20 nella mascella superiore e 16 in quella inferiore.



Quanti anni può vivere?
Come per tutti gli animali, anche per il riccio che vive in natura l'aspettativa di vita non è molto lunga: circa tre anni.
Deve sfuggire a quei predatori che hanno la capacità di sfidare il suo manto spinoso e contro i quali non ha altra difesa che il riuscire a nascondersi in qualche cavità inaccessibile.
I ricci che vivono nei terreni che costeggiano le strade sono spesso vittima di investimenti mortali.
Le lumache e i vermi che costituiscono una parte dell'alimentazione del nostro amico spinoso e soventesono infestati da parassiti, che provocano serissime malattie che colpiscono in prevalenza l'apparato digerente e l'apparato respiratorio.
I ricci che in autunno non hanno ancora accumulato sufficienti scorte di grasso spesso muoiono durante l'inverno.
Nei periodi particolarmente caldi e siccitosi possono morire disidratati.
Sono assai di frequente infestati dalle zecche e la conseguenza è l'anemia, mortale per i ricci piccoli.
Un riccio che per i più disparati motivi perde i denti è destinato a soccombere, perché non è più in grado di catturare le sue prede e tanto meno di masticare.

Certo un riccio che ha scelto di prepararsi una tana nel nostro giardino ha molte più possibilità di condurre una vita lunga, se gli daremo una mano, facendogli trovare sempre acqua fresca e cibo ad integrazione di quel che può trovare da solo e rendendo il giardino adatto ad ospitare la vita selvatica.
In questo caso non se ne andrà più in giro rischiando di essere predato o investito e le migliori condizioni di vita rafforzeranno le sue difese immunitarie, rendendolo più resistente agli attacchi dei parassiti contenuti negli insetti di cui si nutre; potrà così vivere tranquillamente per una decina di anni o più, addirittura fino a 14-15, garantito per esperienza diretta!
L'importante naturalmente è poter riconoscere il riccio senza ombra di dubbio, ma è semplicissimo: basta un poco di colore acrilico sulla schiena, giusto un tondino grande come una moneta da un euro, così da riconoscerlo anno dopo anno; di solito è sufficiente una rinfrescatina al colore ogni primavera; ad ogni modo quando lo vedremo un po' sbiadito non avremo altro da fare che un piccolo...ritocco.



Come si distingue il sesso?
L'unico modo per determinare il sesso di un riccio è osservarne i genitali esterni.
Naturalmente se lo si prende in mano la prima cosa che farà sarà quella di richiudersi a palla, d'altra parte ben si sa che un riccio selvatico che si lascia spallottolare senza reagire è un riccio malato.
Se il riccio sta chiuso a palla NON bisogna assolutamente tentare di aprirlo con la forza!
Bisogna aspettare con pazienza che lo faccia di sua volontà.
C'è però un semplice trucco per fargli mostrare la pancia.

Possiamo prepararci in anticipo in modo da avere sempre la possibilità in qualsiasi momento di controllare qualche riccio.
Andrà bene una scatola trasparente lunga una trentina di centimetri, in modo che l'animale possa aprirsi e allungarsi; dovrà essere alta una quindicina di centimetri, così che ci possiamo mettere anche il coperchio. Copriremo le pareti con carta spessa, scura, in modo da rendere buio il piccolo ambiente; il fondo invece dovrà essere ben trasparente.
Quando avremo la necessità di determinare il sesso di un riccio, basterà metterlo nella scatola, chiudere il coperchio e aspettare qualche minuto; il riccio si aprirà e noi guardando di sotto, attraverso il fondo trasparente avremo una stupenda vista della sua pancia.

Se noteremo una protuberanza che somiglia a una ciambellina vicina all'ano, saremo di fronte ad una femmina.

Se invece la protuberanza somiglierà ad una specie di bottoncino e sarà all'incirca posizionata lontano dall'ano, proprio sulla pancia, un po' come se fosse nel posto dell'ombelico, allora si tratterà di un maschio.



Nonostante i due esemplari della foto abbiano pochi giorni di vita, si nota chiaramente la differenza nel posizionamento dei genitali; l'assenza di pelo nei neonati ne facilita l'individuazione.
Nel maschio adulto i genitali sono ricoperti da un ciuffo di pelo ben evidente.



