UN RICCIO IN GIARDINO

I giardini in prossimità di boschi, campi e prati spesso durante la notte vengono visitati dai ricci, che talvolta decidono di prendervi dimora stabile.
Un ambiente tranquillo, con qualche posticino dove prepararsi una tana sicura e tante foglie secche per imbottirla, qualche zona riparata dal sole estivo, alberi, cespugli, protettive fronde basse, erbe che danno rifugio ad una miriade di insetti e la possibilità di trovare sempre acqua, anche nei periodi estivi quando la siccità inaridisce il bosco, sono una grande attrattiva per il nostro amico spinoso.

L'ACQUA
Il riccio trae l'acqua per il suo fabbisogno direttamente dalle prede succulente, dall'abbondante rugiada notturna e dalle piccole raccolte d'acqua che si formano dopo le piogge; non è indispensabile che dove vive ci sia qualche corso d'acqua.
Riccio beve in un  ruscelletto Indubbiamente però i ricci che hanno la possibilità di accedere a corsi d'acqua naturali sono avvantaggiati rispetto a quelli che non hanno tale possibilità.

Infatti nei periodi estivi siccitosi, quando non c'è più nemmeno una goccia di rugiada e l'erba è secca come fieno, se non c'è un corso d'acqua nei dintorni il riccio corre il serio pericolo di morire disidratato.
Va quindi alla ricerca d'acqua nei pollai o nelle ciotole degli animali domestici lasciate fuori di casa.

Naturalmente, quando ne trova, beve anche l'acqua dei sottovasi.
Purtroppo però i veleni che qualcuno mette nei sottovasi contro le zanzare tigre o le sostanze chimiche quali fertilizzanti e antiparassitari in compresse messi nel terriccio dei vasi, vengono dilavati con le innaffiature e vanno a finire nel sottovaso.
Il riccio bevendo quest'acqua si intossica.

Riccio beve da un sottovaso Lasciamo quindi a disposizione dei nostri amici spinosi che frequentano il giardino un recipiente con acqua pulita e che non possa essere facilmente ribaltato; il riccio è un animaletto un po' disordinato e arruffone!
Vanno molto bene le ciotole di plastica per gatti, quelle a bordi bassi, così potranno essere utilizzate anche dai piccoli ricci.

Molto adatte sono anche le ciotole di ceramica basse, del tipo di quella in foto, che hanno anche il pregio di inserirsi armonicamente nell'ambiente naturale.

Per evitare di fare un allevamento di zanzare è opportuno cambiare l'acqua ogni giorno, curando la pulizia del recipiente.

IL CIBO
Le ciotole con il cibo che alcuni sono soliti mettere fuori dalla porta di casa per il cane o il gatto, se nei dintorni c'è un riccio costituiranno per lui un'irresistibile attrattiva e non è affatto raro osservare gatti e ricci mangiare insieme dalla stessa ciotola.



Sono entrambi animali che non hanno nulla da temere l'uno dall'altro; non si può invece dire la stessa cosa per il cane, che o per gioco o per istinto predatorio, cercherebbe subito di afferrare il malcapitato riccio.

Se nei periodi critici vogliamo aiutare i ricci che ci già fanno saltuariamente visita o addirittura desideriamo che vengano regolarmente e magari decidano, perché no, di prepararsi la tana, potremmo invogliarli anche con l'offerta di cibo ad integrazione di quello che il nostro giardino offre naturalmente.
Sarà indispensabile che le ciotole siano messe in luoghi riparati dalla pioggia o dal sole diretto ed è importante che non vi abbiano accesso altri animali, altrimenti i poveri ricci resterebbero a bocca asciutta.


Il cibo industriale per gatti è solitamente molto gradito.
I croccantini sono i preferiti in assoluto, mentre i bocconcini di cibo umido lo sono poco o nulla e le varie mousse vengono del tutto rifiutate; alla fine però molto dipende dal gusto personale di ogni riccio e dalla fame che ha.

