ALIMENTAZIONE IN NATURA

Capita ancora oggi di sentir definire il riccio come un roditore; niente di più sbagliato!
Il riccio è uno dei pochi mammiferi insettivori come lo sono talpe, toporagni, crocidure e mustioli, tutti animaletti che vivono nel nostro Paese.
Una caratteristica ben visibile che li accomuna è quella di avere il musetto allungato e appuntito.
Il fatto che il riccio sia stato incluso fra gli insettivori non significa però che si nutra solo di insetti, anche se questi costituiscono la parte preponderante della sua dieta abituale.
In veramente piccola parte mangia anche frutta, uova e piccoli animaletti che gli capitano a tiro.
In natura la sua l'alimentazione è costituita per la quasi totalità da piccoli invertebrati: insetti, larve, lombrichi, lumache, alcuni bruchi e farfalle notturne, insomma, tutta quella miriade di esserini che vivono tra le foglie cadute, i legni in disgregazione, sotto le cortecce degli alberi morti o che trascorrono la loro esistenza sotto terra, oppure quelli che in alcuni periodi dell'anno, generalmente legati all'epoca riproduttiva, compaiono in gran numero, come ad esempio il maggiolino e altri scarabeidi.
Tra questi ultimi, i più numerosi sono forse i piccoli Amphimallon sosltitiale.


Questi piccoli coleotteri sono così chiamati perché fanno la loro comparsa intorno al solstizio d'estate, quindi nel mese di giugno.
Con il loro volo lento, incerto, rumoroso e pesante, all'imbrunire escono dai nascondigli fra l'erba dove hanno trascorso il giorno.
(Fotografia tratta da Entomart).



Al calar del sole inizia l'accoppiamento, che avviene anche in volo, dopodiché le femmine
si nasconderanno fra l'erba per deporre le uova.
Qui si svilupperanno le larve che si affonderanno nel terreno e dopo vari stadi di trasformazione arriveranno a divenire pupa ed infine ci sarà lo sfarfallamento dell'insetto, a distanza di anni dalla deposizione dell'uovo; questo modo di riprodursi è tipico di molti scarabeidi.
(Fotografia dell'entomologo David Cappaert)


I ricci gradiscono moltissimo questi insetti e ne fanno autentiche scorpacciate, sia di adulti, che di larve che catturano scavando nel terreno, dopo averle individuate grazie all'udito finissimo che permette loro di sentirne i movimenti nonché il rumore prodotto dal rosicamento delle radici di cui queste larve si nutrono.
Quando è alla ricerca del cibo emette tutta una serie di suoni tipici: sbuffi, starnuti, soffi, contornati dal fruscio delle foglie e dallo scricchiolare dei rametti secchi che il riccio calpesta e sposta per meglio raggiungere le sue potenziali prede.

Svolgono così un ruolo determinante nel limitarne l'espansione eccessiva.
Questi insetti sono dannosi per l'agricoltura, in quanto allo stadio larvale si nutrono di piccole radici.
L'uso di fitofarmaci per debellarli provoca di conseguenza intossicazioni e avvelenemanti nei ricci che frequentano le zone coltivate alla ricerca delle loro prede preferite.

Anche le grosse uova di formica sono gradite al riccio.
Chiocciole e limacce sono invece trascurate, se trova cibi più appetibili, ma in caso di necessità arriva a nutrirsi addirittura delle vischiosissime limacce rosse.

riccio che mangia una rana



Nell'alimentazione del riccio oltre a larve, lombrichi e coleotteri in genere per i quali ha una particolare predilezione, entrano a far parte anche altri cibi, seppur raramente: piccoli anfibi, uova di uccelli che nidificano a terra e rettili.





Non disdegna la frutta, soprattutto mele e pere, mentre non gradisce quella acidula, che al massimo può "assaggiare" ma solo se ben matura.



Non mangia invece verdure, ma se capita in un orto e trova dei bei pomodori rossi e maturi al punto giusto, a volte li assaggia, ma ovviamente solo se li trova a "portata di bocca".

Ricci e vipere
Non è assolutamente vero che il riccio sia immune al veleno della vipera; il fatto che la attacchi e riesca ad ucciderla senza subire conseguenze dipende, oltre che dalla sua abilità e dalla prontezza di riflessi, anche dalla protezione che i suoi aculei gli offrono.
La vipera non riesce a superare questa barriera spinosa di aculei incrociati e quindi non può affondare i denti nel corpo riccio; tuttavia se dovesse riuscire a colpirlo sul muso, le conseguenze per lui sarebbero tragiche.

Ricci,topi e uccellini
I ricci sono anche cacciatori di topi, arvicole e altri piccoli roditori, dei quali generalmente predano la prole; tuttavia mamma riccio non esita ad attaccare anche topi adulti quando si tratta di difendere i propri cuccioli.
Come ben sanno coloro che allevano galline, i topi amano frequentare i pollai e i depositi di granaglie, perché vi trovano cibo in quantità.
Se però il luogo è visitato abitualmente dai ricci, se ne terranno alla larga.

E' anche vero che i ricci possono nutrirsi di uccellini, ma certo non vanno a predarli nel nido; piuttosto si tratta di nidiacei caduti a terra, dove ben presto muoiono di freddo poiché i genitori non sono in grado di riportarli nel nido.




Appello urgente!!





    


Né a Pasqua, né mai!


Articolo di Beatrice Montini (Corriere della Sera)
Investigazioni di Animal Equality Italia




Malata di sclerosi multipla e contraria alla sperimentazione animale
Dottor Stefano Cagno

Clicca la foto per l'articolo del dott. Stefano Cagno, Dirigente Medico Ospedaliero dell'Az. Osped. Desio e Vimercate (MB)
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