Ha i baffi?
Certo, anche il riccio ha i baffi, sul tipo di quelli dei gatti, solo più morbidi e sottili, e come quelli dei felini hanno un'importante funzione sensoriale.
Sono di color marrone scuro, si fatica un po' a vedereli, ma ci sono, eccome se ci sono!
Indubbiamente strusciando fra l'erba, gli sterpi, i legni, infilando il musetto nella terra per catturare gli insetti, i baffi possono anche rovinarsi e spezzarsi.



Il riccio mangia fieno?
Ci sono parecchie persone che credono che il fieno faccia parte dell'alimentazione del riccio, ma non è così: questo animale NON mangia fieno; NON è un erbivoro e NON è un roditore come il coniglio.

Purtroppo tra coloro che ritengono che il riccio si nutra anche di fieno ci sono persone che non dovrebbero commettere questo errore nel modo più assoluto!!!
Navigando in internet si incappa in siti che si fregiano del titolo di "...ambulatorioveterinario..." e che danno consigli anche sul riccio, raccomandando agli utenti di rivolgersi per questo spinoso solo a veterinari esperti in animali esotici (come loro forse?!...) perché gli "altri" veterinari non saprebbero come "...srotolarlo..."

E infine elencano gli alimenti idonei per il riccio...
...con la classica "ciliegina sulla torta": il FIENO...






Il riccio può aggredire e mangiare le galline?
Sembra incredibile, ma questa è una delle domande più frequenti che riguardano il riccio!
Possessori di galline, dormite pure sonni tranquilli: le vostre pennute sono al sicuro, anche se ci fosse un'intera famiglia di ricci, esse non correrebbero nessun pericolo.
Il riccio è un insettivoro, non un predatore carnivoro!
La sola gallina che mangerebbe sarebbe quella arrosto o lessa!



Il riccio morde i cani?
Assolutamente no, il riccio non li morde, piuttosto, poverino, è lui che viene attaccato e morsicato dai cani.
Tuttavia non è infrequente che durante l'assalto gli aculei del riccio restino infilzati sul muso del cane.



Il gatto è una minaccia per il riccio?
Il gatto non attacca i ricci, nemmeno quelli piccoli.
Indubbiamente può esserne incuriosito, potrà anche toccarli con la zampina, ma di certo non farà loro del male; e poi non ci riuscirebbe nemmeno se lo volesse!



Un riccio può mangiarsi un gatto?
Assolutamente no! E' una leggenda metropolitana!



E' pericoloso avere un riccio in giardino?
Non è pericoloso avere un riccio in giardino, perché è un animaletto timido, che certo non aggredisce nè gli umani, né il cane o il gatto di casa e nemmeno le galline.
Il pericolo invece lo corre il riccio, soprattutto se ancora cucciolo, perché potrebbe essere morsicato da un grosso cane.
Gravi pericoli, spesso anche mortali, il riccio li corre quando falciamo l'erba, quando usiamo il tagliabordi a filo, quando spostiamo sterpaglie con il forcone o bruciamo le ramaglie; è importantissimo, prima di svolgere questi lavori, accertarsi che non ci sia un riccio nascosto tra le foglie, sotto i cespugli o nel mucchio di sterpaglie che abbiamo accatastato.



Come posso eliminare i ricci dal giardino? Fanno la cacca...
Ma perché mai non volete che i ricci frequentino il vostro giardino?
Sono animaletti utilissimi, che si cibano di una grande quantità e varietà di insetti e piccoli invertebrati.
E' vero che lasciano in giro le loro cacche, né più né meno che come tutti gli animali ( e come tanti umani che la domenica vanno per boschi...) e potrebbe anche capitare di metterci una mano o di sedercisi sopra...ma se non ci fossero questi simpatici spinosi, insetti e lumache la farebbero da padrone e voi sareste costretti ad usare antiparassitari e veleni vari.

Ricordate che anche le tanto utilizzate esche lumachicide sono prodotti altamente tossici.
Vorreste forse che il vostro bimbo giocasse su un prato trattato con antiparassitari con il rischio di entrare in contatto con quei veleni?
Meglio una cacchetta di riccio, vi pare? Una lavata e via!