Teniamo però sempre ben presente che il cibo industriale per gli animali da compagnia, il cosidddetto "pet food" è al 90% una vera schifezza sotto tutti i punti di vista: materie prime utilizzate, processo di produzione, additivi chimici, senza dimenticare che moltissimi prodotti sono testati sugli animali; in definitiva è tutta robaccia che non fa bene alla salute dei nostri animali, causa sofferenze agli animali utilizzati per la sperimentazione ed è anche causa di gravi malattie nei nostri animali da compagnia.

Croccantini: ceneri e patologie renali
Sono state fatte osservazioni che evidenziano come ad esempio il notevole aumento delle patologie renali nei gatti sia cominciato proprio con l'avvento su larga scala dell'alimentazione industriale.
Se questo succeda anche con il riccio alimentato regolarmente con cibo secco non è ovviamente dato di saperlo, sia perché non risultano studi in questo senso, sia perché questo animaletto, di cui per altro è vietata la detenzione, vive allo stato selvatico e in natura non trova certo croccantini, a meno che non prenda l'abitudine di servirsi nelle ciotole dei gatti che alcuni sono soliti posizionare fuori casa, ma anche in questo caso i croccantini non costituirebbero la sua dieta prevalente, perché il riccio non rinuncia di certo al suo cibo naturale.

Inoltre per un vero amante degli animali è impensabile e crudele privare un selvatico della propria libertà e pensare di farlo vivere in perenne prigionia, fosse anche libero di scorazzare per casa.
E poi bisogna tener conto che il riccio conduce vita attiva notturna, quando gli umani solitamente dormono, e oltretutto tenerlo in casa comporterebbe grossi problemi di natura igienica, stante la sua abitudine di espletare i propri bisogni fisiologici dove gli capita e le feci del riccio sono veramente maleodoranti...
E anche chi pensasse, contro ogni logica di vero amante degli animali, di tenerlo rinchiuso a vita in una gabbia, si ricrederebbe ben presto vedendo lo sgradevole spettacolo del pasticcio di urina e feci che gli si presenterebbe agli occhi e al naso ogni mattina al momento di accudire l'animaletto.

Tornando in tema di correlazione tra patologie renali e pet food, vale la pena ricordare che il tipo maggiormente messo sotto accusa è il secco, vale a dire il croccantino o crocchetta che dir si voglia.
Questo perché, a differenza del pet food umido (bocconcini, paté, mousse, sfilaccetti, ecc.) e anche del cibo naturale (carne, pesce) il secco contiene una scarsissima quantità di acqua, mentre l'umido e i cibi freschi ne contengono mediamente il 70%. Ciò che incide maggiormente sulla salute dei reni sono i minerali contenuti nel cibo; il quantitativo percentuale è rilevabile leggendo la composizione riportata su ogni confezione, alla voce "ceneri".
Nel secco troviamo percentuali di ceneri molto più alte rispetto all'umido, proprio per il motivo che il secco non contiene acqua e pertanto è un vero concentrato di minerali.
Se però l'animale beve un adeguato quantitativo d'acqua, essa diluirà le ceneri e di conseguenza l'impatto sui reni sarà praticamente come quello del cibo umido.

Purtroppo nel web circolano ancora articoli sovente fatti in puro stile "copia & incoll"a (lo si capisce subito perché sono quasi tutti identici, non di rado proprio alla lettera) e che continuano a demonizzare il pet food secco in generale, ripetendo e straripetendo che il peggior pet food umido è sempre meglio del miglior pet food secco, preferendo evidentemente limitarsi a far proprie le altrui tesi senza esercitare un minimo di senso critico e senza neppure avvertire la benché minima esigenza di approfondire l'argomento e informarsi meglio.
Evidentemente costoro ignorano che ci sono alcuni produttori seri, certamente pochi, ma che comunque ci sono.

Per chi fosse interessato a conoscere qualcosa di più su queste benedette ceneri, eccone alcuni brevi cenni QUI
La qualità dei croccantini è assai variabile, a seconda della serietà del produttore, della qualità delle materie prime utilizzate, del processo produttivo.
Non lasciamoci quindi abbindolare dalle confezioni accattivanti, da diciture del genere "naturale, holystic, senza conservanti" e via dicendo, dagli spot pubblicitari, dal fatto che alcuni di questi cibi siano caldamente consigliati da molti veterinari; purtroppo ai nostri giorni la formazione specialistica in materia di nutrizione degli animali da compagnia viene fatta basandosi largamente sugli studi dei ricercatori delle ditte produttrici di pet food, il che la dice anche troppo lunga...
E ricordiamoci che anche il prezzo alto o la notorietà di una marca non sono affatto garanzia di ottima qualità.

Questi alimenti industriali è innegabile che siano comodi, perché già pronti: basta aprire il sacchetto o la scatoletta e mettere il cibo nella ciotola; cerchiamo almeno di avere l'accortezza di acquistare prodotti ottimi, imparando a leggere la composizione dichiarata in etichetta, oppure prepariamo in casa la pappa per i nostri amici a quattro zampe, se davvero ci teniamo alla loro salute!

Tornando al riccio, gli irriducibili del cibo industriale è meglio che optino per i croccantini, perché non si corre il rischio che possano essere scelti dalle mosche per deporvi le uova e non si deteriorano velocemente come invece succede per il cibo umido.
Siccome però, come già detto in precedenza, il 90% del pet food è una vera porcheria e ciò nonostante le vendite sono in costante aumento , anche gli amanti di questi prodotti è meglio che ne limitino l'uso proprio solo quando è accertato che l'ambiente naturale non offre cibo a sufficienza; se però vediamo dei bei ricci grassottelli, evidentemente cibo ne trovano, quindi evitiamo di dare certe schifezze; se proprio vogliamo offrire qualcosa, per invogliarli a frequentare il nostro giardino optiamo per cibi preparati in casa, ad esempio carne cotta al vapore o lessa o appena scottata in padella, senza condimenti e senza sale o spezie, e che avremo cura di somministrare solo a sera e in modica quantità, ritirando prontamente al mattino quello eventualmente non consumato e riducendone la dose il giorno seguente.

Una domanda che spesso viene posta da chi decide di fornire cibi supplementari a ciò che i ricci trovano in natura è: "quali gusti vanno bene?" Anche qui ci sarebbe molto, ma molto da dire.
Si legge in giro di dare solo pollame o carni bovine e cibo per gatti negli stessi gusti, ma non pesce.
Ma perché? Quale motivazione portano coloro che hanno stabilito questa regole?
E' presto detto: la motivazione è che in natura i ricci non trovano pesce.
E fin qui siamo certamente tutti d'accordo; il riccio non va a pesca e quindi, a meno di trovare qualche pesce abbandonato dai pescatori, non avrebbe modo di mangiarne.
Ma allora forse che in natura il riccio si nutre di polli o bovini?
O forse trova forse cibo industriale per animali domestici?
No di certo ...quindi vien da sè che è inutile farsi tante paranoie!
Se proprio abbiamo deciso di dare al riccio cibo per gatti, e nonostante tutto ci ostiniamo ad acquistare schifezze per ché costano poco, accertiamoci almeno che non contenga lattosio, che il riccio non è in grado di trasformare e che gli provocherebbe pericolose diarree.

E IL NOSTRO CIBO?

I farinacei
I farinacei in genere, quali pane, riso e pasta non sono graditi al riccio, a meno di essere conditi.
Infatti una pastasciutta col sugo di pomodoro piacerà senz'altro, come pure pane con il sugo.
Polenta e gnocchi invece sono rifiutati del tutto perché si appiccicano ai denti e il riccio fatica molto a liberarsene.
L'obiezione di alcuni al fatto di dare al riccio questi cibi è che in natura questi animali non mangiano farinacei ed è verissimo.
Tuttavia quelli che vanno a pescare dal piatto del gatto fuori dalla porta di casa ci possono trovare non solo le crocchette o l'umido, ma anche altri nostri avanzi di cucina e certo non si tirano indietro, anzi!