Si può alimentare un riccio a mele?
Se si intende dargli da mangiare solo o prevalentemente mele, no di certo, perché l'alimentazione del riccio deve contenere proteine e grassi e le mele non ne contengono affatto.
Un riccio che mangiasse solo mele o frutta in generale, deperirebbe e morirebbe in breve tempo.
E' invece possibile dare una fettina di mela a completamento del pasto.
Non tutti i ricci però gradiscono la frutta.
Solo se sono affamatissimi e non hanno altro, allora la mangiano, bucce comprese.
Se invece sono ricci ben nutriti, considerano la frutta solo una golosità.
Molti mangiano volentieri la mela che è forse il frutto preferito, la rosicchiano fino all'inverosimile, ma lasciano la buccia pulitissima e quasi trasparente.



Il riccio mangia uova crude?
Certamente e ne è anche molto goloso.
In natura, se gli capita di trovare le uova di quegli uccelli che nidificano al suolo, non si fa certo pregare per mangiarsele.
E' invece impedito se trova grosse uova come quelle di gallina o di anatre e oche; non riesce a romperne il guscio, a meno che, rotolando, esse non urtino qualche pietra rompendosi così da da sole.
Se volete dare dare un uovo crudo, ogni tanto, ai ricci che frequentano il giardino, sgusciatelo e lasciatelo a loro disposizione in un piattino, alla sera.
Le prime volte mangeranno tutto, albume e tuorlo, poi diventeranno più selettivi, mangeranno il tuorlo e lasceranno l'albume.



I ricci sono intolleranti al pesce?
Assolutamente no, nono stante taluni sconsiglino vivamente di dare pesce ai ricci con la scusa che in natura non ne trovano.
Siamo tutti d'accordo che il riccio non va a pesca, ma se trova un pesce morto in riva ad un corso d'acqua, state pur tranquilli che se ne ciberà.
Tra i cibi industriali a lui più graditi ci sono proprio quelli al pesce, soprattutto i croccantini.
Se gli diamo del pesce fresco, è naturalmente buona norma accertarci di aver tolto tutte, ma proprio tutte le lische.



I ricci mangiano il pane?
Il pane è un cibo che non si trova in natura, quindi non fa parte della dieta di nessun animale e a dire il vero non è adatto proprio a nessuno.
Tuttavia molti, se trovano del pane, lo mangiano senza problemi e anche di gusto.
Il riccio non fa certo eccezione, solo che a differenza di un uccello non mangia il pane così com'è: lo mangia solo se è ben condito, magari con un bel sughetto di arrosto o con un intingolo, oppure se è una pizza al pomodoro.
Molta gente mette fuori della porta di casa il piatto con gli avanzi di cucina per il gatto o per qualche randagio di passaggio e al mattino lo trova ben ripulito; se il luogo è frequentato da ricci, spesso sono proprio loro ad essersi serviti.
Comunque è diverso se il riccio occasionalmente mangia quel che trova in giro, mentre non dobbiamo proprio pensare di nutrire un riccio che ospitiamo in casa con pane e sugo, pizza, pastasciutta e altri cibi simili.
E' concesso al massimo e solo saltuariamente qualche bocconcino come contentino.
Un giovane riccio ospitato durante il periodo invernale verso mezzogiorno, appena sentiva il profumo del pranzo, usciva dalla sua casetta e chiedeva sfacciatamente qualcosina...



Come si soccorre un riccio moribondo?
Un riccio moribondo non reagisce più al tocco, non si appallottola, non rizza gli aculei, anzi , li lascia proprio abbandonati, tanto che toccandoli sembrano quasi morbidi e alla vista appaiono disposti in ordine come il pelo di un gatto; spesso respira a fatica, a volte anche a bocca semiaperta, può emettere dei rantoli, lamentarsi, tenere gli occhi socchiusi o chiusi, può essere scosso da tremori agli arti, può distenderli o, al contrario, avvicinarli al proprio corpo; sovente ha mani e piedi freddi o è completamente ipotermico...

Se lo troviamo nel bosco, abbiamo diverse alternative: raccoglierlo e portarlo da un veterinario, che gli praticherà un'iniezione di Tanax (per l'eutanasia).

Possiamo anche lasciarlo lì dov'é, togliendolo eventualmente dal sole, mettendolo all'ombra, magari al riparo sotto un cespuglio, allontanandolo da un eventuale sentiero o dalla strada.
Il pericolo è che venga assalito da qualche predatore o anche semplicemente da un cane a spasso col padrone oppure che venga importunato dal deficiente di turno che armatosi di bastone comincia a toccarlo e rivoltarlo perché vuole vedere cos'ha e gli fa schifo toccarlo con le mani.
E' poi assai probabile e quasi certo che le mosche carnarie depongano le uova su di lui e se la morte non avvenisse in breve tempo, le uova avrebbero modo di schiudersi e le larve mangerebbero vivo il povero riccio.

La terza alternativa è quella di raccoglierlo e portacelo a casa, metterlo in una scatola foderata di carta assorbente tipo scottex, magari con sotto un tappetino igienico per animali o della acrta di giornale e tenerlo in un ambiente semibuio e tranquillo, senza la presenza di animali domestici o peggio ancora di bambini vocianti o adulti curiosi.
Mettiamolo su di un fianco, con la testa leggermente sollevata; possiamo pulirgli la bocca se è sporca e imbrattata di muco, possiamo anche inumidirgliela con un panno bagnato, ma non dobbiamo dargli da bere, perchè gli andrebbe per traverso.
E poi dobbiamo solo aspettare...



I parassiti del riccio si attaccano all'uomo?
Il riccio, come ogni altro animale, ha dei parassiti che sono tipici suoi e soprattutto gli stanno saldamente attaccati.
Il pericolo che corriamo è né più né meno uguale a quello di toccare il nostro cane o il nostro il gatto.

E' invece assai probabile essere attaccati da parassiti, soprattutto zecche, mentre si fa il pic-nic o si cammina per prati e boschi o quando si va a funghi, perché le zecche stanno proprio lì, minuscole e aggrappate ai fili d'erba, pressoché invisibili, prontissime però a lasciarsi cadere sui piedi e sulle caviglie del passante di turno, animale o uomo che sia, oppure si arrampicano su chi sta tranquillamente seduto o sdraiato nell'erba e non lasceranno l'ospite finché non si saranno ingozzate per bene del suo sangue.
Ecco perché è bene indossare pantaloni lunghi e scarponcini e dopo la passeggiata è vivamente consigliato controllare attentamente la pelle per vedere se qualche microscopica zecca abbia già infisso il suo rostro.

Per il pericolo di prendersi i parassiti dal riccio, stiamo dunque tranquilli, che i suoi continueranno a stare aggrappati tenacemente a lui.






Animali SOS non aderisce a campagne pubblicitarie e non ha alcun interesse a far comparire sul tuo browser banner e pop-up; se ne vedi, sappi che non dipende da noi.

Blocca la pubblicità sul tuo browser Non sai come bloccare la pubblicità prima che arrivi sul tuo browser? Scoprilo cliccando sul lucchetto.


    


Né a Pasqua, né mai!


Articolo di Beatrice Montini (Corriere della Sera)
Investigazioni di Animal Equality Italia






Malata di sclerosi multipla e contraria alla sperimentazione animale
Dottor Stefano Cagno

Clicca la foto per l'articolo del dott. Stefano Cagno, Dirigente Medico Ospedaliero dell'Az. Osped. Desio e Vimercate (MB)
Visita EQUIVITA














Come ammazzare un riccio?

Un consiglio spassionato per chi pone domande simili:

Ma perché non ti ammazzi tu, così almeno libereresti il pianeta da un essere inutile, cattivo, nocivo, amorale e stronzo quale tu sei?

Conosci la legge universale del karma?
Quella, tanto per farla breve, che dice che raccoglierai il frutto di ciò che hai seminato e subirai le conseguenze delle tue azioni?
Adesso ridi, ridi pure, ma un domani, se continui su questa strada, il tuo karma ti farà piangere lacrime amarissime, dallo già per scontato.



La pipì di riccio è pericolosa?
Questa domanda nasce dal timore di contrarre qualche malattia toccando l'urina del riccio, ma tranquilli: toccare la pipì del riccio non costituisce pericolo; al massimo qualcuno potrebbe provare disgusto, ma nulla più.
Di sicuro nessuno penserebbe di portarsi le mani bagnate di urina alla bocca e ovviamente si laverebbe il prima possibile.

Nel vastissimo campo delle malattie che possono essere trasmesse all'uomo dagli animali, è vero che alcune possono essere veicolate attraverso le urine, ma il riccio che abita in giardino o che capita di incontrare nel bosco non costituisce un problema sotto questo punto di vista, quindi non guardatelo come un pericolo.