E' comunque assodato ed accettato che i farinacei non provocano danni all'apparato digerente del riccio.
Secondo alcuni però oltre a riempire lo stomaco, farebbero ben poco, perché sarebbero espulsi dall'intestino praticamente indigeriti.
Questa affermazione è veritiera quando si parla di riso, mentre lo è assai meno quando si parla di pane e pasta, cioè di derivati del frumento, che vengono invece digeriti.
Questo non significa ovviamente che si possa pensare di alimentare un riccio solo a pane e pasta, ma nemmeno che siano assolutamente da evitare come la peste.
Basta tenere la via di mezzo e non eccedere né in un senso, né nell'altro, insomma basta comportarsi, come dicevano gli antichi, "cum grano salis".

Le uova
riccio che mangia un uovo Le uova sono un altro cibo gradito al riccio, che in natura ovviamente le mangia crude.
Se ha molta fame si mangerà sia il tuorlo che l'albume; diversamente il furbacchione mangerà solo il tuorlo, ma come dargli torto?
Diamogli quindi tranquillamente l'uovo, e diamoglielo crudo, con tutte le sue proprietà nutrizionali intatte, anche se qualche "professorone" vi dirà di farlo cuocere sodo, perché mangiare uova crude potrebbe essere nocivo...i batteri...bla, bla, bla...

I salumi
Questi cibi sono da escludere del tutto non solo dall'alimentazione del riccio, ma da quella di qualsiasi animale.
Indubbiamente appetibili, ma ricchi di sale e di sostanze chimiche conservanti decisamente nocive, vanno evitati del tutto; sono tra le peggiori porcherie e se vogliamo dirla tutta, anche l'uomo dovrebbe astenersene, con gran beneficio per la propria salute.





Appello urgente!!





    


Né a Pasqua, né mai!


Articolo di Beatrice Montini (Corriere della Sera)
Investigazioni di Animal Equality Italia




Malata di sclerosi multipla e contraria alla sperimentazione animale
Dottor Stefano Cagno

Clicca la foto per l'articolo del dott. Stefano Cagno, Dirigente Medico Ospedaliero dell'Az. Osped. Desio e Vimercate (MB)
Visita EQUIVITA















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CARNE E LATTE
Le carni cotte, arrosto, umido, lesso, vanno benissimo per i ricci, purché si faccia attenzione che non ci siano ossa; in particolar modo bisogna stare attenti ai piccoli ossicini che potrebbero conficcarsi in gola o restare incastrati nei denti.
Stesse avvertenze per le carni crude.


Un discorso a parte meritano la carne di maiale e il latte.

A chi si è trovato a dover soccorrere un riccio e ha cercato notizie qua e là, sarà forse successo di imbattersi in un tassativo "NO" all'uso di carne suina, senza però spiegazioni a supporto di tale "divieto".

Per quanto riguarda il latte di vacca, è doverosa una premessa: non deve essere somministrato ai piccoli ricci lattanti, perché il delicato apparato digerente di questi animali non possiede l'enzima lattasi che scinde il lattosio in zuccheri semplici e digeribili; pertanto nei lattanti provocherebbe diarrea assai pericolosa che potrebbe avere conseguenze letali.
Nel riccio adulto invece l'assunzione di modiche quantità di latte vaccino non causa problemi.
Nel caso sia indispensabile ricorrere al latte, viene generalmente consigliato un prodotto industriale denominato Esbilac.

Questi ultimi due argomenti, carne di maiale e latte, sono approfonditi nelle rispettive sezioni.




E infine ricordiamo sempre che ogni cibo, crudo o cotto, deve essere fresco, sia per i ricci, come per qualsiasi altro animale.
Noi non mangeremmo del cibo mal conservato o avariato, perché quindi darlo a un animale?
Gli animali, domestici o selvatici che siano, non sono la succursale della pattumiera.

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