C'è urina e urina...
Prestate grande attenzione ad una serissima malattia detta "Leptospirosi" che si trasmette attraverso urine contaminate da agenti patogeni; gli animali che ospitano nel loro organismo le leptospire e sovente ne sono portatori sani sono i roditori in genere ed in particolare i ratti, soprattutto quelli che vivono nelle zone umide, come rive dei corsi d'acqua, grotte, miniere, stagni, zone paludose, risaie, nelle cui acque urinano.
Il contagio non avviene toccando le urine o le acque infette, ma solo quando le leptospire vengono a contatto con le mucose della bocca o del naso.
Oggi i più esposti a questo tipo di contagio sono i pescatori che portano sovente le mani alla bocca mentre preparano le lenze o mangiano il classico panino senza essersi lavati le mani in acqua sicura, oppure coloro che fanno il bagno in acque a scorrimento debole o assente, o che lavorano in zone a rischio e popolate da ratti.

E' tuttavia sufficiente prestare un minimo di attenzione evitando comportamenti antigienici per allontanare il rischio di contagio.

RICORDATE che il riccio NON è un roditore!



Lettiera: carta di giornale? No!
La carta di giornale e la carta stampata in genere non devono mai essere utilizzate come lettiera per nessun animale, in quanto l'inchiostro da stampa è assai tossico.
Urina e feci bagnando la carta provocano rapidamente il rilascio di queste sostanze nocive, che vengono assorbite dall'animale attraverso le zampe o possono venir ingerite quando fa toeletta.

Purtroppo capita spesso di veder utilizzata proprio la carta di giornale in striscioline, come lettiera, nei negozi che vendono animali, probabilmente perché costa poco più di niente.
Non seguite questo pessimo esempio e non credete a chi vi dirà che non fa male.



Riconosce il posto dove vive?
Certamente, lo riconosce benissimo e se ci si trova bene, non se andrà più.



Gli aculei del riccio sono velenosi?
Assolutamente NO; è una vecchia credenza popolare diffusa nelle campagne, ma priva di qualsiasi fondamento.
Gli aculei del riccio ovviamente pungono e può rimanere una sensazione di fastidio sul palmo della mano, ma non sono velenosi.
Chi è abituato ad aver a che fare con i ricci, li prende a mani nude senza pungersi; bisogna essere molto delicati, perché più si cercherà di trattenere saldamente l'animale, maggiori saranno le probabilità di pungersi.
Chi non ha esperienza o ha la pelle molto delicata, dovrebbe usare un paio di guanti da lavoro spessi.



Il riccio cambia gli aculei?
Gli aculei del riccio a partire dalla nascita cambiano colore e con il trascorrere delle settimane si infittiscono sempre più.
All'età di un mese e mezzo-due gli aculei della fase infantile cominciano a cadere per essere sostituiti da quelli della fase adolescenziale.
Verso i quattro mesi di età ci sarà una nuova caduta degli aculei, che lasceranno finalmente il posto a quelli da adulto.

Il processo di queste due prime mute si svolge in modo abbastanza rapido e senza dubbio molto evidente; se stiamo ospitando un giovanissimo riccio quasi all'improvviso cominceremo a notare la presenza di numerosi aculei nella sua cuccia e potrà anche capitare che nel prenderlo in mano se ne stacchi qualcuno.
Osservando l'animale vedremo che non ci sono zone senza aculei, perché la perdita avviene con una regolare distribuzione.

La muta degli aculei però non è limitata alla fase giovanile, ma si ripeterà ogni anno, esattamente come succede con il pelo di cani e gatti, con il piumaggio degli uccelli o con i nostri capelli, che vengono ciclicamente sostituiti da quelli nuovi.
In un animale sano la muta dell'adulto passa praticamente inosservata.
Che si tratti di un cucciolo o di un adulto la muta non deve quindi destare preoccupazione.
L'importante è che non ci siano chiazze di pelle nuda, senza aculei, perché in questo caso potrebbe trattarsi di acariosi o dermatiti.



Il piretro è tossico per i ricci?
Ogni insetticida è tossico, anche quelli a base di piretro, sia quello naturale che quello sintetico.
Quando leggete sulla confezione che il prodotto contiene "piretro naturale" significa solo che è stato usato il principio attivo ricavato dalla pianta del piretro; il termine "naturale" non significa "innocuo".
Ogni insetticida ha effetti tossici sui ricci come del resto su ogni altro animale, uomo compreso.



                                                                                                    Sito aggiornato a